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Messa: nuovo album e una data live a Trieste con i Church of Misery

I doomster veneti Messa pubblicheranno il loro secondo full-length album, intitolato ‘Feast For Water’, il 6 aprile 2018 su Aural Music. La band, rivelazione del panorama italiano in ambito doom rock, sarà live sabato 30 giugno al Kulturni Dom di Prosecco (Trieste) insieme ai già annunciati Church Of Misery ed altri gruppi per un concerto organizzato da East Edge Collettive.

Messa ‘Feast For Water’, Aural Music (2018)

Tracklist:

1. Naunet
2. Snakeskin Drape
3. Leah
4. The Seer
5. She Knows
6. Tulsi
7. White Stains
8. Da Tariki Tariquat

Rispetto all’occult doom del debut album, l’acclamato ‘Belfry’ (2016), il quartetto adotta oggi un sound più oscuro e atmosferico, figlio di sensazioni dark jazz, pur mantenendo i propri elementi chiave: inquietante e suadente voce femminile, fuzz settantiano e piano Rhodes.
Windhand, Bohren and Der Club Of Gore, The Devil’s Blood, Jex Thoth, Angelo Badalamenti, Bell Witch, Urfaust, John Coltrane e Aluk Todolo sono le influenze citate dalla band per ‘Feast for Water’, il cui concept è incentrato sulle caratteristiche simboliche, rituali e introspettive dell’elemento liquido.

MESSA IS
Marco – Guitar, Bass, Ambient
Sara – Voice
Rocco – Drums, Screams
Alberto – Lead Guitar, Rhodes piano

https://www.facebook.com/MESSAproject
https://messa666.bandcamp.com/
http://www.auralmusic.com/

Methedrine: in uscita il primo Ep ‘Built For Speed’

Uscirà il 16 aprile 2018, per Kornalcielo Records, il primo ep dei Methedrine dal titolo ‘Built For Speed’: quattro pezzi che fondono il punk d-beat, una feroce attitudine hardcore e potentissimi riff di matrice thrash metal, sezione ritmica anfetaminica con la voce rabbiosa di Lou che vi accompagna nelle sue sordide storie di ordinaria follia sparando ogni nota come fosse l’ultima dell’universo.

Methedrine ‘Built For Speed’, Kornalcielo Records (2018)

Il progetto METHEDRINE, nome in onore della sostanza preferita di Lemmy e Johnny Cash, prende forma nell’inverno del 2017 per volontà di Bone (drums), Lou (vocals) e Mark (guitar) dopo lo scioglimento definitivo degli UPSET NOISE; band, attiva dal 1982, che fece parte della prima scena hardcore punk italiana assieme a band come Negazione, Raw Power, Wretched, CCM, Indegesti, ecc. e tra i pionieri del cross-over hc metal a cavallo degli anni 80/90 lasciando una manciata di dischi storici come ‘Disperazione Nevrotica’, ‘Nothing More To Be Said’ e ‘Growing pain’ (la cui title track fu coverizzata in una bellissima versione dalla band tedesca Jingo de Lunch), dividendo i palchi di mezza europa con bands come D.R.I, Cro Mags, HolyTerror, G.B.H., Coroner, Social Unrest, Jingo de Lunch.

Dopo una breve e intensa reunion, nella quale si era aggiunto Mark (che con Bone suona anche nella storica hardcore punk band EU’s Arse) si sciolse definitivamente nell’ autunno 2016; fu così che i tre superstiti contattarono Trampax (guitar) e Chainsaw (bass) provenienti dalle hardcore bands Face Your Enemy e Daltonic Outcry per un nuovo progetto.

Steven Tyler: la leggenda del rock in concerto a Trieste mercoledì 18 luglio

Insieme agli Iron Maiden, in programma martedì 17 luglio, ed a David Byrne sabato 21, ecco il terzo grande nome dell’estate ‘Live in Trieste’: la super star mondiale Steven Tyler, icona rock globale e voce che si annovera come una delle più importanti della storia della musica.
Il front man degli Aerosmith si esibirà a Trieste in Piazza Unità mercoledì 18 luglio insieme alla band The Loving Mary, in quella che sarà l’unica data italiana nel Nordest e di tutta l’Europa dell’Est dell’artista. Ad aprire i concerti il duo country The Sisterhood Band formato da Ruby Stewart, figlia di Rod Stewart e da Alyssa Bonagura. Biglietti acquistabili su Ticketone e Ticketmaster e sui circuiti esteri Oeticket e Eventim a partire dalle 10.00 di mercoledì 21 marzo. Tutte le informazioni e i punti vendita su www.azalea.it .

Steven Tyler, inserito nella Rock and Roll Hall of Fame, è un mostro sacro della musica mondiale con oltre 150 milioni di dischi venduti. Ha vinto numerosi Grammy Awards, American Music Awards e Billboard Music Awards. Il disco di debutto come artista solista, intitolato “We’re All Somebody From Nowhere”, è stato pubblicato nel 2016 e ha raggiunto la prima posizione nella Billboard Top Country Albums Chart negli Stati Uniti e in Canada.

Steven Tyler, frontman degli Aerosmith e icona della musica rock mondiale, è universalmente riconosciuto per la sua voce graffiante e potente, autentico marchio di fabbrica della star americana. Nasce a Yonkers (Stato di New York) nel 1946 in una famiglia dove la musica è la protagonista. Fin da subito questa diventa la sua unica passione, che lo spinge a suonare in diversi gruppi rock e ad esibirsi nei locali di Westchester County, dove la sua famiglia si trasferisce durante la sua adolescenza. Con la sua prima band, i Maniacs Up In Sunapee, il successo non arriva. Bisogna aspettare il 1970 quando, assieme a due amici, tra cui il chitarrista Joe Perry, formerà gli Areosmith, gruppo che in pochi anni scalerà le vette delle classifiche mondiali. Sono moltissimi gli album e le canzoni che hanno fatto la storia di questa band, permettendo a Tyler di vendere decine di milioni di copie in tutto il mondo. Dischi come “Toys in the Attic” (1975), con le bellissime “Walk this Way” e “Sweet Emotion”, “Permanent Vacation” (1987) con i singoli “Rad Doll” e “Angel”, “Get a Grip” (1993) che include le super hit “Crazy”, “Livin’ on the Edge” e “Cryin’” – il loro più eclatante successo commerciale – sono solo alcuni dei meravigliosi lavori della vastissima discografia che la band ha pubblicato. Tra le canzoni che rimarranno nella storia anche la colonna sonora del film Armageddon, “I Don’t Want To Miss A Thing”, composta dallo stesso Steven Tyler in collaborazione con la figlia Lyv Tyler. Nel 2003 esce “Walk This Way: The Autobiography of Aerosmith”, autobiografia che ripercorre le vicende fondamentali del carismatico Steven Tyler. Nel 2015, agli International Music Awards, il cantante è stato riconosciuto come “l’icona musicale più imponente di tutti i tempi”, mentre si è classificato terzo nella classifica Hit Parade tra i “cento migliori vocalist metal di tutti i tempi”. La setlist dei nuovi concerti, tra cui quello di Trieste, comprenderà tutte le più grandi hit di Steven Tyler, così come alcuni brani tratti dal suo ultimo album come solista, “We’re All Somebody From Somewhere”. Il tour partirà a giugno e toccherà le principali città del mondo, facendo tappa a New York, Madrid e Londra (fra le altre).

Welcome Coffee: intervista alla band in concerto al Full Gass sabato 10 marzo

«Mine musicali da Trieste». Così ha definito ‘Rockit’ i Welcome Coffee nella recensione di ‘The Mirror Show’, il loro ultimo Ep che, dopo un breve periodo di pausa, li ha visti tornare sulla scena con una nuova line up più fresca e carica che mai.

Abbiamo rivolto alcune domande a Stefano Ferrara, leader della band, alla vigilia del concerto che li vedrà live  al Full Gass di Trieste sabato 10 marzo ad ingresso gratuito. La serata vede in apertura gli What If I Was The Ceiling, questo il link all’evento su Facebook. 

Welcome Coffee (C) Ishtar Reja

Ciao, benvenuti su Freezine! Siete freschi di nuovo Ep e video, come vi sentite, come state vivendo l’esperienza?

Ciao, innanzitutto grazie per la domanda (ho sempre sognato di dirlo!), questa seconda vita dei Welcome davvero ci sta dando molte soddisfazioni: aver cambiato 3/5 della band era un grossa sfida, a volte cambiarne anche solo un elemento diventa un’impresa…figuriamoci tre!
Le cose sono nate molto spontaneamente e i nuovi elementi hanno portato tanto entusiasmo e soprattutto tanta tecnica e professionalità.
Ora ognuno ha un suo ruolo ben preciso all’interno dell’ingranaggio della band e soprattutto ci divertiamo un sacco, specie quando componiamo nuovo materiale, sembra di suonare assieme da una vita.

Ti andrebbe di riassumere la storia della band per chi ancora non vi conosce?

Ok, cercherò di essere breve: Welcome Coffee è un progetto musicale rock-alternative formatosi a Trieste nel 2012. L’idea di base è quella di fondere varie sonorità musicali senza identificarsi in un genere in particolare, lasciando libero sfogo alle attitudini dei singoli musicisti.
Dopo aver realizzato un EP (Box #2), un singolo (‘Sleepwalker’) e un LP (‘UnEvEn’) nel dicembre del 2015, per divergenze musicali, la band si scioglie definitivamente.
La voglia di suonare era troppa e la sensazione di aver fatto qualcosa di buono non andava via, pertanto qualche mese dopo, il sottoscritto Stefano Ferrara (bassista e fondatore della band) e Andrea Parlante (tastiere), abbiamo deciso di portare avanti il progetto cercando gli elementi mancanti, e dopo qualche mese, la ricerca è finita con l’ingresso di Davide Angiolini (batteria), Andrea “Armando” Scarcia (voce) e Bill Lee Curtis (chitarre). Non abbiamo perso tempo e abbiamo subito realizzato il nostro quarto lavoro: l’EP chiamato ‘The Mirror Show, realizzando contestualmente anche il nostro primo video ufficiale.
Per chi non ci conosce il nostro genere è molto variegato, comprende rock, funky, elettronica, prog e tanto altro, il che rende i nostri live per nulla monotoni.

Da dove viene il nome Welcome Coffee?

Il nome originale era Caffeine ma era troppo inflazionato, per gioco poi è diventato Welcome Coffee, qualcosa che desse energia e allora stesso tempo ti facesse sentire rilassato… e poi da buon napoletano non nascondo una mia piccola mania per il caffè!

Com’è nato ‘The Mirror Show’, c’è un concept, un filo conduttore tra i diversi brani? Com’è stata l’accoglienza finora?

‘The Mirror Show’ è nato dai pezzi rimasti in sospeso dopo lo scioglimento della band: pezzi inediti, sì, ma non nuovi.
La voglia di metterci subito alla prova era tanta e quindi ci siamo lanciati in quest’avventura, diciamo che è questo il vero filo conduttore.
Abbiamo da poco stampato una minima quantità di copie fisiche dell’EP, perché ormai si punta più sul digitale, giusto per chi vuole contribuire a far crescere il progetto.
Sono tempi difficili per la musica, l’attenzione verso le band emergenti è al minimo storico, specie per una band di nicchia come la nostra, ma noi teniamo duro, consapevoli che suonare ci fa stare bene e il resto ben venga.

Welcome Coffee, ‘The Mirror Show’ (2017)

Quali sono le maggiori differenze con il materiale precedente? In quale direzione sta andando il vostro sound?

Il filo conduttore è sempre lo stesso, ogni idea è buona a prescindere dal genere e dalla lingua del testo, ma posso affermare senza dubbio che ora c’è un impronta più rock grazie alla chitarre di Bill Lee.
Inoltre il sound variegato e coivolgente di Davide e la duttilità della voce di Andrea rendono quasiasi genere appetibile al nostro nuovo repertorio.

Nell’album c’è un brano che è un omaggio a ‘Twin Peaks’, perché questa scelta?

Questa è stato un mio personale tributo all’opera del maestro David Lynch. Ogni 5-6 anni rivedo questo telefilm-capolavoro coinvolgendo persone che non lo conoscono. Proprio mentre riguardavo le vecchie puntate è nata l’esigenza di un testo per una nuova canzone e quindi ho voluto provare ad omaggiare questa pietra miliare della tv anni ’90.

Com’è nata invece l’idea del video di ‘The Mirror Show’?

L’idea del video l’avevo covata da anni ma mai realizzata. È stata un’esperienza straordinaria, a questi livelli ti scontri con budget quasi inesistenti, quindi devi puntare tutto sulla fantasia e sui pochi mezzi che hai a disposizione.
Tra le canzoni dell’EP, ‘The Mirror Show’ era quella che più si prestava ad essere realizzata a costi bassi e con un paio di location, inoltre a mio avviso ha un testo allegro e un sound molto orecchiabile.
È stato quasi interamente girato in un bagno, dove a tutti, almeno una volta, è capitato di canticchiare. Sarà che il riverbero ti fa sentire una rockstar o sarà perché sei solo e puoi sfogare la tua vena artistica senza paura di essere giudicato… Il video parte così, con del sano ‘bathroom singing’ ma poi le cose prendono una piega strana… ma non faccio spoiler, guardatelo! Ai posteri l’ardua sentenza, noi ci siamo divertiti da morire a girarlo e a nasconderci qua e là qualche ‘chicca’ divertente.

Che cosa bolle in pentola per il futuro?

Dopo la data del 10 Marzo al Full Gass di Trieste, il 6 aprile saremo al 2° Lamps e Saetis a Corno di Rosazzo (UD) per una serata a base di birra e biker.
Inoltre siamo già stati confermati per il prossimo “Rock CAMP Summer Music Festival” che si terrà a Trieste in estate.
Qualche altra data è ancora in fase di conferma, vi aggiorneremo sui nostri canali social.
Oltre ai live, c’è l’obiettivo di di realizzare un nuovo CD entro l’inizio dell’anno prossimo, con tutto il materiale composto in questi ultimi mesi dalla nuova formazione, non vediamo l’ora!

Welcome Coffee

Contact:
Booking Manager: Stefano Ferrara
Phone:+39 328 0649735

www.welcomecoffee.com

www.facebook.com/WelCoffee

soundcloud.com/welcomecoffee

www.youtube.com/user/WelcomeCoffee

 

 

Anteprima: «Fallin’», il nuovo video dei Karburo

Esce oggi, lunedì 19 febbraio, il nuovo singolo e video dei triestini Karburo, hard rock band since 2012 che propone un mix di rock di matrice 70’s, grunge e stoner.

«Fallin’», questo è il titolo del primo video della band, è un pezzo inedito che farà parte della prossima produzione. Il video è stato girato nel febbraio del 2017 al Tetris di Trieste, realizzato da CineOfficina e diretto da Luca Wieser.
L’audio invece è un estratto da un live del 2016 ed è stato registrato da Francesco Bardaro del Track Terminal Studio.

Guarda qui sotto il video di «Fallin’»:

I Karburo sono Edvard Žerjal alla voce e chitarra, Erik Žerjal al basso, Andrea Rocco alla batteria e seconda voce. La band nasce nel 2012 dall’idea di Edvard ‘Snifferson’ Žerjal, dopo aver concluso l’avventura con la Snifferson Family, durata più di 10 anni.
Nel 2015 pubblicano il primo cd, autoprodotto, mixato e masterizzato da Francesco Bardaro e Alessandro Perosa del Track Terminal Studio.

Le influenze della band comprendono a grandi linee il rock degli anni ’70 e quello degli anni ’90, dai Sabbath, ai Zeppelin, passando per i King Crimson, per arrivare ai Soundgarden, Nirvana, Pearl Jam, solo per citarne alcuni. Ogni componente della band apporta influenze ed esperienze musicali diverse. Dal 2017 la band ha cominciato a proporre il repertorio anche in chiave acustica e ha pronto del nuovo materiale per il prossimo lavoro in studio.

https://www.facebook.com/KarburoKarburo/

https://karburo.bandcamp.com/releases

Beat On Rotten Woods: il nuovo video di ‘Spaces’ in gara a Cortinametraggio

Superattivi nei live, dove si presentano con una formazione rinnovata che li vede suonare insieme ai The Lumberjacks From Hell, i Beat On Rotten Woods stanno riscuotendo consensi anche con il loro nuovo videoclip.

‘Spaces’, diretto da Matteo Prodan del collettivo Sonicyut, è tra i 21 finalisti di Cortinametraggio, il festival dedicato al meglio della cinematografia breve italiana, che si terrà a Cortina dal 19 al 25 marzo 2018, ideato e diretto da Maddalena Mayneri.

Formati a Trieste nel 2013, Beat on Rotten Woods sono Mace (voce, beatbox) e Rob (chitarra, backing vocals) e mischiano suggestioni hip hop e industrial a grunge, stoner e blues: un sound consciamente essenziale, ma in procinto di diventare unico, portato sul palco con grande sicurezza e capacità performativa.

Leggi qui la nostra intervista: http://freezine.it/2016/10/intervista-ai-beat-on-rotten-woods-quando-il-beatbox-incontra-il-rock/

Storie di rock’n’roll: Giorgio (Bar Bohemienne)

Cos’ te me parli, in stampatello?’

Quello di Giorgio mi suona un po’ come un consiglio a non preoccuparsi troppo della sintassi, e di cui è meglio che tenga conto nel corso di quest’intervista.

‘Giorgio’ è Giorgio Mancini, triestino, classe 1962, da molti conosciuto come il ‘Re della Carambola’ a tre sponde, sport di cui è stato un vero e proprio campione. E che da ormai ben ventiquattro anni gestisce un piccolo pub in via San Michele, la strada che dal cuore della cità vecia sale verso il colle di San Vito.

Così al ‘Bohemienne’ -semplicemente ‘da Giorgio’ per gli amici- succede che si va la sera per bere un bicchiere, ma anche per ascoltare le mille storie del suo proprietario, e chissà quanti di voi ne avranno già sentito parlare. Sono storie di biliardo e di feste, di donne e di alcool…insomma, storie di rock’n’roll.

“Son rivado qua” racconta Giorgio nelle pause tra un cliente e l’altro, “perché iera tacado del club ‘Salomé’, che per un per de anni fazeva serate universitarie, iera bel, lavorava ben, e dopo…be’, disemo che la proprietaria iera un poco troppo avanti per quei tempi”.

“Co’ go verto i voleva 500.000 lire per cambiar il nome ‘Bohemienne’ ma ormai mi gavevo investì tutto e no gavevo più soldi, quindi go lassado el vecio nome. Esisteva el ‘Bohemienne 1’ e addirittura el ‘Bohemienne 2’ che iera in via Cereria qua de drio, iera quell’osteria coi campi de bocce”.

Tra le sue tante storie ci sono anche quelle sui leggendari Iron Maiden di passaggio a Trieste, di cui Giorgio è stato il testimone per ben due volte.

La prima, quella più conosciuta, racconta della jam session con alcuni musicisti locali, quando la band ha fatto tappa a Trieste prima di suonare a Lubiana.

Ma c’è anche un episodio precedente, che Giorgio racconta così:
“Lavoravo zo sule Rive quella volta….de ex ‘Gina la Sporca’, che dopo xe diventà el local de Muchich e desso xe una birreria de birre artigianali. Te ga presente quando che te son sulle Rive, te vardi in su te ga l’hotel Excelsior, ok? E a destra xe quella stradina che desso xe pedonale e sul canton xe la gelateria, ok? che una volta iera un cambio valute.
Bon, te va dentro per quella viuzza che dopo, andando dentro te rivi fin Cavana, e xe un local sulla destra con tanti tavolini fora. Ecco, là iera sex drugs e rock n’ roll, ogni sera in piena, bel, bel, el più figo local de Trieste, te parlo del ’92, ’93…”

 

“Una sera gavevimo una festa de compleanno, sarà stade una sessantina de persone, mi son oltre el banco che ingrumo biceri sporchi e a un certo punto me vedo dalla finestra passar ‘sti qua, cavelade, marzi…vardo Paolo e ghe fazo ‘E questi?’ e lui el me fa ‘Andersen!’
Quindi come che i vien dentro ciapo el primo e ghe digo ‘Hi friend, come on’… E in quel se gira el festeggiato e con l’aria alla Aldo Giovanni e Giacomo el taca a zigar ‘Non ci posso credere…il più bel compleanno della mia vita… gli Iron Maiden!’.
‘Ciò, mi lo vardo, gavevo el chitarrista in man, lo vardo e fazo ‘buh, lasa ah’, la buto in rider lo abbraccio e bon, dopo xe ‘nda avanti tutta la sera, i xe entradi carighi e i xe ‘ndai fora che i barcolava…e, te assicuro, no i iera de Barcola”.

La storia continua qualche anno dopo, quando Giorgio ha ormai avviato la sua attività nel locale di via San Michele.

“Passa tre anni, sarà sta’ el 96, intanto mi verzo qua, qua sotto iera el ‘Double Trouble’ appena verto da poco, la lo gestiva Barbara chitarrista, che desso xe a Valencia, con Ambra e ancora qualchedun. Ciò, mi terminavo ma passavo spesso zo a bever una bireta, e dopo andavo a casa. E vado zo, xe tutto scuro e sento woa woa woa, un che svisa…e xe lui, el chitarrista dei Iron Maiden! El smetti de sonar, tutta la gente là che vardava, ‘Hey friend’, el me batti el cinque, el me abbraccia e tutti quanti che me fazeva ‘ciò Giorgio, ma come xe, te conosi i Iron Maiden?”

Luci basse e tavoli di legno, a scaldare l’atmosfera del locale ci pensa ben la musica di sottofondo. Che sia il boogie woogie di Katy Webster, il punk ribelle di Joe Strummer o i classiconi dei Sabbath, chi va da Giorgio sa di trovare una colonna sonora sempre di prima scelta.

Dai trofei sportivi collezionati ai manifesti vintage, i muri raccontano l’amore per il biliardo e per la musica, tra cui i Rolling Stones. Silenziosi ma con lo sguardo complice, Mick Jagger, Keith Richards & co. sembrano quasi in procinto di staccarsi dai ritratti appesi per avvicinarsi e magari scambiare quattro chiacchiere.

E se oggi la movida tende a concentrarsi soprattutto lungo le Rive, c’è da dire che quello di Giorgio è uno dei primi, veri music bar rimasti in una zona di Trieste un tempo molto in voga per i suoi locali, punto di ritrovo per molti artisti e universitari.

“Una volta questa iera una bona posizion, adesso…a parte che xe cambiadi i tempi, desso no se pol bever, no se pol niente..quella volta viaggiavo con l’impianto in piena, desso no. Là del ‘Tetris’ iera una rivendita de vini e di fronte iera el cinema Radio, el ‘Nowave’ iera la latteria de Mariuccia, qua in fianco de mi oltre l’angolo iera un’altra latteria de un’altra Mariuccia…le se clonava ah, tutte quelle che gaveva una latteria se ciamava Mariuccia’.

‘In via Madonna del Mare iera el ‘Double Trouble’, che iera de tutto…La particolarità iera la musica a livelli impossibili, roba che desso no sopportassi più, e iera sempre pien. Po’ quella volta de locali verti de sera saremo stadi un sei…e come quel, neanche un! Adesso locali notturni xe sempre de più, i verzi tutti i baretti de sto mondo, xe più bar che portoni de casa e tutti quanti che fa tardi…prova a andar in piazza Barbacan, desso ghe ne xe sei, una volta neanche un!”.

E una sera, mentre scherziamo sulla possibilità di aprire una succursale ‘da Giorgio’ in montagna per i mesi invernali, mi viene la curiosità di chiedergli se nella sua lunga carriera ha mai pensato di trasferire la sua attività da qualche altra parte. 
‘Mille anni fa’, è la risposta, ‘ovvio che iera el sogno de verzer un posto in paesi esotici per andar a far el figo, ma iera solo un sogno de muleto. Andar via de Trieste xe facile, bisogna lottar per Trieste…e andar via xe boni tutti!”

Lydia Lunch in concerto al Teatro Miela di Trieste sabato 31 marzo

Bonawentura Presenta

LYDIA LUNCH & WEASEL WALTER / BRUTAL MEASURES
ft. ZAHRA MANI
teatro Miela, Trieste
Sabato 31 Marzo h.21.30

evento Facebook

Ingresso € 15,00, ridotto soci Bonawentura e under 26 € 12,00. Prevendita c/o biglietteria del teatro (tel. 0403477672 ) tutti i giorni dalle 17.00 alle 19.00.
on-line: www.vivaticket.

‘Brutal Measures’ , storie vere dal lato oscuro dell’America. combina il talento istrionico della dinamica parola recitata di Lydia Lunch, con il virtuosismo di improvvisatore del batterista Weasel Walter per creare un’intima, terrificante e persino divertente serata di verità musicale.

Cantante, scrittrice, attrice, musicista, performer. Lydia Lunch può essere definita in mille modi diversi, ma nessuna di queste etichette è in grado di cogliere veramente l’essenza del personaggio: che è quello – come dice lei stessa – “di fomentare, di istigare e di mostrare sempre il lato marcio della realtà e del potere”.

Newyorkese, Lydia Lunch – come Diamanda Galas, Karen Finley, Linda Montano – incarna un modello femminile da angry woman, spregiudicato, aggressivo, sprezzante dei tabù e delle convenzioni sociali. Molestata dal padre sin da bambina, Lydia Lunch iniziò a scrivere alla sola età di dieci anni “per incanalare tutta quell’energia dolorosa” nelle poesie e nei racconti. Fuggita di casa, a 16 anni va a vivere da sola in un appartamentino tetro dell’East Village.

Lydia Lunch, (C) Richard Kern

A 17, vestita di pelle e con una minigonna mozzafiato, inizia a scaricare le sue paure e i suoi incubi in un microfono, come cantante dei Teenage Jesus & The Jerks, uno dei primissimi gruppi della No Wave newyorkese. Una scena che accelera il discorso nichilista e destrutturante del punk, abbandonando la matrice rock’n’roll e innestando l’improvvisazione del free jazz su una base rumorista.

Lydia Lunch, (C) Richard Kern

Tra la fine dei Settanta e la metà degli anni Ottanta Lydia Lunch vive una stagione incredibile, cantando in quattro gruppi diversi (8 Eyed Spy, 13.13, Beirut Slump, Harry Crews) e recitando nei film violenti e pornografici del regista Richard Kern come The right side of my brain e Fingered, che inducono a una riflessione senza veli sulla società americana e sul rapporto tra i sessi. Collabora inoltre a una miriade di progetti, con artisti del calibro di Nick Cave, Arto Lyndsay, Sonic Youth, Henri Rollins, Roland S. Howard, Eisturzende Neubauten, Foetus, Exene Cervenka e tanti altri. Scrive inoltre libri di poesie e romanzi, spesso illustrati da fumettisti underground.

Dal 1992, dopo l’album Shotgun Wedding, lascia la musica per concentrarsi sul potere della parola, mettendo in scena una serie di spettacoli esclusivamente “spoken” rivolgendo l’attenzione su temi come la guerra del Golfo: P.O.W. (1992) e Crimes Against Nature (1993). Nel 1998 registra Matrikamantra, che verrà pubblicato solo tre anni dopo. Con gli Anubian Lights nel 2002 pubblica il mini-album Champagne, Cocaine and Nicotine. Nel 2004 pubblica da solista Smoke in the Shadows.

Da sinistra in senso orario: Mia Zabelka, Lydia Lunch e Zahra Mani

Nel 2009 pubblica l’eccellente album Big Sexy Noise (5 stelle per la rivista Rolling Stone), con un omonimo supergruppo che comprende anche tre quarti dei Gallon Drunk: James Johnston (chitarra), Ian White (batteria) e Terry Edwards (organo e sax). Nel 2011 i Big Sexy Noise pubblicano l’ottimo Trust The Witch. Nel 2013 esce invece Collision Course, album dal vivo registrato in Italia, al quale verrà allegata la ristampa di Trust the Witch, supplendo alla mancanza di adeguata distribuzione avvenuta per il secondo disco nel 2011.

I suoi ultimi progetti:

‘The Jeffrey Lee Pierce Sessions Project’ nasce dalla collaborazione con Con i Cypress Grove (Tony Chmelik): quattro album, in memoria dell’amico e collaboratore Jeffrey Lee Pierce e a seguire ‘Under The Covers’ splendida e folle raccolta di brani altrui reinterpretata a modo loro.

‘Brutal Measures’ , storie vere dal lato oscuro dell’America. combina il talento istrionico della dinamica parola recitata di Lydia Lunch, con il virtuosismo di improvvisatore del batterista Weasel Walter per creare un’intima, terrificante e persino divertente serata di verità musicale.

 

Rock Camp Trieste, il festival si allunga con il pre-party per gli Iron Maiden

Dopo il successo delle prime due edizioni ritorna il Rock Camp, il festival rock/metal organizzato dall’associazione Rock Out X Project in programma da venerdì 13 a lunedì 16 luglio a Trebiciano sul Carso ad ingresso gratuito.
Novità di quest’anno, l’evento si allunga da tre a quattro giorni con la giornata di lunedì 16 luglio interamente dedicata agli Iron Maiden, che si esibiranno live a Trieste la sera successiva martedì 17 luglio.

Rock Camp 2017, (C) Francesco Chermaz

Altra novità di quest’anno è l’aggiunta di un secondo palco al fine di combattere la calura estiva a salvaguardia dei fans e delle band che si esibiscono nel pomeriggio. Sarà allestito al fresco e all’ombra, nel bel mezzo della pineta, mentre il palco principale verrà utilizzato solamente per le ultime esibizioni serali.

Rispetto agli anni precedenti, la formula resta invariata: una cinquantina di band dal vivo, spettacoli, dj set, attività collaterali (rock n’ dogs, tiro con l’arco, ecc…), zona ristoro super fornita e piscine per grandi e bambini, grigliate e birra a volontà. Le porte apriranno venerdì 13 luglio a mezzogiorno, quando partirà uno ‘spara tutto’ di musica, spettacoli e manifestazioni di 92 ore continuate di festa che durerà fino all’alba di martedì aspettando il concerto degli Iron Maiden.

Le selezioni per le band sono ufficialmente partite, è possibile inviare le candidature via mail a:

rock.camp.music.festival@gmail.com

Alla cortese attenzione di Linus Rock e Max Barze.
Allegando link audio video e presentazione della band / artista.
https://www.facebook.com/rock.camp.summer.music.festival/

https://www.facebook.com/groups/rockcampsummermusicfestival/

https://www.facebook.com/rockoutxprojet/?fref=ts

Methedrine: in arrivo il primo Ep su Kornalcielo Records

Pessime nuove per il mondo: nei primi mesi di questo 2018 Kornalcielo Records pubblicherà ‘Built For Speed’, il primo Ep dei Methedrine. Formata da gente che suona o ha suonato con Upset Noise (tra i primi a dare forma al crossover hardcore punk/metal nella scena italiana ed europea), Eu’s Arse (altro nome storico del punk hardcore), Tytus e Daltonic Out Cry, la band ha registrato quattro tracce di hardcore old school, con influenze che vanno dal thrash metal al d-beat e una spina dorsale fatta di sano e sporco rock’n’roll.

Tracklist:
1. Youporn Generation
2. Alpha Loser
3. Dirty Harry
4. War machine

Methedrine:
Lou – Vocals
Mark – Guitar
Trampax – Guitar
Chainsaw – Bass
Bone – Drums