Cripple Bastards, un pezzo di storia in arrivo al Tetris

Chi li ha visti dal vivo giura che sono una bomba! Sono di casa all’Obscene Extreme così come nel Sol Levante, eppure i Cripple Bastards non hanno mai suonato a Trieste…Tenetevi dunque pronti per sabato 25 febbraio, quando le porte del Tetris si spalancheranno per accogliere quest’autentico pezzo di storia che, sulla scena da quasi trent’anni, ha conquistato l’attenzione internazionale suscitando spesso anche feroci polemiche.

Mente e corpo del progetto è Giulio detto The Bastard, che lo ha fondato ad Asti nel 1988 con Alberto the Crippler, insieme a cui suonava dall’87. In quel periodo Giulio frequentava la scena metal/hc della ex Jugoslavia, in particolare Belgrado, ed è proprio lì che lui e Alberto si conoscono.

Ciao Giulio, benvenuto su Freezine! Questa è la prima volta che suonate a Trieste! La conoscete già, e quali pezzi porterete?
Ciao! Sì, conosco bene Trieste perché, essendo in parte cresciuto in Serbia, ci passavo spesso, e ogni tanto nei weekend mi ci portavano i miei genitori, specie negli anni ’80. Non lontano da lì abbiamo suonato qualche volta a Udine, Gorizia ed anche in Slovenia. Personalmente sono contento di suonarci perché la zona mi è sempre piaciuta, e perché è la città degli Upset Noise, band che ho sempre stimato e rispettato. La nostra scaletta attinge in modo abbastanza uniforme da ogni nostro album, in tutto sono ventisette brani che ripropongono un po’ tutta la storia dei CB! 

Chi c’è nella nuova line up?
Attualmente i C.B. sono: Giulio The Bastard – voce, Schintu The Wretched – basso (nella band dal 1998), Der Kommissar – chitarra (nella band dal 1999), Wild Vitto – chitarra (nella band dal 2014) e Raphael Saini – batteria dal 2014.

La vostra immagine si richiama spesso al cinema di genere anni ’70, da dove nasce questa passione?
Seguo il cinema di genere da quando ero bambino, in generale ho sempre collezionato e consumato film anni ’60/’70/’80 principalmente italiani, con preferenze su giallo, horror, western, polizieschi e drammatici. 

E il cinema ricorre spesso nella storia dei Cripple Bastards, nel bene ed anche nel male: una loro performance all’Open Hands Festival è stata interrotta a bottigliate dal pubblico, offeso da una frase (‘le donne sono tutte puttane’, ndr) presa da ‘Frenzy’, noto film di Alfred Hitchcock del 1972. Così come la figura del ferocissimo Tomas Milian/Giulio Sacchi di ‘Milano odia: la polizia non può sparare’ (1974) si collega a ‘Misantropo a senso unico’, considerato ancora oggi il disco manifesto della band.

Oltre ai Cripple Bastards, Giulio da alcuni anni gestisce anche la F.O.A.D Records, storica etichetta specializzata in trash e hc.
‘La F.O.A.D.’, racconta Giulio, ‘è stata fondata dal mio amico Marco Garripoli di Torino, inizialmente era una fanzine, poi si è sviluppata anche come label partendo dalle cassette e proseguendo con uscite su CD. Nel 2008 dopo un periodo passato insieme a lavorare – Marco mi aiutava a tenere il merch dei CB ai concerti, cosa che fa tutt’ora- abbiamo deciso di unire le forze e trasformare la F.O.A.D. in un’attività a tempo pieno, arrivando a due uscite al mese e dando la precedenza al nostro supporto preferito, il vinile. Le cose si sono evolute nell’arco del tempo, siamo arrivati a lavorare con band come Terrorizer, Cryptic Slaughter, Discharge, Wehrmacht, Raw Power, Bulldozer, DRI e molti altri. Nel 2013 Marco ha lasciato l’etichetta e al suo posto è entrato Luca, anche lui amico storico e supporter dei CB da moltissimo tempo. Ad oggi siamo arrivati a più di 120 dischi pubblicati e uno standard di due uscite al mese.

I Cripple in tour in Giappone

Parliamo un po’ dell’ultimo tour…
Sì, qualche mese fa siamo stati per la seconda volta in tour in Giappone! E’ una delle nostre mete preferite sia per l’entusiasmo e l’affiatamento del pubblico, sia per il livello qualitativo incredibile delle loro band, dall’hardcore al metal a qualsiasi altro genere. Ogni serata è stata grandiosa, con tanta gente e la possibilità di dividere il palco con alcuni tra i miei gruppi preferiti. Poi il fattore amicizia e rispetto da parte di chi organizza e chi segue una band come noi, lì è qualcosa di veramente unico.

Ed ora? Quali progetti avete per il 2017?
Stiamo lavorando all’album nuovo e a un cofanetto definitivo che raccoglie tutti i nostri singoli/split e un mucchio di materiale inedito ‘d’epoca’. Entrambi dovrebbero uscire nel 2018 per il nostro trentesimo anniversario.

 

Musica live, Trieste: la Sala Tripcovich accende il dibattito sulla mancanza di spazi

Occhi puntati sulla musica live a Trieste, anche dai profili Facebook e sulle pagine de ‘Il Piccolo’, dopo l’esplodere della polemica relativa alla Sala Tripcovich ed alla sua futura demolizione. Risalta così ancora di più, e sotto gli occhi di tutti, l’evidenza della mancanza di luoghi in città dove organizzare eventi di ogni genere musicale: su Freezine ne abbiamo parlato negli articoli qui sotto:

Trieste, il rock all’attacco: ‘Servono più spazi per la musica dal vivo’

Musica live, a Trieste una sala più grande ‘se pol’…e si deve!

Con l’occasione Il Piccolo del 9.2.2017 rilancia anche un vecchio -ma non poi così tanto – progetto di un contenitore poli-funzionale lanciato nel 2009 con il nome di Nuova Tripcovich sul modello del Deposito Giordani (la cui sede a Pordenone nel frattempo ha chiuso i battenti). Sempre sullo stesso numero pubblica anche una serie di interviste ai cittadini che sottolineano ancora una volta la carenza di spazi in città per eventi musicali, e c’è anche chi auspica l’utilizzo della Sala Tripcovich come ‘succursale’ cittadina del PalaRubini.

http://ilpiccolo.gelocal.it/trieste/cronaca/2017/02/09/news/le-ruspe-sulla-tripcovich-emarginano-dipiazza-1.14850041?ref=hfpitsel-1

Ma qual è l’opinione dei gruppi musicali? Lo abbiamo chiesto ai Concrete Jellÿ, astro nascente della scena rock triestina, che così ci hanno risposto: ‘Negli ultimi due anni siamo riusciti, non senza difficoltà e impegno, a suonare quasi ogni settimana in locali, club e music bar del Nord Est e soprattutto fuori dall’Italia, e anche se la nostra gavetta va ancora avanti, possiamo dire di aver maturato una certe esperienza sul movimento musicale underground. Ai nostri esordi Trieste ci era sembrata un’isola felice: c’erano i locali per i ‘grandi’ come Tetris, Naima e Etnoblog, club per i ‘medi’ come il Round Midnight, il Rock Out, ed infine bar e pub che eroicamente davano ai gruppi emergenti la possibilità di suonare. Due anni dopo abbiamo suonato praticamente in ciascuno di questi locali. Trieste è ancora l’isola felice? No, nei due anni successivi i locali che ospitavano concerti rock sono caduti come mosche sotto i colpi delle denunce dei vicini, ordinanze anti movida e mancate occasioni. Mentre prima riuscivamo a garantirci un concerto a Trieste al mese, adesso abbiamo più facilità a trovare date in Europa che nella nostra città. I musicisti e i musicofili però non si sono certo arresi, ci teniamo a ricordare il nuovissimo MushrooM bar, che con il giusto sostegno della comunità potrebbe diventare un nuovo punto di riferimento underground, e la purtroppo breve parentesi New Life, avventura abortita dai soliti problemi di lungimiranza di un gestore. Sinceramente siamo stufi di dover definire ‘eroi’ o ‘folli’ coloro i quali danno ancora alle band come noi la possibilità di fare un po’ di casino. Le proposte sono sempre le stesse da anni, Porto Vecchio, zone industriali, non importa dove, noi ci impegniamo a mettere la musica, ma c’è davvero la voglia di creare una scena musicale vera e propria o vogliamo continuare a organizzare serate una tantum solo per farci fare il video patinato da mostrare ai parenti e alle fidanzate?’

 

Musica live, a Trieste una sala più grande ‘se pol’…e si deve!

di Matteo Trevisini

Spiace dirlo…ma Trieste non è una città ‘rock’ come ad alcuni piace ripetere…Il tutto è in mano alla buona volontà dei singoli senza un aiuto concreto delle istituzioni.
Pur avendo un invidiabile numero di gruppi in ogni genere musicale esistente, di cui molti di essi con una proposta di qualità eccelsa, la situazione di contorno è in stallo perenne da un bel po’. Ottime band e una scena in fermento che si rinnova e cambia pelle in continuazione, con tanti appassionati che si ‘sbattono’ per organizzare eventi, concerti e serate per tenere viva questa scena…e quindi? dove stanno i problemi?
La situazione di stallo riguarda gli spettatori ma soprattutto la mancanza di luoghi dove organizzare eventi di ogni genere musicale. A voler esser pignoli negli ultimi tempi la scelta è perfino peggiorata con la chiusura di posti underground ma di prestigio, come ad esempio l’Etnoblog.

In città c’è il Tetris, rimasto l’ultimo baluardo dei club underground, che anche in questa stagione sta riempiendo il suo cartellone con nomi di artisti italiani ed internazionali in ambito metal, hardcore ma anche alternative, pop e perfino reggae. Ci sono le associazioni, come Trieste Is Rock ed il Rock Out X Project, che lottano quotidianamente per portare in città artisti di valore, scontrandosi proprio con la mancanza di spazi dove poter organizzare l’evento senza andare sotto e perderci dei soldi…e come loro ci sono anche altre realtà e locali dove vengono organizzati concerti (molti dei quali ad ingresso rigorosamente gratuito!).

Alla fine, quando i concerti arrivano, gli spettatori autoctoni sono sempre ed inesorabilmente gli stessi, ed i biglietti venduti devono per forza passare per i fans venuti da fuori per avere dei risultati soddisfacenti alle volte solamente per andare in pari. Che sia un concerto di livello oppure il live di qualche band underground, le facce – gira e rigira – sono sempre quelle. Non si può nemmeno dire che il ‘possibile’ pubblico non venga a conoscenza degli eventi in quanto con l’aiuto fondamentale dei social media la pubblicità è facile, economica e fruibile a chiunque abbia un profilo Facebook: dal piccolo evento unplugged in un bar rionale ai megashow di star storiche allo stadio Rocco o al PalaTrieste, la scusa ‘…ah, no savevo…’ è poco credibile.

Lo ‘zoccolo duro’ c’è e c’è sempre stato: quello che è presente, che è parte attiva perfino ai banchetti del merch per supportare i gruppi e questa, seppur esigua, rappresentanza DEVE avere dei luoghi di aggregazione di livello almeno decente: perché è giusto che sia così, perché Trieste, seppur provinciale, è un capoluogo, e una città grande DEVE possedere delle strutture adeguate a certi tipi di concerti come in ogni altra città europea che si rispetti (…dove già esistono da decenni!).

A Trieste manca ora più che mai una sala concerti (…ma nulla vieta che sia polivalente!) con una capacità adeguata per poter organizzare concerti di artisti medio/grandi (500/1500 spettatori), ed è qui che dovrebbe intervenire il Comune ‘regalando’ alla città un luogo di prestigio in ambito pop/rock e dando poi la struttura in gestione alle realtà associative già presenti, in modo da formare un cartellone musicale che a Trieste purtroppo manca. Ormai è già da qualche anno che la Slovenia arranca e gli artisti che una volta passavano regolarmente ora si sono diradati…approfittiamone!
Il bacino d’utenza è vasto se l’artista è appetibile! Lubiana – ad esempio – ha delle strutture invidiabili (giusto per fare un nome, il Kino Siska!)… e la nostra città perché non può averne dello stesso livello? A Trieste non si può pensare di poter utilizzare solamente il teatro Miela (…con notevoli costi di per organizzare concerti!) e null’altro…DEVE esserci un’alternativa!

La scena dell’underground triestino, dopo tanti sforzi organizzativi quasi sottotraccia, merita di avere degli impianti dove poter creare, senza cappi al collo economici, eventi artistici di ogni genere.
Ma in questa crescita futura è palese che il pubblico deve fare la sua parte (…quella fondamentale su cui si poggia tutto il discorso!), alzando il posteriore e cominciando a tornare ai concerti che passano in città. Poiché negli ultimi dieci anni di date importanti ne abbiamo viste parecchie (senza soffermarci su nomi blasonati come Pearl Jam, Bruce Springsteen o Iron Maiden), non vorrei che tornassimo al ‘vuoto cosmico’ degli anni ’80 e ’90, quando per vedere qualche buon concerto bisognava regolarmente macinare centinaia di chilometri con l’auto.

Happy Birthday Axl Rose!!!

Tante volte mi son chiesta quale segreto si nasconde dietro il sorriso di Axl Rose, frontman dei riuniti Guns N’ Roses che il prossimo 6 febbraio compirà 55 anni.
Un sorriso inafferrabile, per certi versi misterioso, con quella faccia un po’ così, quell’espressione un po’ così, tanto per dirla alla Paolo Conte… un sorriso che un giorno mi piacerebbe vedere anche sul grande schermo, magari nei panni di un villain in un sanguinolento film di Quentin Tarantino.

(C) Katarina Benzova

…e quel sorriso? ecco le due risposte più ‘pazze’ che sono riuscita a trovare:

Risposta N.1 : Vissuto per anni sotto le sembianze di ranocchio, deriso e trattato male da tutti, W. Axl Rose è in realtà un Principe tramutato da un incantesimo malvagio. A liberarlo è giunta in suo aiuto una bellissima Principessa dalle lunghe chiome bionde e grandi occhi azzurri.

Dopo i suoi baci, il ranocchio non soltanto è tornato ad essere il Principe che tutti ricordano, alla guida di un regno da oltre 100 milioni di dollari -solo per le date nordamericane-, ma pronto a lanciarsi anche in nuove e mirabolanti avventure per aiutare gli AC/DC, rimasti ‘orfani’ di Brian Johnson alla vigilia del tour.

(c) Katarina Benzova

Risposta N.2 : Nei ritratti di famiglia, si sa, il Padre sorride raramente. La figura paterna deve ispirare forza, autorevolezza, affidabilità: quando i figli sono numerosi, anche le responsabilità aumentano, quindi ecco che di tempo per sorridere ne resta poco.

Ecco, anche se figli ufficiali per ora non risultano, Axl Rose è già Padre: è un Padre per i suoi soci e compagni di mille avventure, è un Padre per le belle ragazze di cui si circonda, è un Padre per i suoi fans che lo venerano da un emisfero all’altro del pianeta… lo è anche per chi ha scritto questo pezzo…!
Happy F***** B-day Axl Rose!!!

Axl con una fan a Santiago del Cile

 

The Offspring, le superstar del punk rock tra i primi nomi del Lignano Sunset Festival

Non si è ancora spento l’eco del doppio annuncio dei live in Friuli Venezia Giulia dei Dream Theater e Airbourne che Lignano Sabbiadoro presenta oggi la prima edizione del Lignano Sunset Festival, annunciando il primo strepitoso nome del suo calendario e attestandosi così da subito come una delle rassegne più importanti dell’estate musicale italiana e internazionale. Venerdì 4 agosto lo Stadio Teghil di Lignano Sabbiadoro ospiterà le super star del punk rock mondiale THE OFFSPRING, per l’unico concerto nel Nord Est del mini tour di tre date della band che ha fatto la storia di questo genere musicale, al grande ritorno live in Italia. L’evento sarà ulteriormente arricchito da due special guest d’eccezione che verranno annunciati prossimamente, una data da segnare sul calendario per tutti gli amanti della musica rock e non solo. I biglietti per il concerto, organizzato da Città di Lignano Sabbiadoro e Zenit srl, in collaborazione con la Regione Friuli Venezia Giulia, l’Agenzia PromoTurismoFVG Music&live e Hub Music Factory e inserito nel Lignano Sunset Festival – rassegna di grandi concerti alla prima edizione, che vedrà nei prossimi giorni svelato il suo calendario completo – saranno in vendita a partire dalle 11.00 di venerdì 3 febbraio sul circuito Ticketone. Info, prezzi e punti vendita su www.azalea.it .

HubMusicFactory è lieta di annunciare il ritorno di The Offspring in Italia per tre straordinari appuntamenti ricchi di sorprese, all’interno di un tour europeo che li vede protagonisti in alcuni dei maggiori festival del continente. Dopo l’enorme successo dei concerti della scorsa estate a Milano e Rimini, torna in Italia una delle band di maggior richiamo per tutti gli amanti del punk-rock; l’anno scorso infatti si è registrato un sold-out clamoroso all’appuntamento di Rimini e numeri da capogiro su un palco importante come quello del Market Sound di Milano.

The Offspring, esplosi negli anni ’90, sono una delle band che ha portato il genere punk rock al grande pubblico, restando sulla cresta dell’onda per quasi trent’anni di onorata carriera. Dexter Holland (voce, chitarra), Noodles (chitarra), Greg K (basso) Pete Parada (batteria), danno vita al progetto nel 1989 e raggiungono il successo planetario con l’album “Smash”, il disco più venduto di sempre prodotto da un’etichetta indipendente, Epitaph, con 14 milioni di copie vendute, un successo planetario ancora oggi.
Da lì la band non si è più fermata: più di 1100 show sui palchi di tutto il mondo, più di 40 milioni di album venduti e numerose hit indelebili nella storia del rock tra cui “Self Esteem”, “Come Out And Play (Keep ‘Em Separated)”, “The Kids Aren’t Alright” e “You’re Gonna Go Far, Kid”. Fin dal primo album-studio lo stile musicale della band è chiaro: chitarre potenti, avvolte da occasionali riff surf ed un timbro vocale alto, tra l’urlato ed il cantato, con una base melodica. “Smash” invece si differenzia dall’intera produzione musicale del gruppo in quanto presenta riff più pesanti, e tempi più lenti. E proprio come lo scorso anno, The Offspring avranno degli ospiti d’eccezione che condivideranno il palco con loro in tutte e tre le date. Una notizia che farà sicuramente felici i tanti fan della band che accorreranno a migliaia il prossimo 4 agosto a Lignano anche da fuori regione e dalle vicine Austria, Slovenia e Croazia. Dopo Tiziano Ferro, Dream Theater e Airbourne, Lignano Sabbiadoro si conferma capitale della grande musica anche per l’estate 2017. Tutte le info su www.azalea.it .

Musica live, l’allarme del Colony di Brescia: ‘Non ha più senso proporre gruppi medio-piccoli’

Lunedì nero per la musica live nel Bel (?) Paese, è addirittura doppio l’allarme che arriva direttamente dalle periferie del Nord industriale, da sempre enclave riconosciuta del metallo tricolore.
A lanciarlo è il Circolo Colony di Brescia che dalla sua pagina Facebook spiega di rispettare tutti gli impegni presi fino all’estate – tra cui la novità del Colony Open Air festival all’Autodromo di Franciacorta il 22 e il 23 luglio-, ma il tono del suo appello non lascia spazio ad equivoci: ‘Siamo al momento della decisione, e stavolta non servono più gli incoraggiamenti, i ‘bravo’, i ‘siete grandi’, adesso servono i fatti’.

Spiega il presidente del Colony, il cui ingresso è riservato ai soci: Il Colony non è nato solo per i nomi famosi, ma anche per nomi minori, che molti di noi hanno sempre voluto vedere ma difficilmente sono passati per l’Italia, altrimenti avremmo aperto un Live dove passano sempre e solo i soliti big. Se leggi meglio il post forse capirai che il problema che sto spiegando è proprio che non ha più senso proporre gruppi medio/piccoli perché la gente è sempre meno interessata’. Il problema, continua, ‘(…) è il sempre meno seguito che hanno le bands di una certa dimensione. Solo con gli ingressi 8 date su 10 non riescono nemmeno a coprire il cachet…’.

Tante le reazioni su Facebook, tra cui lapidario, ma efficace, è il commento di Ginevra: ‘Onestamente, se fossi un gruppo estero eviterei di venire in italia per suonare davanti a 4 gatti quando in Germania posso suonare davanti a 400. In Italia manca il pubblico, il problema dei soldi è relativo, voglio dire, 2 euro di tessera sono niente, ma anche 10 non sono nulla, e vedersi 2/3 gruppi ai vostri prezzi è più che abbordabile. Ma la realtà italiana è questa. Ho appena finito di leggere un’intervista alla cantante dei Battle Beast, e tra le righe lasciava intendere il divario di presenze tra una data in italia e una nel resto d’Europa…’.

I commenti all’appello lanciato dal Circolo Colony di Brescia

All’appello del Colony si riallaccia con un post anche il Revolver, club di San Donà di Piave che, nonostante le ultime date con ospiti band di tendenza tra cui Brujeria e Batushka, lamenta la pigrizia del pubblico: ‘Grandissime partecipazioni su Facebook e scarse in locale. Non staremo qui a ribadire l’ovvio concetto che se il pubblico vuole live di qualità deve partecipare FISICAMENTE alle serate, e che con i “parteciperò” di Facebook non ci paghiamo l’affitto’. Quindi? ‘Confermiamo gli eventi fino a fine Marzo, che saranno Extrema, Nanowar, Ill Niño, Dark Tranquillity, Orgy e Lacrimas profundere’, dicono al Revolver, ‘e se non vedremo un cambio di tendenza e una partecipazione adeguata, torneremo a chiudere le porte alla musica dal vivo per fare serate discoteca, che sicuramente ci piacciono di meno, ma almeno ci permettono di pagare i conti. Fate i vostri conti, la prossima volta che vi pesa il culo, perché permetteteci di dire chiaro che se smettiamo noi di proporre determinati concerti, di km per andare a vedere bands rock e metal di un certo calibro, ne dovrete fare molti molti di più. Pensavamo che il Veneto meritasse di rientrare nel routing delle bands di livello, ma ci state convincendo che non è così’.

A Lignano in arrivo i Dream Theater e i fenomeni dell’hard rock australiano Airbourne

DREAM THEATER

“Images, Words & Beyond”

Sabato 6 maggio_ ore 20.30

AIRBOURNE

“Breakin’ Outta Hell”

UNICA DATA ITALIANA

Giovedì 15 giugno_ore 21.00

LIGNANO SABBIADORO, Arena Alpe Adria

I biglietti per entrambi i concerti saranno in vendita sul circuito Ticketone a partire dalle 10.00 di mercoledì 1 febbraio. Info e punti vendita su www.azalea.it

L’estate musicale chiama e Lignano Sabbiadoro risponde. Dopo il live di Tiziano Ferro, annunciati ufficialmente oggi due nuovi grandi eventi nella città balneare che vedranno protagoniste due band di assoluto prestigio internazionale. Si comincia sabato 6 maggio con il concerto dei Dream Theater, leggendaria band progressive metal statunitense, che porterà in Friuli Venezia Giulia l’unica data nel Nordest del nuovo atteso tour estivo ‘Images, Words & Beyond’, nel quale il gruppo suonerà dal vivo e per interno il loro album di maggior successo ‘Images and Words’ (1992), pietra miliare del genere e disco da 2 milioni di copie in tutto il mondo, insieme, ad altri brani che hanno segnato indelebilmente della loro lunga carriera.

Il secondo grande appuntamento passa invece per il genere hard rock, con l’arrivo per un unico concerto italiano, giovedì 15 giugno, degli Airbourne, compagine australiana formatasi nel 2003 e accostata dai più per stile e talento ai fenomeni ACDC, pronti a conquistare l’Italia e il mondo con il tour ‘Breakin’ Outta Hell’. Entrambi i concerti, organizzati dalla Città di Lignano Sabbiadoro e Zenit srl, in collaborazione con la Regione Friuli Venezia Giulia, l’Agenzia PromoTurismoFVG ‘Music&Live’ e Vertigo, si terranno all’Arena Alpe Adria, che torna così teatro di grandi eventi internazionali dopo i concerti degli anni scorsi con protagonisti Simple Minds, Spandau Ballet e Slayer. I biglietti per entrambi i due nuovi eventi saranno in vendita a partire dalle 10.00 di mercoledì 1 febbraio sul circuito Ticketone. Info e punti vendita su www.azalea.it.

‘In linea con quanto fatto gli scorsi anni vogliamo fortemente che Lignano Sabbiadoro si riconfermi come capitale della musica live in Friuli Venezia Giulia e non solo’, ha commentato l’assessore al Turismo Massimo Brini. ‘Oggi annunciamo due nomi di qrandissimo respiro internazionale, che vanno ad aggiungersi al grande evento di Tiziano Ferro allo stadio. E questo è solo l’inizio di un programma estivo molto ricco di appuntamenti a sostegno dell’offerta turistica della nostra meravigliosa città’.

Un nuovo grande tour aspetta i Dream Theater per la prossima primavera con i nuovi concerti italiani che seguono quelli già sold out in svolgimento in questi giorni a Roma, Padova e Milano. Con ‘Imagine, Words & Beyond’, la band icona del progressive metal farà rivivere la magia di ‘Imagine and Words’, disco che ha ispirato diverse generazioni di musicisti e che vede proprio nel 2017 il 25 anniversario dalla sua pubblicazione.
I Dream Theater nascono a Boston nel 1985 su iniziativa di John Petrucci, John Myung e Mike Portnoy. Nati inizialmente col nome di Majesty, i Dream Theater sono diventati uno dei gruppi progressive metal di maggior successo commerciale degli anni Novanta.

La band è rimasta celebre negli anni, grazie anche alla qualità dei suoi componenti: Petrucci è stato nominato come ‘secondo miglior chitarrista metal di sempre’ da Joel McIver nel suo libro ‘The 100 Greatest Metal Guitarists’. L’ex batterista Mike Portnoy ha vinto 29 premi dalla rivista Modern Drummer. Il suo successore Mike Mangini ha vinto cinque volte il titolo di ‘World’s Fastest Drummer Extreme Sport Drumming’. John Myung fu votato come il più grande bassista di tutti i tempi in un sondaggio effettuato dalla rivista MusicRadar nel settembre 2010. Una grande notizia per i tanti fan italiani della band, che accorreranno in migliaia anche all’Arena Alpe Adria il 6 maggio. Per gli iscritti al sito songkick.com i biglietti saranno in pre-sale dalle 10.00 di martedì 31 gennaio.

Loro sono il nuovo volto dell’hard rock australiano, gli Airbourne, band che sta procedendo ad ampie falcate verso la consacrazione nel gotha della musica mondiale. Nati nel 2003 su iniziativa dei fratelli Joel e Ryan O’Keeffe, gli Airbourne sfornano il primo album in studio, ‘Runnin’ Wild’ nel 2007, conquistando da subito il favore di pubblico e critica. Dopo aver suonato nei maggiori festival del mondo la band da alla luce ‘No Guts, No Glory’ nel 2010 e ‘Black Dog Barking’ nel 2013, lavori che vedano aumentare costantemente il loro gradimento di pubblico in tutto il mondo. Del settembre 2016 è invece ‘Breakin’ Outta Hell’, quarto e ultimo disco del gruppo, lavoro che contiene anche la canzone ‘It’s All for Rock ‘n’ Roll’, omaggio a Lemmy Kilmister, frontman dei Motorhead, scomparso a fine 2015. I fan italiani potranno ora applaudirli dal vivo in quella che è l’unica data estiva nel nostro paese, il 15 giugno a Lignano Sabbiadoro. Tutte le info su www.azalea.it .

Metal Days, un piccolo-grande festival a poco più di un’ora da Trieste

Un ‘piccolo-grande’ festival sloveno, a poco più di un’ora da Trieste, spunta nella classifica dei migliori metal festival stilata da NME, prestigiosa rivista britannica fondata nel 1949 -leggi qui l’articolo.

A Tolmino dal 23 al 29 luglio 2017 si terrà la 5° edizione dei Metal Days, il festival che ogni anno richiama migliaia di fans ed appassionati del sound ‘pesante’ lungo le rive smeraldine del Soča, considerato tra i fiumi più belli del mondo e patrimonio Unesco dal 1986.

Quest’anno si prospetta un bel casino, perché a richiamare ‘fette’ di pubblico più ampio ai Metal Days si aggiunge anche la presenza di una rockstar da ‘copertina’ come Marylin Manson, in buona compagnia di: Amon Amarth, Opeth, DORO, Iced Earth, Katatonia, Pain, Death Angel, Blues Pills, Bloodbath, ABBATH, Shining, Loudness, KADAVAR, Equilibrium, Sanctuary, ARCHITECTS, Venom Inc., Grand Magus, Batushka, Persefone, Krisiun, Gutalax, Hell, Xandria, Spasm, MGLA, Cancer, Triosphere, Sinister, Suicidal Angels, Goathwhore, Witchfynde, Macabre, Absu, Warbringer, Lost Society.

E poi, ancora: Kobra and the Lotus, Visions of Atlantis, Fit for an autopsy, Loathe, Katana, The great discord, Angelus Apatrida, Aaven, Aversions Crown, Evil Invaders, Rectal Smegma, Dool, Centuries, For I am a King, Rapid Force, The Foreshadowing, Dordeduh, Na Cruithne, Dead End, Morywa, Nemost, Mynded, Ortega, Crisix, Hellcrawler, Reverend hound, The black court, Srd, Transceatla, Chontaraz…
Da segnalare anche la presenza di due band di livello da Trieste, ovvero Grime e Tytus, di cui riferiremo nel corso del festival…STAY TUNED!!!

INFO TICKETS

http://www.metaldays.net/

https://www.mhshop-online.com/

Metaldays 2016 (C) Metaldays

P.S: : non vi piace il metal? Nema problema….Calato il sipario sui Metal Days, nel mese di agosto Tolmino non va in vacanza, ed anzi, cala un tris d’assi in grado di soddisfare i palati più esigenti: si parte con il Punk Rock Holiday (8-11 agosto), poi l’Overjam International Reggae Festival (16-19 agosto), e, new entry da quest’anno, il MotörCity, biker festival con sottofondo rock blues in programma dal 24 al 27 agosto sempre nel cuore della Soča Valley!

 

 

 

Trieste, il rock all’attacco: ‘Servono più spazi per la musica dal vivo’

Oggi tenere aperto un locale che propone musica dal vivo, si sa, è sempre più difficile. In Italia i costi sempre più elevati e la burocrazia hanno modificato la mappa dei live club un po’ ovunque, comprese le grandi città.

Ma come si presenta la situazione a Trieste all’alba del 2017?
Lo abbiamo chiesto alle associazioni ed organizzatori presenti in maniera attiva sul territorio.

Ecco come ci hanno risposto.

‘Molti posti importanti hanno chiuso’esordisce Drakonia InChain (Licht und Blindheit, Rock Out X Project). 
‘Per ora ci sono il Tetris, patria dell’underground triestino, il RedRace, che organizza concerti solo saltuariamente, e il Fallout di prossima apertura. L’ Anubi Production gestisce l’Ausonia e il Molo 4, ma fanno più discoteca che live…Il Naima apre a chiamata (a breve si convertirà in hamburgeria, ndr), lo Streaming è piccolissimo e fa discoteca… quindi resta solo il Tetris!

Un’immagine del Tetris, club nel centro storico di Trieste

Che cosa mancherebbe? ‘Sicuramente uno spazio socio-culturale aperto alle varie realtà’, dice Drakonia. ‘Per esempio il rap di nicchia senza l’Etnoblog a Trieste è stato sostanzialmente decapitato. Cosa servirebbe? Un quartiere del divertimento, non lontano dal centro e raggiungibile a piedi o comunque collegato 24/7 con la città, per i turisti e i cittadini’.

‘Le location presenti in città ed adatte al nostro tipo di spettacoli purtroppo si contano sulle dita di una mano, a voler essere ottimisti’dice Trieste is Rock, associazione culturale attiva dal 2010 nell’organizzazione di concerti e festival tra cui Light of Day benefit e Trieste Calling the Boss. ‘Anzi, da quest’anno il locale di riferimento presso il quale sviluppavamo la maggior parte dei nostri eventi, l’ex Macaki/Naima, cambia gestione ed i concerti live lì non saranno più realizzabili’.

Il Naima durante una delle serate targate Trieste is Rock, (c) Dean Zobec

Continua Trieste is Rock: ‘I grossissimi costi che la normativa sui locali di pubblico spettacolo impone per realizzare una nuova struttura sono l’ostacolo principale che blocca gli investimenti di qualsiasi imprenditore in tempo di crisi. Anche una possibile collaborazione tra pubblico e privato, il cosiddetto project financing, al di là di timide dichiarazioni di principio da parte dell’amministrazione comunale, non è all’orizzonte. Individuare ad esempio un contenitore nell’area del Porto Vecchio adatto ad ospitare un centro multimediale destinato ai giovani era e rimane soltanto un sogno nel cassetto’.

Quali sono le alternative? ‘Noi continuiamo la nostra attività grazie alla preziosa collaborazione con il Teatro Miela e con il Teatro Verdi di Muggia, ma le dimensioni di queste due strutture ed i costi connessi impongono quasi obbligatoriamente la programmazione con artisti internazionali di un certo richiamo, con rischi non indifferenti per un’associazione culturale come la nostra.

Il Teatro Verdi di Muggia durante il Nirvana 25th Anniversary, (c) Marta Barnabà

Per promuovere invece la scena rock locale, davvero interessante ed in continua crescita’, conclude Trieste is Rock, ‘ci daremo da fare offrendo nuove collaborazioni con i gestori che vogliano investire sulla musica live; noi ci siamo e da parte nostra continueremo a proporre artisti validi con il supporto di un’organizzazione seria e professionale’. 

Trovo che a Trieste scarseggino spazi per organizzare concerti’, dice Marco, attivo nell’organizzazione del Tetris. ‘Per essere chiaro, non riesco a considerare bar o pizzerie posti dove fare suonare musicisti o bands definibili tali. L’unico posto attrezzato è sostanzialmente rimasto il Tetris, che però può ospitare solo concerti underground e per un numero di pubblico limitato. Ci sarebbe sicuramente l’esigenza di creare uno spazio per concerti di artisti che mediamente richiamino 400-500 persone in una zona come Trieste, e che magari attirerebbero un pubblico pronto a spostarsi da Slovenia, Croazia o resto d’Italia, creando anche un maggiore giro di turisti. Penso che il Comune abbia l’occasione di creare uno spazio del genere nella zona del Porto Vecchio, uno spazio dove le diverse realtà che si occupano di organizzare eventi musicali in città potrebbero curare una programmazione varia e di livello medio-alto che tenga conto dei diversi gusti musicali, ma non ho alcuna fiducia che le amministrazioni desiderino procedere in tal senso. Credo che, purtroppo, per vedere concerti di buon livello dovremo continuare ad andare in Slovenia, dove posti attrezzati e messi a disposizione dallo stato esistono’.

C’è da dire che il 2016 per la scena rock di Trieste ha portato anche delle novità. Come il Capodanno Rock in periferia, il festival con i Warrior Soul e il Rock Campla tre giorni di rock e metal che si è svolta a luglio presso il campo sportivo di Trebiciano.
‘La miriade di musicisti e di band triestine sono costrette a vivere nel sottobosco assolutamente prive di sale prove e di strutture dove potersi esibire’ dice Linus dell’associazione Rock Out X Project. ‘Da tempo ci stiamo prodigando a dare una giusta vetrina a questi artisti nostrani (ce ne sono più di un migliaio) incentivandoli e coadiuvandoli nelle loro attività non solo con concerti singoli ma anche con festival come il Capodanno ed il Rock Camp estivo’.

Ma il pubblico come ha risposto a queste novità? ‘Il pubblico accorso, di tutte le età, è rimasto molto soddisfatto di quanto siamo riusciti, a fatica, a mettere in piedi, ci ha fatto sentire la loro presenza, e ci ha incoraggiato a continuare. Se ne sono accorti tutti, dagli alberghi (gli eventi hanno richiamato turisti da ogni parte d’Italia e dalle vicine repubbliche di Slovenia, Croazia ed Austria), i ristoranti, i vari fornitori e le altre associazioni con le quali abbiamo collaborato. Se ne sono accorte le televisioni locali, i principali giornali triestini e della vicina Slovenia, le riviste del settore e numerose radio private a copertura nazionale, che hanno dedicato ampio spazio alle nostre iniziative e ci hanno richiesto parecchie interviste.

Un’immagine del Rock Camp che si è svolto nel luglio 2016 a Trebiciano sul Carso triestino, credit foto Licht und Blindheit

‘Quello che a noi è sembrato, ed è sembrato stranoè che non se ne è accorto nessuno tra le istituzioni, Regione, Comune, enti culturali vari, nonostante le nostre numerose richieste ed incontri per avere contributi ed aiuti per poter continuare nel nostro ambizioso progetto, quello di rendere più viva la nostra città. 
Siamo riusciti a coprire le spese solo attraverso l’aiuto di alcuni sponsor privati’, conclude Linus, ‘e grazie ai numerosi volontari che hanno sostenuto la nostra associazione ed il nostro sogno di poter finalmente organizzare qualcosa di grosso, di importante, e possibilmente in via continuativa, in una città difficile come Trieste’.

1- Continua nella prossima puntata

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