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Ingmar Bergman: dal black metal a Chelsea Wolfe, il mito continua

La Morte incappucciata. Il Cavaliere tormentato. La Partita a Scacchi. Non è difficile indovinare quale film è diventato un cult per le sue immagini, il suo chiaroscuro, i paesaggi solitari.
Se Ingmar Bergman oggi fosse ancora vivo, il prossimo 14 luglio compirebbe cent’anni. Nonostante il passare del tempo, il suo cinema mantiene intatto il suo fascino, ispirando intere generazioni di artisti nella musica, nei video ed anche nel look.

Det Sjunde Inseglet- Il Settimo Sigillo (1957)

Fortemente legato alla cultura del suo Paese, la Svezia, Bergman è considerato un pioniere del folk horror con film come ‘Il Settimo Sigillo’ (1957) e ‘La Fontana della Vergine’ (1960): entrambi di ambientazione medievale, ricchissimi di riferimenti al paganesimo e alla stregoneria, immersi in una natura aspra e selvaggia, storie di folklore e superstizione.

Jungfrukällan- La Fontana della vergine- ( 1960)

Tratto da una ballata svedese del XIV secolo, ‘La Fontana della Vergine’ è visto come un proto-horror, a cui si è ispirato un maestro del genere come Wes Craven con il suo primo film ‘The Last House on the Left’ (1972). Tra tutti i film di Bergman è sicuramente quello più folk. La storia è incentrata sul conflitto tra antiche leggende e il cristianesimo, e ci sono diversi elementi della mitologia norrena. In una scena, il personaggio di Ingeri (Gunnel Lindblom) invoca il dio Odino.

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Det Sjunde Inseglet- Il Settimo Sigillo (1957)

«Quando l’agnello aprì il settimo sigillo, nel cielo si fece un silenzio di circa mezz’ora e vidi i sette angeli che stavano dinnanzi a Dio e furono loro date sette trombe» 
(Apocalisse, 8,I)

Con la sua atmosfera cupa e surreale, ‘Il Settimo Sigillo’ è diventato il film manifesto del black metal. Centinaia e centinaia le band che gli hanno reso omaggio, citato nei titoli e richiamato sulle copertine, campionando scene e dialoghi nei loro dischi.
Dalla scena scandinava -Funeral Mist (‘Salvation’) e Marduk (‘Plague Angel’)- ai viennesi Abigor in ‘Invoke the Dark Age’ passando per gli americani Agalloch (‘The Mantle’).
In Italia, tra i vari gruppi, Death SSVidharr, La Cuenta , il cui ultimo album ‘La Confessione di Antonius Block’ (2017) prende nome dal protagonista interpretato dal grande Max Von Sydow.

La Cuenta, ‘La Confessione di Antonius Block’ (2017)

Grande fan di Bergman è Chelsea Wolfe, che per ‘Il Settimo Sigillo’ confessa una vera e propria ‘ossessione’: ‘E’ uno dei miei film preferiti’, dice la cantautrice in quest’intervista . ‘Dopo averlo visto e aver letto l’autobiografia di Bergman ‘Lanterna Magica’ sono rimasta affascinata dalla sua fotografia, dai suoi contrasti. Ma anche dall’atmosfere e dalla storia del film -il personaggio della Morte mi ha ‘inseguita’ per anni. La copertina del mio album d’esordio ‘The Grime and the Glow’ (2010) realizzata da Jessalyn Wakefield è un esplicito tributo al film’

Chelsea Wolfe ‘The Grime and the Glow’, Pendu Sound Recordings (2010), artwork by Jessalyn Wakefield

E ancora sul videoclip di ‘Mer’ (2011): ‘Il regista sapeva che ‘Il Settimo Sigillo’ è uno dei miei film preferiti’, racconta in quest’intervista, ‘quindi l’idea di rendergli omaggio è venuta naturalmente. La scena delle ragazze che ballano sulla spiaggia richiama il finale del film, la danza sulla collina. Anzi, ora che mi ci fai pensare, forse nel video io sono la Morte!’

E che dire del video qui sotto?
Jex Thoth featuring Ingmar Bergman…geniale!

 

Beat On Rotten Woods: il nuovo video di ‘Spaces’ in gara a Cortinametraggio

Superattivi nei live, dove si presentano con una formazione rinnovata che li vede suonare insieme ai The Lumberjacks From Hell, i Beat On Rotten Woods stanno riscuotendo consensi anche con il loro nuovo videoclip.

‘Spaces’, diretto da Matteo Prodan del collettivo Sonicyut, è tra i 21 finalisti di Cortinametraggio, il festival dedicato al meglio della cinematografia breve italiana, che si terrà a Cortina dal 19 al 25 marzo 2018, ideato e diretto da Maddalena Mayneri.

Formati a Trieste nel 2013, Beat on Rotten Woods sono Mace (voce, beatbox) e Rob (chitarra, backing vocals) e mischiano suggestioni hip hop e industrial a grunge, stoner e blues: un sound consciamente essenziale, ma in procinto di diventare unico, portato sul palco con grande sicurezza e capacità performativa.

Leggi qui la nostra intervista: http://freezine.it/2016/10/intervista-ai-beat-on-rotten-woods-quando-il-beatbox-incontra-il-rock/

Storie di rock’n’roll: Giorgio (Bar Bohemienne)

Cos’ te me parli, in stampatello?’

Quello di Giorgio mi suona un po’ come un consiglio a non preoccuparsi troppo della sintassi, e di cui è meglio che tenga conto nel corso di quest’intervista.

‘Giorgio’ è Giorgio Mancini, triestino, classe 1962, da molti conosciuto come il ‘Re della Carambola’ a tre sponde, sport di cui è stato un vero e proprio campione. E che da ormai ben ventiquattro anni gestisce un piccolo pub in via San Michele, la strada che dal cuore della cità vecia sale verso il colle di San Vito.

Così al ‘Bohemienne’ -semplicemente ‘da Giorgio’ per gli amici- succede che si va la sera per bere un bicchiere, ma anche per ascoltare le mille storie del suo proprietario, e chissà quanti di voi ne avranno già sentito parlare. Sono storie di biliardo e di feste, di donne e di alcool…insomma, storie di rock’n’roll.

“Son rivado qua” racconta Giorgio nelle pause tra un cliente e l’altro, “perché iera tacado del club ‘Salomé’, che per un per de anni fazeva serate universitarie, iera bel, lavorava ben, e dopo…be’, disemo che la proprietaria iera un poco troppo avanti per quei tempi”.

“Co’ go verto i voleva 500.000 lire per cambiar il nome ‘Bohemienne’ ma ormai mi gavevo investì tutto e no gavevo più soldi, quindi go lassado el vecio nome. Esisteva el ‘Bohemienne 1’ e addirittura el ‘Bohemienne 2’ che iera in via Cereria qua de drio, iera quell’osteria coi campi de bocce”.

Tra le sue tante storie ci sono anche quelle sui leggendari Iron Maiden di passaggio a Trieste, di cui Giorgio è stato il testimone per ben due volte.

La prima, quella più conosciuta, racconta della jam session con alcuni musicisti locali, quando la band ha fatto tappa a Trieste prima di suonare a Lubiana.

Ma c’è anche un episodio precedente, che Giorgio racconta così:
“Lavoravo zo sule Rive quella volta….de ex ‘Gina la Sporca’, che dopo xe diventà el local de Muchich e desso xe una birreria de birre artigianali. Te ga presente quando che te son sulle Rive, te vardi in su te ga l’hotel Excelsior, ok? E a destra xe quella stradina che desso xe pedonale e sul canton xe la gelateria, ok? che una volta iera un cambio valute.
Bon, te va dentro per quella viuzza che dopo, andando dentro te rivi fin Cavana, e xe un local sulla destra con tanti tavolini fora. Ecco, là iera sex drugs e rock n’ roll, ogni sera in piena, bel, bel, el più figo local de Trieste, te parlo del ’92, ’93…”

 

“Una sera gavevimo una festa de compleanno, sarà stade una sessantina de persone, mi son oltre el banco che ingrumo biceri sporchi e a un certo punto me vedo dalla finestra passar ‘sti qua, cavelade, marzi…vardo Paolo e ghe fazo ‘E questi?’ e lui el me fa ‘Andersen!’
Quindi come che i vien dentro ciapo el primo e ghe digo ‘Hi friend, come on’… E in quel se gira el festeggiato e con l’aria alla Aldo Giovanni e Giacomo el taca a zigar ‘Non ci posso credere…il più bel compleanno della mia vita… gli Iron Maiden!’.
‘Ciò, mi lo vardo, gavevo el chitarrista in man, lo vardo e fazo ‘buh, lasa ah’, la buto in rider lo abbraccio e bon, dopo xe ‘nda avanti tutta la sera, i xe entradi carighi e i xe ‘ndai fora che i barcolava…e, te assicuro, no i iera de Barcola”.

La storia continua qualche anno dopo, quando Giorgio ha ormai avviato la sua attività nel locale di via San Michele.

“Passa tre anni, sarà sta’ el 96, intanto mi verzo qua, qua sotto iera el ‘Double Trouble’ appena verto da poco, la lo gestiva Barbara chitarrista, che desso xe a Valencia, con Ambra e ancora qualchedun. Ciò, mi terminavo ma passavo spesso zo a bever una bireta, e dopo andavo a casa. E vado zo, xe tutto scuro e sento woa woa woa, un che svisa…e xe lui, el chitarrista dei Iron Maiden! El smetti de sonar, tutta la gente là che vardava, ‘Hey friend’, el me batti el cinque, el me abbraccia e tutti quanti che me fazeva ‘ciò Giorgio, ma come xe, te conosi i Iron Maiden?”

Luci basse e tavoli di legno, a scaldare l’atmosfera del locale ci pensa ben la musica di sottofondo. Che sia il boogie woogie di Katy Webster, il punk ribelle di Joe Strummer o i classiconi dei Sabbath, chi va da Giorgio sa di trovare una colonna sonora sempre di prima scelta.

Dai trofei sportivi collezionati ai manifesti vintage, i muri raccontano l’amore per il biliardo e per la musica, tra cui i Rolling Stones. Silenziosi ma con lo sguardo complice, Mick Jagger, Keith Richards & co. sembrano quasi in procinto di staccarsi dai ritratti appesi per avvicinarsi e magari scambiare quattro chiacchiere.

E se oggi la movida tende a concentrarsi soprattutto lungo le Rive, c’è da dire che quello di Giorgio è uno dei primi, veri music bar rimasti in una zona di Trieste un tempo molto in voga per i suoi locali, punto di ritrovo per molti artisti e universitari.

“Una volta questa iera una bona posizion, adesso…a parte che xe cambiadi i tempi, desso no se pol bever, no se pol niente..quella volta viaggiavo con l’impianto in piena, desso no. Là del ‘Tetris’ iera una rivendita de vini e di fronte iera el cinema Radio, el ‘Nowave’ iera la latteria de Mariuccia, qua in fianco de mi oltre l’angolo iera un’altra latteria de un’altra Mariuccia…le se clonava ah, tutte quelle che gaveva una latteria se ciamava Mariuccia’.

‘In via Madonna del Mare iera el ‘Double Trouble’, che iera de tutto…La particolarità iera la musica a livelli impossibili, roba che desso no sopportassi più, e iera sempre pien. Po’ quella volta de locali verti de sera saremo stadi un sei…e come quel, neanche un! Adesso locali notturni xe sempre de più, i verzi tutti i baretti de sto mondo, xe più bar che portoni de casa e tutti quanti che fa tardi…prova a andar in piazza Barbacan, desso ghe ne xe sei, una volta neanche un!”.

E una sera, mentre scherziamo sulla possibilità di aprire una succursale ‘da Giorgio’ in montagna per i mesi invernali, mi viene la curiosità di chiedergli se nella sua lunga carriera ha mai pensato di trasferire la sua attività da qualche altra parte. 
‘Mille anni fa’, è la risposta, ‘ovvio che iera el sogno de verzer un posto in paesi esotici per andar a far el figo, ma iera solo un sogno de muleto. Andar via de Trieste xe facile, bisogna lottar per Trieste…e andar via xe boni tutti!”

Myrkur: l’inarrestabile ascesa della ‘strega’ che viene dal Nord

Che sia una strega oppure, come vanno sostenendo molti dei suoi haters, una furbacchiona di tre cotte, un fatto è certo.
Myrkur, nome d’arte di Amalie Bruun, classe 1986, cantante e polistrumentista di Copenhagen, sta sbaragliando tutte le classifiche mondiali di fine anno.

Dopo l’#8° posto nella classifica dell’ ‘Indipendent’, che però non è una rivista specializzata, sale direttamente sul podio di Metal Hammer. Tra i 100 Best Albums 2017 il suo ‘Mareridt’ (Relapse Records, 2017) si piazza infatti al secondo posto, subito dopo i Mastodon e immediatamente prima dei Code Orange.

Ma chi era Amalie prima di diventare Myrkur?
Figlia d’arte- il padre Michael Bruun è un noto cantautore e produttore danese-, nel 2008 si trasferisce a New York, dove suona con vari gruppi della scena indie locale e lavora come modella.
Nella Grande Mela conosce anche il suo fidanzato Brian Harding (Hymns) e formano gli Ex Cops, pop punk duo salito alla ribalta per la sua polemica contro la McDonalds, accusata di averli chiamati a suonare al SXSW festival…gratis.

Rientrata nella ‘sua’ Copenhagen, con il nome di Myrkur debutta per Relapse con ‘M’ (2015), disco lanciato come black metal mescola in realtà ambient, post rock-shoegaze e folk scandinavo. Segue un tour molto tormentato tanto che, come lei stessa ha raccontato in molte interviste, le ha ispirato anche l’ultimo lavoro, il cui titolo ‘mareridt’ in danese significa appunto ‘incubo’.

Da allora, Myrkur non si è più fermata: tutti la vogliono, anche in Italia. A nemmeno un mese di distanza dalle date di Milano e Bologna con i Solstafir, è già confermata come ospite al prossimo Colony Summer Fest, che si terrà a Brescia il 21 e 22 luglio.

Hc Underground Trieste @Il Posto delle Fragole Sabato 25.11! Intervista a Davide e Lorenzo ‘Cimaz’

Hardcore Underground Trieste al Posto delle Fragole sabato 25 novembre! Una serata all’insegna dell’italian hardcore con live di Mucopus Torino + Rage Cage + Hittin’ Random, la mostra di manifesti e dj-set! L’evento, organizzato in collaborazione con la Cooperativa Sociale ‘La Collina’, è ad ingresso up to you a partire dalle ore 21. 
Ci raccontano meglio com’è nata l’idea Davide HC Vossini, anima di Hardcore Underground Trieste fin dalla sua nascita nel 2012, e Lorenzo ‘Cimaz’ Cimador, autore dei manifesti in esposizione.

[Davide] Ci sono già degli appuntamenti al ‘Posto delle Fragole’ con dei concerti-mostra, è molto meno palloso di una mostra e più interessante di un concerto, se la musica magari non ti piace.. dunque questa idea geniale l’ho rubata! Ho chiesto a Lorenzo l’ennesima collaborazione per una mostra delle sue grafiche, insieme si vince!

Lorenzo e Davide di Hardcore Underground Trieste con Lucio Drusian (Upset Noise)

Tanti i gruppi hc italiani che hanno fatto scuola, oggi quella scena che cosa rappresenta? E’ ancora importante?
[Davide] Rappresenta il messaggio diretto, il cantato italiano ti arriva direttamente nel cervello e te lo apre in due. Per me è molto importante, è proprio per questo che continuo ad organizzare questi incontri punk, per ritrovare i vecchi amici, conoscerne di nuovi, scambiare esperienze e condividere ricordi e fare dei selfie stupidi, la cosa funziona, per qualche ora ci ritroviamo per esprimere noi stessi, senza regole. Lorenzo, di’ la verità, hai mai visto un casino come per i RAW al Tetris? 😉 Il flyer che hai fatto per loro rasenta l’assoluto!

RAW., Vivere Merda @Tetris, Trieste, 12.5.2016

Parliamo dei vostri flyer che sono piuttosto riconoscibili, che cosa ci raccontate?
[Lorenzo] L’autore sono io,  non sono un grafico di professione, nella vita faccio tutt’altro di mestiere. Quando Davide mi contattò per il primo concerto di HCUTS alla Casa delle Culture di Trieste decidemmo di fare qualcosa di diverso rispetto le grafiche hardcore in circolazione. La promozione di un evento oggi passa in prevalenza per internet, per questa ragione la grafica è ridotta ad un banner visualizzabile su PC o smartphone. Davide voleva qualcosa di assolutamente old school che conservasse lo spirito del punk DIY originale, ma allo stesso tempo consentisse la divulgazione tramite la rete. L’ispirazione principale mi è venuta dai vecchi volantini cartacei della scena punk/hardcore anni ’80. Generalmente erano delle semplici fotocopie realizzate con fotografie ritagliate, disegni, loghi fatti a mano. Nella loro semplicità conservano tutt’ora un grande fascino. La scena punk inglese della fine degli anni ’70 faceva largo uso di immagini di propaganda della Seconda Guerra Mondiale. Immagini tipiche erano persone che indossano maschere antigas nella quotidianità.

Da qui è nata l’idea delle maschere antigas che è presente in tutti i manifesti di HCUTS, quasi una sorta di vostro marchio di fabbrica’?
[Lorenzo] Sì, esatto. Il primo flyer di HCUTS ritrae una famigliola felice al mare, in costume da bagno con la maschera antigas. Il concerto alla Casa delle Culture andò piuttosto bene e da allora le maschere antigas nei flyer sono diventate un portafortuna!
[Davide] Prende spunto dai Wretched, anche se in realtà le nostre maschere si ispirano di più ai Sodom e Sacred Reich!
[Lorenzo] In realtà esistono solo quattro manifesti realizzati per HCUTS senza maschere antigas!

Eus’Arse, Disperazione-Nevrotica, Minoranza Di Uno @CdC, 19.1.2014, artwork by Lorenzo  ‘Cimaz’ Cimador

Quali sono?
[Lorenzo] Lascio il compito di scoprirlo ai più curiosi ed attenti!
[Davide] Siete tutti invitati, nessuno escluso, anche perché non ho mai visto una mostra-concerto hardcore, lasciate i cani a casa, il territorio è riservato a ‘Max’.

Di tutti i flyer che hai realizzato per HCUTS a quale sei più legato?
[Lorenzo] Penso il flyer per il live dei Discharge a Mortegliano. E’ sicuramente il flyer per cui ho ricevuto più apprezzamenti dalla scena hardcore. Dal punto di vista tecnico è anche uno dei più complessi tra tutti quelli che ho realizzato.

Discharge @Festintenda-Mortegliano, artwork by Lorenzo ‘Cimaz’ Cimador

L’esperienza di HCUTS ti ha fatto conoscere anche fuori dal contesto locale?
[Lorenzo] Sì, ho collaborato con varie realtà hardcore/punk italiane. Tra i progetti più importanti la realizzazione delle nuove t-shirt degli Upset Noise e il cd per lo split degli Anti Slaughter/Genocidio Chimico.

E fuori dal genere prettamente hardcore/punk?
[Lorenzo] Ho fatto flyer per vari eventi, copertine cd, libri, t-shirt e merch vario. Ho collaborato con gli americani Mentors, con i Damned Pilots e molte altre band, triestine e non. In effetti in HCUTS sono quello meno hardcore e più metal! Scherzo anche perché per HCUTS hanno suonato nel corso degli anni anche band con influenze metal come Hobos o band grindcore come Death On/Off, Corporation Of Consumption e Culto Del Cargo.

Quali band porterete al Posto delle Fragole?
Ci saranno i Mucopus da Torino, città che ha dato i natali a tanti gruppi storici della scena nazionale come Indigesti, Nerorgasmo, Negazione, etc… Si rifanno al più classico hardcore italiano degli anni ’80. Poi per la prima volta a Trieste Rage Cage, hardcore old school d’ispirazione newyorkese.. e gli Hittin’ Random direttamente dalla Venezia Hardcore Crew, giovane band fautori di un hardcore veloce e tirato, tutto da pogare.
[Davide] Grazie a Facebook posso contattare direttamente gli artisti, invitarli o, come a volte succede, essere contattato direttamente da loro e arrivare ad un accordo in una soluzione amichevole. Cerco una location adatta, procuro la strumentazione, il catering, le birre, cerco un B&B, garantisco il rimborso con il mio stipendio, ‘facile, vero’? Comincio a fare sempre tutto da solo, tranne che per i concerti al Festintenda dove siamo in più persone, ma non appena tutto è pronto trovo sempre qualche bischero pronto a darmi una mano, per fortuna c’è un grande uomo che mi stampa i flyers, ovviamente provvedo io alla distribuzione per la città. C’è chi mi presta parte della strumentazione, chi cucina, chi da disponibilità, chi non fa un cazzo e si fa bello col mio sederino tatuato, c’è chi mi aiuta insomma senza retribuzione, salvo in qualche caso, per fortuna raro! Come sempre suoneranno i migliori gruppi dell’hardcore punk contemporaneo. Non faccio distinzioni, tutti i gruppi e tutte le persone che partecipano alle feste HCUTS sono delle persone leali, affidabili e genuine, gli altri… ok, lasciamo stare…non gliele mando a dire!

Hittin’ Random

Quando invece è iniziata l’esperienza di HCUTS? Qual è stata la ‘molla’ che vi ha spinto ad iniziare?
[Lorenzo] Tutto è nato alla fine del 2012 da un’idea di Davide. Trieste pur avendo una scena hardcore/punk piuttosto attiva da almeno 15 anni non aveva più ospitato live di gruppi storici della scena italiana. Da questa esigenza Davide ha iniziato a darsi da fare per realizzare questo progetto. Dal 2013 ad oggi hanno suonato per le feste HCUTS: Eu’s Arse, Warfare, Raw Power, Diserzione, C.G.B., Digos Goat, Bloody Riot, Blue Vomit, Crash Box, Maze, Fall Out, RA.W, Indigesti, Yes, We Kill! A New Scar, Bloody Riot etc…più diverse collaborazioni con altri organizzatori e promoters per Adolescents, Discharge, Sewage NYC per trovare location, bands di supporto e strumentazione. Lo spirito di base nel corso degli anni è rimasto lo stesso: fare festa con la musica che piace a noi e divertirsi tra amici senza pretese di alcun genere.
[Davide] Volevo qualcosa di speciale per il mio 40esimo compleanno, portare a casa i gruppi che ascoltavo da ragazzo, scoprire che fine avevano fatto gli amici di allora. Da una richiesta degli Eu’s Arse per una data (sì, proprio a me), sono nati i matinée la domenica alla Casa Delle Culture…Ho semplicemente chiesto agli occupanti: ‘Facciamo un concerto hardcore domenica pomeriggio? Una matinée come fanno in America?’

Quali sono state le principali difficoltà all’inizio?
[Davide] – Di nessun tipo, è da 30 anni che vado ai concerti e ho sempre risolto tutto al meglio. Se c’è stata qualche complicazione..? Ok, una sola, trattare il rimborso con i gestori della location o qualche malinteso…chiedo scusa ai gruppi che han dovuto partecipare a questa complicazione, che mi ha costretto anche all’annullamento di qualche data, non è stata colpa mia, fare da mediatore è una rogna!

Quali invece i concerti che ricordate con più soddisfazione?
[Davide] Gli Adolescents e la collaborazione con lo staff del Festintenda di Mortegliano, triestini e friulani uniti assieme per una grande festa punk sotto il magico tendone giallo-blu.
[Lorenzo] In generale tutti i live sono stati buoni sia come partecipazione di pubblico che qualità delle band. Personalmente i live che mi sono rimasti di più nel cuore sono quello dei Diserzione alla Casa delle Culture da cui è stato tratto un live bootleg e gli Svetlanas al Tetris. Il batterista suonò con 39 di febbre, mezz’ora di set memorabile! Farei un torto se non citassi dei gruppi storici anche i live dei C.G.B., Digos Goat, Raw Power, Bloody Riot, Indigesti, Fall Out, Blue Vomit, Warfare, Eu’s Arse, No Limits. Delle band più recenti: Straight Opposition, Round7 HC, Definite, Golliwog, Vivere Merda, Spavaldery, Carlos Dunga, Call The Cops, Vocazione HC, Vetro, Nervous HC, Anti Slaughter, Yes, We Kill!, RA.W., Minoranza Di Uno,  Because The Bean, The Nutries,  Mordax, Daltonic Out Cry, Ämbonker, North-East Rebel, Vecchia Scuola Trieste HC, Sisma, Furgone.

RA.W. @Tetris, Trieste, pic by Andrea Stoppa

Qualche aneddoto, situazione particolare capitata ai vostri concerti?
[Davide] Troppo personali per confidarli a tutti! Ho fatto uno stage diving col materassino di gomma, ho duettato con il cantante degli Upset Noise, cantato con Andrea Bregant e Zillo dei Diserzione con Lo Zambo alla batteria! Ho conosciuto Roger, Boffo, Ezio Punk, Rumori in Cantina, Professional Punkers, Gorizia Hardcore, Dezo e Il Monta, abbiamo festeggiato con Baudo, Pier, Lele Pera, i Genitori di Zak, Il Fioraio…potrei andare avanti per ore, 23 concerti, mica cazzi!
[Lorenzo] Ricordo due ragazzi che alla fine di ogni concerto di HCUTS andavano a caccia dei manifesti per appenderli nella propria stanza. Le stesse cose che facevo io quando avevo vent’anni. Non avrei mai pensato che un giorno un mio manifesto potesse finire appeso in casa di qualcuno.

Adesso il contesto è abbastanza difficile innanzitutto per la mancanza di spazi, come vedete la situazione a Trieste?
[Davide] Mancanza di spazi? Gli spazi ci sono, basta bussare, entrare e prendere lo spazio, lo spazio è un tuo diritto ma te lo devi meritare!
[Lorenzo] La situazione attuale non è certamente rosea. Alla fine degli anni ‘80 era decisamente peggio, se c’era anche un solo concerto hardcore/punk o metal ogni due mesi era già tanto. Quello che è sempre mancato sono gli spazi adeguati, non mi riferisco a palazzetti da decine di migliaia di spettatori ma anche semplici club come esistono in altre città che possano ospitare anche un massimo di 300 persone. Da questo punto di vista Trieste è sempre stata carente.

Qual è il problema maggiore e che cosa secondo voi si potrebbe fare per migliorare?
[Davide] Non c’è nessun problema, si trova sempre una soluzione! Importante è non facebookrincoglionirsi e dirsi le cose in faccia, magari se necessario usare toni alti!
[Lorenzo] Concordo! Meno futili discussioni sui social, creare una maggiore collaborazione tra le varie realtà, non solo hardcore/punk o metal.

Progetti futuri? Sogni nel cassetto? C’è un gruppo ‘big’ che vi piacerebbe portare?
[Davide] Lorenzo, progetti futuri? Amici di Trieste, progetti futuri? Spero di riuscire a trovare altre collaborazioni per organizzare altre feste hardcore! Di ‘big’? Chi può essere ‘big’ dopo quelli già portati? Non sogni, ma solide realtà! Cara Freezine, sei grande ed è stato gratificante essere intervistati da te!
A presto! Grazie di tutto!

Scorpions, è polemica su Facebook. Le proteste dei fans negli USA: ‘Non vi seguiremo più’

Dio perdona, i rockers no.

Fans imbufaliti dopo che la band di Hannover lo scorso 8 ottobre ha cancellato le ultime date del tour in Nordamerica a causa della laringite acuta che aveva colpito il cantante Klaus Meine.

Tanta la rabbia che scorre in questi giorni su Facebook, dove i fans lasciano i loro messaggini colmi di delusione ed amarezza sulla pagina ufficiale della band.

‘Non vi seguirò più’ è la minaccia disperata di Joe:

‘Bastardi egoisti!’ è la pesante accusa di Lawrence, che aspettava la data di Dallas per portarci il figlioletto di 11 anni.

Agli Scorpions rimanevano ancora cinque date negli USA, a Phoenix, San Antonio, Dallas, Fort Lauderdale e Tampa. Tra i fans c’è chi, nonostante il ‘tradimento’, continua ad aspettarli, ma anche chi ritiene che quella della laringite fosse solo una mera scusa:

Il gruppo ha ripreso la tournée in Russia, poi si sposterà in Scandinavia, Polonia, Danimarca ed altri paesi, fino ad aprile 2018. Prevista anche una data in Slovenia, a Lubiana, in programma per martedì 5 dicembre all’Arena Stozice.

Storie di rock’n’roll: E.K. Krawall (Fuel From Hell, Planet K Records)

Storie di rock’n’roll. Storie di vita che si intrecciano con le storie di band, di tournée, di date da trovare o da ‘salvare’. Storie di incontri, di amicizie che poi diventano sodalizi di anni, nati ben prima di salire sul palco; magari per caso, chiacchierando al banco di un bar.

Storie come quella di Enrico Susi aka E.K. Krawall, triestino, 48 anni, ex frontman dei Fuel From Hell, hard rock band di cui è stato anche il manager. La sua incredibile passione per la musica, unita ad una buona dose di grinta, hanno fatto di lui un vero ‘pioniere’ nei primi anni ’90: sia nella promozione di concerti (Biohazard, No-FX, Sick Of It All, Cro-Mags, Doctor and the Medics, ecc.) che nella produzione di band come Upset Noise, Cenotaph e Ariadigolpe

Nell’86 ho conosciuto a Trieste in via Foscolo Fausto Franza e Paolo Cattaruzza’, racconta Enrico, che nella vita ha un lavoro e una famiglia. ‘Abbiamo cominciato a parlare e così ho scoperto che facevano parte degli Upset Noise, band che arrivava dall’hardcore e stava maturando un crossover mescolato al metal…insomma, il tipo di generi che in quegli anni hanno avuto la loro esplosione. Ho ascoltato l’album ‘Nothing More To Be Said’, scoprendo che andavano in tour con band americane che in quel periodo ascoltavo e adoravo’.

‘Con loro ho iniziato a fare il roadie vivendo situazioni incredibili’ continua, ‘ed assistendo a concerti strepitosi che poi sono rimasti nella storia, come quello nell’87 con gli Attitude, Messiah e i Negazione al mitico Leoncavallo di Milano. Da lì sei anni dopo sono riuscito a produrre ‘Come To Daddy’: doveva essere il disco che avrebbe lanciato gli Upset definitivamente, c’era in ballo un grande progetto con le etichette discografiche e diverse tournée in programma’.

‘Iniziando ad andare in tour, a vivere il viaggio, il prima e  il dopo concerto, a vedere le prove e l’organizzazione mi sono detto: ‘Cavolo, ci sono in giro tante band interessanti in giro, provo a chiamarle io!’
E così insieme ad altre persone ho cominciato ad organizzare concerti con la K Productions portando in Triveneto anche band americane. Ho visto nascere band che poi sono cresciute, tra cui Sick Of It All, Agnostic Front, ho visto nascere i Madball, che ascolto ancora oggi! Stampavamo anche magliette e felpe, gira addirittura un video con gli Articolo 31 e gli Extrema che avevano le nostre felpe!’

Flyer concerto di Into Another e Upset Noise al Rototom di Gaio Spilimbergo (ottobre 1992)

‘Poi, trovandoci nella sala prove dei Cenotaph che facevano death grind, abbiamo iniziato a pensare di mettere su una band un po’ diversa.
In quel periodo infatti molte band che facevano musica estrema avevano un progetto parallelo, penso ad esempio a Nick Royale, il batterista degli Entombed che poi si è dedicato agli Hellacopters!
Così io e Manuel Galati con Damiano e Max dei Cenotaph ci siam detti: ‘Proviamo anche noi a metterci a fare un certo tipo di rock, sostenuto, alla Motörhead!’

‘Siam partiti con cover di gruppi punk, poi, grazie a Damiano, son venuti fuori dei pezzi, finché si sono sentiti pronti a suonare live e me l’hanno comunicato…perché a me sembrava ancora impossibile! Primo concerto in assoluto è stato al ‘Bever Forever’ di Borgo S. Nazario dove io gridavo alla gente ‘Tiremo zo ‘sta baracca!’

Fuel From Hell, da sinistra: Dam (chitarra), Steve (chitarra), E.K. Krawall (voce), Max Velvet (basso), Andy T.N.T. (batteria)

‘All’inizio i Fuel erano un passatempo, poi sono diventati una priorità: cominciavano ad arrivare sempre più richieste per suonare, con loro tutto era più facile, a differenza dei Cenotaph con cui c’erano dei problemi per via di un genere così estremo. Invece con i Fuel ci siamo adattati a fare da supporto a band sia rock che grind, eravamo più versatili e adattabili, non eravamo per forza obbligati a suonare con band di un certo tipo. L’entusiasmo è arrivato proprio da questo, dalla facilità di suonare in giro, così il nome pian piano ha cominciato a circolare sempre di più!!!’

Fuell From Hell @Orto bar, Ljubljana, 2007

‘Da lì abbiamo cominciato a suonare sempre più spesso, sia all’aperto che al chiuso: aprivamo i nostri show con lo sputafuco Emiliano von Pesten, la gente si divertiva ai nostri concerti e i posti, dall’Hip Hop di Trieste al Motoraduno di Prepotto, si riempivano sempre! Eravamo spesso anche su ‘Il Piccolo’, grazie a Ricky Russo che ci ha sempre supportati’.

‘Fill You Up’ raduna tutte le cose belle fatte negli anni prima, direi che ha concretizzato tutto quello che è stato il nostro periodo migliore! Prima avevamo già fatto delle piccole autoproduzioni che stampavamo per gli amici, poi, mano a mano che ci siamo resi conto che la band funzionava a livello locale, quindi spinti dall’entusiasmo della gente, abbiamo deciso di raccogliere tutti i pezzi’.

Fuel From Hell ‘Fill You Up With Five Star Gasoline’, Go Down Rcords (2007)

‘Infatti ‘Fill You Up’ si compone di brani che avevamo già scritto aggiungendone anche una parte di nuovi. Abbiamo trovato l’etichetta, la Go Down Records, poi abbiamo registrato e ci siamo affidati ad un designer di Bologna, il Blitz Studio, per le grafiche è stato fatto un lavoro certosino…direi che è stata una gran bella sfida!’.

Fuel From Hell @Orto bar, Ljubljana, 13.12.2007

‘Poi abbiamo cominciato a portare l’album in giro con tante date in Italia, Austria, Germania, Slovenia, Croazia e anche Finlandia! Suonando anche con band importanti come gli L.A.Guns, a cui abbiamo fatto di supporto al tour per i vent’anni di carriera, al basso c’era il figlio di Tracii Guns. Ricordo la data al Rock Club di Pinarella di Cervia, io ero senza voce tanto che Damiano voleva sospendere il concerto… invece è venuto fuori miracolosamente uno dei migliori concerti che abbiamo fatto! Il disco ha funzionato parecchio a livello di recensioni e anche negli Stati Uniti, dove abbiamo ricevuto proposte per la distribuzione e per suonare, c’era in ballo una ristampa per il mercato sudamericano’.

‘Oggi che l’esperienza con i Fuel è finita mi dedico alla Planet K Records, che di fatto continua quello che avevo iniziato con la K Productions. Oltre ai Cenotaph e Upset Noise ho fatto uscire ‘Una Nuova Resistenza’ degli Ariadigolpe, crossover italiano che funzionava tanto…Tra gli ultimi eventi che abbiamo organizzato abbiamo portato a Trieste i Warrior Soul e i Mindwars, thrashers californiani in cui milita l’ex chitarrista Holy Terror Mike Alvord. Ho collaborato con la F.O.A.D. Records alla ristampa per la prima volta su cd di ‘Nothing More To Be Said’ (1987) e di ‘Growing Pain’ (1989) degli Upset Noise, un lavoro piuttosto lungo perché si tratta di una rimasterizzazione dalle bobine originali. Oltre agli album ci sono anche un bonus con un live in Olanda dell’86 e un dvd, una  sorta di documentario con interviste e footage rari dell’epoca. Mi occupo anche del merch a concerti e fiere, sarò alla Mostra Mercato del Disco in programma a Trieste il 26 novembre’.

Upset Noise ‘Nothing More To Be Said/Growing Pain + Live 1986’, F.O.A.D. Records, 2015

‘E comunque’, conclude, ‘aggiungerei ‘never say never’: dopo un bel po’ di tempo sono anche tornato a cantare nel cd che fa parte del progetto con Doctor Heathen Scum (The Mentors) & Karnokkorok su Planet K Records…vero punk metal rock grezzo, sporco e volgare!!!!’

Ascolta ‘Deep In Your Mouth’ qui sotto:

Trieste, ex garage diventa un teatro. Ma per i concerti quale futuro?

Tanti gli articoli apparsi in questi giorni dedicati alla nuova realtà culturale che da poco ha aperto i battenti a Trieste, negli spazi di un’ex carrozzeria vicino al Giardino Pubblico. Nato per volontà di un gruppo di associazioni, il nuovo teatro ospiterà spettacoli teatrali per adulti e bambini, mostre, concerti e laboratori.

Ben diversa è la situazione per la musica, su cui incide la carenza di spazi per concerti nella zona del centro città. Gli ultimi eventi, ad eccezione del castello di San Giusto, si sono svolti sull’altipiano carsico, ormai refugium peccatorum dei rocker.

A pesare, ancora prima di individuare un luogo concreto situato in città, è la mancanza di iniziativa, quella cosiddetta ‘spinta dal basso’ capace di portare la questione all’attenzione dei giusti interlocutori. Non solo a quella degli (ormai pochi) giornali rimasti, ma anche ai (tanti) blog di Trieste. Che anche se si occupano di altri argomenti, penso ad esempio ai blog di turismo oppure food, potrebbero essere comunque maggiormente coinvolti.
Manca soprattutto un soggetto proponente, ‘catalizzatore’ -che per ovvi motivi non può essere il gestore di un locale, né tantomeno le band o i musicisti…perché quando la musica si ferma il problema non è solo del singolo promoter, ma di tutta la città.

Las Vegas, notte di terrore sulla Strip. E il viale del sogno si tinge di sangue

Paura e soprattutto delirio a Las Vegas, dove nella notte di domenica 1 ottobre (22.10 ora locale, le 7 italiane) un uomo ha aperto il fuoco sulla folla al Route 91 , festival country che si svolgeva nello spazio sottostante, uccidendo (bilancio provvisorio) 58 persone e ferendone 515. Pare che gli piacessero le scommesse, la musica country. L’uomo aveva una licenza di pilota d’aereo e una di caccia, ottenuta in Alaska.

Non è però ancora chiaro cosa abbia spinto Stephen Paddock, 64 anni, a diventare l’artefice della più sanguinosa sparatoria nella storia americana, che pure abbonda di episodi simili. Una pagina nera della  storia USA che si vede colpita in uno dei suoi luoghi simbolo: la Strip, la strada del sogno americano, tra luci, colori e spettacoli continui. È stato bloccato anche il traffico aereo all’aeroporto McCarran della città del Nevada, che sorge poco distante dalla zona dei casinò.

Nel momento della sparatoria si trovava in zona anche Don Nutz, che ora è con i Mentors in albergo, il Flamingo. La band ha suonato a Las Vegas la sera prima per una data del tour con cui sta girando gli Stati Uniti fino a novembre.

‘Me Par De Esser In Un Film’: Don Nutz racconta in un libro il tour con i Mentors

  • A pochi giorni dalla sua uscita, il libro di Manuel Galati aka Don Nutz è andato subito sold out.
    Davvero tante le persone che in questi giorni hanno manifestato, sia a voce che su Facebook, di apprezzare
    la sua capacità di story-teller, che già cominciava a farsi notare in alcune delle storielle e personaggi del suo alter-ego Karnokkorok.

Questa volta, lasciata per un secondo da parte la batteria, il vulcanico drummer si è cimentato con un libro vero e proprio, scritto subito dopo il tour che lo ha visto suonare negli Stati Uniti con i Mentors. Costruito come un diario giornaliero, condito di storie ruvide, marce, sesso, droga e punk rock n’roll, e tutto rigorosamente in dialetto triestino.

‘Me Par De Esser in un Film -Trunk Up With Mentors ‘racconta la vita on the road e le avventure della band attraverso i club da Las Vegas a Miami, fino ad arrivare sulla costa atlantica a New York. Un mese e dieci giorni trascorsi dormendo nei motel più infimi, suonando in una riserva navajo in mezzo al deserto, visitando quel simbolo del Texas che è Fort Alamo e, quasi 😛 scoperto la tomba di Marie Lavreau, la mitica sacerdotessa voodoo di New Orleans.

‘Me Par De Esser In Un Film-Trunk Up With Mentors’ (2017), artwork by Lorenzo Cimador

Fil rouge che unisce tutto il racconto è ovviamente la musica, dal rock metal d’inizio anni ’80 ai suoi vertici con nomi come Kiss, Mötley Crüe e Motörhead, fino alle sonorità estreme del death metal, passando per leggende del southern come Lynyrd Skynyrd, Allmann Brothers e Blackberry Smoke.

La diligenza abbandonata nel canyon di Palo Duro in Texas

Protagonisti del libro non sono soltanto i Mentors, band tra le più controverse della scena losangelena anni ’70, ma anche tutti gli altri personaggi che li hanno accompagnati in questo folle viaggio.
Dal ‘bonfon black metal’ alla ‘morosa del becco’ fino alla surreale, boccacesca apparizione finale sul palco della pornostar Nadia W., ‘Me Par De Esser In Un Film’ è il racconto di un viaggio fatto, oltre che di musica, anche di incontri con tutta una serie di figure a cui è davvero impossibile restare indifferenti.

Il viaggio parte da Trieste, che è presente nell’intro con la sua scena rock metal d’inizio anni ’80, i gruppi icone di quel periodo tra cui gli Upset Noise e Silence, le sue strade, negozietti e club come lo storico ‘Fashion’ frequentato da punk e dark.

Come comincia: «Questo libro nassi dall’esigenza de metter per iscritto per non dimenticar la più grande esperienza della mia vita e della mia carriera musicale, cioè el tour american del 2017 che go fatto sonando la batteria con i Mentors. Un mese e dieci giorni in giro per l’America sonando con i miei idoli adolescenziali, un sogno che se avvera, un diario giornaliero su tutto quel che me xe successo…i flash, le emozioni, la musica, i personaggi, le città, el delirio, el chaos, l’alcol e le droghe».

Manuel Galati aka Don Nutz, batterista nato a Trieste nel 1970, ha conosciuto i Mentors in Olanda, come ci aveva raccontato in quest’intervista. Nel 2015 il primo tour con loro, a cui segue il ‘Gods of Perversion’ Tour nel 2016 e il ‘Sex, Drugs & Geritol’ Tour del 2017.
‘Me Par De Esser In Un Film-Trunk Up With Mentors’ è il suo primo libro.