Il sound apocalittico di Cigno sbarca al Teatro Miela sabato 24 gennaio

Miela Music Live Alternative presenta

📍 Sabato 24 gennaio 2026
🥁 Cigno ‘la corrida apocalittica’ + Haram
🎪 Teatro Miela Piazza Duca degli Abruzzi 3- Trieste
Start 21:00

🎟️Tickets: 10 € link prevendita –13  la sera stessa del concerto
c/o Biglietteria del teatro (tel. 0403477672) tutti i giorni dalle 17.00 alle 19.00
Ticketpoint Galleria Rossoni (Corso Italia 6/C) da lunedì a sabato 8.30-12.30 e 15.00-19.00

Cigno è il progetto del musicista romano Diego Cignitti, che sabato 24 gennaio sarà in scena sul palco del Teatro Miela di Trieste.
Un concerto per presentare l’ultimo album ‘Buonanotte Berlinguer’ (Avantgarde Music/ Dirt Tapes, 2024). Una celebrazione, un rituale tra il sacro e il profano, tra atmosfere psichedeliche post punk, scandite da riff taglienti e ritmiche industrial.
‘Buonanotte Berlinguer’ è il terzo lavoro, dopo ‘Morte e pianto rituale’ del 2022 e ‘Nada! Nada! Nada!’ del 2023. Tre dischi, in tre anni, dove quest’ultimo si pone come chiusura di una trilogia discografica che l’artista ha voluto portare a compimento. Come nei precedenti lavori, il cantante e chitarrista romano ha mescolato generi molto diversi tra loro, scavalcando quelli che normalmente sono considerati i confini della forma canzone. In queste tredici tracce ci sono i contenuti spirituali, politici, etici e sociali che già in precedenza aveva affrontato. Lo sviluppo di una visione personale e universale, che ha iniziato ad elaborare in direzione antitetica e che ora volge ad un epilogo. Ci sono le chitarre elettriche e i bassi distorti, come l’elettronica. Gli strumenti etnici, come i cori e il silenzio.

Se beat techno e sfarzi psichedelici convivono con una spiazzante sacralità, new wave (italiana) e post punk rincorrono gli ideali dell’anarchia e del comunismo. Una ninna nanna che ti culla delicatamente fino a trascinarti in un incubo apocalittico, che cancella con lo strazio ogni punto di riferimento.
Proprio dal vivo che le tracce fissate su disco respirano di nuova vita in una performance spettacolo, dove i musicisti si avvalgono anche di strumenti non canonici per produrre sonorità atipiche. Percussioni generate da un bidone di acciaio, un martello pneumatico, catene di ferro e chiavi inglesi, ma anche una sirena d’allarme a manovella, un’auto della polizia giocattolo telecomandata, un megafono e campanacci per bestiame.
Sul palco Diego Cignitti (voce, chitarra), Ivan Chen (chitarra), Danielle Saffron (octapad, percussioni), Matteo Rossi (synth), Roberto Sanguigni (basso synth), Tania Giommoni (voce, theremin, chitarra) e Lorenzo Lupi (batteria).

Haram si formano nel 2015 a Trieste, il 𝘭𝘪𝘮𝘦𝘴 bastardo della penisola, dall’incontro tra Maximiliano Cappellina (chitarra e voce) e Alessandro Papes (batteria), a cui si unisce poi Riccardo Roschetti (basso e voce), tutti provenienti da altre esperienze (Remiture, Absent Minded, Burbage, Dregs HC, l’Uomo Bruto, Tears|Before, ibreathe.youdie). Nel 2017 pubblicano l’Ep omonimo tra rock, noise, punk, grunge, a cui due anni dopo segue ‘In balìa’, composto da cinque tracce nate dalle jam in sala prove. ‘Male Adriatico’ (2025) è stato registrato all’Orange Records Studio di Trieste, mixato e masterizzato da Marcello Batelli al Il Terzo Mondo Studio di Belluno, mentre l’𝘢𝘳𝘵𝘸𝘰𝘳𝘬 è di Leone Kervischer e Tomislav Matić. ⁣⁣