Archivi categoria: intervista

Hc Underground Trieste @Il Posto delle Fragole Sabato 25.11! Intervista a Davide e Lorenzo ‘Cimaz’

Hardcore Underground Trieste al Posto delle Fragole sabato 25 novembre! Una serata all’insegna dell’italian hardcore con live di Mucopus Torino + Rage Cage + Hittin’ Random, la mostra di manifesti e dj-set! L’evento, organizzato in collaborazione con la Cooperativa Sociale ‘La Collina’, è ad ingresso up to you a partire dalle ore 21. 
Ci raccontano meglio com’è nata l’idea Davide HC Vossini, anima di Hardcore Underground Trieste fin dalla sua nascita nel 2012, e Lorenzo ‘Cimaz’ Cimador, autore dei manifesti in esposizione.

[Davide] Ci sono già degli appuntamenti al ‘Posto delle Fragole’ con dei concerti-mostra, è molto meno palloso di una mostra e più interessante di un concerto, se la musica magari non ti piace.. dunque questa idea geniale l’ho rubata! Ho chiesto a Lorenzo l’ennesima collaborazione per una mostra delle sue grafiche, insieme si vince!

Lorenzo e Davide di Hardcore Underground Trieste con Lucio Drusian (Upset Noise)

Tanti i gruppi hc italiani che hanno fatto scuola, oggi quella scena che cosa rappresenta? E’ ancora importante?
[Davide] Rappresenta il messaggio diretto, il cantato italiano ti arriva direttamente nel cervello e te lo apre in due. Per me è molto importante, è proprio per questo che continuo ad organizzare questi incontri punk, per ritrovare i vecchi amici, conoscerne di nuovi, scambiare esperienze e condividere ricordi e fare dei selfie stupidi, la cosa funziona, per qualche ora ci ritroviamo per esprimere noi stessi, senza regole. Lorenzo, di’ la verità, hai mai visto un casino come per i RAW al Tetris? 😉 Il flyer che hai fatto per loro rasenta l’assoluto!

RAW., Vivere Merda @Tetris, Trieste, 12.5.2016

Parliamo dei vostri flyer che sono piuttosto riconoscibili, che cosa ci raccontate?
[Lorenzo] L’autore sono io,  non sono un grafico di professione, nella vita faccio tutt’altro di mestiere. Quando Davide mi contattò per il primo concerto di HCUTS alla Casa delle Culture di Trieste decidemmo di fare qualcosa di diverso rispetto le grafiche hardcore in circolazione. La promozione di un evento oggi passa in prevalenza per internet, per questa ragione la grafica è ridotta ad un banner visualizzabile su PC o smartphone. Davide voleva qualcosa di assolutamente old school che conservasse lo spirito del punk DIY originale, ma allo stesso tempo consentisse la divulgazione tramite la rete. L’ispirazione principale mi è venuta dai vecchi volantini cartacei della scena punk/hardcore anni ’80. Generalmente erano delle semplici fotocopie realizzate con fotografie ritagliate, disegni, loghi fatti a mano. Nella loro semplicità conservano tutt’ora un grande fascino. La scena punk inglese della fine degli anni ’70 faceva largo uso di immagini di propaganda della Seconda Guerra Mondiale. Immagini tipiche erano persone che indossano maschere antigas nella quotidianità.

Da qui è nata l’idea delle maschere antigas che è presente in tutti i manifesti di HCUTS, quasi una sorta di vostro marchio di fabbrica’?
[Lorenzo] Sì, esatto. Il primo flyer di HCUTS ritrae una famigliola felice al mare, in costume da bagno con la maschera antigas. Il concerto alla Casa delle Culture andò piuttosto bene e da allora le maschere antigas nei flyer sono diventate un portafortuna!
[Davide] Prende spunto dai Wretched, anche se in realtà le nostre maschere si ispirano di più ai Sodom e Sacred Reich! Senza falsa modestia, e va detto, c’è anche chi ha copiato questo nostro marchio di fabbrica!
[Lorenzo] In realtà esistono solo quattro manifesti realizzati per HCUTS senza maschere antigas!

Eus’Arse, Disperazione-Nevrotica, Minoranza Di Uno @CdC, 19.1.2014, artwork by Lorenzo  ‘Cimaz’ Cimador

Quali sono?
[Lorenzo] Lascio il compito di scoprirlo ai più curiosi ed attenti!
[Davide] Siete tutti invitati, nessuno escluso, anche perché non ho mai visto una mostra-concerto hardcore, lasciate i cani a casa, il territorio è riservato a ‘Max’.

Di tutti i flyer che hai realizzato per HCUTS a quale sei più legato?
[Lorenzo] Penso il flyer per il live dei Discharge a Mortegliano. E’ sicuramente il flyer per cui ho ricevuto più apprezzamenti dalla scena hardcore. Dal punto di vista tecnico è anche uno dei più complessi tra tutti quelli che ho realizzato.

Discharge @Festintenda-Mortegliano, artwork by Lorenzo ‘Cimaz’ Cimador

L’esperienza di HCUTS ti ha fatto conoscere anche fuori dal contesto locale?
[Lorenzo] Sì, ho collaborato con varie realtà hardcore/punk italiane. Tra i progetti più importanti la realizzazione delle nuove t-shirt degli Upset Noise e il cd per lo split degli Anti Slaughter/Genocidio Chimico.

E fuori dal genere prettamente hardcore/punk?
[Lorenzo] Ho fatto flyer per vari eventi, copertine cd, libri, t-shirt e merch vario. Ho collaborato con gli americani Mentors, con i Damned Pilots e molte altre band, triestine e non. In effetti in HCUTS sono quello meno hardcore e più metal! Scherzo anche perché per HCUTS hanno suonato nel corso degli anni anche band con influenze metal come Hobos o band grindcore come Death On/Off, Corporation Of Consumption e Culto Del Cargo.

Quali band porterete al Posto delle Fragole?
Ci saranno i Mucopus da Torino, città che ha dato i natali a tanti gruppi storici della scena nazionale come Indigesti, Nerorgasmo, Negazione, etc… Si rifanno al più classico hardcore italiano degli anni ’80. Poi per la prima volta a Trieste Rage Cage, hardcore old school d’ispirazione newyorkese.. e gli Hittin’ Random direttamente dalla Venezia Hardcore Crew, giovane band fautori di un hardcore veloce e tirato, tutto da pogare.
[Davide] Grazie a Facebook posso contattare direttamente gli artisti, invitarli o, come a volte succede, essere contattato direttamente da loro e arrivare ad un accordo in una soluzione amichevole. Cerco una location adatta, procuro la strumentazione, il catering, le birre, cerco un B&B, garantisco il rimborso con il mio stipendio, ‘facile, vero’? Comincio a fare sempre tutto da solo, tranne che per i concerti al Festintenda dove siamo in più persone, ma non appena tutto è pronto trovo sempre qualche bischero pronto a darmi una mano, per fortuna c’è un grande uomo che mi stampa i flyers, ovviamente provvedo io alla distribuzione per la città. C’è chi mi presta parte della strumentazione, chi cucina, chi da disponibilità, chi non fa un cazzo e si fa bello col mio sederino tatuato, c’è chi mi aiuta insomma senza retribuzione, salvo in qualche caso, per fortuna raro! Come sempre suoneranno i migliori gruppi dell’hardcore punk contemporaneo. Non faccio distinzioni, tutti i gruppi e tutte le persone che partecipano alle feste HCUTS sono delle persone leali, affidabili e genuine, gli altri… ok, lasciamo stare…non gliele mando a dire!

Hittin’ Random

Quando invece è iniziata l’esperienza di HCUTS? Qual è stata la ‘molla’ che vi ha spinto ad iniziare?
[Lorenzo] Tutto è nato alla fine del 2012 da un’idea di Davide. Trieste pur avendo una scena hardcore/punk piuttosto attiva da almeno 15 anni non aveva più ospitato live di gruppi storici della scena italiana. Da questa esigenza Davide ha iniziato a darsi da fare per realizzare questo progetto. Dal 2013 ad oggi hanno suonato per le feste HCUTS: Eu’s Arse, Warfare, Raw Power, Diserzione, C.G.B., Digos Goat, Bloody Riot, Blue Vomit, Crash Box, Maze, Fall Out, RA.W, Indigesti, Yes, We Kill! A New Scar, Because the Bean, Bloody Riot etc…più diverse collaborazioni con altri organizzatori e promoters come Gorizia Hardcore per Adolescents, Discharge, Sewage NYC per trovare location, bands di supporto e strumentazione. Lo spirito di base nel corso degli anni è rimasto lo stesso: fare festa con la musica che piace a noi e divertirsi tra amici senza pretese di alcun genere.
[Davide] Volevo qualcosa di speciale per il mio 40esimo compleanno, portare a casa i gruppi che ascoltavo da ragazzo, scoprire che fine avevano fatto gli amici di allora. Da una richiesta degli Eu’s Arse per una data (sì, proprio a me), sono nati i matinée la domenica alla Casa Delle Culture…Ho semplicemente chiesto agli occupanti: ‘Facciamo un concerto hardcore domenica pomeriggio? Una matinée come fanno in America?’

Quali sono state le principali difficoltà all’inizio?
[Davide] – Di nessun tipo, è da 30 anni che vado ai concerti e ho sempre risolto tutto al meglio. Se c’è stata qualche complicazione..? Ok, una sola, trattare il rimborso con i gestori della location o qualche malinteso…chiedo scusa ai gruppi che han dovuto partecipare a questa complicazione, che mi ha costretto anche all’annullamento di qualche data, non è stata colpa mia, fare da mediatore è una rogna!

Quali invece i concerti che ricordate con più soddisfazione?
[Davide] Gli Adolescents e la collaborazione con lo staff del Festintenda di Mortegliano, triestini e friulani uniti assieme per una grande festa punk sotto il magico tendone giallo-blu.
[Lorenzo] In generale tutti i live sono stati buoni sia come partecipazione di pubblico che qualità delle band. Personalmente i live che mi sono rimasti di più nel cuore sono quello dei Diserzione alla Casa delle Culture da cui è stato tratto un live bootleg e gli Svetlanas al Tetris. Il batterista suonò con 39 di febbre, mezz’ora di set memorabile! Farei un torto se non citassi dei gruppi storici anche i live dei C.G.B., Digos Goat, Raw Power, Indigesti, Fall Out, Blue Vomit, Warfare, Eu’s Arse, No Limits. Delle band più recenti: Straight Opposition, Round7 HC, Definite, Golliwog, Vivere Merda, Spavaldery, Carlos Dunga, Call The Cops, Vocazione HC, Vetro, Nervous HC, Anti Slaughter, Yes, We Kill!, RA.W., Minoranza Di Uno, Ämbonker, North-East Rebel, Vecchia Scuola Trieste HC, Sisma, Furgone, Bloody Riot.

RA.W. @Tetris, Trieste, pic by Andrea Stoppa

Qualche aneddoto, situazione particolare capitata ai vostri concerti?
[Davide] Troppo personali per confidarli a tutti! Ho fatto uno stage diving col materassino di gomma, ho duettato con il cantante degli Upset Noise, cantato con Andrea Bregant e Zillo dei Diserzione con Lo Zambo alla batteria! Ho conosciuto Roger, Boffo, Ezio Punk, Rumori in Cantina, Professional Punkers, Dezo e Il Monta, abbiamo festeggiato con Baudo, Pier, Lele Pera, i Genitori di Zak, Il Fioraio…potrei andare avanti per ore, 23 concerti, mica cazzi!
[Lorenzo] Ricordo due ragazzi che alla fine di ogni concerto di HCUTS andavano a caccia dei manifesti per appenderli nella propria stanza. Le stesse cose che facevo io quando avevo vent’anni. Non avrei mai pensato che un giorno un mio manifesto potesse finire appeso in casa di qualcuno.

Adesso il contesto è abbastanza difficile innanzitutto per la mancanza di spazi, come vedete la situazione a Trieste?
[Davide] Mancanza di spazi? Gli spazi ci sono, basta bussare, entrare e prendere lo spazio, lo spazio è un tuo diritto ma te lo devi meritare!
[Lorenzo] La situazione attuale non è certamente rosea. Alla fine degli anni ‘80 era decisamente peggio, se c’era anche un solo concerto hardcore/punk o metal ogni due mesi era già tanto. Quello che è sempre mancato sono gli spazi adeguati, non mi riferisco a palazzetti da decine di migliaia di spettatori ma anche semplici club come esistono in altre città che possano ospitare anche un massimo di 300 persone. Da questo punto di vista Trieste è sempre stata carente.

Qual è il problema maggiore e che cosa secondo voi si potrebbe fare per migliorare?
[Davide] Non c’è nessun problema, si trova sempre una soluzione! Importante è non facebookrincoglionirsi e dirsi le cose in faccia, magari se necessario usare toni alti!
[Lorenzo] Concordo! Meno futili discussioni sui social, creare una maggiore collaborazione tra le varie realtà, non solo hardcore/punk o metal.

Progetti futuri? Sogni nel cassetto? C’è un gruppo ‘big’ che vi piacerebbe portare?
[Davide] Lorenzo, progetti futuri? Amici di Trieste, progetti futuri? Ok, dài, ci penso io! Di ‘big’? Chi può essere ‘big’ dopo quelli già portati? Non sogni, ma solide realtà! Cara Freezine, sei grande ed è stato gratificante essere intervistati da te!
A presto! Grazie di tutto!

Storie di rock’n’roll: E.K. Krawall (Fuel From Hell, Planet K Records)

Storie di rock’n’roll. Storie di vita che si intrecciano con le storie di band, di tournée, di date da trovare o da ‘salvare’. Storie di incontri, di amicizie che poi diventano sodalizi di anni, nati ben prima di salire sul palco; magari per caso, chiacchierando al banco di un bar.

Storie come quella di Enrico Susi aka E.K. Krawall, triestino, 48 anni, ex frontman dei Fuel From Hell, hard rock band di cui è stato anche il manager. La sua incredibile passione per la musica, unita ad una buona dose di grinta, hanno fatto di lui un vero ‘pioniere’ nei primi anni ’90: sia nella promozione di concerti (Biohazard, No-FX, Sick Of It All, Cro-Mags, Doctor and the Medics, ecc.) che nella produzione di band come Upset Noise, Cenotaph e Ariadigolpe

Nell’86 ho conosciuto a Trieste in via Foscolo Fausto Franza e Paolo Cattaruzza’, racconta Enrico, che nella vita ha un lavoro e una famiglia. ‘Abbiamo cominciato a parlare e così ho scoperto che facevano parte degli Upset Noise, band che arrivava dall’hardcore e stava maturando un crossover mescolato al metal…insomma, il tipo di generi che in quegli anni hanno avuto la loro esplosione. Ho ascoltato l’album ‘Nothing More To Be Said’, scoprendo che andavano in tour con band americane che in quel periodo ascoltavo e adoravo’.

‘Con loro ho iniziato a fare il roadie vivendo situazioni incredibili’ continua, ‘ed assistendo a concerti strepitosi che poi sono rimasti nella storia, come quello nell’87 con gli Attitude, Messiah e i Negazione al mitico Leoncavallo di Milano. Da lì sei anni dopo sono riuscito a produrre ‘Come To Daddy’: doveva essere il disco che avrebbe lanciato gli Upset definitivamente, c’era in ballo un grande progetto con le etichette discografiche e diverse tournée in programma’.

‘Iniziando ad andare in tour, a vivere il viaggio, il prima e  il dopo concerto, a vedere le prove e l’organizzazione mi sono detto: ‘Cavolo, ci sono in giro tante band interessanti in giro, provo a chiamarle io!’
E così insieme ad altre persone ho cominciato ad organizzare concerti con la K Productions portando in Triveneto anche band americane. Ho visto nascere band che poi sono cresciute, tra cui Sick Of It All, Agnostic Front, ho visto nascere i Madball, che ascolto ancora oggi! Stampavamo anche magliette e felpe, gira addirittura un video con gli Articolo 31 e gli Extrema che avevano le nostre felpe!’

Flyer concerto di Into Another e Upset Noise al Rototom di Gaio Spilimbergo (ottobre 1992)

‘Poi, trovandoci nella sala prove dei Cenotaph che facevano death grind, abbiamo iniziato a pensare di mettere su una band un po’ diversa.
In quel periodo infatti molte band che facevano musica estrema avevano un progetto parallelo, penso ad esempio a Nick Royale, il batterista degli Entombed che poi si è dedicato agli Hellacopters!
Così io e Manuel Galati con Damiano e Max dei Cenotaph ci siam detti: ‘Proviamo anche noi a metterci a fare un certo tipo di rock, sostenuto, alla Motörhead!’

‘Siam partiti con cover di gruppi punk, poi, grazie a Damiano, son venuti fuori dei pezzi, finché si sono sentiti pronti a suonare live e me l’hanno comunicato…perché a me sembrava ancora impossibile! Primo concerto in assoluto è stato al ‘Bever Forever’ di Borgo S. Nazario dove io gridavo alla gente ‘Tiremo zo ‘sta baracca!’

Fuel From Hell, da sinistra: Dam (chitarra), Steve (chitarra), E.K. Krawall (voce), Max Velvet (basso), Andy T.N.T. (batteria)

‘All’inizio i Fuel erano un passatempo, poi sono diventati una priorità: cominciavano ad arrivare sempre più richieste per suonare, con loro tutto era più facile, a differenza dei Cenotaph con cui c’erano dei problemi per via di un genere così estremo. Invece con i Fuel ci siamo adattati a fare da supporto a band sia rock che grind, eravamo più versatili e adattabili, non eravamo per forza obbligati a suonare con band di un certo tipo. L’entusiasmo è arrivato proprio da questo, dalla facilità di suonare in giro, così il nome pian piano ha cominciato a circolare sempre di più!!!’

Fuell From Hell @Orto bar, Ljubljana, 2007

‘Da lì abbiamo cominciato a suonare sempre più spesso, sia all’aperto che al chiuso: aprivamo i nostri show con lo sputafuco Emiliano von Pesten, la gente si divertiva ai nostri concerti e i posti, dall’Hip Hop di Trieste al Motoraduno di Prepotto, si riempivano sempre! Eravamo spesso anche su ‘Il Piccolo’, grazie a Ricky Russo che ci ha sempre supportati’.

‘Fill You Up’ raduna tutte le cose belle fatte negli anni prima, direi che ha concretizzato tutto quello che è stato il nostro periodo migliore! Prima avevamo già fatto delle piccole autoproduzioni che stampavamo per gli amici, poi, mano a mano che ci siamo resi conto che la band funzionava a livello locale, quindi spinti dall’entusiasmo della gente, abbiamo deciso di raccogliere tutti i pezzi’.

Fuel From Hell ‘Fill You Up With Five Star Gasoline’, Go Down Rcords (2007)

‘Infatti ‘Fill You Up’ si compone di brani che avevamo già scritto aggiungendone anche una parte di nuovi. Abbiamo trovato l’etichetta, la Go Down Records, poi abbiamo registrato e ci siamo affidati ad un designer di Bologna, il Blitz Studio, per le grafiche è stato fatto un lavoro certosino…direi che è stata una gran bella sfida!’.

Fuel From Hell @Orto bar, Ljubljana, 13.12.2007

‘Poi abbiamo cominciato a portare l’album in giro con tante date in Italia, Austria, Germania, Slovenia, Croazia e anche Finlandia! Suonando anche con band importanti come gli L.A.Guns, a cui abbiamo fatto di supporto al tour per i vent’anni di carriera, al basso c’era il figlio di Tracii Guns. Ricordo la data al Rock Club di Pinarella di Cervia, io ero senza voce tanto che Damiano voleva sospendere il concerto… invece è venuto fuori miracolosamente uno dei migliori concerti che abbiamo fatto! Il disco ha funzionato parecchio a livello di recensioni e anche negli Stati Uniti, dove abbiamo ricevuto proposte per la distribuzione e per suonare, c’era in ballo una ristampa per il mercato sudamericano’.

‘Oggi che l’esperienza con i Fuel è finita mi dedico alla Planet K Records, che di fatto continua quello che avevo iniziato con la K Productions. Oltre ai Cenotaph e Upset Noise ho fatto uscire ‘Una Nuova Resistenza’ degli Ariadigolpe, crossover italiano che funzionava tanto…Tra gli ultimi eventi che abbiamo organizzato abbiamo portato a Trieste i Warrior Soul e i Mindwars, trashers californiani in cui milita l’ex chitarrista Holy Terror Mike Alvord. Ho collaborato con la F.O.A.D. Records alla ristampa per la prima volta su cd di ‘Nothing More To Be Said’ (1987) e di ‘Growing Pain’ (1989) degli Upset Noise, un lavoro piuttosto lungo perché si tratta di una rimasterizzazione dalle bobine originali. Oltre agli album ci sono anche un bonus con un live in Olanda dell’86 e un dvd, una  sorta di documentario con interviste e footage rari dell’epoca. Mi occupo anche del merch a concerti e fiere, sarò alla Mostra Mercato del Disco in programma a Trieste il 26 novembre’.

Upset Noise ‘Nothing More To Be Said/Growing Pain + Live 1986’, F.O.A.D. Records, 2015

‘E comunque’, conclude, ‘aggiungerei ‘never say never’: dopo un bel po’ di tempo sono anche tornato a cantare nel cd che fa parte del progetto con Doctor Heathen Scum (The Mentors) & Karnokkorok su Planet K Records…vero punk metal rock grezzo, sporco e volgare!!!!’

Ascolta ‘Deep In Your Mouth’ qui sotto:

WARRIOR SOUL: Kory Clarke Talks Upcoming Album & Collaborations- Interview

Kory Clarke talks about the upcoming studio album as ‘hard catchy rock n’ roll’! Launched via Indiegogo campaign, it features many artistic collaborations, as John Polacheck on guitar from Chicago and Nate and Adam Arling from hard rock band The Last Vegas.
New Warrior Soul‘ album is scheduled for release in September 2017 via Cargo Records UK, meanwhile the band, including Christian Kimmett (guitar) and Michael Branagh (drums), will be playing a couple of dates in northern Italy:

Saturday, July 8, 2017 @Rock Camp, Trieste
Sunday, July 9, 2017 @Lighthouse pub, Noale (Venezia)

Hi Kory, how are you doing?
Thank you for inviting me again for an interview with you. Last time we headlined Trieste’ festival it was a blast! We continue to resist the corporate oil military control of the United States and resisting the Trump Administration and it’s ‘flunkies’. 

Kory Clarke @Trieste, 9.4.2016, (C) Paola Erre

So, you’re just back from US tour: gigs, last minute’ show, unplugged gigs…could you tell us a little bit more about the experience?

Yes, we’ve played a couple of shows in New York. We had a crowdfunding campaign for the new album through Indiegogo which is expected to come out in September with Cargo records UK. One of our investors asked for a private performance and we went in and nailed it! It was a really great experience in beautiful Pennsylvania farm country, trailer park amphitheatre, with an enthusiastic crowd. We had the other private performance show (so there were 2 of the bigger bucks) towards the new album. I helped organize for them in Manhattan in a recording studio, that was amazing too, very different to each other.

And you’re back on the drums, how do you feel it?
I play drums when I chose to, expecially in more intimate settings.

How was the experience with other musicians? 
Old friend musicians showed up and stood up tot the challenge of a Warrior Soul set. I have played with these friends in past tours. A bit of a ‘home coming experience’, but I did miss my band from Europe who will be playing with me in Trieste.

Could you give us an idea of what we can expect from the album, in terms of the style of music?
Expect the unexpected! Hard catchy rock n’ roll with an anti- establishment attitude.

What about your paintings? What is the connection with your musical activity, or it’s just for relax yourself?
Painting is brutal and you make a painting that gets finished only through an absolute battle with the paint, the canvas and actually painting enough of it, to not ‘over paint’ but still make it great. Your intuition is all you can go on to know when piece is completed. Sometimes you finish it over and over again only to realize that it could have been better before you started to go over it.

You started from New York in Eighties, how do you feel the city right now?
New York is a nightmare, just getting in and out of the airport is already unbelievable and crowded. The ‘edge’ is gone, it’s a far cry to the wild that it used to be in 1985.I don’t want to visit anymore. I am only going to play a few shows more in my career. I think this Fall could be the last time I play NYC. But the trip to Chicago has been amazing, working with John Polacheck on guitar and Adam and Nate Arling from The Last Vegas has been great for this new album with massive ideas and talent to completing this.. The tracks are being sent as we speak.

It seems a real global album..
My mixing engineer Miguel Martins is waiting in London, some of the mastering will be done between Athens and London. I cannot wait to get it done…This record is going to be awesome!

I’ve noticed you have a big feedback in Italy, in Trieste too..what about some project? 🙂
That’s an interesting concept…I like to work with GG Rock from Padova from record label Jetglow. He is a great producer of music and he will be playing with me at Trieste Rock Camp along with Christian Kimmett from Edinburgh and Branagh from Belfast, Ireland.

Wardogs: intervista alla band domenica 9 luglio al Rock Camp di Trieste

Gradito ritorno a Trieste per i Wardogs, tribute band ufficiale italiana dei mitici Ramones. Abbiamo rivolto alcune domande a Sandro, chitarrista e fondatore del gruppo, in preparazione della data che li vedrà sul palco del Rock Camp Trieste per il gran finale del festival in programma domenica 9 luglio a Trebiciano sul Carso.

Ciao, benvenuti su Freezine. Prima di tutto, ti andrebbe di presentarvi ai nostri lettori, raccontando un po’ il percorso musicale che ha portato alla vostra formazione?

I Wardogs nascono nel 2009…però non volevamo fare una copia della band originale, ma una cosa tutta nostra, per certi versi originale; ci piaceva l’idea di partire da dove i Ramones avevano lasciato e, inserendo richiami ai Motörhead, ai Metallica e a Zakk Wylde, offrirne una versione moderna pur sempre nel rispetto della tradizione. Anche i suoni rispecchiano questa filosofia, sono grossi e pesanti, sporchi e diretti, come se i Ramones suonassero ai giorni nostri.
Dopo tanti tour in Italia, Europa e negli USA, nel 2013 abbiamo ricevuto lo status di Official Italian Ramones Tribute Band da Marky Ramone con cui abbiam suonato nel 2011 al Palaverde a Treviso davanti a 7000 persone, all’Home Festival nel 2014 in occasione delle celebrazioni per il 40esimo anniversario dei Ramones di fronte a 20000 persone e con Piero Pelù ospite speciale durante il live… e poi ancora a New York nello stesso anno e intrapreso un tour (Marky Ramone & Wardogs Italy Tour) che ha toccato le maggiori città italiane.

Wardogs con Marky Ramone @Indian Larry Block Party @Brooklyn, New York

Perché avete scelto proprio i Ramones e che cosa pensate vi lega?vi sentite con i membri della band originale?

Semplicemente perché rappresentano la nostra visione del rock: veloce, potente, onesto, violento. Insieme ai Motörhead e ai Metallica costituiscono quella linea che congiunge le generazioni di ragazzi per i quali il rock rappresenta uno stile di vita. Il giubbotto in pelle, i jeans strappati, la chitarra distorta, è tutto racchiuso lì.
Eravamo amici con i membri della Band (Joey, Johnny, Tommy Rip) e oggi con Marky siamo felici di mantenere vivo il mito.
Insieme a Monte Melnick (storico road manager della band) e agli organizzatori dell’Home Festival abbiamo curato la pubblicazione della sua biografia in italiano in occasione del 40esimo anniversario della band, l’evento celebrativo più grande in Europa che si è tenuto a Treviso…Ma abbiamo avuto anche Rick Weinman (tecnico di Johnny Ramone, Eddie Vedder, John Mellecamp e Rammstein nella nostra crew. George Dubose (fotografo ufficiale dei Ramones) è un carissimo amico.
Infine, come ti dicevo, John Holmstrom (illustratore di New York e ideatore della fanzine Punk) ci ha donato per la copertina del nostro ultimo singolo un suo disegno originale di quelli utilizzati per l’album dei Ramones.

Quanto è importante per voi l’attività live e con chi vi è piaciuto di più suonare?

Per noi l’attività live è fondamentale, suoneremmo ogni giorno se fosse possibile. Ovviamente suonare con Marky Ramone rappresenta un emozione incredibile, sai che sei sul palco insieme al batterista che insieme agli altri Ramones ha fatto un pezzo di storia del rock, è inserito nella Hall of Fame e ha suonato davanti a milioni di persone in tutto il mondo…è una cosa superlativa!
Abbiamo la fortuna di avere rapporti con molti musicisti internazionali, abbiamo diviso il palco con Napalm Death, Morlocks, Black Tibetans, Meteors, Sank Rock, Negrita, Prodigy, Eagles of Death Metal, a settembre suoneremo in Austria con i Black Stone Cherry e siamo in attesa di conferma di una data con Zakk Wylde.
Abbiamo avuto Piero Pelù come guest in un paio di brani a Treviso con Marky Ramone e fatto alcune date in Austria con Bo Matheson dei Los Gusanos (C.J. Ramone Band di New York) alla batteria.
Abbiamo ricevuto apprezzamenti da Steven Tyler degli Aerosmith, Dave Lombardo degli Slayer, Zakk Wylde dei Black Label Society, Motörhead e Anthrax.

Che cosa bolle in pentola per il futuro?

Di progetti ne abbiamo molti, sicuramente continuare con i live, ogni anno suoniamo a New York ed è veramente incredibile vedere l’affetto che ci manifestano gli americani ogni volta.
Abbiamo un altro singolo in cantiere, la data con Zakk Wylde, due date in Giappone a dicembre in fase di chiusura e la prossima estate alcune in California. Siamo contentissimi di suonare al Rock Camp con i Warrior Soul e tantissime altre band, a tutti gli organizzatori va il nostro ringraziamento e stima per il grande lavoro che stanno facendo per tener vivo lo spirito metal, grazie ragazzi!

 

 

 

 

Warrior Soul: Kory Clarke parla del nuovo album e delle collaborazioni

Kory Clarke ci parla del disco in dirittura d’arrivo! Il frontman è reduce da un intenso tour negli Stati Uniti, dove ha registrato il nuovo materiale insieme a John Polacheck da Chicago alla chitarra e Nate e Adam Harling della hard rock band The Last Vegas.
L’uscita prevista è nell’autunno 2017 tramite l’etichetta londinese Cargo Records, nell’attesa Kory sarà in Italia con i Warrior Soul Christian Kimmett e Michael Branagh per due date:

Sabato 8 luglio @Rock Camp, Trieste
Domenica 9 luglio @Lighthouse pub, Noale (Venezia)

Ciao Kory, bentrovato! Allora, cosa ci racconti? 
Ciao, grazie…ci siam divertiti un sacco a Trieste, eh?! Be’, qui continuiamo a resistere: al controllo militare del petrolio negli Stati Uniti, a Trump e a tutti i suoi ‘tirapiedi’!

Kory Clarke @Trieste, 9.4.2016, (C) Paola Erre

Sei appena tornato dalla East Coast, com’è andata?
Sì, avevamo delle date a New York City e poi due show privati: alcuni mesi fa abbiamo lanciato un crowdfunding su Indiegogo per il nuovo album, e tra i premi in palio per i partecipanti c’era appunto la possibilità di un concerto privato! Direi una gran bella esperienza, abbiamo suonato sulle colline della Pennsylvania, in un posto molto suggestivo all’aperto..in un campo caravan, con un pubblico entusiasta! Anche l’altro show, che abbiamo organizzato per l’occasione in uno studio di registrazione a Manhattan, è stato fantastico! 

Per l’occasione hai ritrovato un po’ del vecchio team
I miei amici hanno raccolto la sfida di rimettere insieme i Warrior…Suonavo con loro nei tour passati, ed è stato un po’ come tornare a casa…ma mi è mancata la band che invece sarà con me al Rock Camp di Trieste!

Ho visto le tue foto alla batteria…
Sì, qualche volta mi capita di tornarci: è più facile che succeda quando ci sono questo tipo di concerti, di dimensioni un po’ più ‘intime’!

Che cosa ci dobbiamo aspettare dal nuovo album?
Aspettati l’inaspettato! Rock n’ roll duro, e con un tiro piuttosto arrabbiato, decisamente contro l’establishment!

Parliamo finalmente dei tuoi dipinti! C’è qualche collegamento con la tua attività musicale, oppure lo fai per rilassarti? 
Dipingere può essere uno sfogo immenso, quasi come suonare, ti accorgi che il dipinto è realmente finito soltanto dopo che hai ingaggiato una specie di ‘lotta fisica’ con il disegno, con la tela…è una lotta anche fare in modo che non sia solo una verniciata, ma che abbia un senso! Qualche volta succede che resti lì a cambiarlo mille volte, per poi renderti conto che era molto meglio se lasciavi tutto com’era!

Tu hai iniziato da New York, oggi come ti sembra? Ci torni volentieri?
Macché, è un incubo solo entrare ed uscire dall’aeroporto…c’è un abisso con la città che era nell’85…ci tornerò quest’autunno ma penso per l’ultima volta! Invece a Chicago è stato fantastico! Ho lavorato sul nuovo materiale con John Polacheck alla chitarra, poi con Adam e Nate Arling (rispettivamente chitarra e batteria, nda) dei The Last Vegas, che hanno contribuito al disco in uscita con le loro nuove idee e il loro talento…proprio ora abbiamo finito le tracce audio!

Sarà un album più che mai intercontinentale..
Mixato a Londra, e masterizzato tra gli studi di Atene (dove Kory vive, ndr) e Londra! Il mio ingegnere del suono Miguel Martins mi sta aspettando… sarà una gran cosa!

Ho notato che hai feedback in Italia, e anche a Trieste! Che ne dici di qualche progetto qui?
Sì, è un’idea interessante! Ho già lavorato con GG Rock della Jetglow Recordings di Padova che ha prodotto ‘Light your Bonfires’… e che tra l’altro suonerà con me a Trieste insieme a Christian Kimmett da Edinburgo e Michael Branagh che è irlandese!

 

Bullet-Proof: intervista alla band al Rock Camp di Trieste sabato 8 luglio

E’ un periodo importante per i Bullet-Proof trash metallers formati a Bolzano nel 2014. La band sta infatti riscuotendo parecchi apprezzamenti con ‘Forsaken One’, il loro secondo album uscito lo scorso aprile via Sleazsy Rider Records.

Abbiamo rivolto alcune domande a Richard Hupka, cantante e chitarrista della band di origine slovacca, in occasione del concerto che li vedrà suonare sabato 8 luglio al Rock Camp di Trieste ad ingresso gratuito.

https://bulletproofthrash.bandcamp.com/

Ciao ragazzi, è un piacere avervi qui su Freezine. Prima di tutto, vorreste presentarvi ai nostri lettori, raccontando un po’ il percorso musicale che ha portato alla vostra formazione?

Ciao, come prima cosa ci tengo a ringraziarti per l’intervista e a precisare che è un grande piacere per me presentare i Bullet-Proof ai lettori di Freezine!
I Bullet-Proof nascono nell’agosto 2014, quando io insieme a mio figlio batterista Lukas siamo usciti dalla band precedente… di cui non dico il nome perché non desidera che io la nomini 😉 Semplicemente c’era ancora voglia di andare avanti nel percorso musicale, avevo delle idee da proporre, e sapevo di avere alle spalle la persona giusta con cui buttarsi in questa bella avventura -cioè mio figlio Lukas. All’inizio ci ha aiutato il bassista della cover band dove suonavamo insieme, Diego Polli, il quale ha registrato il primo disco. Le nostre strade si sono però separate poco dopo l’uscita del debutto ‘De-Generation’ nel luglio 2015. Il posto del bassista ha preso un ragazzo giovane e talentuoso -Federico Fontanari – che ha saputo sin dall’inizio prendere in mano il suo ruolo e non possiamo essere più felici di così. La seconda chitarra non è mai esistita nel primo periodo, ci limitavamo a prendere semplicemente delle persone di passaggio così per dire, tra cui il fantastico chitarrista che ha suonato sul primo ‘De-Generation’  cioè Andrea Demasi. Tutto poi si è risolto con l’arrivo di Max Pinkle verso la fine del 2015, il suo era un nome già conosciuto nell’underground italiano, proveniente dalla band Sign Of The Jackal. Quindi eccoci! 😉

Lukas Hupka from Bullet-Proof (C) Annalisa Russo

Com’è nato il vostro ultimo ‘Forsaken One’, c’è un concept, un filo conduttore tra i diversi brani? E in che cosa si differenzia dal lavoro precedente?

Partiamo dall’ultima domanda: la principale differenza sta nel sound e nella produzione del disco. Abbiamo voluto concentrarci su questa direzione. Naturalmente cerchiamo di fare sempre meglio, e per farlo sapevo che ci dovevamo concentrare di più: per esempio sulle linee vocali, metterci più melodie ed armonie, così da essere ancora più straight into you face rispetto al nostro debut album. Spero che questo ci sia riuscito! 😉
‘Forsaken One’ è un semplice continuo evolversi della band. Ci sono pezzi scritti poco dopo l’uscita del primo disco, e ci sono i pezzi scritti letteralmente nello studio durante le riprese, come per esempio proprio ‘Forsaken One’ e ‘I was wrong’. Questo è dovuto al fatto che il nostro caro batterista :-)) non voleva assolutamente avere altri due pezzi preparati per il disco…così due giorni prima di entrare nello studio siamo stati ‘costretti’ a scriverne due nuovi al volo! Comunque devo dire che sono contento di questa decisione. Per cui, come puoi capire, non c’è un filo conduttore vero e proprio, ma semplicemente è quello che ci propone la vita e che poi ritroviamo nel comporre. Ogni giorno ti capitano tante cose, vivi mille esperienze, impari sempre qualcosa, perciò hai tutto servito sul piatto. Nei testi mi piace parlare di rapporti umani, delle cose che non mi piacciono sulle persone, o delle cose che non mi piacciono nella società stessa.

Bullet-Proof ‘Forsaken One’, Sleazy Rider Records, 2017

Quanto è importante per voi l’attività live e con chi vi è piaciuto di più suonare?

Guarda, io sono del parere che l’attività live sia la cosa più importante per una band. Non c’è niente altro di più importante, nemmeno i dischi, né le foto o i video. Tutto questo sono solo delle cose, che pur sempre più indispensabili, restano secondarie. È inutile avere un bel disco, videoclip, immagini, o altro, se la band non suona dal vivo. A che cosa è buona fare una band se poi questa non suona??
La seconda domanda…Per me personalmente le piu belle esperienze sono state quanod abbiamo suonato con i Testament e con gli Holocaust.

Bullet-Proof @Circolo Magnolia, Milano, luglio 2016, (C) Annalisa Russo

Domanda di rito: padre e figlio suonano nella stessa band, su quali cosa vi intendete alla perfezione? e quali sono invece le difficoltà?

Sì, sta diventando una domanda di rito per tutti ormai! :-))) Sai, noi oltre a suonare lavoriamo insieme, viviamo ancora nella stessa casa, quindi passiamo insieme davvero molto tempo. Questo ci porta spesso ad avere delle discussioni, a volte anche pesanti. Ma fa tutto parte di noi, della convivenza musicale. Per cui potrei rispondere prima sulle difficoltà: ti trovi spesso a pensare di di saper distinguere dove è quel sottile filo tra il rapporto padre-figlio-amico-collega da lavoro. Sembra facile , ma ti posso garantire che così non è! 🙂 Ma è proprio questo il bello! La risposta alla prima domanda è facilissima: ci capiamo con gli sguardi perfettamente ovunque. Siamo dello stesso sangue, amiamo la musica, più di così non potrei chiedere!

Che cosa bolle in pentola per il futuro?
Oltre al Rock Camp quali altri impegni vi attendono per l’estate?

Per il futuro spero che potremo esibirci il più possibile un po’ dappertutto, perché è ciò che vogliamo, e ciò che credo vuole ottenere ogni band. Non è certo facile, perché oltre a mille altri motivi e problemi, l’ offerta è voluminosa’, e concludere una data diventa sempre più difficile. Naturalmente ci sono vari problemi , per citarne uno non di poca importanza: i rimborsi spese. Non dobbiamo nasconderci davanti a certi fatti! Diventa sempre più comune sentirsi dire dagli organizzatori che non avrebbero dei soldi, o che ci sono soltanto per gli headliner, poi sentirsi dire che altre bands vengono suonare a gratis, quindi: se non ti va bene, non suoni. Questo di certo non va bene. Ma non perché uno se la vuol tirare o pretende chissà che! Semplicemente, tu come band investi del tempo e del denaro, e non parliamo di cifre basse! Quindi diventa piuttosto normale per un gruppo di persone che lavorano insieme il voler far tornare indietro quello che hanno speso. Se hai creato un prodotto valido, vuoi presentarti come un gruppo valido, vuoi essere professionale, hai delle spese continue ed è più che onesto chiedere un minimo rimborso. Questo è uno dei motivi per cui abbiamo rinunciato di suonare in diversi posti questa estate. Purtroppo, ma è anche per una questione di rispetto verso noi stessi. Poi, ovviamente, dobbiamo anche pensare alle nostre famiglie con cui dobbiamo trascorrere pure del tempo, dato che le derubiamo di tanti momenti insieme, perché abbiamo deciso di dedicarci alla musica. Delle date comunque ne faremo, e chi sarà interessato a seguirci, troverà tutti gli aggiornamenti sulle nostre pagine. Stiamo concludendo di nuovo un tour europeo, tra le altre cose, quindi qualche cosina salterà sicuramente fuori! 😉

Grazie e a presto!

https://bulletproofthrash.bandcamp.com/

Sonic Riot da Graz al Rock Camp di Trieste: ‘Cerchiamo band con cui far date’

Arrivano da Graz i Sonic Riot, heavy metal band che suonerà al Rock Camp di Trieste nella giornata conclusiva in programma domenica 9 luglio a Trebiciano sul Carso. Abbiamo rivolto alcune domande al chitarrista e fondatore del gruppo Paul Arzberger, che compone il gruppo insieme a Markus Schemitsch alla chitarra, Andrej Samsanovich al basso, Loris Doff alla batteria e Raphael Tukovics alla voce.

Sonic Riot @Szene Wien, febbraio 2017

Ciao ragazzi, è un piacere avervi qui su Freezine. Prima di tutto, vorreste presentarvi ai nostri lettori, raccontando un po’ il percorso musicale che ha portato alla vostra formazione?

Il fondatore e anima della band è Paul, la band è nata due anni fa con l’idea di unire l’heavy metal old school con uno stile più attuale, con influenze dal sound degli anni ’80 ma anche dei primi anni 2000. Abbiamo messo un po’ di gente insieme, e dopo alcuni cambi di formazione alla chitarra ed al basso, siamo arrivati a quella che è la line up attuale. Abbiamo suonato un sacco in Austria, e siamo stati anche invitati a suonare in Germania. Stiamo lavorando al nuovo materiale che costituirà il nostro primo album.

Quali sono i gruppi che vi hanno influenzato maggiormente?

La cosa divertente è che pur avendo tante band in comune, abbiamo anche gusti diversi e tra noi c’è molta collaborazione! Il nostro stile parla heavy metal old school, Skid Row e Iron Maiden.

Venite da Graz, che cosa ci raccontate della vostra zona? Com’è la scena metal in Austria?

L’Austria ha una scena piccola ma forte e il pubblico non manca. Il problema è che mancano i promoter….noi cerchiamo un accordo tra band: organizziamo una data nella nostra città, dove invitiamo a suonare band da fuori come headliner, e in cambio chiediamo di poter suonare una data nella loro città, con il rimborso spese, alloggio ecc. Di solito lo facciamo con altre due band, così ciascuno di noi ha almeno tre date, di cui una fissa come headliner. Il fatto è che non tutte le band sono in grado di assicurarci una data in cambio…Per fortuna conosciamo abbastanza gente e quindi alla fine riusciamo ad organizzare… le location non mancano, non costano nemmeno tanto, ma bisogna che le band abbiano voglia di darsi da fare!

Avete già suonato in Italia? Quali aspettative avete?

E’ la prima volta per noi in Italia, ovviamente non vediamo l’ora! Non solo perché è il nostro debutto, ci aspettiamo un pubblico diverso da quello austriaco o tedesco. Raphi parla anche un po’ di italiano…

 

Però avete suonato di recente con una band di Trieste, i Tytus…

Sì, e ci siamo divertiti un casino! I Tytus, ma anche le altre band e il concerto era molto figo, ci siamo divertiti con loro ed anche ad ascoltarli! Gran bella storia, che ci piacerebbe ripetere!

Con quali gruppi vi piacerebbe andare in tour in futuro?

Difficile sceglierne uno…penso che potremmo andare d’accordo un po’ con tutti!

Progetti per il futuro?

Abbiamo un sacco di progetti, ma per scaramanzia non vogliamo anticipare troppo! Diciamo che qualcosa di buono sta per succedere…Nel frattempo, potete guardarvi i nostri live video su You Tube, registriamo sempre i nostri concerti e così faremo anche al Rock Camp!

Volete aggiungere qualcosa?

Grazie per averci invitato a Trieste! Lo apprezziamo molto, e non vediamo l’ora di veder saltare la gente al Rock Camp! Saremo lì di domenica, fermateci pure per una birra o quattro chiacchiere se vi va!

Intervista ai RebelHot in concerto sabato 8 luglio al Rock Camp di Trieste

Sul palco del Southern Rock, poi al Rock Camp di Trieste sabato 8 luglio, poi al Rugby Sound Festival, poi in settembre in apertura ai mitici Kickin’ Valentina a Lezzeno…Sarà un’estate di fuoco per i Rebelhot, band che si caratterizza, oltre che per il curioso gioco di parole nel nome (in dialetto milanese ‘rebelòt’ senza l’acca significa infatti ‘casino, confusione), per il sound che pesca a piene mani dalla tradizione vintage del rock blues anni ‘70.

Abbiamo rivolto alcune domande a Luca Moroni, bassista e fondatore della band che compone la band insieme a Husty alla voce,
Paul alla chitarra, e Frank alla batteria!

Ciao ragazzi, è un piacere avervi qui su Freezine. Prima di tutto, vorreste presentarvi ai nostri lettori, raccontando un po’ il percorso musicale che ha portato alla vostra formazione?
Ciao, grazie a voi per lo spazio che ci dedicate! La band nasce nel 2012, io (Ze) e Paul, il chitarrista, suoniamo anche nei Lizhard e durante una lunga pausa forzata, abbiamo deciso di fondare questa band che avevamo in mente da tempo. Una band ispirata al rock anni 70, precisamente ai Cry of Love..un sound a metà tra Hendrix e gli Skynyrd. Dopo aver cercato un cantante adatto per mesi, mi sono imbattuto in Husty, abbiamo iniziato a lavorare a delle idee e successivamente ci siamo messi alla ricerca di un batterista. Dopo diversi provini abbiamo trovato Frank..e la famiglia era al completo.

Com’è nato il vostro debut album (‘Rebelhot’, Metalopolis Records, 2016) c’è un filo conduttore tra i diversi brani? Com’è stato accolto in generale?
Abbiamo iniziato a lavorare alle prime idee e poi tutto è venuto molto naturalmente, non c’è un filo conduttore se non la voglia di divertirsi e suonare quello che ci piace e con il sound che avevamo in mente. Abbiamo registrato praticamente in diretta, senza effetti digitali, proprio come si faceva una volta. Ed anche la produzione dell’amico Alessandro Del Vecchio è stata fedele alla linea, con un master molto semplice che lasciasse i suoni inalterati e reali. L’album è stato accolto bene, con ottime reviews in tutto il mondo e non può che farci molto piacere con tutto il tempo che abbiamo dedicato a questo lavoro.

Quali sono i gruppi che vi hanno influenzato di più?
Sicuramente i Cry of Love appunto, nell’album c’è anche un brano con Jason Patterson dei Cry of Love (e Corrosion of Conformity), ma anche Bad Company/Free, Humble Pie ed ovviamente Hendrix.

Siete parecchio conosciuti anche all’estero, che aria si respira fuori dai confini italiani? In quale Paese vi è piaciuto di più suonare e perché?
L’Italia è il nostro paese, ma sapete bene anche voi qual’è la situazione della musica live ed in particolare del rock, soprattutto se fai inediti. All’estero è sempre bellissimo, c’è sempre un’atmosfera particolare e come si suol dire ‘Nemo propheta in patria’, all’estero sei sempre considerato in modo diverso. Beh.. ci mancano ancora molti paesi da testare 🙂 … ma sicuramente la Germania è quello che al momento ci ha trasmesso le emozioni più forti, ma è stato molto bello anche in tutti gli altri paesi.

Oltre al Rock Camp di Trieste, quali altri impegni vi attendono per l’estate?
Questo week-end suoniamo in provincia di Pavia al Southern Rock Festival con gli Skinny Molly (Mike Ested ex Lynyrd Skynyrd) e Smokey Fingers, poi la prima settimana di luglio suoneremo all’interno del Rugby sound festival dove ci saranno anche i The Darkness, mentre due giorni dopo saremo appunto nella bellissima cornice del Rock Camp (per cui ringraziamo il grande Maxx che ha fatto di tutto per averci!). Chiuderemo le date estive a settembre al Lazzeno Rock Festival sul Lago di Como con i Kickin’ Valentina e poi all’Escape Open Air vicino a Berlino, con Joe Lynn Turner, FM, Treat e molti altri! Speriamo di vedervi ad una di queste date!

Passate a visitare il nostro sito www.rebelHot.com, e a mettere un like alla nostra pagina Facebook! Grazie a voi ragazzi e un caro saluto ai vostri lettori! Ci vediamo al Rock Camp!

Junkie Dildoz: intervista alla band in tour con i Toxic Rose

Parla come un fiume in piena Tommy dei Junkie Dildoz, horror sleaze rockers fiorentini che abbiamo intervistato alla vigilia del tour che li vedrà aprire le quattro date italiane degli svedesi Toxic Rose:

1 giugno @ Supernova- Perugia
2 giugno @ BLUE ROSE CLUB -Milano
3 giugno @ PADIGLIONE 14 – Torino
4 giugno @ The Stony Pub – Firenze

Si aggiunge così un’altra tappa importante per i Junkie, che hanno condiviso il palco con molte band, tra cui WhitesnakeThe Answer e Hardcore Superstar l’anno scorso al Pistoia Blues Festival e con i Warrior Soul in occasione del tour italiano.

Ciao ragazzi, benvenuti su Freezine! La band nasce dalle ceneri dei Revel con diversi cambi di lineup: chi avete accolto e quella attuale invece da chi è composta?
Aiuto! Stiamo parlando di qualcosa come quasi 10 anni! In tutto 8 persone hanno militato per più o meno tempo nella band, alcuni hanno abbandonato per motivi legati ad altri loro progetti, alcuni anche davvero interessanti come il Combo De La Muerte di Giuliano Billi, un gruppo che rileggeva tutti i grandi classici del metal in chiave salsa e merengue, il debut album ottenne anche un discreto successo in tutta Europa.
Altri ex-membri hanno mollato per motivi personali o scarsa motivazione…i soliti problemi legati ad una nazione ancora provincialotta e che prende per sfinimento tutti coloro che tentano di creare qualcosa…musica, pittura, cinema…viviamo tutti nella più totale indifferenza da parte di chi dovrebbe proteggere e valorizzare la cultura, così capisco la frustrazione e la delusione che a un certo punto possono portare ad avere voglia di abbandonare tutto e tutti!

Attualmente la formazione dei Junkie Dildoz è composta da me (Tommy, voce), membro fondatore e superstite della prima ora, Brian Ancillotti (membro anche degli Ancillotti, classic metal band fondata da alcuni membri di Strana Officina e Bud Tribe) alla batteria, Davide Puliti alla chitarra e Daniele Petri dei Pollution al basso. Abbiamo anche alcuni amici che al momento del bisogno ci aiutano a non saltare le date in cui non potremmo essere presenti in formazione completa, persone splendide come Mino Di Leonardo (Necromass) e Edoardo Scali (Disboskator) che considero come dei membri effettivi della band, sempre pronti, disponibili ed entusiasti, in questo senso siamo la Rock Family più felice e fiera della storia! :-p

Su quale sound vi state concentrando nella fase attuale? Quali sono i gruppi che vi ispirano in questo momento?
Diciamo che non ci stiamo ponendo limiti, stiamo buttando giù davvero tanto materiale e in questa fase non stiamo facendo più di tanto caso all’omogeneità dello stile o del sound, arriveremo a quella fase solo quando avremo individuato i 10 brani che vorremmo incidere per il disco. Per il momento se un brano nasce con un sound più thrash lo lasciamo thrash, se entriamo in sala con le idee per un brano ruffiano alla Andrew W.K. lasciamo che si sviluppi autonomamente così, ecc. ecc. La fase creativa e compositiva è quella più bella e complicata allo stesso tempo!
Non posso parlare per tutti i membri dei Junkie, ma personalmente ultimamente mi sento particolarmente ispirato da W.A.S.P., Hardcore Superstar, Sixx A.M., Warrior Soul e Blessed By A Broken Heart.

Il vostro primo ep ‘Welcome To The Porn Nation’: perché avete scelto questo titolo?
Perché, nonostante le apparenze bacchettone al limite del puritano ostentate dai nostri governanti, membri influenti della nostra società, capitani d’azienda e membri del clero, pare che il sesso, le droghe, e in generale tutte le perversioni che l’uomo comune può solo immaginare, siano costantemente al centro dei loro pensieri.
I complottisti vedono una società governata dalle banche, io da tutti coloro che lavorano nel mercato del sesso, quello sì che è potere, ecco il perché del titolo ‘Welcome To The Porn Nation’!

Di tutte le band con cui avete calcato il palco qual è quella a cui siete più legati e perché?
Se devo scegliere due band su tutte, una sono gli Hardcore Superstar, gruppo che nonostante tutti i successi raggiunti e’ rimasto sempre molto umile e umano. La seconda volta che abbiamo suonato insieme il loro chitarrista Vic Zino mi ha chiesto se potevo andarlo a prendere all’aeroporto e fare il viaggio insieme, mentre Jocke Berg mi ha presentato come se fossi un suo caro amico al resto dello staff una volta raggiunta la location del live…stavo per mettermi a piangere per l’emozione, voglio dire…cazzo, lui è uno dei miei miti, gira il mondo e suona decine e decine di date ogni anno e si ricorda come mi chiamo e il nome della mia band? Che figata!
L’altra band che dobbiamo citare sono i Warrior Soul e – ovviamente – in particolar modo il loro leader Kory Clarke, ci siamo conosciuti lo scorso anno grazie a Dario Caroli, batterista dei Sabotage e titolare del Circus Club di Firenze che ci ha selezionati per aprire a questa storica formazione, tra di noi è scattata subito una certa scintilla…Kory è una forza della natura e ci ha subito coinvolti nella sua distruttiva, anarchica, ribelle e creativa visione della vita, abbiamo continuato a sentirci spesso fino a quando non sono riuscito ad organizzargli insieme ad alcuni amici un tour italiano nel gennaio 2017 che è culminato con la loro esibizione come headliners presso il nostro Fuck You We Rock Festival.
Per promuovere il tour ero riuscito ad organizzargli diverse interviste per radio e webzine, un giornale locale gli ha anche dedicato una pagina, non mi dimenticherò mai il suo sorriso quando gli ho consegnato la copia cartacea….ho millemila aneddoti legati alle nostre avventure con Kory ma ci occorrerebbero molte più pagine a disposizione…voglio però dirvi cosa disse prima di salire sul palco al nostro chitarrista Davide: ‘Sai una cosa? Adoro Tommy, gli voglio davvero bene, anche se è ritardato!’…ecco, ogni volta che ci ripenso rido fino alle lacrime!

In programma a breve avete 4 date con i Toxic Rose, come state vivendo l’attesa? Che cosa vi aspettate dal tour con i Toxic Rose?
Conoscevamo i Toxic Rose per alcuni video che avevano rilasciato prima di giungere al traguardo del debut album. Per via del loro trucco e attitudine ci erano sempre sembrati una band molto affine alla nostra, pensa la sorpresa quando Elena di School Of Rock Milano ci ha contattati per fargli da gregari per tutte le tappe italiane, che figata!
Dato che l’ascoltatore italiano è particolarmente esterofilo da sempre, ci aspettiamo di avere l’occasione di esibirci davanti a un pubblico più nutrito rispetto a quanto siamo abituati, e di poter quindi essere ascoltati da tante persone che ancora non ci conoscono, ogni singolo nuovo spettatore è per noi una conquista!
Ovviamente siamo anche eccitati all’idea di passare 4 intensi giorni con i ragazzi dei Toxic on the road, viaggiare tutti insieme è sempre una bella emozione, gli aneddoti, gli scherzi e le folli risate sono all’ordine del giorno…

Definite i vostri spettacoli ‘al limite del pericoloso e della denuncia’. Potete raccontarci un po di più a questo riguardo? 
Diciamo che dipende sempre dal locale e dalla reazione del pubblico, sai, abbiamo un trucco di scena sempre molto pesante e ben definito, viviamo il palco in maniera molto fisica e quando è possibile cerchiamo di coinvolgere il più possibile chi è in sala… La vita è già abbastanza dura di per sé, e allora l’obiettivo è e sarà sempre quello di far accantonare problemi e pensieri alla gente almeno per qualche minuto…sai, vorremmo sempre instaurare un clima da Party Hard nella terra di Tim Burton, brindisi insieme, ci buttiamo in mezzo a loro per fare macello, fog machine, sangue finto, trucchi di scena vari… A volte si creano delle connessioni davvero molto forti e tra show e after show la situazione degenera ma –ti prego– non farmi parlare di episodi specifici, o potrei essere ricercato o peggio…non vi rimane che venire sempre a vederci e sperare di capitare nella serata giusta hahahahahaha!!!

Nelle prossime settimane avete anche un progetto di registrazione, che cosa ci potete raccontare di questo? C’è in cantiere un album?
Sì, decisamente sì, come accennavo poco sopra siamo attualmente in fase di composizione e selezione dei brani che finiranno sul nuovo disco. Abbiamo avuto da poco una riunione a tavolino con i boss della Flotta Nemesi, un’associazione di pirati che ha deciso di portarci allo step professionale successivo. Non è un modo di dire, sono davvero dei pirati in senso letterale, alcuni di loro hanno una gamba di legno o un uncino e si vestono esattamente come ai cari vecchi tempi degli assalti ai galeoni! Non chiedetemi da dove provengono i soldi con cui intendono finanziarci, ma era da tempo che non vedevo dei dobloni spagnoli macchiati di rosso…

Dov’è la vostra ‘base’? Come va la scena dalle vostre parti in Toscana? Ci sono gruppi attivi, locali dove suonare? 
Anche se uno di noi (il bassista) è umbro e vive nella zona del Lago Trasimeno, noi tutti abitiamo a Firenze, Brian ha un suo studio professionale, il BlackSmith Studio, ed è da quella tana che partiamo sempre alla conquista della notte e della gloria hehehe!
La scena toscana è ancora abbastanza attiva, soffre ovviamente come tutto il pianeta di un ricambio generazionale molto basso. D’altra parte è innegabile che oggi il fascino maledetto, l’ascendente irresistibile che il rock ha da sempre esercitato sui teenagers sia stato sostituito da hip hop e musica elettronica (con nostro sommo orrore ovviamente…). Siamo sicuri ad ogni modo che presto ci sarà un’inversione di tendenza, anche grazie a band come Runover, Deathless Legacy, Subhuman, Drunken’ Rollers, Cesio 135: tutte band che con umiltà e tenacia hanno cercato di creare uno stile personale e che – come noi – ogni giorno lottano per promuovere la nostra scena preferita, è sempre stato un piacere condividere il palco con loro e lo sarà sempre di più!
Sempre a causa dello scarso ricambio generazionale tanti locali negli ultimi anni sono scomparsi, ad ogni modo per fortuna abbiamo ancora alcuni club con gestori professionali ed entusiasti che investono nelle serate, ci credono ed offrono l’opportunità a tante band locali e underground di aprire ad artisti stranieri spesso anche molto ben affermati: sto parlando del Circus di Scandicci, dell’Exenzia di Prato e del Borderline di Pisa.

Fuck You Rock Festival @Exenzia Rock Club, Prato (Italy), 28.1.2017

Siete attivi anche come promotori del Fuck You We Rock festival, com’è nata l’iniziativa?
Il Festival è nato nel 2011 con il preciso obiettivo di radunare i migliori gruppi hard rock underground sullo stesso palco, solo musica inedita e solo gruppi con velleità di crescita. La prima serata andò talmente bene che da quella volta siamo stati ‘costretti’ ad organizzarne due edizioni l’anno, una estiva open air, e una invernale in clubs ‘regolari’…Con il tempo l’affluenza notevole di pubblico ci ha concesso di avere abbastanza budget per chiamare gruppi stranieri come i Nasty Ratz e i mitici Warrior Soul.
Per le prossime edizioni abbiamo ulteriormente alzato l’asticella ma non diremo nulla per scaramanzia…

Sogni nel cassetto, se vi va di dircelo?
Ne abbiamo tanti, smettere di sognare rappresenterebbe la morte dell’arte e della creatività, ogni giorno mi sveglio e mi metto subito a pensare a quale potrebbe essere il nuovo passo, la nuova sfida da affrontare, ero un ragazzino timido e bassottello incapace di suonare e soprattutto nato in una nazione dove mettersi a fare heavy metal equivaleva alla condanna alla cantinetta a vita…lo scorso anno abbiamo aperto per gli Whitesnake….se avessimo smesso di sognare l’avremmo mai fatto??? :-p

 

 

 

 

Intervista ai Duel: ‘Il nostro album come un horror degli anni Settanta’

Sesso, sangue, riti cannibali: è un vero e proprio viaggio nell’occulto ‘Witchbanger’, nuovo album dei Duel in uscita il 28 aprile via Heavy Psych Sounds Records.

A solo un anno dal dirompente esordio con ‘Fear of The Dead’ (2016), il super combo texano, che vede in line up i due ex Scorpion Child Tom Frank (voce e chitarra) e Shaun Avants (basso e voce), è in Europa per presentare il nuovo album: ed è proprio a Tom che abbiamo chiesto di raccontarci un po’ come sta andando con questo nuovo lavoro e gli appuntamenti principali del tour.

Ciao, l’album sta raccogliendo buone recensioni, come la state vivendo?
Grazie, diciamo super bene! Abbiamo collaborato tutti quanti alla scrittura di questo lavoro, inoltre lo abbiamo prodotto noi stessi con Jeff Henson, il nostro chitarrista, che si è occupato anche della registrazione così come già aveva fatto per il primo disco: quindi possiamo dirci soddisfatti del risultato!

Per quanto tempo ci avete lavorato?
Praticamente ci siamo dedicati a scrivere i pezzi per quasi tutti questi ultimi otto mesi!  La nostra grande fortuna è stata quella di avere lo studio di Jeff a disposizione. Si chiama Red Nova Ranch, e lì hanno registrato anche Eagle Claw, Vast, Crobot, i Clutch che poi con quell’album hanno scalato le classifiche! Insomma, avere questo posto tutto per noi ci ha dato la possibilità di metterci comodi a scrivere i pezzi, lavorandoci su anche di notte se ci veniva l’ispirazione giusta!

Dove si trova esattamente?
Il Red Nova si trova in campagna nei dintorni di Austin, non molto lontano dai luoghi dove hanno girato il film ‘The Texas Chainsaw Massacre’ (‘Non aprite quella porta, pietra miliare dell’horror ‘indie’ americano, ndr). E’ un posto molto isolato…di quelli dove il silenzio è interrotto solo dal latrare dei cani e dal rumore delle fucilate…puoi fare qualsiasi cosa lì! Ci siamo divertiti, e il suono è ottimo.

Questo ‘isolamento’ ha influito anche sul risultato finale?
Diciamo che il risultato è a metà tra una colonna sonora heavy metal di stile old school e un horror movie anni ’70…Ad influenzarci è stato soprattutto il vecchio dark metal e l’hard rock che va dagli ultimi anni ’60 agli ultimi anni ’70, e tra i gruppi sicuramente i Kiss e Thin Lizzy. Poi abbiamo cercato di renderlo il più possibile ‘nostro’, e pensiamo di esserci riusciti!

Volevate provocare con questo titolo? 
In realtà ‘Witchbanger’ è il nome dell’amp che usiamo per le nostre chitarre, quello che poi ci è servito per quasi tutto il lavoro di registrazione, e anche durante i live! E poi ci piacciono le storie occulte! ‘Witchbanger’, il brano che dà il nome all’album, racconta appunto di uno stregone immortale che va matto per la carne umana…Questo è un tema che ricorre parecchie volte nel corso dell’album!

Venite da Austin nel Texas, com’è la scena musicale lì?
Sì, ad Austin abbiamo la nostra ‘base’, gran bel posto per la musica! Ci sono un sacco di band che spaccano, posti fighi per suonare, e soprattutto un sacco di concerti! Ti dà un sacco di input che stimolano a fare sempre meglio! C’è una scena musicale forte, sopratutto stoner, che ti dà opportunità per suonare e ti spinge a fare sempre meglio, cercando di coinvolgere sempre più gente.

Ormai conoscete bene l’Italia, vi piace? Qual è la vostra meta europea preferita?
Sì, non vediamo l’ora di tornarci, poi con la bella stagione…pensiamo sarà fighissimo. E’ la nostra meta preferita, non solo per viaggiare ma anche per il suo pubblico…bella gente piena di vita! E poi non vediamo l’ora di suonare anche a Berlino, al Desert Fest!

Tra le varie tappe in programma i Duel saranno ‘live’ con gli sloveni Blackoutt all’Hangar di Izola martedì 9 maggio su iniziativa di Rocket Panda Management:
https://www.facebook.com/events/1872358059702936/

E anche la vostra etichetta Heavy Psych Sounds è italiana…
Abbiamo cercato un sacco di etichette prima di concludere con loro. Ne avevamo 5-6 interessate, poi abbiamo optato per la HPS per il rapporto che abbiamo con Gabriele (Gabriele Fiori alla guida dell’etichetta, ndr), il quale, oltre a far uscire i nostri dischi, organizza anche dei tour fantastici!

Ok, è giunto il momento di salutarci…c’è qualcosa che vorreste aggiungere?
Sì, grazie a voi per l’interesse nei nostri confronti!!!