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‘Axl, che fiasco!’ Polemiche a Berlino per l’acustica dell’Olympiastadion

Bild, uno dei maggiori quotidiani tedeschi, ci è andato giù pesantissimo: ‘Axl Rose, das Ging in die Hose!’ (‘Axl, che fiasco!, nda) è il titolo a caratteri cubitali della recensione allo show di domenica 3 giugno all’OlympiaStadion di Berlino.
‘La voce si interrompe, a volte non la senti, a volte ti spaventi, perché le urla assordanti risuonano dal nulla. Questo ha poco a che fare con il concetto di canto’ continua l’articolo, che conclude: ‘Chiunque ricordi le cattive performance dei Gunners prima della reunion, deve ammettere che erano pur sempre migliori di questo!’

Corre sul web in queste ore la rabbia dei fans tedeschi, tanto che qualcuno ha pensato di lanciare una petizione su Change.org per riavere indietro dei biglietti…cuore di fan non perdona!!!!

https://www.change.org/p/guns-n-roses-guns-n-roses-at-olympiastadion-berlin-get-my-money-back

Dice un fan su Facebook : ‘Il sound è stato un disastro, tanti di noi hanno aspettato questo concerto per decenni…come fan, sono assolutamente deluso’.  Altri spettatori si sono lamentati del fatto che ci sono sempre stati problemi tecnici con il microfono di Axl Rose, tanto che la voce talvolta risultava completamente inudibile. ‘Molto poco professionale’, è il commento di un altro fan.

Guns N’Roses Concert Setlist at Olympia Stadion, Berlin on June 3d, 2018

It’s So Easy
Mr. Brownstone
Chinese Democracy
Welcome to the Jungle
Double Talkin‘ Jive
Better
Estranged
Live and Let Die
Rocket Queen
Attitude
This I Love
Civil War
Slither (von Velvet Revolver)
Speak Softly Love (Love Theme From The Godfather)
Sweet Child O‘ Mine
Wichita Lineman
Used to Love Her
Wish You Were Here (Instrumental)
November Rain
Knockin‘ on Heaven’s Door
Nightrain

– – – – –
Patience
Paradise City

Al Parco del Rivellino arriva Enjoy! The Fest con Gipsy Kings, Marky Ramone, Noyz Narcos, Nitro e altri

Debutta quest’anno Enjoy! The Fest, festival musicale che darà nuova vita al Parco del Rivellino di Osoppo (Udine) per proiettarlo ancora una volta nel panorama della musica internazionale. Dopo gli anni del “vuoto”, seguiti al trasferimento del Rototom Sunsplash, infatti, Hub Music Factory ha deciso di investire sull’area, per renderla il cuore di una nuova rassegna che, oltre a portare la grande musica, vuole fare della qualità e del legame col territorio due delle sue caratteristiche peculiari. La prima edizione della manifestazione, che ha il patrocinio del Comune di Osoppo e il sostegno di Promoturismo Fvg, si svolgerà da venerdì 24 a domenica 26 agosto 2018, con una proposta musicale a 360 gradi, per andare incontro a pubblici diversi: giovani amanti dell’hip hop, anime rockettare o, semplicemente, amanti della buona musica.

‘Il Parco del Rivellino permette di sviluppare al meglio il progetto di un festival boutique’, spiegano Tiziana Seregni e Alex Fabbro di Hub Music Factory. ‘Come ormai succede sempre più spesso in Europa si preferiscono eventi dove si sta bene, si passa una o più piacevoli giornate in compagnia potendo vivere il luogo al meglio, degustando prodotti di qualità, ascoltando ottima musica piuttosto che stare ammassati per ore in grandi spiazzi di cemento. Il Friuli Venezia Giulia è un territorio ricco di proposte e permette un’alleanza tra il Festival ed i prodotti che il territorio stesso offre. La nostra volontà è quella di crescere nei prossimi anni e poter inserire Enjoy! The Fest nella rete internazionale dei festival di modo da avere, oltre ad un pubblico locale, anche visitatori dall’estero per far apprezzare e conoscere le ricchezze della Regione’.

Si parte venerdì 24 agosto, con i ritmi hip hop di Noyz Narcos, nome di punta del panorama hardcore/rap italiano fresco di un nuovo album, ‘Enemy’, uscito il 13 aprile. Noyz, al secolo Emanuele Frasca, inizia a farsi notare dalla scena fin dal 1994 e nel 2002, a 23 anni, entra a far parte del collettivo TruceBoys. Nei suoi diversi album da solista hanno collaborato alcuni mostri sacri della scena romana, tra i quali Danno dei Colle Der Fomento, e alcuni esponenti di punta della scena hip hop milanese – tra cui Gué Pequeno e Marracash della Dogo Gang, nonché Fabri Fibra. Nell’ultimo lavoro, Noyz analizza con una disarmante genuinità lo scorrere della vita quotidiana nei quartieri senza censure e false ipocrisie di sorta attraverso un linguaggio diretto e tagliente ed un flow contraddistinto da uno stile unico e inimitabile, mentre le sonorità fondono rap, trap, elettroniche e melodie vocali in un mix eccezionale di elementi diversi che ben rispecchiano l’evoluzione in corsa di uno dei padri fondatori del panorama hardcore rap italiano. Nella stessa serata, si esibirà anche Nitro, rapper vicentino fresco di nuovo album, ‘No Comment’, uscito a gennaio, a cui partecipano nomi della scena come Salmo e MadMan. Il cartellone non finisce qui e prossimamente verranno annunciati altri nomi.

Si cambia decisamente genere sabato 25 agosto, con una serata – ad ingresso gratuito- dedicata al rock. Guest star sarà Marky Ramone, storico membro dei Ramones, nei quali fu batterista dal 1978 al 1996. Nato a New York nel 1956, Marc Steven Bell, questo il suo vero nome, ha suonato con la band hard rock Dust e con i Voidoids, prima di incontrare, al mitico Cbgb, Dee Dee Ramone che gli chiese di entrare a far parte di quella che è diventata una delle band simbolo del punk rock, in cui ha militato fino allo scioglimento e di cui è l’unico componente rimasto. Ben lontano dal voler appendere le bacchette al chiodo, Marky Ramone continua a portare in tour in tutto il mondo i successi dei Ramones, conosciuti ormai da tutte le generazioni: da ‘Pet Sematary’ a ‘I Don’t Want To Grow Up’, da ‘I Wanna Be sedated’ a ‘Blitzkrieg Bop’. Accanto a lui, la band Marky Ramone’s Blitzkrieg, che vede tra le sue fila anche Michale Graves, voce dei Misfits (altro gruppo-icona del punk americano) e Andrew W.K. Altri ospiti della serata, il gruppo punk rock di Vicenza, Derozer, attivo dal 1989 (hanno iniziato proprio proponendo le cover dei Ramones) e tornato, dopo una pausa di alcuni anni, con l’ultimo album Passaggio a Nord Est, e il gruppo milanese Andead, nato da un’idea di Andrea Rock, storica voce di Radio Virgin. Sarà proprio il conduttore radiofonico e musicista a concludere la serata con un suo djset.

A conferma di una programmazione che vuole essere il più variegata possibile, domenica 26 agosto, al Parco del Rivellino arriverà un altro mito della musica, i Gipsy Kings, nella loro formazione originale con i due fondatori Nicolas Reyes (voce e chitarra) e Tonino Baliardo (chitarra solista), attualmente impegnati in un tour da tutto esaurito nelle location più prestigiose del mondo, come la Royal Albert Hall di Londra o il Greek Theatre di Los Angeles. Chi non ricorda o non ha mai ballato sui ritmi di ‘Rumba Gitana’ o ‘Bamboleo’? I Gipsy Kings hanno contribuito con le loro sonorità a definire la world music e il loro sound riflette il viaggio costante e le differenti influenze dell’eredità gitana: nel corso degli anni, la loro musica ha incorporato elementi dello stile latino e cubano, della musica araba, del reggae e delle chitarre jazz, senza mai perdere il legame con il flamenco tradizionale.

Se la musica sarà la parte più importante, Enjoy! The Fest non si limiterà a rilanciare il Parco del Rivellino come palco internazionale. Due, infatti, sono i concetti che lo hanno ispirato: l’attenzione al legame col territorio, con la volontà di valorizzare l’area e la zona circostante anche in chiave turistica e promozionale del Friuli; e la convinzione che la formula del festival boutique, realizzato a misura di persona e dall’atmosfera più rilassata, sia da preferire ai grandi eventi per garantire un’offerta di alto livello. Ecco allora che anche dal punto di vista dell’offerta gastronomica, Enjoy! The Fest proporrà una selezione di menù di qualità, che si aggiungerà al classico festival food (hamburger, pizza e piadine): saranno infatti presenti stand gestiti da ristoranti del territorio che al pubblico offriranno un ricco ventaglio di pietanze (dalle tipiche friulane, alla cucina internazionale e a quella vegetariana); allo stesso tempo, sarà possibile degustare birre artigianali, cocktail e vini.

Day 1
24 agosto 2018
Noyz Narcos – Nitro …and more
Prevendita 20 € + ddp e cassa 25 €

Day 2
25 agosto 2018
Marky Ramone’s Blitzkrieg + Derozer + Andead + Dj Set Andrea Rock (Virgin Radio)
Ingresso gratuito

Day 3
26 agosto 2018
The Gipsy Kings (Nicolas Reyes, Tonino Baliardo)
Prevendita 30 € + ddp e cassa 35 €

Prevendite disponibili dalle ore 11:00 di lunedì 7 maggio sui circuiti Mailticket e Vivaticket.

Myles Kennedy in acustico al Castello di Udine sabato 21 luglio

Sabato 21 luglio il prestigioso palco del Castello di Udine accoglierà il cantautore e chitarrista Myles Kennedy, frontman del gruppo alternative rock Alter Bridge e apprezzato interprete solista. I biglietti per l’importante appuntamento, organizzato da Vertigo e Zenit srl, in collaborazione con Regione Friuli Venezia Giulia, PromoTurismoFVG, Comune di Udine, evento inserito nel programma di “Udinestate 2018”, saranno in vendita a partire dalle 10.00 di giovedì 26 aprile on line su Ticketone (www.ticketone.it) e dalle 10.00 del 29 aprile in tutti i punti autorizzati. Info, prezzi e punti vendita su www.azalea.it .

Dopo lo strepitoso concerto tenuto lo scorso 4 aprile, uno show indimenticabile andato sold out ai Magazzini Generali di Milano, a grande richiesta, Myles Kennedy torna in Italia per tre concerti estivi, tra i quali l’unico live nel Nordest a Udine, nei quali suonerà i brani acustici del suo primo e nuovo album solista intitolato “Year Of The Tiger”, pubblicato lo scorso 9 marzo. Ad arricchire i concerti, in apertura di serata, ci sarà in qualità di special guest, il chitarrista francese Dorian Sorriaux, già membro dei Blues Pills, che porterà sul palco il suo nuovo progetto solista.

Nato nel 1969, Myles Kennedy cresce a Spokane (Washington), e già a partire dai 15 anni inizia a suonare la chitarra ispirato dai classici dei Led Zeppelin. A livello canoro viene spinto dalla passione per i grandi del soul, conosciuti sbirciando tra i dischi dei genitori. Intraprende la carriera di musicista con due gruppi, con i quali abbraccia il genere jazz con tonalità fusion. Cura i testi e le musiche dei brani di due album dei Citizen Swing, suo seconda band. Nel 1996 diventa cantante solista, chitarrista e compositore del gruppo rock alternativo The Mayfield Four, con il quale ottiene un notevole successo, pubblicando un EP live e i due album “Fallout“ e ”Second Skin“ (Epic Records). Proprio in questo periodo incontra il chitarrista Mark Tremonti, il quale anni dopo lo invita a partecipare alla creazione di un nuovo gruppo, gli Alter Bridge, che sarà così composto da Kennedy, Tremonti e due membri dei Creed. La band pubblica cinque album in studio e tre dal vivo, esibendosi inoltre al Classic Rock Roll of Honour Awards nel 2010. Kennedy negli anni collaborerà a lungo con Slash, registrando anche “Starlight”, brano presente nell’album omonimo del chitarrista dei Guns N’ Roses. Nel 2014 vince per il terzo anno consecutivo il premio come miglior vocalist dell’anno agli Loudwire Music Awards. Lo scorso 9 marzo Myles Kennedy ha pubblicato “Year of the Tiger”, concept album solista dalle influenze blues rock, che segna l’inizio di una vera e propria carriera da solista, che verrà celebrata con il tour di prossima partenza che toccherà anche il Castello di Udine.

Mist: artwork e primo singolo del nuovo album ‘Free Me Of The Sun’

Le ‘streghe’ del doom metal MIST (Slovenia) hanno svelato l’artwork di ‘Free Me Of The Sun’ realizzato dalla batterista Mihaela Žitko, attiva anche come graphic designer. Contestualmente è stato rilasciato il primo singolo ‘Disembody Me’, che anticipa il debut album in uscita l’1 giugno  2018 su etichetta Soulseller Records.

Mist ‘Free Me of the Sun’, Soulseller Records, 2018, artwork by Mihaela Žitko 

Track List:

01. The Ghoul
02. Ora Pro Nobis
03. White Torch
04. December
05. Altar Of You
06. Disembody Me
07. The Offering
08. Demonized
09. Delirium
10. Free Me Of The Sun

L’album è stato registrato presso gli Ork Studio di Jevnica a est di Ljubljana, prodotto e mixato da Benjamin Kic e masterizzato da Patrick W. Engel (Candlemass, Pentagram, Darkthrone, Exodus) dei Temple Of Disharmony Studios.

Ascolta il singolo ‘Disembody Me’:

MIST sono:
Nina Spruk – lead vocals
Ema Babošek – rhythm guitar, backing vocals
Blaž Tanšek – lead guitar
Neža Pečan – bass
Mihaela Žitko – drums

https://www.facebook.com/mist.doom/
https://mistdoom.bandcamp.com/releases
http://mistdoom.tumblr.com/

 

Messa: nuovo album e una data live a Trieste con i Church of Misery

I doomster veneti Messa pubblicheranno il loro secondo full-length album, intitolato ‘Feast For Water’, il 6 aprile 2018 su Aural Music. La band, rivelazione del panorama italiano in ambito doom rock, sarà live sabato 30 giugno al Kulturni Dom di Prosecco (Trieste) insieme ai già annunciati Church Of Misery ed altri gruppi per un concerto organizzato da East Edge Collettive.

Messa ‘Feast For Water’, Aural Music (2018)

Tracklist:

1. Naunet
2. Snakeskin Drape
3. Leah
4. The Seer
5. She Knows
6. Tulsi
7. White Stains
8. Da Tariki Tariquat

Rispetto all’occult doom del debut album, l’acclamato ‘Belfry’ (2016), il quartetto adotta oggi un sound più oscuro e atmosferico, figlio di sensazioni dark jazz, pur mantenendo i propri elementi chiave: inquietante e suadente voce femminile, fuzz settantiano e piano Rhodes.
Windhand, Bohren and Der Club Of Gore, The Devil’s Blood, Jex Thoth, Angelo Badalamenti, Bell Witch, Urfaust, John Coltrane e Aluk Todolo sono le influenze citate dalla band per ‘Feast for Water’, il cui concept è incentrato sulle caratteristiche simboliche, rituali e introspettive dell’elemento liquido.

MESSA IS
Marco – Guitar, Bass, Ambient
Sara – Voice
Rocco – Drums, Screams
Alberto – Lead Guitar, Rhodes piano

https://www.facebook.com/MESSAproject
https://messa666.bandcamp.com/
http://www.auralmusic.com/

Methedrine: in uscita il primo Ep ‘Built For Speed’

Uscirà il 16 aprile 2018, per Kornalcielo Records, il primo ep dei Methedrine dal titolo ‘Built For Speed’: quattro pezzi che fondono il punk d-beat, una feroce attitudine hardcore e potentissimi riff di matrice thrash metal, sezione ritmica anfetaminica con la voce rabbiosa di Lou che vi accompagna nelle sue sordide storie di ordinaria follia sparando ogni nota come fosse l’ultima dell’universo.

Methedrine ‘Built For Speed’, Kornalcielo Records (2018)

Il progetto METHEDRINE, nome in onore della sostanza preferita di Lemmy e Johnny Cash, prende forma nell’inverno del 2017 per volontà di Bone (drums), Lou (vocals) e Mark (guitar) dopo lo scioglimento definitivo degli UPSET NOISE; band, attiva dal 1982, che fece parte della prima scena hardcore punk italiana assieme a band come Negazione, Raw Power, Wretched, CCM, Indegesti, ecc. e tra i pionieri del cross-over hc metal a cavallo degli anni 80/90 lasciando una manciata di dischi storici come ‘Disperazione Nevrotica’, ‘Nothing More To Be Said’ e ‘Growing pain’ (la cui title track fu coverizzata in una bellissima versione dalla band tedesca Jingo de Lunch), dividendo i palchi di mezza europa con bands come D.R.I, Cro Mags, HolyTerror, G.B.H., Coroner, Social Unrest, Jingo de Lunch.

Dopo una breve e intensa reunion, nella quale si era aggiunto Mark (che con Bone suona anche nella storica hardcore punk band EU’s Arse) si sciolse definitivamente nell’ autunno 2016; fu così che i tre superstiti contattarono Trampax (guitar) e Chainsaw (bass) provenienti dalle hardcore bands Face Your Enemy e Daltonic Outcry per un nuovo progetto.

Steven Tyler: la leggenda del rock in concerto a Trieste mercoledì 18 luglio

Insieme agli Iron Maiden, in programma martedì 17 luglio, ed a David Byrne sabato 21, ecco il terzo grande nome dell’estate ‘Live in Trieste’: la super star mondiale Steven Tyler, icona rock globale e voce che si annovera come una delle più importanti della storia della musica.
Il front man degli Aerosmith si esibirà a Trieste in Piazza Unità mercoledì 18 luglio insieme alla band The Loving Mary, in quella che sarà l’unica data italiana nel Nordest e di tutta l’Europa dell’Est dell’artista. Ad aprire i concerti il duo country The Sisterhood Band formato da Ruby Stewart, figlia di Rod Stewart e da Alyssa Bonagura. Biglietti acquistabili su Ticketone e Ticketmaster e sui circuiti esteri Oeticket e Eventim a partire dalle 10.00 di mercoledì 21 marzo. Tutte le informazioni e i punti vendita su www.azalea.it .

Steven Tyler, inserito nella Rock and Roll Hall of Fame, è un mostro sacro della musica mondiale con oltre 150 milioni di dischi venduti. Ha vinto numerosi Grammy Awards, American Music Awards e Billboard Music Awards. Il disco di debutto come artista solista, intitolato “We’re All Somebody From Nowhere”, è stato pubblicato nel 2016 e ha raggiunto la prima posizione nella Billboard Top Country Albums Chart negli Stati Uniti e in Canada.

Steven Tyler, frontman degli Aerosmith e icona della musica rock mondiale, è universalmente riconosciuto per la sua voce graffiante e potente, autentico marchio di fabbrica della star americana. Nasce a Yonkers (Stato di New York) nel 1946 in una famiglia dove la musica è la protagonista. Fin da subito questa diventa la sua unica passione, che lo spinge a suonare in diversi gruppi rock e ad esibirsi nei locali di Westchester County, dove la sua famiglia si trasferisce durante la sua adolescenza. Con la sua prima band, i Maniacs Up In Sunapee, il successo non arriva. Bisogna aspettare il 1970 quando, assieme a due amici, tra cui il chitarrista Joe Perry, formerà gli Areosmith, gruppo che in pochi anni scalerà le vette delle classifiche mondiali. Sono moltissimi gli album e le canzoni che hanno fatto la storia di questa band, permettendo a Tyler di vendere decine di milioni di copie in tutto il mondo. Dischi come “Toys in the Attic” (1975), con le bellissime “Walk this Way” e “Sweet Emotion”, “Permanent Vacation” (1987) con i singoli “Rad Doll” e “Angel”, “Get a Grip” (1993) che include le super hit “Crazy”, “Livin’ on the Edge” e “Cryin’” – il loro più eclatante successo commerciale – sono solo alcuni dei meravigliosi lavori della vastissima discografia che la band ha pubblicato. Tra le canzoni che rimarranno nella storia anche la colonna sonora del film Armageddon, “I Don’t Want To Miss A Thing”, composta dallo stesso Steven Tyler in collaborazione con la figlia Lyv Tyler. Nel 2003 esce “Walk This Way: The Autobiography of Aerosmith”, autobiografia che ripercorre le vicende fondamentali del carismatico Steven Tyler. Nel 2015, agli International Music Awards, il cantante è stato riconosciuto come “l’icona musicale più imponente di tutti i tempi”, mentre si è classificato terzo nella classifica Hit Parade tra i “cento migliori vocalist metal di tutti i tempi”. La setlist dei nuovi concerti, tra cui quello di Trieste, comprenderà tutte le più grandi hit di Steven Tyler, così come alcuni brani tratti dal suo ultimo album come solista, “We’re All Somebody From Somewhere”. Il tour partirà a giugno e toccherà le principali città del mondo, facendo tappa a New York, Madrid e Londra (fra le altre).

Anteprima: «Fallin’», il nuovo video dei Karburo

Esce oggi, lunedì 19 febbraio, il nuovo singolo e video dei triestini Karburo, hard rock band since 2012 che propone un mix di rock di matrice 70’s, grunge e stoner.

«Fallin’», questo è il titolo del primo video della band, è un pezzo inedito che farà parte della prossima produzione. Il video è stato girato nel febbraio del 2017 al Tetris di Trieste, realizzato da CineOfficina e diretto da Luca Wieser.
L’audio invece è un estratto da un live del 2016 ed è stato registrato da Francesco Bardaro del Track Terminal Studio.

Guarda qui sotto il video di «Fallin’»:

I Karburo sono Edvard Žerjal alla voce e chitarra, Erik Žerjal al basso, Andrea Rocco alla batteria e seconda voce. La band nasce nel 2012 dall’idea di Edvard ‘Snifferson’ Žerjal, dopo aver concluso l’avventura con la Snifferson Family, durata più di 10 anni.
Nel 2015 pubblicano il primo cd, autoprodotto, mixato e masterizzato da Francesco Bardaro e Alessandro Perosa del Track Terminal Studio.

Le influenze della band comprendono a grandi linee il rock degli anni ’70 e quello degli anni ’90, dai Sabbath, ai Zeppelin, passando per i King Crimson, per arrivare ai Soundgarden, Nirvana, Pearl Jam, solo per citarne alcuni. Ogni componente della band apporta influenze ed esperienze musicali diverse. Dal 2017 la band ha cominciato a proporre il repertorio anche in chiave acustica e ha pronto del nuovo materiale per il prossimo lavoro in studio.

https://www.facebook.com/KarburoKarburo/

https://karburo.bandcamp.com/releases

Beat On Rotten Woods: il nuovo video di ‘Spaces’ in gara a Cortinametraggio

Superattivi nei live, dove si presentano con una formazione rinnovata che li vede suonare insieme ai The Lumberjacks From Hell, i Beat On Rotten Woods stanno riscuotendo consensi anche con il loro nuovo videoclip.

‘Spaces’, diretto da Matteo Prodan del collettivo Sonicyut, è tra i 21 finalisti di Cortinametraggio, il festival dedicato al meglio della cinematografia breve italiana, che si terrà a Cortina dal 19 al 25 marzo 2018, ideato e diretto da Maddalena Mayneri.

Formati a Trieste nel 2013, Beat on Rotten Woods sono Mace (voce, beatbox) e Rob (chitarra, backing vocals) e mischiano suggestioni hip hop e industrial a grunge, stoner e blues: un sound consciamente essenziale, ma in procinto di diventare unico, portato sul palco con grande sicurezza e capacità performativa.

Leggi qui la nostra intervista: http://freezine.it/2016/10/intervista-ai-beat-on-rotten-woods-quando-il-beatbox-incontra-il-rock/

Lydia Lunch in concerto al Teatro Miela di Trieste sabato 31 marzo

Bonawentura Presenta

LYDIA LUNCH & WEASEL WALTER / BRUTAL MEASURES
ft. ZAHRA MANI
teatro Miela, Trieste
Sabato 31 Marzo h.21.30

evento Facebook

Ingresso € 15,00, ridotto soci Bonawentura e under 26 € 12,00. Prevendita c/o biglietteria del teatro (tel. 0403477672 ) tutti i giorni dalle 17.00 alle 19.00.
on-line: www.vivaticket.

‘Brutal Measures’ , storie vere dal lato oscuro dell’America. combina il talento istrionico della dinamica parola recitata di Lydia Lunch, con il virtuosismo di improvvisatore del batterista Weasel Walter per creare un’intima, terrificante e persino divertente serata di verità musicale.

Cantante, scrittrice, attrice, musicista, performer. Lydia Lunch può essere definita in mille modi diversi, ma nessuna di queste etichette è in grado di cogliere veramente l’essenza del personaggio: che è quello – come dice lei stessa – “di fomentare, di istigare e di mostrare sempre il lato marcio della realtà e del potere”.

Newyorkese, Lydia Lunch – come Diamanda Galas, Karen Finley, Linda Montano – incarna un modello femminile da angry woman, spregiudicato, aggressivo, sprezzante dei tabù e delle convenzioni sociali. Molestata dal padre sin da bambina, Lydia Lunch iniziò a scrivere alla sola età di dieci anni “per incanalare tutta quell’energia dolorosa” nelle poesie e nei racconti. Fuggita di casa, a 16 anni va a vivere da sola in un appartamentino tetro dell’East Village.

Lydia Lunch, (C) Richard Kern

A 17, vestita di pelle e con una minigonna mozzafiato, inizia a scaricare le sue paure e i suoi incubi in un microfono, come cantante dei Teenage Jesus & The Jerks, uno dei primissimi gruppi della No Wave newyorkese. Una scena che accelera il discorso nichilista e destrutturante del punk, abbandonando la matrice rock’n’roll e innestando l’improvvisazione del free jazz su una base rumorista.

Lydia Lunch, (C) Richard Kern

Tra la fine dei Settanta e la metà degli anni Ottanta Lydia Lunch vive una stagione incredibile, cantando in quattro gruppi diversi (8 Eyed Spy, 13.13, Beirut Slump, Harry Crews) e recitando nei film violenti e pornografici del regista Richard Kern come The right side of my brain e Fingered, che inducono a una riflessione senza veli sulla società americana e sul rapporto tra i sessi. Collabora inoltre a una miriade di progetti, con artisti del calibro di Nick Cave, Arto Lyndsay, Sonic Youth, Henri Rollins, Roland S. Howard, Eisturzende Neubauten, Foetus, Exene Cervenka e tanti altri. Scrive inoltre libri di poesie e romanzi, spesso illustrati da fumettisti underground.

Dal 1992, dopo l’album Shotgun Wedding, lascia la musica per concentrarsi sul potere della parola, mettendo in scena una serie di spettacoli esclusivamente “spoken” rivolgendo l’attenzione su temi come la guerra del Golfo: P.O.W. (1992) e Crimes Against Nature (1993). Nel 1998 registra Matrikamantra, che verrà pubblicato solo tre anni dopo. Con gli Anubian Lights nel 2002 pubblica il mini-album Champagne, Cocaine and Nicotine. Nel 2004 pubblica da solista Smoke in the Shadows.

Da sinistra in senso orario: Mia Zabelka, Lydia Lunch e Zahra Mani

Nel 2009 pubblica l’eccellente album Big Sexy Noise (5 stelle per la rivista Rolling Stone), con un omonimo supergruppo che comprende anche tre quarti dei Gallon Drunk: James Johnston (chitarra), Ian White (batteria) e Terry Edwards (organo e sax). Nel 2011 i Big Sexy Noise pubblicano l’ottimo Trust The Witch. Nel 2013 esce invece Collision Course, album dal vivo registrato in Italia, al quale verrà allegata la ristampa di Trust the Witch, supplendo alla mancanza di adeguata distribuzione avvenuta per il secondo disco nel 2011.

I suoi ultimi progetti:

‘The Jeffrey Lee Pierce Sessions Project’ nasce dalla collaborazione con Con i Cypress Grove (Tony Chmelik): quattro album, in memoria dell’amico e collaboratore Jeffrey Lee Pierce e a seguire ‘Under The Covers’ splendida e folle raccolta di brani altrui reinterpretata a modo loro.

‘Brutal Measures’ , storie vere dal lato oscuro dell’America. combina il talento istrionico della dinamica parola recitata di Lydia Lunch, con il virtuosismo di improvvisatore del batterista Weasel Walter per creare un’intima, terrificante e persino divertente serata di verità musicale.