Tutti gli articoli di Sarah Gherbitz

Tetris ed ex Pieffe Factory: un nuovo progetto per portare musica di qualità

Correva l’anno 2017 e con un live dei ‘rumorosi’ Grime lo scorso 29 dicembre chiudeva i battenti il Tetris, ultima roccaforte della musica underground ubicato nel quartiere di Cavana, proprio nel cuore del centro storico di Trieste.

In questi giorni, il Tetris scrive sul suo account Instagram un post che dice (in inglese): ‘Il Tetris ha chiuso, ma la gente non smette di fare ciò che sapeva fare’. Segue il link ad un concerto-evento che si terrà domenica 6 maggio al Mostovna di Nova Gorica con ospiti i Godflesh, duo di Birmingham pioniere dell’industrial metal ed in apertura i Syk, avant-garde metal band prodotta dalla Housecore Records di Phil Anselmo.

Promotore dell’evento, insieme a Doomstar Bookings, è East Edge Collective, una nuova associazione che -come si legge su Facebook– riunisce forze dell’ex Tetris, dell’ex Pieffe Factory di Lucinico (Gorizia) e dello stesso Mostovna. Un ‘combo’ formato da persone attive quindi già da tempo nell’organizzazione di concerti, che intende portare band di qualità nel territorio a cavallo tra Italia e Slovenia perché, continua il post, ‘viviamo sul confine’.

Dopo quello al Mostovna, c’è già un altro concerto in programma: i giapponesi Church Of Misery, nome di culto della scena heavy doom mondiale, insieme ai Messa e i Tytus sabato 30 giugno al Kulturni Dom di Prosecco sul Carso.
Evento Facebook: https://www.facebook.com/events/2049234591990733/

 

 

Steven Tyler festeggia 70 anni cantando contro le armi: ‘Sono un hippie’

Super compleanno per Steven Tyler che oggi compie 70 anni! Il rocker lo ha trascorso con la famiglia e amici nella sua casa di Maui, dove sabato scorso ha partecipato al concerto di #MarchForOurLives, il movimento di protesta contro le armi che in questi giorni sta scuotendo l’America. ‘Hell Yeah, I’m a hippie e con la nostra marcia abbiamo cambiato il mondo’ ha scritto sulla sua pagina Facebook.


A differenza di altri illustri colleghi, per lui la pensione è ancora lontana: anzi, meglio prepararsi per quella che si preannuncia un’estate davvero infuocata! E’ di questi giorni infatti la notizia del nuovo Summer Tour che lo porterà anche a Trieste il 18 luglio con The Loving Mary band.
Nell’attesa, il 10 maggio sarà special guest del 49° Nashville Film Festival, per la premiere del film ‘Steven Tyler: Out on a Limb’ diretto da Casey Tebo.

Insomma, sembra proprio che Tyler stia attraversando un momento magico, sia sul piano artistico che personale. Va a gonfie vele anche la vita privata, che lo vede ormai stabilmente fidanzato con la bionda Aimee Preston di 40 anni più giovane. La loro presenza è ormai una costante di tutti i party della Janie’s Fund, l’associazione che hanno fondato in aiuto delle ragazze vittime di abusi.


E gli Aerosmith? Niente paura: secondo le recenti dichiarazioni di Joe Perry, si rimetteranno presto al lavoro insieme. Soprattutto in vista del 2020, anno in cui la band si ritroverà a festeggiare l’importante traguardo dei 50 anni di attività!

Steven Tyler: la leggenda del rock in concerto a Trieste mercoledì 18 luglio

Insieme agli Iron Maiden, in programma martedì 17 luglio, ed a David Byrne sabato 21, ecco il terzo grande nome dell’estate ‘Live in Trieste’: la super star mondiale Steven Tyler, icona rock globale e voce che si annovera come una delle più importanti della storia della musica.
Il front man degli Aerosmith si esibirà a Trieste in Piazza Unità mercoledì 18 luglio insieme alla band The Loving Mary, in quella che sarà l’unica data italiana nel Nordest e di tutta l’Europa dell’Est dell’artista. Ad aprire i concerti il duo country The Sisterhood Band formato da Ruby Stewart, figlia di Rod Stewart e da Alyssa Bonagura. Biglietti acquistabili su Ticketone e Ticketmaster e sui circuiti esteri Oeticket e Eventim a partire dalle 10.00 di mercoledì 21 marzo. Tutte le informazioni e i punti vendita su www.azalea.it .

Steven Tyler, inserito nella Rock and Roll Hall of Fame, è un mostro sacro della musica mondiale con oltre 150 milioni di dischi venduti. Ha vinto numerosi Grammy Awards, American Music Awards e Billboard Music Awards. Il disco di debutto come artista solista, intitolato “We’re All Somebody From Nowhere”, è stato pubblicato nel 2016 e ha raggiunto la prima posizione nella Billboard Top Country Albums Chart negli Stati Uniti e in Canada.

Steven Tyler, frontman degli Aerosmith e icona della musica rock mondiale, è universalmente riconosciuto per la sua voce graffiante e potente, autentico marchio di fabbrica della star americana. Nasce a Yonkers (Stato di New York) nel 1946 in una famiglia dove la musica è la protagonista. Fin da subito questa diventa la sua unica passione, che lo spinge a suonare in diversi gruppi rock e ad esibirsi nei locali di Westchester County, dove la sua famiglia si trasferisce durante la sua adolescenza. Con la sua prima band, i Maniacs Up In Sunapee, il successo non arriva. Bisogna aspettare il 1970 quando, assieme a due amici, tra cui il chitarrista Joe Perry, formerà gli Areosmith, gruppo che in pochi anni scalerà le vette delle classifiche mondiali. Sono moltissimi gli album e le canzoni che hanno fatto la storia di questa band, permettendo a Tyler di vendere decine di milioni di copie in tutto il mondo. Dischi come “Toys in the Attic” (1975), con le bellissime “Walk this Way” e “Sweet Emotion”, “Permanent Vacation” (1987) con i singoli “Rad Doll” e “Angel”, “Get a Grip” (1993) che include le super hit “Crazy”, “Livin’ on the Edge” e “Cryin’” – il loro più eclatante successo commerciale – sono solo alcuni dei meravigliosi lavori della vastissima discografia che la band ha pubblicato. Tra le canzoni che rimarranno nella storia anche la colonna sonora del film Armageddon, “I Don’t Want To Miss A Thing”, composta dallo stesso Steven Tyler in collaborazione con la figlia Lyv Tyler. Nel 2003 esce “Walk This Way: The Autobiography of Aerosmith”, autobiografia che ripercorre le vicende fondamentali del carismatico Steven Tyler. Nel 2015, agli International Music Awards, il cantante è stato riconosciuto come “l’icona musicale più imponente di tutti i tempi”, mentre si è classificato terzo nella classifica Hit Parade tra i “cento migliori vocalist metal di tutti i tempi”. La setlist dei nuovi concerti, tra cui quello di Trieste, comprenderà tutte le più grandi hit di Steven Tyler, così come alcuni brani tratti dal suo ultimo album come solista, “We’re All Somebody From Somewhere”. Il tour partirà a giugno e toccherà le principali città del mondo, facendo tappa a New York, Madrid e Londra (fra le altre).

Welcome Coffee: intervista alla band in concerto al Full Gass sabato 10 marzo

«Mine musicali da Trieste». Così ha definito ‘Rockit’ i Welcome Coffee nella recensione di ‘The Mirror Show’, il loro ultimo Ep che, dopo un breve periodo di pausa, li ha visti tornare sulla scena con una nuova line up più fresca e carica che mai.

Abbiamo rivolto alcune domande a Stefano Ferrara, leader della band, alla vigilia del concerto che li vedrà live  al Full Gass di Trieste sabato 10 marzo ad ingresso gratuito. La serata vede in apertura gli What If I Was The Ceiling, questo il link all’evento su Facebook. 

Welcome Coffee (C) Ishtar Reja

Ciao, benvenuti su Freezine! Siete freschi di nuovo Ep e video, come vi sentite, come state vivendo l’esperienza?

Ciao, innanzitutto grazie per la domanda (ho sempre sognato di dirlo!), questa seconda vita dei Welcome davvero ci sta dando molte soddisfazioni: aver cambiato 3/5 della band era un grossa sfida, a volte cambiarne anche solo un elemento diventa un’impresa…figuriamoci tre!
Le cose sono nate molto spontaneamente e i nuovi elementi hanno portato tanto entusiasmo e soprattutto tanta tecnica e professionalità.
Ora ognuno ha un suo ruolo ben preciso all’interno dell’ingranaggio della band e soprattutto ci divertiamo un sacco, specie quando componiamo nuovo materiale, sembra di suonare assieme da una vita.

Ti andrebbe di riassumere la storia della band per chi ancora non vi conosce?

Ok, cercherò di essere breve: Welcome Coffee è un progetto musicale rock-alternative formatosi a Trieste nel 2012. L’idea di base è quella di fondere varie sonorità musicali senza identificarsi in un genere in particolare, lasciando libero sfogo alle attitudini dei singoli musicisti.
Dopo aver realizzato un EP (Box #2), un singolo (‘Sleepwalker’) e un LP (‘UnEvEn’) nel dicembre del 2015, per divergenze musicali, la band si scioglie definitivamente.
La voglia di suonare era troppa e la sensazione di aver fatto qualcosa di buono non andava via, pertanto qualche mese dopo, il sottoscritto Stefano Ferrara (bassista e fondatore della band) e Andrea Parlante (tastiere), abbiamo deciso di portare avanti il progetto cercando gli elementi mancanti, e dopo qualche mese, la ricerca è finita con l’ingresso di Davide Angiolini (batteria), Andrea “Armando” Scarcia (voce) e Bill Lee Curtis (chitarre). Non abbiamo perso tempo e abbiamo subito realizzato il nostro quarto lavoro: l’EP chiamato ‘The Mirror Show, realizzando contestualmente anche il nostro primo video ufficiale.
Per chi non ci conosce il nostro genere è molto variegato, comprende rock, funky, elettronica, prog e tanto altro, il che rende i nostri live per nulla monotoni.

Da dove viene il nome Welcome Coffee?

Il nome originale era Caffeine ma era troppo inflazionato, per gioco poi è diventato Welcome Coffee, qualcosa che desse energia e allora stesso tempo ti facesse sentire rilassato… e poi da buon napoletano non nascondo una mia piccola mania per il caffè!

Com’è nato ‘The Mirror Show’, c’è un concept, un filo conduttore tra i diversi brani? Com’è stata l’accoglienza finora?

‘The Mirror Show’ è nato dai pezzi rimasti in sospeso dopo lo scioglimento della band: pezzi inediti, sì, ma non nuovi.
La voglia di metterci subito alla prova era tanta e quindi ci siamo lanciati in quest’avventura, diciamo che è questo il vero filo conduttore.
Abbiamo da poco stampato una minima quantità di copie fisiche dell’EP, perché ormai si punta più sul digitale, giusto per chi vuole contribuire a far crescere il progetto.
Sono tempi difficili per la musica, l’attenzione verso le band emergenti è al minimo storico, specie per una band di nicchia come la nostra, ma noi teniamo duro, consapevoli che suonare ci fa stare bene e il resto ben venga.

Welcome Coffee, ‘The Mirror Show’ (2017)

Quali sono le maggiori differenze con il materiale precedente? In quale direzione sta andando il vostro sound?

Il filo conduttore è sempre lo stesso, ogni idea è buona a prescindere dal genere e dalla lingua del testo, ma posso affermare senza dubbio che ora c’è un impronta più rock grazie alla chitarre di Bill Lee.
Inoltre il sound variegato e coivolgente di Davide e la duttilità della voce di Andrea rendono quasiasi genere appetibile al nostro nuovo repertorio.

Nell’album c’è un brano che è un omaggio a ‘Twin Peaks’, perché questa scelta?

Questa è stato un mio personale tributo all’opera del maestro David Lynch. Ogni 5-6 anni rivedo questo telefilm-capolavoro coinvolgendo persone che non lo conoscono. Proprio mentre riguardavo le vecchie puntate è nata l’esigenza di un testo per una nuova canzone e quindi ho voluto provare ad omaggiare questa pietra miliare della tv anni ’90.

Com’è nata invece l’idea del video di ‘The Mirror Show’?

L’idea del video l’avevo covata da anni ma mai realizzata. È stata un’esperienza straordinaria, a questi livelli ti scontri con budget quasi inesistenti, quindi devi puntare tutto sulla fantasia e sui pochi mezzi che hai a disposizione.
Tra le canzoni dell’EP, ‘The Mirror Show’ era quella che più si prestava ad essere realizzata a costi bassi e con un paio di location, inoltre a mio avviso ha un testo allegro e un sound molto orecchiabile.
È stato quasi interamente girato in un bagno, dove a tutti, almeno una volta, è capitato di canticchiare. Sarà che il riverbero ti fa sentire una rockstar o sarà perché sei solo e puoi sfogare la tua vena artistica senza paura di essere giudicato… Il video parte così, con del sano ‘bathroom singing’ ma poi le cose prendono una piega strana… ma non faccio spoiler, guardatelo! Ai posteri l’ardua sentenza, noi ci siamo divertiti da morire a girarlo e a nasconderci qua e là qualche ‘chicca’ divertente.

Che cosa bolle in pentola per il futuro?

Dopo la data del 10 Marzo al Full Gass di Trieste, il 6 aprile saremo al 2° Lamps e Saetis a Corno di Rosazzo (UD) per una serata a base di birra e biker.
Inoltre siamo già stati confermati per il prossimo “Rock CAMP Summer Music Festival” che si terrà a Trieste in estate.
Qualche altra data è ancora in fase di conferma, vi aggiorneremo sui nostri canali social.
Oltre ai live, c’è l’obiettivo di di realizzare un nuovo CD entro l’inizio dell’anno prossimo, con tutto il materiale composto in questi ultimi mesi dalla nuova formazione, non vediamo l’ora!

Welcome Coffee

Contact:
Booking Manager: Stefano Ferrara
Phone:+39 328 0649735

www.welcomecoffee.com

www.facebook.com/WelCoffee

soundcloud.com/welcomecoffee

www.youtube.com/user/WelcomeCoffee

 

 

Ingmar Bergman: from black metal to Chelsea Wolfe, the legend lives on

The hooded Death. The tormented Knight. The Chess Game. It’s quite easy to guess which film has become a cult for its images, its deep contrast between light and dark, the solitary landscapes.
If Ingmar Bergman was still alive today, next July 14th, 2018 would be a hundred years. Despite time, its cinema maintains its charm unaltered, with artistis generations inspired by look, videoclip and music.

Det Sjunde Inseglet- The Seventh Seal (1957)

Strongly rooted in the culture of his native country, Sweden, Bergman is considered a pioneer of folk horror with films like ‘The Seventh Seal’ (1957) and ‘The Virgin Spring’ (1960): both of medieval setting, paganism and witchcraft, wild landscapes, stories of folklore and superstition.

Jungfrukällan- The Virgin Spring- ( 1960)

Taken from a Swedish ballad of the fourteenth century, ‘The Virgin Spring’ is a kind of horror movie,  later it would be inspired by such a master as Wes Craven with his first ‘The Last House on the Left ‘(1972). Of all Bergman’s films, it’s definitely the most folk. He uses aspects of Norse mythology and focuses on the conflict between ancient legends and Christianity. In one scene, we see the beautiful Ingeri (Gunnel Lindblom) while praying the god Odin.

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Det sjunde inseglet- Il Settimo Sigillo (1957)

«When the Lamb opened the seventh seal, there was silence in heaven for about half an hour. And I saw the seven angels who stand before God and to whom were given seven trumpets» 
(Apocalypse, 8, I)

With its dark and surreal atmosphere, ‘The Seventh Seal’ has become the black metal film par excellence. Many bands have paid tribute to him, from the Funeral Mist (‘Salvation’), Marduk (‘Plague Angel’), austrian Abigor in ‘Invoke the Dark Age’, Agalloch (The Mantle). In Italy Death SS, Vidharr, La Cuenta, whose last album is called ‘La Confessione di Antonius Block’ from the main character.

La Cuenta, ‘La Confessione di Antonius Block’ (2017)

California’s songstress Chelsea Wolfe is a Bergman big fan too: ‘The Seventh Seal was an early influence for me’, she explains in this interview. ‘I saw it and then read Ingmar Bergman’s autobiography ‘Lanterna Magica’ and was intrigued by his use of contrast and shadow. But also just the mood and concept of that film—the character of Death followed me for many years. The album cover for my first album, The Grime and the Glow, was in tribute to that, shot by my friend Jessalyn Wakefield’.

Chelsea Wolfe ‘The Grime and the Glow’, Pendu Sound Recordings (2010), artwork by Jessalyn Wakefield

‘The director came to me with the idea for it’, she told in this interview about ‘Mer’ video. ‘I wanted it to explore the wonder of the sea – he kind of built up the imagery from there. He knew that ‘The Seventh Seal is one of my favourite films and the ideas for the video developed from there very naturally. The dancing girls was a visual representation of the end scene in The Seventh Seal, where the characters are holding hands and dancing together on the hill. Now you’ve mentioned it, perhaps I played the ‘death’ character, too – the somber, silent one’.

And what about this one below?
Jex Thoth Ft. Bergman’ ‘The Virgin Spring’…amazing!

Ingmar Bergman: dal black metal a Chelsea Wolfe, il mito continua

La Morte incappucciata. Il Cavaliere tormentato. La Partita a Scacchi. Non è difficile indovinare quale film è diventato un cult per le sue immagini, il suo chiaroscuro, i paesaggi solitari.
Se Ingmar Bergman oggi fosse ancora vivo, il prossimo 14 luglio compirebbe cent’anni. Nonostante il passare del tempo, il suo cinema mantiene intatto il suo fascino, ispirando intere generazioni di artisti nella musica, nei video ed anche nel look.

Det Sjunde Inseglet- Il Settimo Sigillo (1957)

Fortemente legato alla cultura del suo Paese, la Svezia, Bergman è considerato un pioniere del folk horror con film come ‘Il Settimo Sigillo’ (1957) e ‘La Fontana della Vergine’ (1960): entrambi di ambientazione medievale, ricchissimi di riferimenti al paganesimo e alla stregoneria, immersi in una natura aspra e selvaggia, storie di folklore e superstizione.

Jungfrukällan- La Fontana della vergine- ( 1960)

Tratto da una ballata svedese del XIV secolo, ‘La Fontana della Vergine’ è visto come un proto-horror, a cui si è ispirato un maestro del genere come Wes Craven con il suo primo film ‘The Last House on the Left’ (1972). Tra tutti i film di Bergman è sicuramente quello più folk. La storia è incentrata sul conflitto tra antiche leggende e il cristianesimo, e ci sono diversi elementi della mitologia norrena. In una scena, il personaggio di Ingeri (Gunnel Lindblom) invoca il dio Odino.

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Det Sjunde Inseglet- Il Settimo Sigillo (1957)

«Quando l’agnello aprì il settimo sigillo, nel cielo si fece un silenzio di circa mezz’ora e vidi i sette angeli che stavano dinnanzi a Dio e furono loro date sette trombe» 
(Apocalisse, 8,I)

Con la sua atmosfera cupa e surreale, ‘Il Settimo Sigillo’ è diventato il film manifesto del black metal. Centinaia e centinaia le band che gli hanno reso omaggio, citato nei titoli e richiamato sulle copertine, campionando scene e dialoghi nei loro dischi.
Dalla scena scandinava -Funeral Mist (‘Salvation’) e Marduk (‘Plague Angel’)- ai viennesi Abigor in ‘Invoke the Dark Age’ passando per gli americani Agalloch (‘The Mantle’).
In Italia, tra i vari gruppi, Death SSVidharr, La Cuenta , il cui ultimo album ‘La Confessione di Antonius Block’ (2017) prende nome dal protagonista interpretato dal grande Max Von Sydow.

La Cuenta, ‘La Confessione di Antonius Block’ (2017)

Grande fan di Bergman è Chelsea Wolfe, che per ‘Il Settimo Sigillo’ confessa una vera e propria ‘ossessione’: ‘E’ uno dei miei film preferiti’, dice la cantautrice in quest’intervista . ‘Dopo averlo visto e aver letto l’autobiografia di Bergman ‘Lanterna Magica’ sono rimasta affascinata dalla sua fotografia, dai suoi contrasti. Ma anche dall’atmosfere e dalla storia del film -il personaggio della Morte mi ha ‘inseguita’ per anni. La copertina del mio album d’esordio ‘The Grime and the Glow’ (2010) realizzata da Jessalyn Wakefield è un esplicito tributo al film’

Chelsea Wolfe ‘The Grime and the Glow’, Pendu Sound Recordings (2010), artwork by Jessalyn Wakefield

E ancora sul videoclip di ‘Mer’ (2011): ‘Il regista sapeva che ‘Il Settimo Sigillo’ è uno dei miei film preferiti’, racconta in quest’intervista, ‘quindi l’idea di rendergli omaggio è venuta naturalmente. La scena delle ragazze che ballano sulla spiaggia richiama il finale del film, la danza sulla collina. Anzi, ora che mi ci fai pensare, forse nel video io sono la Morte!’

E che dire del video qui sotto?
Jex Thoth featuring Ingmar Bergman…geniale!

 

Beat On Rotten Woods: il nuovo video di ‘Spaces’ in gara a Cortinametraggio

Superattivi nei live, dove si presentano con una formazione rinnovata che li vede suonare insieme ai The Lumberjacks From Hell, i Beat On Rotten Woods stanno riscuotendo consensi anche con il loro nuovo videoclip.

‘Spaces’, diretto da Matteo Prodan del collettivo Sonicyut, è tra i 21 finalisti di Cortinametraggio, il festival dedicato al meglio della cinematografia breve italiana, che si terrà a Cortina dal 19 al 25 marzo 2018, ideato e diretto da Maddalena Mayneri.

Formati a Trieste nel 2013, Beat on Rotten Woods sono Mace (voce, beatbox) e Rob (chitarra, backing vocals) e mischiano suggestioni hip hop e industrial a grunge, stoner e blues: un sound consciamente essenziale, ma in procinto di diventare unico, portato sul palco con grande sicurezza e capacità performativa.

Leggi qui la nostra intervista: http://freezine.it/2016/10/intervista-ai-beat-on-rotten-woods-quando-il-beatbox-incontra-il-rock/

Storie di rock’n’roll: Giorgio (Bar Bohemienne)

Cos’ te me parli, in stampatello?’

Quello di Giorgio mi suona un po’ come un consiglio a non preoccuparsi troppo della sintassi, e di cui è meglio che tenga conto nel corso di quest’intervista.

‘Giorgio’ è Giorgio Mancini, triestino, classe 1962, da molti conosciuto come il ‘Re della Carambola’ a tre sponde, sport di cui è stato un vero e proprio campione. E che da ormai ben ventiquattro anni gestisce un piccolo pub in via San Michele, la strada che dal cuore della cità vecia sale verso il colle di San Vito.

Così al ‘Bohemienne’ -semplicemente ‘da Giorgio’ per gli amici- succede che si va la sera per bere un bicchiere, ma anche per ascoltare le mille storie del suo proprietario, e chissà quanti di voi ne avranno già sentito parlare. Sono storie di biliardo e di feste, di donne e di alcool…insomma, storie di rock’n’roll.

“Son rivado qua” racconta Giorgio nelle pause tra un cliente e l’altro, “perché iera tacado del club ‘Salomé’, che per un per de anni fazeva serate universitarie, iera bel, lavorava ben, e dopo…be’, disemo che la proprietaria iera un poco troppo avanti per quei tempi”.

“Co’ go verto i voleva 500.000 lire per cambiar il nome ‘Bohemienne’ ma ormai mi gavevo investì tutto e no gavevo più soldi, quindi go lassado el vecio nome. Esisteva el ‘Bohemienne 1’ e addirittura el ‘Bohemienne 2’ che iera in via Cereria qua de drio, iera quell’osteria coi campi de bocce”.

Tra le sue tante storie ci sono anche quelle sui leggendari Iron Maiden di passaggio a Trieste, di cui Giorgio è stato il testimone per ben due volte.

La prima, quella più conosciuta, racconta della jam session con alcuni musicisti locali, quando la band ha fatto tappa a Trieste prima di suonare a Lubiana.

Ma c’è anche un episodio precedente, che Giorgio racconta così:
“Lavoravo zo sule Rive quella volta….de ex ‘Gina la Sporca’, che dopo xe diventà el local de Muchich e desso xe una birreria de birre artigianali. Te ga presente quando che te son sulle Rive, te vardi in su te ga l’hotel Excelsior, ok? E a destra xe quella stradina che desso xe pedonale e sul canton xe la gelateria, ok? che una volta iera un cambio valute.
Bon, te va dentro per quella viuzza che dopo, andando dentro te rivi fin Cavana, e xe un local sulla destra con tanti tavolini fora. Ecco, là iera sex drugs e rock n’ roll, ogni sera in piena, bel, bel, el più figo local de Trieste, te parlo del ’92, ’93…”

 

“Una sera gavevimo una festa de compleanno, sarà stade una sessantina de persone, mi son oltre el banco che ingrumo biceri sporchi e a un certo punto me vedo dalla finestra passar ‘sti qua, cavelade, marzi…vardo Paolo e ghe fazo ‘E questi?’ e lui el me fa ‘Andersen!’
Quindi come che i vien dentro ciapo el primo e ghe digo ‘Hi friend, come on’… E in quel se gira el festeggiato e con l’aria alla Aldo Giovanni e Giacomo el taca a zigar ‘Non ci posso credere…il più bel compleanno della mia vita… gli Iron Maiden!’.
‘Ciò, mi lo vardo, gavevo el chitarrista in man, lo vardo e fazo ‘buh, lasa ah’, la buto in rider lo abbraccio e bon, dopo xe ‘nda avanti tutta la sera, i xe entradi carighi e i xe ‘ndai fora che i barcolava…e, te assicuro, no i iera de Barcola”.

La storia continua qualche anno dopo, quando Giorgio ha ormai avviato la sua attività nel locale di via San Michele.

“Passa tre anni, sarà sta’ el 96, intanto mi verzo qua, qua sotto iera el ‘Double Trouble’ appena verto da poco, la lo gestiva Barbara chitarrista, che desso xe a Valencia, con Ambra e ancora qualchedun. Ciò, mi terminavo ma passavo spesso zo a bever una bireta, e dopo andavo a casa. E vado zo, xe tutto scuro e sento woa woa woa, un che svisa…e xe lui, el chitarrista dei Iron Maiden! El smetti de sonar, tutta la gente là che vardava, ‘Hey friend’, el me batti el cinque, el me abbraccia e tutti quanti che me fazeva ‘ciò Giorgio, ma come xe, te conosi i Iron Maiden?”

Luci basse e tavoli di legno, a scaldare l’atmosfera del locale ci pensa ben la musica di sottofondo. Che sia il boogie woogie di Katy Webster, il punk ribelle di Joe Strummer o i classiconi dei Sabbath, chi va da Giorgio sa di trovare una colonna sonora sempre di prima scelta.

Dai trofei sportivi collezionati ai manifesti vintage, i muri raccontano l’amore per il biliardo e per la musica, tra cui i Rolling Stones. Silenziosi ma con lo sguardo complice, Mick Jagger, Keith Richards & co. sembrano quasi in procinto di staccarsi dai ritratti appesi per avvicinarsi e magari scambiare quattro chiacchiere.

E se oggi la movida tende a concentrarsi soprattutto lungo le Rive, c’è da dire che quello di Giorgio è uno dei primi, veri music bar rimasti in una zona di Trieste un tempo molto in voga per i suoi locali, punto di ritrovo per molti artisti e universitari.

“Una volta questa iera una bona posizion, adesso…a parte che xe cambiadi i tempi, desso no se pol bever, no se pol niente..quella volta viaggiavo con l’impianto in piena, desso no. Là del ‘Tetris’ iera una rivendita de vini e di fronte iera el cinema Radio, el ‘Nowave’ iera la latteria de Mariuccia, qua in fianco de mi oltre l’angolo iera un’altra latteria de un’altra Mariuccia…le se clonava ah, tutte quelle che gaveva una latteria se ciamava Mariuccia’.

‘In via Madonna del Mare iera el ‘Double Trouble’, che iera de tutto…La particolarità iera la musica a livelli impossibili, roba che desso no sopportassi più, e iera sempre pien. Po’ quella volta de locali verti de sera saremo stadi un sei…e come quel, neanche un! Adesso locali notturni xe sempre de più, i verzi tutti i baretti de sto mondo, xe più bar che portoni de casa e tutti quanti che fa tardi…prova a andar in piazza Barbacan, desso ghe ne xe sei, una volta neanche un!”.

E una sera, mentre scherziamo sulla possibilità di aprire una succursale ‘da Giorgio’ in montagna per i mesi invernali, mi viene la curiosità di chiedergli se nella sua lunga carriera ha mai pensato di trasferire la sua attività da qualche altra parte. 
‘Mille anni fa’, è la risposta, ‘ovvio che iera el sogno de verzer un posto in paesi esotici per andar a far el figo, ma iera solo un sogno de muleto. Andar via de Trieste xe facile, bisogna lottar per Trieste…e andar via xe boni tutti!”

Myrkur: l’inarrestabile ascesa della ‘strega’ che viene dal Nord

Che sia una strega oppure, come vanno sostenendo molti dei suoi haters, una furbacchiona di tre cotte, un fatto è certo.
Myrkur, nome d’arte di Amalie Bruun, classe 1986, cantante e polistrumentista di Copenhagen, sta sbaragliando tutte le classifiche mondiali di fine anno.

Dopo l’#8° posto nella classifica dell’ ‘Indipendent’, che però non è una rivista specializzata, sale direttamente sul podio di Metal Hammer. Tra i 100 Best Albums 2017 il suo ‘Mareridt’ (Relapse Records, 2017) si piazza infatti al secondo posto, subito dopo i Mastodon e immediatamente prima dei Code Orange.

Ma chi era Amalie prima di diventare Myrkur?
Figlia d’arte- il padre Michael Bruun è un noto cantautore e produttore danese-, nel 2008 si trasferisce a New York, dove suona con vari gruppi della scena indie locale e lavora come modella.
Nella Grande Mela conosce anche il suo fidanzato Brian Harding (Hymns) e formano gli Ex Cops, pop punk duo salito alla ribalta per la sua polemica contro la McDonalds, accusata di averli chiamati a suonare al SXSW festival…gratis.

Rientrata nella ‘sua’ Copenhagen, con il nome di Myrkur debutta per Relapse con ‘M’ (2015), disco lanciato come black metal mescola in realtà ambient, post rock-shoegaze e folk scandinavo. Segue un tour molto tormentato tanto che, come lei stessa ha raccontato in molte interviste, le ha ispirato anche l’ultimo lavoro, il cui titolo ‘mareridt’ in danese significa appunto ‘incubo’.

Da allora, Myrkur non si è più fermata: tutti la vogliono, anche in Italia. Dopo aver aperto i concerti di Milano e Bologna per Solstafir, sarà la special guest dell’attesissima ritorno degli Smashing Pumpkins che si terrà giovedì 18 ottobre all’Unipol Arena di Bologna. 

Hc Underground Trieste @Il Posto delle Fragole Sabato 25.11! Intervista a Davide e Lorenzo ‘Cimaz’

Hardcore Underground Trieste al Posto delle Fragole sabato 25 novembre! Una serata all’insegna dell’italian hardcore con live di Mucopus Torino + Rage Cage + Hittin’ Random, la mostra di manifesti e dj-set! L’evento, organizzato in collaborazione con la Cooperativa Sociale ‘La Collina’, è ad ingresso up to you a partire dalle ore 21. 
Ci raccontano meglio com’è nata l’idea Davide HC Vossini, anima di Hardcore Underground Trieste fin dalla sua nascita nel 2012, e Lorenzo ‘Cimaz’ Cimador, autore dei manifesti in esposizione.

[Davide] Ci sono già degli appuntamenti al ‘Posto delle Fragole’ con dei concerti-mostra, è molto meno palloso di una mostra e più interessante di un concerto, se la musica magari non ti piace.. dunque questa idea geniale l’ho rubata! Ho chiesto a Lorenzo l’ennesima collaborazione per una mostra delle sue grafiche, insieme si vince!

Lorenzo e Davide di Hardcore Underground Trieste con Lucio Drusian (Upset Noise)

Tanti i gruppi hc italiani che hanno fatto scuola, oggi quella scena che cosa rappresenta? E’ ancora importante?
[Davide] Rappresenta il messaggio diretto, il cantato italiano ti arriva direttamente nel cervello e te lo apre in due. Per me è molto importante, è proprio per questo che continuo ad organizzare questi incontri punk, per ritrovare i vecchi amici, conoscerne di nuovi, scambiare esperienze e condividere ricordi e fare dei selfie stupidi, la cosa funziona, per qualche ora ci ritroviamo per esprimere noi stessi, senza regole. Lorenzo, di’ la verità, hai mai visto un casino come per i RAW al Tetris? 😉 Il flyer che hai fatto per loro rasenta l’assoluto!

RAW., Vivere Merda @Tetris, Trieste, 12.5.2016

Parliamo dei vostri flyer che sono piuttosto riconoscibili, che cosa ci raccontate?
[Lorenzo] L’autore sono io,  non sono un grafico di professione, nella vita faccio tutt’altro di mestiere. Quando Davide mi contattò per il primo concerto di HCUTS alla Casa delle Culture di Trieste decidemmo di fare qualcosa di diverso rispetto le grafiche hardcore in circolazione. La promozione di un evento oggi passa in prevalenza per internet, per questa ragione la grafica è ridotta ad un banner visualizzabile su PC o smartphone. Davide voleva qualcosa di assolutamente old school che conservasse lo spirito del punk DIY originale, ma allo stesso tempo consentisse la divulgazione tramite la rete. L’ispirazione principale mi è venuta dai vecchi volantini cartacei della scena punk/hardcore anni ’80. Generalmente erano delle semplici fotocopie realizzate con fotografie ritagliate, disegni, loghi fatti a mano. Nella loro semplicità conservano tutt’ora un grande fascino. La scena punk inglese della fine degli anni ’70 faceva largo uso di immagini di propaganda della Seconda Guerra Mondiale. Immagini tipiche erano persone che indossano maschere antigas nella quotidianità.

Da qui è nata l’idea delle maschere antigas che è presente in tutti i manifesti di HCUTS, quasi una sorta di vostro marchio di fabbrica’?
[Lorenzo] Sì, esatto. Il primo flyer di HCUTS ritrae una famigliola felice al mare, in costume da bagno con la maschera antigas. Il concerto alla Casa delle Culture andò piuttosto bene e da allora le maschere antigas nei flyer sono diventate un portafortuna!
[Davide] Prende spunto dai Wretched, anche se in realtà le nostre maschere si ispirano di più ai Sodom e Sacred Reich!
[Lorenzo] In realtà esistono solo quattro manifesti realizzati per HCUTS senza maschere antigas!

Eus’Arse, Disperazione-Nevrotica, Minoranza Di Uno @CdC, 19.1.2014, artwork by Lorenzo  ‘Cimaz’ Cimador

Quali sono?
[Lorenzo] Lascio il compito di scoprirlo ai più curiosi ed attenti!
[Davide] Siete tutti invitati, nessuno escluso, anche perché non ho mai visto una mostra-concerto hardcore, lasciate i cani a casa, il territorio è riservato a ‘Max’.

Di tutti i flyer che hai realizzato per HCUTS a quale sei più legato?
[Lorenzo] Penso il flyer per il live dei Discharge a Mortegliano. E’ sicuramente il flyer per cui ho ricevuto più apprezzamenti dalla scena hardcore. Dal punto di vista tecnico è anche uno dei più complessi tra tutti quelli che ho realizzato.

Discharge @Festintenda-Mortegliano, artwork by Lorenzo ‘Cimaz’ Cimador

L’esperienza di HCUTS ti ha fatto conoscere anche fuori dal contesto locale?
[Lorenzo] Sì, ho collaborato con varie realtà hardcore/punk italiane. Tra i progetti più importanti la realizzazione delle nuove t-shirt degli Upset Noise e il cd per lo split degli Anti Slaughter/Genocidio Chimico.

E fuori dal genere prettamente hardcore/punk?
[Lorenzo] Ho fatto flyer per vari eventi, copertine cd, libri, t-shirt e merch vario. Ho collaborato con gli americani Mentors, con i Damned Pilots e molte altre band, triestine e non. In effetti in HCUTS sono quello meno hardcore e più metal! Scherzo anche perché per HCUTS hanno suonato nel corso degli anni anche band con influenze metal come Hobos o band grindcore come Death On/Off, Corporation Of Consumption e Culto Del Cargo.

Quali band porterete al Posto delle Fragole?
Ci saranno i Mucopus da Torino, città che ha dato i natali a tanti gruppi storici della scena nazionale come Indigesti, Nerorgasmo, Negazione, etc… Si rifanno al più classico hardcore italiano degli anni ’80. Poi per la prima volta a Trieste Rage Cage, hardcore old school d’ispirazione newyorkese.. e gli Hittin’ Random direttamente dalla Venezia Hardcore Crew, giovane band fautori di un hardcore veloce e tirato, tutto da pogare.
[Davide] Grazie a Facebook posso contattare direttamente gli artisti, invitarli o, come a volte succede, essere contattato direttamente da loro e arrivare ad un accordo in una soluzione amichevole. Cerco una location adatta, procuro la strumentazione, il catering, le birre, cerco un B&B, garantisco il rimborso con il mio stipendio, ‘facile, vero’? Comincio a fare sempre tutto da solo, tranne che per i concerti al Festintenda dove siamo in più persone, ma non appena tutto è pronto trovo sempre qualche bischero pronto a darmi una mano, per fortuna c’è un grande uomo che mi stampa i flyers, ovviamente provvedo io alla distribuzione per la città. C’è chi mi presta parte della strumentazione, chi cucina, chi da disponibilità, chi non fa un cazzo e si fa bello col mio sederino tatuato, c’è chi mi aiuta insomma senza retribuzione, salvo in qualche caso, per fortuna raro! Come sempre suoneranno i migliori gruppi dell’hardcore punk contemporaneo. Non faccio distinzioni, tutti i gruppi e tutte le persone che partecipano alle feste HCUTS sono delle persone leali, affidabili e genuine, gli altri… ok, lasciamo stare…non gliele mando a dire!

Hittin’ Random

Quando invece è iniziata l’esperienza di HCUTS? Qual è stata la ‘molla’ che vi ha spinto ad iniziare?
[Lorenzo] Tutto è nato alla fine del 2012 da un’idea di Davide. Trieste pur avendo una scena hardcore/punk piuttosto attiva da almeno 15 anni non aveva più ospitato live di gruppi storici della scena italiana. Da questa esigenza Davide ha iniziato a darsi da fare per realizzare questo progetto. Dal 2013 ad oggi hanno suonato per le feste HCUTS: Eu’s Arse, Warfare, Raw Power, Diserzione, C.G.B., Digos Goat, Bloody Riot, Blue Vomit, Crash Box, Maze, Fall Out, RA.W, Indigesti, Yes, We Kill! A New Scar, Bloody Riot etc…più diverse collaborazioni con altri organizzatori e promoters per Adolescents, Discharge, Sewage NYC per trovare location, bands di supporto e strumentazione. Lo spirito di base nel corso degli anni è rimasto lo stesso: fare festa con la musica che piace a noi e divertirsi tra amici senza pretese di alcun genere.
[Davide] Volevo qualcosa di speciale per il mio 40esimo compleanno, portare a casa i gruppi che ascoltavo da ragazzo, scoprire che fine avevano fatto gli amici di allora. Da una richiesta degli Eu’s Arse per una data (sì, proprio a me), sono nati i matinée la domenica alla Casa Delle Culture…Ho semplicemente chiesto agli occupanti: ‘Facciamo un concerto hardcore domenica pomeriggio? Una matinée come fanno in America?’

Quali sono state le principali difficoltà all’inizio?
[Davide] – Di nessun tipo, è da 30 anni che vado ai concerti e ho sempre risolto tutto al meglio. Se c’è stata qualche complicazione..? Ok, una sola, trattare il rimborso con i gestori della location o qualche malinteso…chiedo scusa ai gruppi che han dovuto partecipare a questa complicazione, che mi ha costretto anche all’annullamento di qualche data, non è stata colpa mia, fare da mediatore è una rogna!

Quali invece i concerti che ricordate con più soddisfazione?
[Davide] Gli Adolescents e la collaborazione con lo staff del Festintenda di Mortegliano, triestini e friulani uniti assieme per una grande festa punk sotto il magico tendone giallo-blu.
[Lorenzo] In generale tutti i live sono stati buoni sia come partecipazione di pubblico che qualità delle band. Personalmente i live che mi sono rimasti di più nel cuore sono quello dei Diserzione alla Casa delle Culture da cui è stato tratto un live bootleg e gli Svetlanas al Tetris. Il batterista suonò con 39 di febbre, mezz’ora di set memorabile! Farei un torto se non citassi dei gruppi storici anche i live dei C.G.B., Digos Goat, Raw Power, Bloody Riot, Indigesti, Fall Out, Blue Vomit, Warfare, Eu’s Arse, No Limits. Delle band più recenti: Straight Opposition, Round7 HC, Definite, Golliwog, Vivere Merda, Spavaldery, Carlos Dunga, Call The Cops, Vocazione HC, Vetro, Nervous HC, Anti Slaughter, Yes, We Kill!, RA.W., Minoranza Di Uno,  Because The Bean, The Nutries,  Mordax, Daltonic Out Cry, Ämbonker, North-East Rebel, Vecchia Scuola Trieste HC, Sisma, Furgone.

RA.W. @Tetris, Trieste, pic by Andrea Stoppa

Qualche aneddoto, situazione particolare capitata ai vostri concerti?
[Davide] Troppo personali per confidarli a tutti! Ho fatto uno stage diving col materassino di gomma, ho duettato con il cantante degli Upset Noise, cantato con Andrea Bregant e Zillo dei Diserzione con Lo Zambo alla batteria! Ho conosciuto Roger, Boffo, Ezio Punk, Rumori in Cantina, Professional Punkers, Gorizia Hardcore, Dezo e Il Monta, abbiamo festeggiato con Baudo, Pier, Lele Pera, i Genitori di Zak, Il Fioraio…potrei andare avanti per ore, 23 concerti, mica cazzi!
[Lorenzo] Ricordo due ragazzi che alla fine di ogni concerto di HCUTS andavano a caccia dei manifesti per appenderli nella propria stanza. Le stesse cose che facevo io quando avevo vent’anni. Non avrei mai pensato che un giorno un mio manifesto potesse finire appeso in casa di qualcuno.

Adesso il contesto è abbastanza difficile innanzitutto per la mancanza di spazi, come vedete la situazione a Trieste?
[Davide] Mancanza di spazi? Gli spazi ci sono, basta bussare, entrare e prendere lo spazio, lo spazio è un tuo diritto ma te lo devi meritare!
[Lorenzo] La situazione attuale non è certamente rosea. Alla fine degli anni ‘80 era decisamente peggio, se c’era anche un solo concerto hardcore/punk o metal ogni due mesi era già tanto. Quello che è sempre mancato sono gli spazi adeguati, non mi riferisco a palazzetti da decine di migliaia di spettatori ma anche semplici club come esistono in altre città che possano ospitare anche un massimo di 300 persone. Da questo punto di vista Trieste è sempre stata carente.

Qual è il problema maggiore e che cosa secondo voi si potrebbe fare per migliorare?
[Davide] Non c’è nessun problema, si trova sempre una soluzione! Importante è non facebookrincoglionirsi e dirsi le cose in faccia, magari se necessario usare toni alti!
[Lorenzo] Concordo! Meno futili discussioni sui social, creare una maggiore collaborazione tra le varie realtà, non solo hardcore/punk o metal.

Progetti futuri? Sogni nel cassetto? C’è un gruppo ‘big’ che vi piacerebbe portare?
[Davide] Lorenzo, progetti futuri? Amici di Trieste, progetti futuri? Spero di riuscire a trovare altre collaborazioni per organizzare altre feste hardcore! Di ‘big’? Chi può essere ‘big’ dopo quelli già portati? Non sogni, ma solide realtà! Cara Freezine, sei grande ed è stato gratificante essere intervistati da te!
A presto! Grazie di tutto!