Montage Of Heck, appunti a margine

A qualche mese di distanza dalla sua premiere al Sundance, e preceduto da un violentissimo hype specialmente su Twitter, è approdato anche sul grande schermo -e verrà trasmesso dalla HBO il 4 maggio- Cobain Montage Of Heck, il primo documentario autorizzato sul frontman dei Nirvana. Ma al di là dell’evento mediatico, caratterizzato da un’eco davvero senza precedenti nella storia del rockumentary (e su questo ci torno più avanti), Montage Of Heck è un film da consigliare a chi vuol conoscere più da vicino la storia della band? La risposta è no.

kurt1Infatti, come si legge nella recensione di The Hollywood Reporter, ‘uno dei più grandi difetti del film è che Morgen non si collega con la scena grunge nascente che stava sorgendo in quel tempo a Seattle, e senza queste informazioni contestuali, l’idea che Cobain è diventato la voce di un’intera generazione resta priva di fondamento’.
C’è da dire che fin dall’inizio l’assenza di Dave Grohl mi aveva fatto scattare un campanello d’allarme, ma avevo presa per buona la versione ufficiale del regista, secondo il quale le interviste al leader dei Foo Fighters sono state fatte troppo tardi per essere incluse nel montaggio finale. Oggi posso dire tranquillamente che avrei preferito una testimonianza di Grohl e un po’ meno filmini famigliari, morose, diari, disegnini, pupazzetti, hit riadattate con glockenspiel e vibrafoni per ottenere un maggior effetto di ‘filastrocca’- addirittura una cover di Smells Like Teen Spirit rifatta da un coro di bambine…!

k‘Troppo ripetitivo per tutti, tranne che per i fans sfegatati’, sottolinea THR, ed a rafforzare quest’impressione è il frequente utilizzo di sequenze live di show e concerti, che conferiscono al film un tono puramente celebrativo spinto fino ad un’insopportabile adulazione. L’apice della banalità si raggiunge nel racconto della gravidanza tossica della Love, ricostruito attraverso cover di fashion magazine, ritagli di articoli ed interviste.. perché lo sappiamo che a ridurre così Kurt Cobain è stata l’eccessiva attenzione dei mass media, vero?!? Insomma, se già prima Cobain contava su un buon numero di haters, dopo Montage Of Heck questi sono con molta probabilità destinati ad aumentare.

C’è poi da chiedersi se l’incredibile battage pubblicitario intorno a Montage Of Heck possa aver contribuito, almeno in piccola parte, a risvegliare l’interesse del grande pubblico nei confronti di un genere considerato ancora di nicchia come il rockumentary. E’ vero che, a differenza di Twenty, uscito in occasione del ventennale di carriera dei Pearl Jam e rimasto in programmazione solo per una sera -come spesso succede nel caso di un doc musicale-, Montage Of Heck è ‘durato’ per ben due sere consecutive. Un piccolo segnale di miglioramento, considerato che dietro alla macchina da presa non c’era un nome di così forte richiamo per la platea internazionale, e che speriamo quindi possa ripetersi ancora.

P.S. Per chi volesse saperne di più sulla storia di questi gruppi,  ci sarebbe la puntata di Sonic Highways dedicata a Seattle, potente ritratto della scena musicale nella città che ha dato origine al fenomeno universalmente conosciuto con il nome di ‘grunge’. Ma questa è un’altra storia…..