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Domani la furia rock degli Ecstatic Vision con i New Candys al Tetris di Trieste

Domani al Tetris di Trieste arrivano gli Ecstatic Vision, nuovo progetto di Doug Sabolick, ex chitarrista dei A Life Once Lost.
Nel 2015 il terzetto da Philadelphia debutta con ‘Sonic Praise’, un vero e proprio ‘viaggio’ sonoro che unisce il trascinante e primitivo Detroit Sound di MC5 e The Stooges con lo psych space rock degli Hawkwind.

Ecstatic Vision [Heavy Psych, Relapse, USA] + New Candys [psych]
Lunedì 24 aprile 2017
Start 21:30
Soci Tetris: 5 Euro.
Non Soci: 5 Euro più tessera Tetris (10 Euro).
Posti limitati, prenotateli scrivendo a info@gruppotetris.org.

Evento Facebook: https://www.facebook.com/events/721127821401492/

Dalla cartella stampa: ‘A due anni di distanza dal debutto con ‘Sonic Praise’, gli Ecstatic Vision tornano col loro secondo LP dal programmatico titolo ‘Raw Rock Fury’ (2017, Relapse Records). ‘Raw Rock Fury’ mostra la band incaponirsi su groove in stile Detroit rock primordiali e primitivi, su di un krautrock che richiama i NEU! (ma insieme agli MC5), orlature di armonica che evocano il Beefheart più selvaggio, oltre a quegli stessi Hawkwind che già il debutto ri-proponeva con mano esperta’.

In apertura New Candys, formati a Treviso nel 2008, band molto apprezzata dalla critica che li definisce ‘il punto d’incontro italiano tra la pischedelia inglese di Syd Barrett e quella americana dei Velvet Underground’

Cripple Bastards, un pezzo di storia in arrivo al Tetris

Chi li ha visti dal vivo giura che sono una bomba! Sono di casa all’Obscene Extreme così come nel Sol Levante, eppure i Cripple Bastards non hanno mai suonato a Trieste…Tenetevi dunque pronti per sabato 25 febbraio, quando le porte del Tetris si spalancheranno per accogliere quest’autentico pezzo di storia che, sulla scena da quasi trent’anni, ha conquistato l’attenzione internazionale suscitando spesso anche feroci polemiche.

Mente e corpo del progetto è Giulio detto The Bastard, che lo ha fondato ad Asti nel 1988 con Alberto the Crippler, insieme a cui suonava dall’87. In quel periodo Giulio frequentava la scena metal/hc della ex Jugoslavia, in particolare Belgrado, ed è proprio lì che lui e Alberto si conoscono.

Ciao Giulio, benvenuto su Freezine! Questa è la prima volta che suonate a Trieste! La conoscete già, e quali pezzi porterete?
Ciao! Sì, conosco bene Trieste perché, essendo in parte cresciuto in Serbia, ci passavo spesso, e ogni tanto nei weekend mi ci portavano i miei genitori, specie negli anni ’80. Non lontano da lì abbiamo suonato qualche volta a Udine, Gorizia ed anche in Slovenia. Personalmente sono contento di suonarci perché la zona mi è sempre piaciuta, e perché è la città degli Upset Noise, band che ho sempre stimato e rispettato. La nostra scaletta attinge in modo abbastanza uniforme da ogni nostro album, in tutto sono ventisette brani che ripropongono un po’ tutta la storia dei CB! 

Chi c’è nella nuova line up?
Attualmente i C.B. sono: Giulio The Bastard – voce, Schintu The Wretched – basso (nella band dal 1998), Der Kommissar – chitarra (nella band dal 1999), Wild Vitto – chitarra (nella band dal 2014) e Raphael Saini – batteria dal 2014.

La vostra immagine si richiama spesso al cinema di genere anni ’70, da dove nasce questa passione?
Seguo il cinema di genere da quando ero bambino, in generale ho sempre collezionato e consumato film anni ’60/’70/’80 principalmente italiani, con preferenze su giallo, horror, western, polizieschi e drammatici. 

E il cinema ricorre spesso nella storia dei Cripple Bastards, nel bene ed anche nel male: una loro performance all’Open Hands Festival è stata interrotta a bottigliate dal pubblico, offeso da una frase (‘le donne sono tutte puttane’, ndr) presa da ‘Frenzy’, noto film di Alfred Hitchcock del 1972. Così come la figura del ferocissimo Tomas Milian/Giulio Sacchi di ‘Milano odia: la polizia non può sparare’ (1974) si collega a ‘Misantropo a senso unico’, considerato ancora oggi il disco manifesto della band.

Oltre ai Cripple Bastards, Giulio da alcuni anni gestisce anche la F.O.A.D Records, storica etichetta specializzata in trash e hc.
‘La F.O.A.D.’, racconta Giulio, ‘è stata fondata dal mio amico Marco Garripoli di Torino, inizialmente era una fanzine, poi si è sviluppata anche come label partendo dalle cassette e proseguendo con uscite su CD. Nel 2008 dopo un periodo passato insieme a lavorare – Marco mi aiutava a tenere il merch dei CB ai concerti, cosa che fa tutt’ora- abbiamo deciso di unire le forze e trasformare la F.O.A.D. in un’attività a tempo pieno, arrivando a due uscite al mese e dando la precedenza al nostro supporto preferito, il vinile. Le cose si sono evolute nell’arco del tempo, siamo arrivati a lavorare con band come Terrorizer, Cryptic Slaughter, Discharge, Wehrmacht, Raw Power, Bulldozer, DRI e molti altri. Nel 2013 Marco ha lasciato l’etichetta e al suo posto è entrato Luca, anche lui amico storico e supporter dei CB da moltissimo tempo. Ad oggi siamo arrivati a più di 120 dischi pubblicati e uno standard di due uscite al mese.

I Cripple in tour in Giappone

Parliamo un po’ dell’ultimo tour…
Sì, qualche mese fa siamo stati per la seconda volta in tour in Giappone! E’ una delle nostre mete preferite sia per l’entusiasmo e l’affiatamento del pubblico, sia per il livello qualitativo incredibile delle loro band, dall’hardcore al metal a qualsiasi altro genere. Ogni serata è stata grandiosa, con tanta gente e la possibilità di dividere il palco con alcuni tra i miei gruppi preferiti. Poi il fattore amicizia e rispetto da parte di chi organizza e chi segue una band come noi, lì è qualcosa di veramente unico.

Ed ora? Quali progetti avete per il 2017?
Stiamo lavorando all’album nuovo e a un cofanetto definitivo che raccoglie tutti i nostri singoli/split e un mucchio di materiale inedito ‘d’epoca’. Entrambi dovrebbero uscire nel 2018 per il nostro trentesimo anniversario.

 

Musica live, Trieste: la Sala Tripcovich accende il dibattito sulla mancanza di spazi

Occhi puntati sulla musica live a Trieste, anche dai profili Facebook e sulle pagine de ‘Il Piccolo’, dopo l’esplodere della polemica relativa alla Sala Tripcovich ed alla sua futura demolizione. Risalta così ancora di più, e sotto gli occhi di tutti, l’evidenza della mancanza di luoghi in città dove organizzare eventi di ogni genere musicale: su Freezine ne abbiamo parlato negli articoli qui sotto:

Trieste, il rock all’attacco: ‘Servono più spazi per la musica dal vivo’

Musica live, a Trieste una sala più grande ‘se pol’…e si deve!

Con l’occasione Il Piccolo del 9.2.2017 rilancia anche un vecchio -ma non poi così tanto – progetto di un contenitore poli-funzionale lanciato nel 2009 con il nome di Nuova Tripcovich sul modello del Deposito Giordani (la cui sede a Pordenone nel frattempo ha chiuso i battenti). Sempre sullo stesso numero pubblica anche una serie di interviste ai cittadini che sottolineano ancora una volta la carenza di spazi in città per eventi musicali, e c’è anche chi auspica l’utilizzo della Sala Tripcovich come ‘succursale’ cittadina del PalaRubini.

http://ilpiccolo.gelocal.it/trieste/cronaca/2017/02/09/news/le-ruspe-sulla-tripcovich-emarginano-dipiazza-1.14850041?ref=hfpitsel-1

Ma qual è l’opinione dei gruppi musicali? Lo abbiamo chiesto ai Concrete Jellÿ, astro nascente della scena rock triestina, che così ci hanno risposto: ‘Negli ultimi due anni siamo riusciti, non senza difficoltà e impegno, a suonare quasi ogni settimana in locali, club e music bar del Nord Est e soprattutto fuori dall’Italia, e anche se la nostra gavetta va ancora avanti, possiamo dire di aver maturato una certe esperienza sul movimento musicale underground. Ai nostri esordi Trieste ci era sembrata un’isola felice: c’erano i locali per i ‘grandi’ come Tetris, Naima e Etnoblog, club per i ‘medi’ come il Round Midnight, il Rock Out, ed infine bar e pub che eroicamente davano ai gruppi emergenti la possibilità di suonare. Due anni dopo abbiamo suonato praticamente in ciascuno di questi locali. Trieste è ancora l’isola felice? No, nei due anni successivi i locali che ospitavano concerti rock sono caduti come mosche sotto i colpi delle denunce dei vicini, ordinanze anti movida e mancate occasioni. Mentre prima riuscivamo a garantirci un concerto a Trieste al mese, adesso abbiamo più facilità a trovare date in Europa che nella nostra città. I musicisti e i musicofili però non si sono certo arresi, ci teniamo a ricordare il nuovissimo MushrooM bar, che con il giusto sostegno della comunità potrebbe diventare un nuovo punto di riferimento underground, e la purtroppo breve parentesi New Life, avventura abortita dai soliti problemi di lungimiranza di un gestore. Sinceramente siamo stufi di dover definire ‘eroi’ o ‘folli’ coloro i quali danno ancora alle band come noi la possibilità di fare un po’ di casino. Le proposte sono sempre le stesse da anni, Porto Vecchio, zone industriali, non importa dove, noi ci impegniamo a mettere la musica, ma c’è davvero la voglia di creare una scena musicale vera e propria o vogliamo continuare a organizzare serate una tantum solo per farci fare il video patinato da mostrare ai parenti e alle fidanzate?’

 

Greenleaf, Fatso Jetson @Psyched Stone Night VII, Tetris, Trieste 19.10.2016

di Matteo Trevisini

In un’anonima serata autunnale fatta di grigiore, umidità e poi perfino di una bella pioggia fitta e regolare può capitare che al Tetris di Trieste passino due band di caratura mondiale nell’underground hard/stoner/retro come i californiani Fatso Jetson e gli svedesi Greenleaf in tour insieme attraverso l’Europa. Tetris ha pensato bene di regalare una chicca ai fans organizzando nel solito loro modo inappuntabile l’unica data italiana dell’appetitoso tour.

14095723_1341172509244421_5861201831548569582_nInserito come primo appuntamento stagionale delle sempre più amate Psyched Stone Nights in collaborazione con Rocket Panda Management, l’evento (…perché di evento vero e proprio si tratta!) ha avuto il suo doveroso successo di pubblico con un sold out registrato già a metà giornata. I fortunati possessori del ticket d’ingresso sono stati accompagnati nell’antro scuro del Tetris dove alle dieci in punto i californiani Fatso Jetson sono saliti sul palco cominciando fin da subito a fumigare per benino i presenti con il loro desert rock psichedelico. Veri e propri padrini della scena stoner di Palm Springs, sono nati ad inizio anni ’90 in quel calderone stordito che ha generato delle eccellenze del genere come Queens of the Stone Age e Kyuss.

Fatso Jetson @Tetris, Trieste, 19.10.2016, ph. by Matteo Trevisini
Fatso Jetson @Tetris, Trieste, 19.10.2016, ph. by Matteo Trevisini

‘Magma’, ‘Salt Chunk Mary’s, Wire’, ‘Wheels and Robot’, la band di Mario Lalli, ormai diventata da tempo ‘cosa di famiglia’, viaggia come un treno tra brani datati e canzoni nuove di zecca tratte dal nuovo album ‘Idle Hands’. Dino Lalli dimostra che può a pieno titolo stare al fianco del padre, mentre il grande drummer Tony Tornay ci dà giù come un fabbro. Da ‘Too Many Skulls’ a ‘Nervous Eaters’, da ‘Portuguese Dream’ a ‘Flesh Trap’, la band chiude il set tra gli applausi dopo uno show che ha superato le aspettative anche di chi già li conosceva e li amava da anni. Colossi!!!

Greenleaf @Tetris, Trieste, 19.10.2016, ph. by Matteo Trevisini
Greenleaf @Tetris, Trieste, 19.10.2016, ph. by Matteo Trevisini

Altro giro, altra corsa con gli svedesi Greenleaf, la creatura del mastodontico (…in tutti i sensi!!!) chitarrista Tommi Holappa, nati ad inizio millennio solo come side project dei suoi Dozer ed ormai diventati uno degli act più interessanti, grazie soprattutto agli ultimi due album marchiati a fuoco dal nuovo singer Arvid Jonsson che ha portato sicurezza e personalità alla band scandinava: prima con lo splendido ‘Trails & Passes’ di un paio di anni fa, e adesso con l’ultimo ‘Rise Above The Meadow’.

…ed anche a Trieste le sfuriate heavy psych al sapore seventies di pezzi muscolosi come ‘A Million Fireflies’, ‘Funeral Pyre’ e la lunga e sinuosa ‘Howl’ schiaffeggiano i fans, estasiati dalla carica del barbuto Arvid Jonsson che comanda il palco con sicurezza e carisma. Con i piccoli grandi classici del precedente disco come ‘Our Mother Ash’, ‘Trails & Passes’ e ‘Ocean Deep’ si raggiunge lo zenith della serata in un Tetris a cui manca l’aria, ed il calore ha raggiunto picchi vertiginosi.
Il drummer Sebastian Olsson e il neo entrato Hans Fröhlich al basso danno sicurezza alla sezione ritmica, facendo denotare un’alchimia che i Greenleaf hanno trovato con questa nuova line-up e che gli ha fatto fare il cosiddetto passo in avanti verso la serie A del genere.

Tetris di Trieste: finale di stagione con il botto

Fine stagione con il botto per il Tetris, il club di Cavana chiude in bellezza un cartellone live che, partito a settembre con i festeggiamenti per il decimo anno di attività dell’associazione, ha portato a Trieste i migliori nomi dell’underground sia locale che internazionale. Pater Nembrot, Jucifer, Ufomammut, Fuzz Orchestra sono soltanto alcuni dei nomi che hanno scaldato le ultime settimane di questo maggio insolitamente freddo e piovoso: ed in programma ci sono ancora giovedì 19 Stray Dog (indie folk/Americana, SRB), sabato 21 Royal Rumble (hard rock/grunge/crossover, TS) + Karburo (Seventies hard rock, TS), venerdì 27 Mombu (voodom dalla capitale) ed, infine, sabato 28 maggio, il release party del primo album autoprodotto dalla Bencazzadadiscoparty. Continua la lettura di Tetris di Trieste: finale di stagione con il botto