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Presentazione ‘Phantom City-La Storia del Metal ’80-’90 a Trieste’: Trieste è stata un terreno fertile per il metal fin dai primi anni ’80, con musicisti locali che hanno plasmato il genere a livello europeo. A questo tema è dedicato un gruppo Facebook dal nome emblematico, ovvero ‘Phantom City – La storia Del Metal a Trieste 80’s 90’s’, dove testimoni ed appassionati condividono foto, video e cimeli da collezione sulle band, i dischi e i concerti che hanno fatto la golden age triestina.
Come avvenuto per la nascita anche di altre subculture, il luogo da cui tutto è partito sono le periferie. Secondo i giornalisti dell’epoca, come riportato in quest’articolo, quello dei metallari triestini si sviluppa come un fenomeno tipicamente ‘rionale’, con le bande più numerose che si riuniscono ad Altura e a Borgo San Sergio. E se le sale prova e i cimiteri sono ‘the place to be‘ dove i gruppi vanno a farsi immortalare per le copertine dei loro album, il complesso brutalista di Melara è la location del video ‘No One Knows No One Will’ degli Upset Noise: un nome, scrive ‘Il Piccolo’ in un articolo, destinato ‘a lasciare il segno nella storia della musica triestina’ e la cui ascesa nel panorama del Nord Est spinse molti giovani ad intraprendere il loro sogno musicale e formare delle vere e proprie band’.
Qui sotto il video degli Upset Noise girato nel complesso di Melara a Trieste:
Trieste è stata un terreno fertile per il metal fin dai primi anni ’80, con musicisti locali che hanno plasmato il genere a livello europeo. A questo tema è dedicato un gruppo Facebook dal nome emblematico, ovvero ‘Phantom City – La storia Del Metal a Trieste 80’s 90’s’, dove testimoni ed appassionati condividono foto, video e cimeli da collezione sulle band, i dischi e i concerti che hanno fatto la golden age triestina.
Gli Steel Crown in concerto al Teatro Cristallo di Trieste nel dicembre 1985 [source: Phantom City – La storia Del Metal a Trieste 80’s 90’s]
‘Da qualche tempo sui muri e le superfici lisce della città, simili a epigrafi lapidarie, troneggiano parole a cui pochi sanno dare un significato: “Steel Crown”, “Steel Crown Heavy Rock”, “Heavy Metal Steel Crown”, e via di questo passo. Per i non addetti ai lavori si tratta del gruppo rock più conosciuto in città. La perla della violenza suburbana che canta le gesta di nottambuli crudeli e assetati di sesso, droga e alcool, poiché una maledizione, lanciata duecento anni fa da un castello della Transilvania, induce i componenti del complesso a un delirio eterno e feroce’, così racconta un articolo de ‘Il Meridiano’, storico settimanale della Trieste anni ’80.
Photo shooting dei Devil’ s Claws nel 1985 vicino ai Cimiteri di Sant’Anna a Trieste[source: Phantom City – La storia Del Metal a Trieste 80’s 90’s]
Come di solito avviene per la nascita delle subculture, il luogo da cui tutto è partito sono le periferie. Secondo i giornalisti dell’epoca, come riportato qui, quello dei metallari triestini si sviluppa come un fenomeno tipicamente ‘rionale’, con le bande più numerose che si riuniscono ad Altura e a Borgo San Sergio. E se le sale prova e i cimiteri sono ‘the place to be‘ dove i gruppi vanno a farsi immortalare per le copertine dei loro album, il complesso brutalista di Melara è la location del video ‘No One Knows No One Will’ degli Upset Noise: un nome, scrive il quotidiano ‘Il Piccolo’, destinato ‘a lasciare il segno nella storia della musica triestina’ e la cui ascesa nel panorama del Nord Est spinse molti giovani ad intraprendere il loro sogno musicale e formare delle vere e proprie band’.
Il gigantesco complesso brutalista di Melara a Trieste, costruito secondo le teorie di Le Corbusier, è la location del video degli Upset Noise ‘No One Knows, No One Will’ (1989)
Anche le riviste nazionali mettono in risalto la spinta ‘dal basso’ come tratto distintivo del movimento: ‘[…] Gli Steel Crown sono ben presto divenuti un importante polo d’attrazione di una Trieste altrimenti soffocante e fatiscente’, si legge in un’intervista fatta alla band in occasione dell’uscita di ‘Sunset Warriors’ (1986) e pubblicata su HM, la prima rivista musicale italiana interamente dedicata all’heavy metal. ‘Il desiderio di un agognato riscatto sociale, la polemica nei confronti di chi, nella loro città, regge le sorti della cosiddetta ‘musica colta’, ma anche atteggiamenti di sfiducia nei confronti delle relazioni sociali’.
La scena rock metal Fvg di supporto ai Motörhead in concerto a Gorizia nel 1987 [source: Phantom City – La storia Del Metal a Trieste 80’s 90’s]
Ma quali sono state le principali influenze sulla scena dell’epoca? Alla domanda sulla band che ha ispirato di più i gruppi metal hard triestini non esiste una risposta univoca. ‘E un discorso complesso e sfaccettato, perché se si parla di band al plurale allora bisogna spaziare su più generi’, è uno dei commenti degli iscritti al gruppo. ‘Devil’s Claws hanno seguito un certo stile, Steel Crown un altro, Upset Noise un altro ancora e via così. Non può esserci un’unica band ad ispirare più gruppi, si parla di decine di teste ognuna delle quali con i suoi gusti ben precisi’.
Gli Upset Noise in tour nell’inverno 1986 [source: Phantom City – La storia Del Metal a Trieste 80’s 90’s]
Se vogliamo cercare il fil rouge all’interno di quell’ingarbugliata matassa che è la scena triestina dell’epoca, questo è la sua vocazione fortemente internazionale. ‘Un miscuglio di hard rock, heavy metal delle nuove generazioni e quel pizzico di punk che non guasta mai, neanche nella vita’, ancora ‘Il Meridiano’. ‘Shakerare il tutto, aggiungere una voce arrabbiatissima, ed abbiamo ottenuto un poderoso hard core rock, e non si tratta di uno scherzo, bensì della definizione ormai ufficiale di un tipo di musica, quella degli Steel Crown, nata assai recentemente sui giornali musicali specializzati londinesi. L’esterofilia leggermente estremizzata degli Steel è anch’essa il frutto dei fans più accaniti’.
‘Per un periodo abbiamo cantato in italiano’, prosegue l’articolo, ‘ma abbiamo rinunciato perché i ragazzi che ci venivano ad ascoltare si lamentavano, ehi, perché non cantate in inglese, dai, non fate gli scemi etc. Anche noi tutto sommato preferiamo la lingua della regina Elisabetta, è più immediata, ha una metrica migliore, si inserisce meglio nella nostra musica’.
Se questo carattere internazionale è presente fin dall’inizio nei monicker dei gruppi, nelle grafiche, nei look colorati dei musicisti, ad un certo punto anche il sound diventa internazionale, consacrando così definitivamente Trieste come culla ‘pioniera’ del metal più estremo. ‘Nella seconda metà degli anni 80 anche nella Phantom City italiana, Trieste, c’è un giro di boa’, ha scritto il compianto Gianluca Sinico dell’etichetta Aua Records. ‘I gruppi storici della first way of heavy metal non ci sono più, chi a causa di un tragico incidente ha dovuto mollare tutto o chi dal suono tipicamente heavy power è passato al più leggero glam hair metal…Ma non ci sono solo rossetti e lustrini, i Silence sono sempre più tirati e guardano alla bay area e al thrash degli Stati Uniti, altri invece si avvicinano al thrash europeo, svizzero e tedesco che sta sconvolgendo il movimento metal europeo‘. In tempi recenti l’etichetta ha dedicato ad alcune band della scena triestina le ristampe della collana specializzata ‘Italian Metal Heroes 1980-1990’. (continua nella prossima puntata)
Tornati live sul palco a distanza di trent’anni dall’uscita del loro album di culto ‘Face of Collapse’ (1994), i Dazzling Kilmen hanno annunciato il tour che quest’autunno li porterà per la prima volta in Europa. Tredici date in tutto, tra cui sabato 17 ottobre al Kud Channel Zero di Lubiana.
2.10 Improved Sequence Festival, Bologna IT
3.10 Blah Blah, Torino IT
4.10 Cave12, Genève CH
6.10 Point Éphémère, Paris FR
7.10 The Lexington, London UK
8.10 Wharf Chambers, Leeds UK
9.10 Anvil Rockbar, Bournemouth UK
10.10 Magasin 4, Brussels BE
11.10 La Zone, Liège BE
14.10 Neue Zukunft, Berlin DE
15.10 Nowa Forma, Wołów PL
16.10 Rhiz, Wien AT
17.10 Channel Zero, Ljubljana SI
Formati a St. Louis nel 1990, i Dazzling Killmen erano composti dal cantante/chitarrista Nick Sakes e da studenti di jazz: il batterista Blake Fleming e il bassista Darin Gray. Il gruppo ha pubblicato quattro singoli, una cassetta live e due album completi, la maggior parte dei quali pubblicati dall’etichetta indipendente Skin Graft Records. Il chitarrista Tim Garrigan si è unito alla band in seguito, dopo essere stato ospite nel singolo ‘Medicine Me’. Il gruppo si sciolse nell’autunno del 1995, prima di un tour in Giappone con Jim O’Rourke, Melt-Banana, Space Streakings e Zeni Geva.
Sakes continuò a suonare nei Colossamite con Ed Rodriguez e John Dieterich, futuri membri dei Deerhoof. Attualmente fa parte del trio post hardcore di Minneapolis Upright Forms, che ha pubblicato il suo album di debutto ‘Blurred Wires’ l’anno scorso. Fleming è stato il batterista fondatore dei Laddio Bolocko e poi dei Mars Volta.
Traendo ispirazione dall’hardcore punk e dal jazz, i Dazzling Killmen sono stati considerati da critici e colleghi come influenzatori dei generi che sarebbero diventati noti come math rock e post metal. L’ultimo album della band, ‘Face of Collapse’, è stato ripubblicato in un’edizione deluxe e ampliata nel 2016 e di nuovo nel 2022 dalla Skin Graft Records.
L’iconico MKNŽ (Mladinski klub Nada Žagar), nato nel 1966 come circolo giovanile a Ilirska Bistrica, si prepara a festeggiare i suoi primi 60 anni! 🎉🎸🍻
Gli ucraini Stoned Jesus sono la prima band annunciata per StonerKras Fest, la cui 5a edizione si terrà sabato 11 luglio nella location B’lanc dietro il Kulturni Dom di Prosecco (Trieste).
Formati a Kiev nel 2009 da Igor Sydorenko, gli Stoned Jesus con otto album all’attivo sono considerati uno dei pilastri della scena heavy europea, noti per aver reso popolari i generi stoner e doom con brani epici e lunghi come il loro classico ‘I’m the Mountain’.
La loro performance alla quinta edizione dello StonerKras Fest sarà un’esclusiva per il Nord-Est Italia, la Slovenia e la Croazia in questo 2026!
Ulteriori band verranno annunciate nelle prossime settimane!!!!
Il festival, organizzato da Rocket Panda Management con Arci Trieste, aprirà le sue porte nelle prime ore del pomeriggio. Proporrà anche quest’anno il Sunday afterparty, chioschi enogastronomici, il mercatino, aree relax/massaggi shiatsu e possibilità di pernottamento in tenda! Sarà inoltre possibile usufruire del servizio di noleggio cuffie per i più piccoli.
La locandina dell’evento è opera dell’artista Mirko Gastow
Bagno di folla venerdì 30 gennaio per il terzo appuntamento della rassegna Miela Music Live di questo inizio 2026 da incorniciare. Dopo il sold out di Massimo Silverioe Cigno, per la prima volta a Trieste i Talk To Her, che hanno trasformato il teatro in una vera e propria ‘sauna’ nei vapori della new wave e post punk.
Ad aprire la serata è stata la cinematica performance dei Sanlorenzodi Lorenzo Fragiacomo, pioniere della scena underground di Trieste tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio dei Novanta con la band Spy Eye e locali storici come il Nutty poi Iguana. Ad applaudirlo in platea tanti amici, fans e anche altri musicisti e protagonisti di quella scena, oggi purtroppo ridotta al triste fantasma di se stessa.
Entusiasmo alle stelle per i Talk To Her, formazione veneta attiva dal 2015, che stanno portando in tour il loro secondo album ‘Pleasure Loss Desire’, uscito in ottobre per l’etichetta francese Icy Cold Records. Dal vivo la band non delude, e conquista il pubblico con il suo sound tagliente e ossessivo, ricco di richiami all’immaginario cyberpunk e noir, complici anche le matrixiane sembianze del frontman Andrea Visaggio.
La programmazione di Miela Music Live continua venerdì 6 febbraio con il jazz rock psichedelico dei Kuhn Fu da Berlino, ed altri concerti sono previsti nelle prossime settimane. Tra questi, segnaliamo l’evento speciale in programma a fine marzo con ‘Metropolis’, il cult di Fritz Lang del 1927 con la sonorizzazione live della superband composta da Corrado Nuccini (Giardini di Mirò), Roberta Sammarelli (Verdena),Karim Qqru (The Zen Circus) e Xabier Iriondo (Afterhours).