Guns N’ Roses @Happel Stadion, Vienna, 10.7.2017

Una volta andavi a Vienna per sentire ‘La Vedova Allegra’, oggi l’operetta è rock. Al posto delle sottane e dei corsetti di pizzo, questa volta i personaggi calzano anfibi e indossano il chiodo di pelle, ma la sostanza non cambia molto: i loro capricci, le loro avventure, le loro notti folli a base di fiumi di champagne continuano ad appassionare milioni di fans in tutto il mondo.

Guns N’ Roses @Happel Stadion, Vienna, 10.7.2017, ph. by Sarah Gherbitz

Parliamo ovviamente dei Guns N’ Roses,  che lunedì 10 luglio hanno richiamato 55.000 spettatori all’Ernst Happel Stadion per la tappa viennese del ‘Not In This Lifetime’, il tour della reunion che li ha riportati nuovamente alla ribalta dopo oltre vent’anni.

Guns N’ Roses @Happel Stadion, Vienna, 10.7.2017, ph. by Sarah Gherbitz

In apertura, gli australiani Wolfmother e Tyler Bryant & the Shakedown, blues rockers di Nashville che, nonostante un solo album all’attivo, il debut ‘Wild Child’ (Carved Records, 2013),  sono già stati scelti come supporter dagli AC/DC.

Guns N’ Roses @Happel Stadion, Vienna, 10.7.2017, ph. by Sarah Gherbitz
Guns N’ Roses @Happel Stadion, Vienna, 10.7.2017, ph. by Sarah Gherbitz

Come in ogni operetta che si rispetti, protagonista totale dello show è stata quella primadonna che risponde al nome di Axl Rose: forse mai così contento d’aver sfoggiato tutti i suoi cappellini, ha dominato incontrastato sotto la pioggia battente (e con tanto d’influenza!) per tre ore di spettacolo, senza mai fermarsi.

Guns N’ Roses @Happel Stadion, Vienna, 10.7.2017, ph. by Sarah Gherbitz

Visto dagli spalti, lo spettacolo è mozzafiato, una sorta di simbiosi totale tra musica e natura, con un cielo tappezzato di nuvoloni danzanti sulle note delle ballad che hanno fatto sognare intere generazioni come ‘November Rain’, ‘Knockin’ On Heaven’s Door’ cantata a squarciagola da tutti i presenti, una ‘Patience’ in versione unplugged da pelle d’oca.

Guns N’ Roses @Happel Stadion, Vienna, 10.7.2017, ph. by Sarah Gherbitz

Ad accompagnarlo sul palco c’erano tutti i suoi ‘ragazzi’, da Richard Fortus (chitarra) a Frank Ferrer alla batteria, Dizzy Reed alle tastiere e Melissa Reese alle tastiere e graphics. Slash e Duff si divertono sul palco come due bambini, e speriamo che quest’armonia ritrovata dopo il tour porti anche alla registrazione di nuovo materiale!

 

 

Andersson-Sadonis: quando il dj-set è di coppia

Belli, creativi, innamorati. Se c’è uno scettro da assegnare alla coppia più rock n’ roll glamour del momento, va sicuramente a quella formata da Johanna Platow Sadonis, la bionda Sacerdotessa dei Lucifer, e dal camaleontico Nicke Andersson, storico volto già di Entombed, The Hellacopters, The Imperial State Electric.

Dallo scorso marzo Andersson è ufficialmente nei Lucifer, subentrando al batterista Andrew Prestige, insieme al chitarrista Robin Tiderbrink, altro nuovo elemento che ha sostituito Gary ‘Gaz’ Jennings. Con questa line up i Lucifer stanno registrando a Stoccolma il materiale che confluirà nel nuovo album, e che, come dice il titolo ‘Lucifer II’, suggellerà un nuovo capitolo nel percorso della doom rock band tedesca -ma ormai sempre più svedese.

Come se non bastasse, Nicke e Johanna sono super attivi come dee jay: soprattutto a Berlino, in diverse occasioni tra cui il Kill Em All Club, la metal night che si tiene con cadenza fissa nella capitale, e dove portano la loro esclusiva selezione a base di heavy rock ’70.
Ma la coppia è super richiesta anche ai grandi festival, di recente sono stati ospiti sia al Desertfest di Berlino sia all’Azkena Rock in Spagna, animando con il loro dj-set le serate e gli aftershow.

WARRIOR SOUL: Kory Clarke Talks Upcoming Album & Collaborations- Interview

Kory Clarke talks about the upcoming studio album as ‘hard catchy rock n’ roll’! Launched via Indiegogo campaign, it features many artistic collaborations, as John Polacheck on guitar from Chicago and Nate and Adam Arling from hard rock band The Last Vegas.
New Warrior Soul‘ album is scheduled for release in September 2017 via Cargo Records UK, meanwhile the band, including Christian Kimmett (guitar) and Michael Branagh (drums), will be playing a couple of dates in northern Italy:

Saturday, July 8, 2017 @Rock Camp, Trieste
Sunday, July 9, 2017 @Lighthouse pub, Noale (Venezia)

Hi Kory, how are you doing?
Thank you for inviting me again for an interview with you. Last time we headlined Trieste’ festival it was a blast! We continue to resist the corporate oil military control of the United States and resisting the Trump Administration and it’s ‘flunkies’. 

Kory Clarke @Trieste, 9.4.2016, (C) Paola Erre

So, you’re just back from US tour: gigs, last minute’ show, unplugged gigs…could you tell us a little bit more about the experience?

Yes, we’ve played a couple of shows in New York. We had a crowdfunding campaign for the new album through Indiegogo which is expected to come out in September with Cargo records UK. One of our investors asked for a private performance and we went in and nailed it! It was a really great experience in beautiful Pennsylvania farm country, trailer park amphitheatre, with an enthusiastic crowd. We had the other private performance show (so there were 2 of the bigger bucks) towards the new album. I helped organize for them in Manhattan in a recording studio, that was amazing too, very different to each other.

And you’re back on the drums, how do you feel it?
I play drums when I chose to, expecially in more intimate settings.

How was the experience with other musicians? 
Old friend musicians showed up and stood up tot the challenge of a Warrior Soul set. I have played with these friends in past tours. A bit of a ‘home coming experience’, but I did miss my band from Europe who will be playing with me in Trieste.

Could you give us an idea of what we can expect from the album, in terms of the style of music?
Expect the unexpected! Hard catchy rock n’ roll with an anti- establishment attitude.

What about your paintings? What is the connection with your musical activity, or it’s just for relax yourself?
Painting is brutal and you make a painting that gets finished only through an absolute battle with the paint, the canvas and actually painting enough of it, to not ‘over paint’ but still make it great. Your intuition is all you can go on to know when piece is completed. Sometimes you finish it over and over again only to realize that it could have been better before you started to go over it.

You started from New York in Eighties, how do you feel the city right now?
New York is a nightmare, just getting in and out of the airport is already unbelievable and crowded. The ‘edge’ is gone, it’s a far cry to the wild that it used to be in 1985.I don’t want to visit anymore. I am only going to play a few shows more in my career. I think this Fall could be the last time I play NYC. But the trip to Chicago has been amazing, working with John Polacheck on guitar and Adam and Nate Arling from The Last Vegas has been great for this new album with massive ideas and talent to completing this.. The tracks are being sent as we speak.

It seems a real global album..
My mixing engineer Miguel Martins is waiting in London, some of the mastering will be done between Athens and London. I cannot wait to get it done…This record is going to be awesome!

I’ve noticed you have a big feedback in Italy, in Trieste too..what about some project? 🙂
That’s an interesting concept…I like to work with GG Rock from Padova from record label Jetglow. He is a great producer of music and he will be playing with me at Trieste Rock Camp along with Christian Kimmett from Edinburgh and Branagh from Belfast, Ireland.

Wardogs: intervista alla band domenica 9 luglio al Rock Camp di Trieste

Gradito ritorno a Trieste per i Wardogs, tribute band ufficiale italiana dei mitici Ramones. Abbiamo rivolto alcune domande a Sandro, chitarrista e fondatore del gruppo, in preparazione della data che li vedrà sul palco del Rock Camp Trieste per il gran finale del festival in programma domenica 9 luglio a Trebiciano sul Carso.

Ciao, benvenuti su Freezine. Prima di tutto, ti andrebbe di presentarvi ai nostri lettori, raccontando un po’ il percorso musicale che ha portato alla vostra formazione?

I Wardogs nascono nel 2009…però non volevamo fare una copia della band originale, ma una cosa tutta nostra, per certi versi originale; ci piaceva l’idea di partire da dove i Ramones avevano lasciato e, inserendo richiami ai Motörhead, ai Metallica e a Zakk Wylde, offrirne una versione moderna pur sempre nel rispetto della tradizione. Anche i suoni rispecchiano questa filosofia, sono grossi e pesanti, sporchi e diretti, come se i Ramones suonassero ai giorni nostri.
Dopo tanti tour in Italia, Europa e negli USA, nel 2013 abbiamo ricevuto lo status di Official Italian Ramones Tribute Band da Marky Ramone con cui abbiam suonato nel 2011 al Palaverde a Treviso davanti a 7000 persone, all’Home Festival nel 2014 in occasione delle celebrazioni per il 40esimo anniversario dei Ramones di fronte a 20000 persone e con Piero Pelù ospite speciale durante il live… e poi ancora a New York nello stesso anno e intrapreso un tour (Marky Ramone & Wardogs Italy Tour) che ha toccato le maggiori città italiane.

Wardogs con Marky Ramone @Indian Larry Block Party @Brooklyn, New York

Perché avete scelto proprio i Ramones e che cosa pensate vi lega?vi sentite con i membri della band originale?

Semplicemente perché rappresentano la nostra visione del rock: veloce, potente, onesto, violento. Insieme ai Motörhead e ai Metallica costituiscono quella linea che congiunge le generazioni di ragazzi per i quali il rock rappresenta uno stile di vita. Il giubbotto in pelle, i jeans strappati, la chitarra distorta, è tutto racchiuso lì.
Eravamo amici con i membri della Band (Joey, Johnny, Tommy Rip) e oggi con Marky siamo felici di mantenere vivo il mito.
Insieme a Monte Melnick (storico road manager della band) e agli organizzatori dell’Home Festival abbiamo curato la pubblicazione della sua biografia in italiano in occasione del 40esimo anniversario della band, l’evento celebrativo più grande in Europa che si è tenuto a Treviso…Ma abbiamo avuto anche Rick Weinman (tecnico di Johnny Ramone, Eddie Vedder, John Mellecamp e Rammstein nella nostra crew. George Dubose (fotografo ufficiale dei Ramones) è un carissimo amico.
Infine, come ti dicevo, John Holmstrom (illustratore di New York e ideatore della fanzine Punk) ci ha donato per la copertina del nostro ultimo singolo un suo disegno originale di quelli utilizzati per l’album dei Ramones.

Quanto è importante per voi l’attività live e con chi vi è piaciuto di più suonare?

Per noi l’attività live è fondamentale, suoneremmo ogni giorno se fosse possibile. Ovviamente suonare con Marky Ramone rappresenta un emozione incredibile, sai che sei sul palco insieme al batterista che insieme agli altri Ramones ha fatto un pezzo di storia del rock, è inserito nella Hall of Fame e ha suonato davanti a milioni di persone in tutto il mondo…è una cosa superlativa!
Abbiamo la fortuna di avere rapporti con molti musicisti internazionali, abbiamo diviso il palco con Napalm Death, Morlocks, Black Tibetans, Meteors, Sank Rock, Negrita, Prodigy, Eagles of Death Metal, a settembre suoneremo in Austria con i Black Stone Cherry e siamo in attesa di conferma di una data con Zakk Wylde.
Abbiamo avuto Piero Pelù come guest in un paio di brani a Treviso con Marky Ramone e fatto alcune date in Austria con Bo Matheson dei Los Gusanos (C.J. Ramone Band di New York) alla batteria.
Abbiamo ricevuto apprezzamenti da Steven Tyler degli Aerosmith, Dave Lombardo degli Slayer, Zakk Wylde dei Black Label Society, Motörhead e Anthrax.

Che cosa bolle in pentola per il futuro?

Di progetti ne abbiamo molti, sicuramente continuare con i live, ogni anno suoniamo a New York ed è veramente incredibile vedere l’affetto che ci manifestano gli americani ogni volta.
Abbiamo un altro singolo in cantiere, la data con Zakk Wylde, due date in Giappone a dicembre in fase di chiusura e la prossima estate alcune in California. Siamo contentissimi di suonare al Rock Camp con i Warrior Soul e tantissime altre band, a tutti gli organizzatori va il nostro ringraziamento e stima per il grande lavoro che stanno facendo per tener vivo lo spirito metal, grazie ragazzi!

 

 

 

 

Warrior Soul: Kory Clarke parla del nuovo album e delle collaborazioni

Kory Clarke ci parla del disco in dirittura d’arrivo! Il frontman è reduce da un intenso tour negli Stati Uniti, dove ha registrato il nuovo materiale insieme a John Polacheck da Chicago alla chitarra e Nate e Adam Harling della hard rock band The Last Vegas.
L’uscita prevista è a settembre 2017 tramite l’etichetta londinese Cargo Records, nell’attesa Kory sarà in Italia con i Warrior Soul Christian Kimmett e Michael Branagh per due date:

Sabato 8 luglio @Rock Camp, Trieste
Domenica 9 luglio @Lighthouse pub, Noale (Venezia)

Ciao Kory, bentrovato! Allora, cosa ci racconti? 
Ciao, grazie…ci siam divertiti un sacco a Trieste, eh?! Be’, qui continuiamo a resistere: al controllo militare del petrolio negli Stati Uniti, a Trump e a tutti i suoi ‘tirapiedi’!

Kory Clarke @Trieste, 9.4.2016, (C) Paola Erre

Sei appena tornato dalla East Coast, com’è andata?
Sì, avevamo delle date a New York City e poi due show privati: alcuni mesi fa abbiamo lanciato un crowdfunding su Indiegogo per il nuovo album, e tra i premi in palio per i partecipanti c’era appunto la possibilità di un concerto privato! Direi una gran bella esperienza, abbiamo suonato sulle colline della Pennsylvania, in un posto molto suggestivo all’aperto..in un campo caravan, con un pubblico entusiasta! Anche l’altro show, che abbiamo organizzato per l’occasione in uno studio di registrazione a Manhattan, è stato fantastico! 

Per l’occasione hai ritrovato un po’ del vecchio team
I miei amici hanno raccolto la sfida di rimettere insieme i Warrior…Suonavo con loro nei tour passati, ed è stato un po’ come tornare a casa…ma mi è mancata la band che invece sarà con me al Rock Camp di Trieste!

Ho visto le tue foto alla batteria…
Sì, qualche volta mi capita di tornarci: è più facile che succeda quando ci sono questo tipo di concerti, di dimensioni un po’ più ‘intime’!

Che cosa ci dobbiamo aspettare dal nuovo album?
Aspettati l’inaspettato! Rock n’ roll duro, e con un tiro piuttosto arrabbiato, decisamente contro l’establishment!

Parliamo finalmente dei tuoi dipinti! C’è qualche collegamento con la tua attività musicale, oppure lo fai per rilassarti? 
Dipingere può essere uno sfogo immenso, quasi come suonare, ti accorgi che il dipinto è realmente finito soltanto dopo che hai ingaggiato una specie di ‘lotta fisica’ con il disegno, con la tela…è una lotta anche fare in modo che non sia solo una verniciata, ma che abbia un senso! Qualche volta succede che resti lì a cambiarlo mille volte, per poi renderti conto che era molto meglio se lasciavi tutto com’era!

Tu hai iniziato da New York, oggi come ti sembra? Ci torni volentieri?
Macché, è un incubo solo entrare ed uscire dall’aeroporto…c’è un abisso con la città che era nell’85…ci tornerò quest’autunno ma penso per l’ultima volta! Invece a Chicago è stato fantastico! Ho lavorato sul nuovo materiale con John Polacheck alla chitarra, poi con Adam e Nate Arling (rispettivamente chitarra e batteria, nda) dei The Last Vegas, che hanno contribuito al disco in uscita con le loro nuove idee e il loro talento…proprio ora abbiamo finito le tracce audio!

Sarà un album più che mai intercontinentale..
Mixato a Londra, e masterizzato tra gli studi di Atene (dove Kory vive, ndr) e Londra! Il mio ingegnere del suono Miguel Martins mi sta aspettando… sarà una gran cosa!

Ho notato che hai feedback in Italia, e anche a Trieste! Che ne dici di qualche progetto qui?
Sì, è un’idea interessante! Ho già lavorato con GG Rock della Jetglow Recordings di Padova che ha prodotto ‘Light your Bonfires’… e che tra l’altro suonerà con me a Trieste insieme a Christian Kimmett da Edinburgo e Michael Branagh che è irlandese!

 

Bullet-Proof: intervista alla band al Rock Camp di Trieste sabato 8 luglio

E’ un periodo importante per i Bullet-Proof trash metallers formati a Bolzano nel 2014. La band sta infatti riscuotendo parecchi apprezzamenti con ‘Forsaken One’, il loro secondo album uscito lo scorso aprile via Sleazsy Rider Records.

Abbiamo rivolto alcune domande a Richard Hupka, cantante e chitarrista della band di origine slovacca, in occasione del concerto che li vedrà suonare sabato 8 luglio al Rock Camp di Trieste ad ingresso gratuito.

https://bulletproofthrash.bandcamp.com/

Ciao ragazzi, è un piacere avervi qui su Freezine. Prima di tutto, vorreste presentarvi ai nostri lettori, raccontando un po’ il percorso musicale che ha portato alla vostra formazione?

Ciao, come prima cosa ci tengo a ringraziarti per l’intervista e a precisare che è un grande piacere per me presentare i Bullet-Proof ai lettori di Freezine!
I Bullet-Proof nascono nell’agosto 2014, quando io insieme a mio figlio batterista Lukas siamo usciti dalla band precedente… di cui non dico il nome perché non desidera che io la nomini 😉 Semplicemente c’era ancora voglia di andare avanti nel percorso musicale, avevo delle idee da proporre, e sapevo di avere alle spalle la persona giusta con cui buttarsi in questa bella avventura -cioè mio figlio Lukas. All’inizio ci ha aiutato il bassista della cover band dove suonavamo insieme, Diego Polli, il quale ha registrato il primo disco. Le nostre strade si sono però separate poco dopo l’uscita del debutto ‘De-Generation’ nel luglio 2015. Il posto del bassista ha preso un ragazzo giovane e talentuoso -Federico Fontanari – che ha saputo sin dall’inizio prendere in mano il suo ruolo e non possiamo essere più felici di così. La seconda chitarra non è mai esistita nel primo periodo, ci limitavamo a prendere semplicemente delle persone di passaggio così per dire, tra cui il fantastico chitarrista che ha suonato sul primo ‘De-Generation’  cioè Andrea Demasi. Tutto poi si è risolto con l’arrivo di Max Pinkle verso la fine del 2015, il suo era un nome già conosciuto nell’underground italiano, proveniente dalla band Sign Of The Jackal. Quindi eccoci! 😉

Lukas Hupka from Bullet-Proof (C) Annalisa Russo

Com’è nato il vostro ultimo ‘Forsaken One’, c’è un concept, un filo conduttore tra i diversi brani? E in che cosa si differenzia dal lavoro precedente?

Partiamo dall’ultima domanda: la principale differenza sta nel sound e nella produzione del disco. Abbiamo voluto concentrarci su questa direzione. Naturalmente cerchiamo di fare sempre meglio, e per farlo sapevo che ci dovevamo concentrare di più: per esempio sulle linee vocali, metterci più melodie ed armonie, così da essere ancora più straight into you face rispetto al nostro debut album. Spero che questo ci sia riuscito! 😉
‘Forsaken One’ è un semplice continuo evolversi della band. Ci sono pezzi scritti poco dopo l’uscita del primo disco, e ci sono i pezzi scritti letteralmente nello studio durante le riprese, come per esempio proprio ‘Forsaken One’ e ‘I was wrong’. Questo è dovuto al fatto che il nostro caro batterista :-)) non voleva assolutamente avere altri due pezzi preparati per il disco…così due giorni prima di entrare nello studio siamo stati ‘costretti’ a scriverne due nuovi al volo! Comunque devo dire che sono contento di questa decisione. Per cui, come puoi capire, non c’è un filo conduttore vero e proprio, ma semplicemente è quello che ci propone la vita e che poi ritroviamo nel comporre. Ogni giorno ti capitano tante cose, vivi mille esperienze, impari sempre qualcosa, perciò hai tutto servito sul piatto. Nei testi mi piace parlare di rapporti umani, delle cose che non mi piacciono sulle persone, o delle cose che non mi piacciono nella società stessa.

Bullet-Proof ‘Forsaken One’, Sleazy Rider Records, 2017

Quanto è importante per voi l’attività live e con chi vi è piaciuto di più suonare?

Guarda, io sono del parere che l’attività live sia la cosa più importante per una band. Non c’è niente altro di più importante, nemmeno i dischi, né le foto o i video. Tutto questo sono solo delle cose, che pur sempre più indispensabili, restano secondarie. È inutile avere un bel disco, videoclip, immagini, o altro, se la band non suona dal vivo. A che cosa è buona fare una band se poi questa non suona??
La seconda domanda…Per me personalmente le piu belle esperienze sono state quanod abbiamo suonato con i Testament e con gli Holocaust.

Bullet-Proof @Circolo Magnolia, Milano, luglio 2016, (C) Annalisa Russo

Domanda di rito: padre e figlio suonano nella stessa band, su quali cosa vi intendete alla perfezione? e quali sono invece le difficoltà?

Sì, sta diventando una domanda di rito per tutti ormai! :-))) Sai, noi oltre a suonare lavoriamo insieme, viviamo ancora nella stessa casa, quindi passiamo insieme davvero molto tempo. Questo ci porta spesso ad avere delle discussioni, a volte anche pesanti. Ma fa tutto parte di noi, della convivenza musicale. Per cui potrei rispondere prima sulle difficoltà: ti trovi spesso a pensare di di saper distinguere dove è quel sottile filo tra il rapporto padre-figlio-amico-collega da lavoro. Sembra facile , ma ti posso garantire che così non è! 🙂 Ma è proprio questo il bello! La risposta alla prima domanda è facilissima: ci capiamo con gli sguardi perfettamente ovunque. Siamo dello stesso sangue, amiamo la musica, più di così non potrei chiedere!

Che cosa bolle in pentola per il futuro?
Oltre al Rock Camp quali altri impegni vi attendono per l’estate?

Per il futuro spero che potremo esibirci il più possibile un po’ dappertutto, perché è ciò che vogliamo, e ciò che credo vuole ottenere ogni band. Non è certo facile, perché oltre a mille altri motivi e problemi, l’ offerta è voluminosa’, e concludere una data diventa sempre più difficile. Naturalmente ci sono vari problemi , per citarne uno non di poca importanza: i rimborsi spese. Non dobbiamo nasconderci davanti a certi fatti! Diventa sempre più comune sentirsi dire dagli organizzatori che non avrebbero dei soldi, o che ci sono soltanto per gli headliner, poi sentirsi dire che altre bands vengono suonare a gratis, quindi: se non ti va bene, non suoni. Questo di certo non va bene. Ma non perché uno se la vuol tirare o pretende chissà che! Semplicemente, tu come band investi del tempo e del denaro, e non parliamo di cifre basse! Quindi diventa piuttosto normale per un gruppo di persone che lavorano insieme il voler far tornare indietro quello che hanno speso. Se hai creato un prodotto valido, vuoi presentarti come un gruppo valido, vuoi essere professionale, hai delle spese continue ed è più che onesto chiedere un minimo rimborso. Questo è uno dei motivi per cui abbiamo rinunciato di suonare in diversi posti questa estate. Purtroppo, ma è anche per una questione di rispetto verso noi stessi. Poi, ovviamente, dobbiamo anche pensare alle nostre famiglie con cui dobbiamo trascorrere pure del tempo, dato che le derubiamo di tanti momenti insieme, perché abbiamo deciso di dedicarci alla musica. Delle date comunque ne faremo, e chi sarà interessato a seguirci, troverà tutti gli aggiornamenti sulle nostre pagine. Stiamo concludendo di nuovo un tour europeo, tra le altre cose, quindi qualche cosina salterà sicuramente fuori! 😉

Grazie e a presto!

https://bulletproofthrash.bandcamp.com/

Sonic Riot da Graz al Rock Camp di Trieste: ‘Cerchiamo band con cui far date’

Arrivano da Graz i Sonic Riot, heavy metal band che suonerà al Rock Camp di Trieste nella giornata conclusiva in programma domenica 9 luglio a Trebiciano sul Carso. Abbiamo rivolto alcune domande al chitarrista e fondatore del gruppo Paul Arzberger, che compone il gruppo insieme a Markus Schemitsch alla chitarra, Andrej Samsanovich al basso, Loris Doff alla batteria e Raphael Tukovics alla voce.

Sonic Riot @Szene Wien, febbraio 2017

Ciao ragazzi, è un piacere avervi qui su Freezine. Prima di tutto, vorreste presentarvi ai nostri lettori, raccontando un po’ il percorso musicale che ha portato alla vostra formazione?

Il fondatore e anima della band è Paul, la band è nata due anni fa con l’idea di unire l’heavy metal old school con uno stile più attuale, con influenze dal sound degli anni ’80 ma anche dei primi anni 2000. Abbiamo messo un po’ di gente insieme, e dopo alcuni cambi di formazione alla chitarra ed al basso, siamo arrivati a quella che è la line up attuale. Abbiamo suonato un sacco in Austria, e siamo stati anche invitati a suonare in Germania. Stiamo lavorando al nuovo materiale che costituirà il nostro primo album.

Quali sono i gruppi che vi hanno influenzato maggiormente?

La cosa divertente è che pur avendo tante band in comune, abbiamo anche gusti diversi e tra noi c’è molta collaborazione! Il nostro stile parla heavy metal old school, Skid Row e Iron Maiden.

Venite da Graz, che cosa ci raccontate della vostra zona? Com’è la scena metal in Austria?

L’Austria ha una scena piccola ma forte e il pubblico non manca. Il problema è che mancano i promoter….noi cerchiamo un accordo tra band: organizziamo una data nella nostra città, dove invitiamo a suonare band da fuori come headliner, e in cambio chiediamo di poter suonare una data nella loro città, con il rimborso spese, alloggio ecc. Di solito lo facciamo con altre due band, così ciascuno di noi ha almeno tre date, di cui una fissa come headliner. Il fatto è che non tutte le band sono in grado di assicurarci una data in cambio…Per fortuna conosciamo abbastanza gente e quindi alla fine riusciamo ad organizzare… le location non mancano, non costano nemmeno tanto, ma bisogna che le band abbiano voglia di darsi da fare!

Avete già suonato in Italia? Quali aspettative avete?

E’ la prima volta per noi in Italia, ovviamente non vediamo l’ora! Non solo perché è il nostro debutto, ci aspettiamo un pubblico diverso da quello austriaco o tedesco. Raphi parla anche un po’ di italiano…

 

Però avete suonato di recente con una band di Trieste, i Tytus…

Sì, e ci siamo divertiti un casino! I Tytus, ma anche le altre band e il concerto era molto figo, ci siamo divertiti con loro ed anche ad ascoltarli! Gran bella storia, che ci piacerebbe ripetere!

Con quali gruppi vi piacerebbe andare in tour in futuro?

Difficile sceglierne uno…penso che potremmo andare d’accordo un po’ con tutti!

Progetti per il futuro?

Abbiamo un sacco di progetti, ma per scaramanzia non vogliamo anticipare troppo! Diciamo che qualcosa di buono sta per succedere…Nel frattempo, potete guardarvi i nostri live video su You Tube, registriamo sempre i nostri concerti e così faremo anche al Rock Camp!

Volete aggiungere qualcosa?

Grazie per averci invitato a Trieste! Lo apprezziamo molto, e non vediamo l’ora di veder saltare la gente al Rock Camp! Saremo lì di domenica, fermateci pure per una birra o quattro chiacchiere se vi va!

Intervista ai RebelHot in concerto sabato 8 luglio al Rock Camp di Trieste

Sul palco del Southern Rock, poi al Rock Camp di Trieste sabato 8 luglio, poi al Rugby Sound Festival, poi in settembre in apertura ai mitici Kickin’ Valentina a Lezzeno…Sarà un’estate di fuoco per i Rebelhot, band che si caratterizza, oltre che per il curioso gioco di parole nel nome (in dialetto milanese ‘rebelòt’ senza l’acca significa infatti ‘casino, confusione), per il sound che pesca a piene mani dalla tradizione vintage del rock blues anni ‘70.

Abbiamo rivolto alcune domande a Luca Moroni, bassista e fondatore della band che compone la band insieme a Husty alla voce,
Paul alla chitarra, e Frank alla batteria!

Ciao ragazzi, è un piacere avervi qui su Freezine. Prima di tutto, vorreste presentarvi ai nostri lettori, raccontando un po’ il percorso musicale che ha portato alla vostra formazione?
Ciao, grazie a voi per lo spazio che ci dedicate! La band nasce nel 2012, io (Ze) e Paul, il chitarrista, suoniamo anche nei Lizhard e durante una lunga pausa forzata, abbiamo deciso di fondare questa band che avevamo in mente da tempo. Una band ispirata al rock anni 70, precisamente ai Cry of Love..un sound a metà tra Hendrix e gli Skynyrd. Dopo aver cercato un cantante adatto per mesi, mi sono imbattuto in Husty, abbiamo iniziato a lavorare a delle idee e successivamente ci siamo messi alla ricerca di un batterista. Dopo diversi provini abbiamo trovato Frank..e la famiglia era al completo.

Com’è nato il vostro debut album (‘Rebelhot’, Metalopolis Records, 2016) c’è un filo conduttore tra i diversi brani? Com’è stato accolto in generale?
Abbiamo iniziato a lavorare alle prime idee e poi tutto è venuto molto naturalmente, non c’è un filo conduttore se non la voglia di divertirsi e suonare quello che ci piace e con il sound che avevamo in mente. Abbiamo registrato praticamente in diretta, senza effetti digitali, proprio come si faceva una volta. Ed anche la produzione dell’amico Alessandro Del Vecchio è stata fedele alla linea, con un master molto semplice che lasciasse i suoni inalterati e reali. L’album è stato accolto bene, con ottime reviews in tutto il mondo e non può che farci molto piacere con tutto il tempo che abbiamo dedicato a questo lavoro.

Quali sono i gruppi che vi hanno influenzato di più?
Sicuramente i Cry of Love appunto, nell’album c’è anche un brano con Jason Patterson dei Cry of Love (e Corrosion of Conformity), ma anche Bad Company/Free, Humble Pie ed ovviamente Hendrix.

Siete parecchio conosciuti anche all’estero, che aria si respira fuori dai confini italiani? In quale Paese vi è piaciuto di più suonare e perché?
L’Italia è il nostro paese, ma sapete bene anche voi qual’è la situazione della musica live ed in particolare del rock, soprattutto se fai inediti. All’estero è sempre bellissimo, c’è sempre un’atmosfera particolare e come si suol dire ‘Nemo propheta in patria’, all’estero sei sempre considerato in modo diverso. Beh.. ci mancano ancora molti paesi da testare 🙂 … ma sicuramente la Germania è quello che al momento ci ha trasmesso le emozioni più forti, ma è stato molto bello anche in tutti gli altri paesi.

Oltre al Rock Camp di Trieste, quali altri impegni vi attendono per l’estate?
Questo week-end suoniamo in provincia di Pavia al Southern Rock Festival con gli Skinny Molly (Mike Ested ex Lynyrd Skynyrd) e Smokey Fingers, poi la prima settimana di luglio suoneremo all’interno del Rugby sound festival dove ci saranno anche i The Darkness, mentre due giorni dopo saremo appunto nella bellissima cornice del Rock Camp (per cui ringraziamo il grande Maxx che ha fatto di tutto per averci!). Chiuderemo le date estive a settembre al Lazzeno Rock Festival sul Lago di Como con i Kickin’ Valentina e poi all’Escape Open Air vicino a Berlino, con Joe Lynn Turner, FM, Treat e molti altri! Speriamo di vedervi ad una di queste date!

Passate a visitare il nostro sito www.rebelHot.com, e a mettere un like alla nostra pagina Facebook! Grazie a voi ragazzi e un caro saluto ai vostri lettori! Ci vediamo al Rock Camp!

The Mentors in NYC on June 22, playing w/ Chesty Malone, Nihilistic & Baby Sandwiches!

The Mentors’ largest tour makes final stops, including New York on Thursday, June 22nd at Brooklyn’s metal bar Lucky 13 Saloon.

That show will be support from hardcore horror punk Chesty Malone  and the Slice ‘Em Ups ‘We’re still Dead’ Release Show, Nihilistics & the Baby Sandwiches!!!

Facebook event

DISASTER PRODUCTIONS PRESENTS:

THE MENTORS
 CHESTY MALONE AND THE SLICE ‘EM UPS (RECORD RELEASE SHOW!) https://chestymalone.bandcamp.com/releases
NIHILISTICS
BABY SANDWICHES https://thebabysandwiches.bandcamp.com/

Thu, Jun 22, 2017
7:00pm Doors
$10

Chesty Malone and the Slice ‘em Ups @Lucky 13 Saloon, New York

The Mentors ‘Sex, Drugs & Geritol’ tour kicked off last May 25 from Tucson, Arizona, running through some US’ most iconic as Phoenix, Dallas, New Orleans, Miami, Atlanta, Chattanooga & Many more!!!

The Mentors @BFE Rock Club, Houston, 3.6.2017

Many bands join them on stage such as The Murder Junkies, best known as being shock rocker G.G. Allin’s last backing band, but they’ve been playing also with finnish deathster Behexen and with Before I Hang too… longest running band in Mississippi punk history!

@The Twist of Lime, Metairie, New Orleans 6.6.2017

Check out full Mentors tour dates here:

In Tour

 

 

Trieste a Imola: il racconto di chi c’era. Ma c’è chi teme l’effetto ‘jukebox’

90.000 persone si sono ritrovate sabato 10 giugno all’Autodromo di Imola per il ritorno dei Guns N’ Roses: un grande evento rock riuscito anche sul piano della sicurezza, che ha visto confluire persone provenienti da tutta la Penisola, Trieste compresa.

pic by Rajko Dolhar

‘E’ stato un concerto memorabile’, racconta Rajko, ‘hanno suonato per 2 ore e 45 minuti, con i fuochi d’artificio alla fine e veri momenti da brivido come ‘Don’t Cry’ e ‘November Rain’…ma anche ‘Civil War’ è stata incredibile! Nell’insieme direi che la band si presenta davvero come una macchina da guerra, e ben oliata!’

Il popolo del rock triestino si era organizzato con largo anticipo per la trasferta a Imola: ben due i pullmann partiti con l’associazione Trieste is Rock, che già si prepara al ‘bis’ per la data di lunedì 10 luglio all’Happel Stadion di Vienna.

E c’è anche chi come Giada ha colto l’occasione per un weekend fuori porta tra ‘mule’:

‘Emozione fortissima, e lo si percepiva da tutti i presenti, un affetto che è durato per più di vent’anni e che ha legato per tutto questo tempo 90.000 fans da tutta Italia e anche dall’estero (una di noi è venuta da Istanbul solo per loro! volo in giornata a/r)’.

Tutto perfetto, quindi? ‘Spettacolo ‘bomba’ ed elettrizzante’, continua Giada, ‘se devo proprio trovare delle pecche posso dire che la band era perfetta ma ogni tanto mancava quell’intesa tra di loro, ogni tanto la voce di Axl non era al massimo (forse lui? forse l’impianto?), Slash e Duff impeccabili come sempre. Super spettacolo e loro sono delle star memorabili, ma manca ancora un po’ di rodaggio per trasmettermi tutta la positività di una band che suona da tempo (come gli Iron Maiden). Se posso dirti la mia, non avrei mai scelto di mettere in scaletta le canzoni di ‘Chinese Democracy’, sono state poco apprezzate da tutto il pubblico! Per il resto, organizzazione male, stand interni con file interminabili e tempi di attesa da posta in orario di punta. Invece tutto il pubblico dei fans è stato bravissimo, tutti si sono comportati benissimo, si divertivano ed erano positivamente affiatati; anche all’uscita tutti ordinati, calmi e rispettosi per il ritorno a casa’.

‘Concerto fantastico’, conferma Francesco, ‘e Axl cantava come nell’album! Ma ai chioschetti delle birre avevano due spine e due bariste… e 1000 persone attorno.. due ore per una birra! Ci volevano più di due ore per cambiare i soldi con le fiches…te lo potranno confermare tutti… E poi anche un’altra nota negativa, che solo da noi: i video sui maxischermi avevano due secondi di differita sul live!’

C’è anche chi pensa che il rischio  principale di questa reunion sia quella di perdere una fetta di pubblico importante, ovvero quella generazione che nei ‘nuovi’ Guns N’ Roses non riesce più ad identificarsi.

‘Negli anni Novanta i Guns N ‘Roses erano al top’, scrive Enrico sulla sua pagina Facebook, ricordando il concerto allo Stadio delle Alpi nel ’92, ‘ed erano riusciti a mettere d’accordo metal, thrash ed anche i punk: tutti eravamo convinti che c’era una sola parola per unire la scena, e cioè Rock N’ Roll!!! Oggi li vanno a vedere un po’ tutti, comprese quelle persone che questi generi non li hanno mai ascoltati, che non hanno neanche idea di chi li abbia mai suonati...In questo modo rischiano di perdere il seguito della ‘vecchia guardia’, che dai nuovi Guns, sempre più simili a una jukebox band, non si sente più rappresentata!’

 

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