Intervista: Giöbia raccontano il nuovo album ‘Plasmatic Idol’

“Il plasmatic idol è quel qualcosa che ci guida nelle nostre scelte e creazioni, ci dà l’illusione di resistere al passare del tempo e in un certo tempo plasma la realtà così come la immaginiamo o abbiamo paura essa sia…”.

A pochi giorni dall’uscita del nuovo album ‘Plasmatic Idol’, disponibile qui via Heavy Psych Sounds Records, abbiamo scambiato quattro chiacchiere con i milanesi Giöbia, veterani dello space rock since 1994! Dopo il release party al Cox18 di Milano, la band sarà in tour nei club e festival delle principali città europee, tra cui venerdì 22 maggio al Metelkova di Lubiana….DON’T MISS IT!!!

Ciao e benvenuti su Freezine! Per coloro che non vi conoscono, potreste cominciare presentando la vostra attuale line up e come avete cominciato a fare musica assieme?
Abbiamo una predilezione per i suoni lisergici e abbiamo iniziato a suonare assieme a metà degli anni 90 a Milano, la nostra città. Bazu e Stefano Betta, cioè chitarra e batteria, erano compagni di scuola, poi negli anni la formazione ha avuto diversi cambi di line up fino a quella attuale con Saffo Fontana all’organo e Paolo ‘Detrji’ Basurto al basso.

Com’è nato ‘Plasmatic Idol’, c’è un concept, un filo conduttore tra i diversi brani?
Ogni brano ha una sua storia ed è stato influenzato da qualcosa, i testi raccontano vicende che non ci riguardano necessariamente in prima persona, ma si rifanno piuttosto a degli stati d’animo che sono metafora di alcuni momenti della vita che ognuno di noi può aver passato. Quello che li accomuna è una sorta di oscurità che ci portiamo dentro, con la quale conviviamo in maniera più o meno conflittuale, ma che comunque è parte di noi e ci rende quello che siamo. A volte fa male, a volte ispira.

Quali sono le maggiori differenze con il disco precedente? In quale direzione sta andando il vostro sound?
Rispetto a ‘Magnifier’, ‘Plasmatic idol’ è probabilmente più maturo e meno claustrofobico. Anche se abbiamo forti radici nei 60’s la nostra direzione è il futuro, guardiamo sempre in avanti, a qualcosa di vintage nel suono ma innovativo nelle idee.

Nell’album ci sono diverse collaborazioni…
Abbiamo registrato il disco poco fuori Milano, al Trai Studio. Le registrazioni fatte al Trai fin da subito ci sono sembrate ottime, Fabio “Trai” è stato fondamentale in tutte le fasi della realizzazione di ‘Plasmatic Idol’. Terminate le registrazioni il nostro è stato un lavoro di produzione, abbiamo cercato di dare un’identità unica a questo nuovo lavoro.
Per la finalizzazione ci siamo affidati a Brett Orrison (Spaceflight Records di Austin, Texas) che avevamo conosciuto nella data che avevamo fatto a Ferrara con i Black Angels, di cui è fonico. Brett aveva già masterizzato due brani per noi, che poi sono entrati a far parte della compilation della Fuzz Club ‘The Reverb Conspiracy’ vol. 2 e 4. Con Brett ci siamo trovati molto bene, ha capito subito le nostre intenzioni ed è stato molto disponibile e professionale.

Com’è iniziata la collaborazione con la Heavy Psych Sounds?
Avevamo conosciuto Gabriele Fiori (founder dell’etichetta, ndr) diversi anni fa. Con HPS era già uscita la terza stampa di ‘Magnifier’, abbiamo visto nascere e crescere nel tempo quest’etichetta, la creatura di Gabriele. Era arrivato il momento di fare qualcosa di più.

Quale futuro vedete oggi per la scena italiana psych-stoner, considerando la fioritura di band e festival dedicati a questo genere negli ultimi anni?
Solitamente quando in Italia esplode qualcosa vuol dire che siamo vicini alla sua fine. L’Italia negli ultimi anni è riuscita a far emergere dall’underground band ottime e tutte dal suono estremamente diverso tra loro ed originale. Quello che a noi importa è che ci siano sempre stimoli nuovi e band interessanti con le quali confrontarci e prendere spunti.

Com è oggi il vostro rapporto con la scena underground milanese?c’è fermento, partecipate a manifestazioni, concerti etc?
Fortunatamente abbiamo molti appassionati che vanno ai concerti, comprano dischi, dei veri e propri invasati che noi amiamo. Diciamo che c’è fermento, quello che manca rispetto a qualche anno fa sono i locali adeguati che possano ospitare concerti di musica underground.

Per chi non conosce il suo significato, potete spiegare che cosa significa ‘giöbia’ e perché avete deciso di chiamarvi così?
La Giöbia è un fantoccio della cultura popolare lombarda che viene bruciato l’ultimo giovedì di gennaio come rito propiziatorio. Questo fantoccio dalle sembianze umane è la nostra strega protettrice.

Vi aspetta anche il tour, come vi sentite? Quanto conta per voi il live?
Non vediamo l’ora di ricreare uno spettacolo nuovo, siamo molto eccitati, per questo ci vorrà del tempo per trovare l’equilibrio giusto.Solitamente il live e la realizzazione di un album sono due processi molto differenti. Difficile dire a quale siamo più legati, entrambe le cose sono fondamentali.

C’è qualcosa che volete aggiungere?
Molte persone venerano idoli in carne ed ossa, altri credono in idoli che appartengono a dimensioni più immateriali in nome dei quali sono pronti a sacrificare tutto…questo ci dà l’illusione che ci sia un senso in ciò che accade e in ciò che facciamo, che ci sia un disegno dietro, un filo conduttore…Il ‘plasmatic idol’ è quel qualcosa che ci guida nelle nostre scelte e creazioni, ci dà l’illusione di resistere al passare del tempo e in un certo tempo plasma la realtà così come la immaginiamo o abbiamo paura essa sia…in questo senso può essere considerato il filo conduttore tra spaccati e atmosfere così diverse nelle canzoni nell’album.

‘Tusta’, il documentario sul frontman dei KUD Idijoti al 31° Trieste Film Festival

‘Tusta’, il documentario sul frontman della band punk rock KUD Idijoti di Pola è stato presentato martedì 21 gennaio al 31° Trieste Film Festival, principale appuntamento italiano dedicato al cinema dell’Europa centro orientale.

Presentato nella sezione del festival ‘Art & Sound’, ‘Tusta’ racconta la storia di Branko Črnac Tusta e la sua band punk rock KUD Idijoti di Pola, nota anche in Italia e attiva tra gli anni ’80 ed il 2011, anno del loro ultimo concerto.

Il film inizia nel 1987, anno in cui la band, fondata nell’81, vince al Festival di Subotica sbaragliando oltre trecento band concorrenti. La vittoria in Serbia segna una svolta importante per i KUD Idijoti, che da quel momento conoscono una successo inarrestabile che li porterà ad esibirsi sui principali palchi in Ungheria, Germania, Svizzera ed Italia. Nessuno avrebbe scommesso un centesimo su questi capelloni che si trovavano a provare negli spazi abbandonati del manicomio di Villa Rizzi, racconta il bassista Nenad Marjanovic aka Dr. Fric nel suo libro ‘Život s Idijotima’ (La mia vita con gli Idioti, nda).

KUD Idijoti durante un concerto a Novi Sad (1987)

Clamoroso l’episodio in tour a Reggio Calabria nell’87, quando un gruppo di carabinieri interrompe l’esecuzione della cover di ‘Bandiera Rossa’ contribuendo ad un incidente diplomatico. I loro testi sulla tolleranza, la convivenza e la giustizia sociale, considerati troppo comunisti negli anni ’90, chiusero alla band le porte di molte stazioni radio in Croazia.

Decisivo in questa fase iniziale è stato l’incontro con Boris Furlan, produttore sloveno di Koper che decide di pubblicare i primi album tramite la sua label Slovenia Records. Un altro aneddoto saliente è il concerto alla Tivoli Hall di Lubiana nel 1994 in apertura ai mitici Ramones, nonostante gli strumenti imbarcati sull’aereo sbagliato…

Nella seconda parte il film si concentra sul lato intimo di Tusta, attraverso le testimonianze dei compagni di avventura, degli amici e soprattutto delle mogli e dei suoi figli. Rivelando la sua straordinaria dimensione umana ed il carisma che lo hanno reso un’icona punk rock, conosciuto come il ‘Joe Strummer dei Balcani’, un eroe tra gli operai dei cantieri di Pola, dove Tusta lavorava a capo del dipartimento macchine ed era attivo nel sindacato.

Stroncato da un male incurabile nel 2012 pochi giorni dopo aver compiuto 57 anni, Tusta oggi vive ancora nei ricordi e negli sguardi di chi lo ha conosciuto ed amato, sui murales e sulla targa che la sua città gli ha intitolato proprio di fianco al Club Uljanik; ed anche attraverso il festival Viva la Pola! che ha ospitato band del calibro di Voivod, Madball, Agnostic Front etc…

Il documentario è diretto da Andrej Korovljev, nato a Pola con studi di regia a Londra, ed è prodotto dalla Factum di Nenad Puhovski -oltre che producer anche regista teatrale e fondatore del Zagrebdox. I due insieme hanno già realizzato ‘Una storia polesana’ e ‘The Years of Rust’ sui cantieri Uljanik di Pola -dove Branko Tusta lavorava. ‘Tusta’ in questo senso chiude quasi una ideale trilogia sul capoluogo istriano, dove dovrebbe ambientarsi anche il nuovo film di Korovljev- che questa volta sarà un lungometraggio di finzione.

Della Factum al Trieste Film Festival sono stati presentati molti lavori, tra cui ‘Generacija ’68-Generation ’68 (2016) sulle rivolte degli studenti e ‘Glasnije Od Oruzja- Louder Than Guns’ (2017) sul ruolo della musica patriottica nella (ex) Jugoslavia a cavallo tra gli anni ’80 e ’90.

Dopo aver debuttato la scorsa estate al Motovun Festival di Montona, ora ‘Tusta’ prosegue con successo il suo tour attraverso il circuito dei festival e dei cinema nelle principali città croate.

‘Folkesange’, nuovo viaggio di myrkur nei suoni della sua terra

A tre anni da ‘Mareridt’, l’album che l’ha consacrata come regina del black metal, Myrkur torna con un nuovo album ‘Folkesange’ in uscita il 20 marzo per Relapse Records.

L’album sarà un disco acustico che vedrà Amalie Bruun -questo il vero nome della musicista e modella danese, che da pochi mesi è diventata anche mamma del piccolo Otto- interpretare canzoni tradizionali scandinave e nuove canzoni composte appositamente per ‘Folkesange’.

Qui sotto artwork e tracklist:

1 . Ella
2 . Fager som en Ros
3 . Leaves of Yggdrasil
4 . Ramund
5 . Tor i Helheim
6 . Svea
7 . Harpens Kraft
8 . Gammelkäring
9 . House Carpenter
10. Reiar
11 – Gudernes Vilje
12 – Vinter

E’ online anche il video di ‘Ella’, guarda qui il video:

Mondo Generator, una data in Slovenia a febbraio

Nick Oliveri is back!Lo storico bassista dei Kyuss e QOTSA con i suoi Mondo Generator live al MKNZ di Ilirska Bistrica domenica 9 febbraio, ad aprire la serata gli stoners sloveni Blackoutt.

Evento Facebook: MKNŽ: Mondo Generator [Usa] + Blackoutt [Slo]

La band – composta da Oliveri, il chitarrista Mike Pygmie e il batterista Mike Amster – pubblicherà un nuovo album in studio chiamato ‘Fuck It’ il 21 febbraio, e subito dopo, il 28 febbraio, ‘Shooters Bible’. Entrambi arrivano in vinile e CD via Heavy Psych Sounds Records.

‘Fuck it’ segna il primo album dei Mondo Generator in otto anni, dopo ‘Hell Comes to Your Heart’ del 2012. È stato registrato ai Pink Duck studios di Josh Homme a Los Angeles e mixato da Ian Watt.

‘Un mix di speed rock, punk americano e hardcore con il tipico stile di Nick Oliveri. Puoi sentirci le radici della vecchia scuola di Black Flag e Dead Kennedys con un pizzico di hard rock e talvolta sfumature stoner. Puoi sentire la polvere e la sabbia del deserto californiano mescolate con l’odore marcio di un seminterrato sporco!’

Per quanto riguarda ‘Shooters Bible’, l’album è stato registrato nel 2010 ma non è mai stato pubblicato. Tra i vari inediti, l’album presenta anche una cover di ‘Dog Food’ di Iggy Pop con Dave Grohl alla batteria.

Monster Magnet a Zagabria con tutto ‘Powertrip’!

In occasione dei 22 anni di ‘Powertrip’ (1998), i Monster Magnet di Dave Wyndorf sbarcano in Europa con un tour celebrativo! 26 date, tra cui quella di sabato 15 febbraio al Močvara di Zagabria, tempio dell’underground allestito in una ex fabbrica sulle sponde del fiume Sava. In apertura suoneranno i croati Stonebride!

Ticket: https://bit.ly/37ApNWV

Event Facebook: Monster Magnet – Powertrip celebration u Močvari!

Russian Circles live all’Impulse festival di Fiume con i Torche

La band post-metal Russian Circles inaugurerà lunedì 30 marzo a Fiume la 7a edizione dell’Impulse Festival, festival multimediale in programma in varie sedi del capoluogo quarnerino fino al 5 aprile. Location dell’evento sarà la Pogon Kulture, sala concerti da 600 posti situata a pochi passi dal centro storico. 

Ticket: https://bit.ly/36jZZxP

Evento Facebook:

Russian Circles i Torche @Impulse Festival

A supporto dei Russian Circles, sul palco suoneranno i Torche, direttamente dalla Florida con il loro sludge metal. Anch’essi saranno impegnati con la promozione del loro ultimo album ‘Admission’, pubblicato il 12 luglio per Relapse.

Quando finzione e realtà si fondono: Jennifer Lopez in ‘Hustlers’

Quello di Ramona in ‘Hustlers’ potrebbe essere Premio Oscar per Jennifer Lopez, che per questo ruolo ha già vinto il Best Supporting Actress dalla Los Angeles Film Critics Association ed ottenuto la sua seconda nomination ai Golden Globes dopo quella nel 1997 per il biopic ‘Selena’. Un’ulteriore sfida per la popstar latino americana, 50 anni compiuti sotto il segno del Leone lo scorso 23 luglio, che, partita from the blocks del Bronx di New York nell’ormai lontano 1990, oggi è diventata un vero e proprio brand il cui patrimonio stimato è di 400 milioni di dollari.

Ispirato ad un articolo uscito sul New York Magazine,  ‘Hustlers’ racconta un’incredibile storia vera nata nel 2007, alle soglie di quella crisi finanziaria che cambiò il mondo, sventrando il centro finanziario d’America.

Destiny (la bravissima Constance Wu), bisognosa di denaro per occuparsi della povera nonna, cambia vita quando conosce Ramona (Lopez), diva dello strip club che le insegna le basi del mestiere. Peccato che il crollo di Wall Street del 2008 faccia precipitare le entrate delle ragazze, ‘costrette’ ad ingegnarsi per cambiare le regole del gioco, per sfruttare chi solitamente sfruttava loro.

La regista Lorene Scafaria ha scritto avendo già in mente Jennifer Lopez per il ruolo di Ramona, la leader del gruppo. ‘Ha le qualità giuste per il ruolo, oltre a una condizione fisica invidiabile. È ambivalente: calda e materna, dura e molto cool, sexy e intelligente. Un po’ mamma orsa un po’ Gordon Gekko (lo ‘squalo’ di Wall Street interpretato da Michael Douglas nel cult di Oliver Stone, ndr). È stata bravissima, ha un grande talento da attrice, si tende a dimenticarlo. E molta dedizione: ha studiato sei mesi la pole dance‘.  Sa bene, dice la regista, cosa significhi il carisma. ‘Jennifer Lopez è stata un’icona di New York, di certo era un modello anche estetico della vera Ramona‘.

Per il suo ruolo di Ramona la Lopez si è ispirata a Joe Pesci in ‘Quei Bravi Ragazzi’ di Martin Scorsese: ‘Mi sarei dovuta trasformare in Joe Pesci, il che per una donna è praticamente impossibile’, ha detto in un’intervista. Anche secondo il ‘Time’ –qui il link– un personaggio come quello di Ramona finora si era visto declinato soltanto al maschile, e cita come esempi il Denzel Washington di ‘Training Day’ e, risalendo ancor più indietro, Al Pacino nei cult ‘Donnie Brasco’, ‘L’Avvocato del Diavolo’ e ‘Profumo di Donna’. 

Certo, in questo tipo di performance il rischio maggiore è la perdita del confine netto tra finzione e realtà: dove finisca il personaggio di Ramona e dove invece inizia a venire a galla la ‘vera’ Jennifer Lopez…beh, è impossibile da dire. Un caso analogo succedeva in Larry Flint (1996) di Miloš Forman: anche lì un’eccezionale Courtney Love raggiungeva la fusione totale con il personaggio di Althea, la moglie tossica e alcolizzata del magnate del porno americano, che le valse una nomination al Golden Globe. Un Oscar mancato clamorosamente, quello alla Love, che questa volta Jennifer Lopez potrebbe riscattare!

Gwar, Voivod, Childrain @Kino Šiška, Lj, 12.12.2019

A distanza di ormai parecchi mesi dal concerto degli Sleep (qui il nostro report) Freezine è tornata sul luogo del delitto ovvero il Kino Šiška, la top venue lubianese che giovedì 12 dicembre ha ospitato l’inedita tripletta composta da Childrain, Voivod e Gwar.

Organizzatore dell’evento la Dirty Skunks, l’instancabile associazione che dal 2002 porta nella capitale slovena il meglio della scena metal, hc e punk underground! Anzi, già che ci siamo, in occasione dei suoi 18 anni di attività, segnaliamo l’appuntamento del Dirty Skunks Fest che si terrà a Lubiana il prossimo 17 gennaio 2020 questa volta all’Orto con ospiti ben diciotto band su tre palchi. Info: https://bit.ly/2suk5Gu

Sono quasi le 20 e la neve scende silenziosa quando i baschi Childrain irrompono con veemenza sul palco di una sala Katedrala insolitamente vuota. Di fronte alla scarsa partecipazione il frontman Iñi Bengoa non si perde d’animo, e sfodera una gran padronanza vocale che, unita ad un’istintività da vero ‘animale da palcoscenico’, danno vita ad una performance fin troppo sopra le righe. Del resto non si tratta di principianti: attivi dal 2007, hanno da poco pubblicato il loro quarto album dal titolo ‘The Silver Ghost’.

Childrain @Kino Šiška, Ljubljana, 12.12.2019, ph. by Sarah Gherbitz

L’affluenza va un po’ meglio per le leggende del thrash metal Voivod, ma non di troppo -difficile stabilire che cosa abbia scoraggiato di più il popolo del metallo: se la giornata lavorativa, le condizioni meteo oppure la presenza degli At The Gates per la prima volta live a Zagabria nella stessa sera. ‘Ma ciò che conta è la qualità, non la quantità’ ci tiene a sottolineare con il suo sorriso luciferino Denis ‘SnakeBelanger, anima del gruppo insieme a Daniel ‘Chewy’ Mongrain, rispettivamente alla voce dall’83 ed alla chitarra dal 2008, 98 anni in due. Sorridenti e super disponibili, a fine serata si sono fermati al bar del Kino con i fans sloveni e croati per scambiare quattro chiacchiere, firmare gli autografi…e qualche birretta!

Voivod @Kino Šiška, Ljubljana, 12.12.2019, ph. by Sarah Gherbitz

Un’ora di concerto che non tradisce le aspettative, e pesca brani soprattutto dal glorioso passato come ‘Psychic Vacuum’ (1988) e ‘The Unknown Knows’ (1989) piuttosto che dall’ultimo ‘The Wake’ (Century Media Records, 2018), fino alla sfrenata danza finale sulle note di ‘Voivod’, vero e proprio anthem dal debut ‘War and Pain’ (1984) incentrato sulla malvagia creatura post-apocalittica che dà il nome alla band.

Voivod @Kino Šiška, Ljubljana, 12.12.2019, ph. by Sarah Gherbitz

Se l’universo di mostri, robot e bizzarre creature che popola l’immaginario dei Voivod non disturba ed anzi, si fonde naturalmente con la potenza del sound metallico per portarlo all’esaltazione, non si può dire lo stesso degli altrettanto mostruosi headliner, i fracassoni e raccapriccianti Gwar.

Gwar @Kino Šiška, Ljubljana, 12.12.2019, ph. by Sarah Gherbitz

Volutamente disturbante e provocatorio, quello dei mostri di Richmond è una specie di musical a violente tinte gore che ai brani mescola sketch demenziali con protagonisti personaggi ‘scomodi’ come il presidente Trump e l’icona transgender Caitlyn Jenner.

Gwar @Kino Šiška, Ljubljana, 12.12.2019, ph. by Sarah Gherbitz

Imbalsamati in voluminosi costumi di lattice ed imbrattati di sangue, viscera ed escrementi fino al collo, il gruppo è conosciuto per i suoi spettacoli ad alto tasso di secrezione, che alla fine della serata ha visto resistere sotto il palco soltanto un paio di fans accaniti. Ed anche se molto spesso vengono paragonati ai Lordi, in Italia i Gwar non hanno la stessa popolarità: quella del Kino Šiška è stata un’occasione preziosa per vederli dal vivo, e per poter dire ‘Io c’ero!

Aerosmith, parte da Milano il tour europeo

Il nuovo tour europeo degli Aerosmith avrà inizio l’anno prossimo proprio dall’Italia. Il gruppo si esibirà, infatti, sabato 13 giugno agli I-DAYS MILANO 2020, che si terranno al MIND Milano Innovation District (area expo). La band farà tappa anche in Svizzera, Belgio, Repubblica Ceca, Francia, Spagna, Portogallo, Austria, Polonia, Gran Bretagna, Ungheria, Danimarca e Germania.
Gli Aerosmith sono una delle più grandi band americane mai esistite. Il gruppo, formato da Steven Tyler (voce), Joe Perry (chitarra), Brad Whitford (chitarra), Tom Hamilton (basso) e Joey Kramer (batteria), ha venduto oltre 150 milioni di dischi in tutto il mondo, ha vinto una miriade di premi ed è entrato nella Rock and Roll Hall of Fame, dopo una carriera stellare iniziata 50 anni fa.

La band ha vinto 4 GRAMMY AWARDS, 8 American Music Awards, 6 Billboard Awards,12 MTV Video Music Awards e 1 Soul Train Award per il miglior Singolo Rap nel remix di RUN DMC di “Walk this Way”. A gennaio Aerosmith verranno onorati dalla Recording Academy con il prestigioso premio MusiCares Person of the Year. Tra dischi multiplatino e successi stellari, gli Aerosmith continuano ad ispirare intere generazioni e rimangono una delle band più seguite ed amate di tutti i tempi!

Nel 2020 celebreranno i 50 anni di carriera con il loro nuovo tour, che arriva dopo il successo incredibile della residency a Las Vegas, AEROSMITH: DEUCES ARE WILD, cominciata lo scorso 6 aprile e che terminerà il 4 giugno 2020. Le oltre 50 date di cui si compone la residency al Park MGM hanno portato la band ad occupare la vetta della classifica dei migliori incassi di Billboard e la posizione n.2 in quella degli Hot Tours.

La grande influenza che gli Aerosmith hanno avuto nella musica rock e nell’industria musicale mondiale è innegabile. Il gruppo ha scalato le classifiche e battuto molti record: quello di aver piazzato nove singoli alla #1 nella classifica Mainstream Rock Tracks e quello di essere l’unica rock band ad aver debuttato in vetta alla Billboard Hot 100 con il brano “I Don’t Want to Miss a Thing”. Sono inoltre il gruppo americano ad aver conquistato più certificazioni ORO con i loro dischi di sempre, ad aver ottenuto più certificazioni in generale (oro, platino e multi-platino insieme) e con i Van Halen sono il gruppo statunitense con più album multi-platino.

Calendario tour europeo 2020:
13-giu-20 Milano, Italia – iDays (Festival)
16-giu-20 Zurigo, Svizzera – Hallenstadion
21-giu-20 Dessel, Belgio – Graspop Metal Meeting (Festival)
24-giu-20 Praga, Rep. Ceca -O2 Arena
30-giu-20 Parigi, Francia – Accorhotels Arena
03-lug-20 Madrid, Spagna – Wanda Stadium
06-lug-20 Lisbona, Portogallo – Altice Arena
09-lug-20 Vienna, Austria – Stadthalle
12-lug-20 Cracovia, Polonia- Tauron Arena
15-lug-20 Londra, UK – The O2
18-lug-20 Manchester, UK – Manchester Arena
21-lug-20 Middlefart, Danimarca – Rock Under Broen Pladsen
24-lug-20 Budapest, Ungheria – Puskas Stadium
27-lug-20 Mönchengladbach, Germania -Sparkassenpark

I biglietti per l’unica data italiana saranno disponibili in anteprima esclusiva per i possessori di carte Intesa Sanpaolo a partire dalle ore 10.00 di mercoledì 11 dicembre 2019 sul sito www.ticketone.it/intesasanpaolo. La messa in vendita generale partirà invece dalle ore 11.00 di venerdì 13 dicembre su www.ticketmaster.it, www.ticketone.it e http://www.vivaticket.it

Gwar, Voivod: i dettagli della data al Kino Šiška

Da trent’anni campioni dell’heavy metal satirico, dissacrante e demenziale, i Gwar si preparano a fare ritorno in Europa dopo più di un decennio! Il ‘Use Your Collusion’ 2019 tour, che vede di supporto per tutte le date nientemeno che i Voivod, parte il 22 novembre da Bochum in Germania, e si concluderà il 14 dicembre a Zurigo. Prevista anche una data in Slovenia, in programma giovedì 12 dicembre al Kino Šiška di Lubiana.

Evento Facebook:

https://www.facebook.com/events/500518574114139/

ticket: https://bit.ly/37qgfyo

Con un ultimo album, ‘The Blood of Gods’, uscito nel 2017 per Metal Blade Records, la band non vede l’ora di ritornare sul continente europeo: ‘È da un bel pezzo che i Gwar non terrorizzano i ragazzini dall’altra parte dell’oceano. Non riesco a pensare a un modo migliore per passare l’inverno che fare razzia e copulare in giro per l’Europa’, ha detto il chitarrista Pustulus Maximus.

‘In Europa mi chiamano doner kabob perché è l’unica cosa che mangio lì. Adoro la cultura europea..non vedo l’ora di partire!’, ha aggiunto il batterista JiZMak da Gusha.

I canadesi Voivod, dopo il trionfale tour in occasione dei 35 anni di attività della band -qui sotto uno scatto di Annalisa Russo durante il concerto di Bologna- sono già al lavoro per dare un successore a ‘The Wake’, il loro quattordicesimo album in studio uscito nel settembre 2018 via Century Media. “Andare in tour quest’anno ci sta prendendo molto tempo […]”, ha detto il batterista Michel ‘Away’ Langevin in un’intervista a KJAG Radio. “Siamo comunque in grado di registrare qualche demo nei backstage e nel nostro tourbus, quindi stiamo portando avanti il tutto in modo costante. Ancora non abbiamo deciso la direzione musicale del nostro nuovo lavoro. Daniel Mongrain, il nostro Chewy, ha già buttato giù qualche idea sul suo portatile, e credo che partiremo da lì. Il nostro ‘The Wake’ è stato accolto in modo sorprendente, quindi crediamo che questo nuovo stile a metà tra fusion e thrash metal sia un buon percorso da seguire”.

L’altro gruppo che aprirà al Kino Šiška sono i Childrain, band proveniente dai Paesi Baschi capitanata dai fratelli Iñi e Iker Bengoa. ‘The Silver Ghost’, loro quarto album uscito lo scorso aprile via Graviton Records, mescola elementi di metal melodico a riff potenti ed accattivanti, riflettendo la carica spirituale ed il loro potente legame con la natura.