Tytus, il ritorno live sul Carso per StonerKras Fest sabato 11 luglio

I metallers triestini Tytus sono la seconda band annunciata da StonerKras Fest, la cui 5a edizione si terrà sabato 11 luglio nella location B’lanc dietro il Kulturni Dom di Prosecco a Trieste.

Prevendite: https://stonerkras.it/tickets.html

Formati a Trieste nel 2014, i Tytus stanno completando le registrazioni del terzo full lenght, successore di ‘Rain After Drought’ (2019), la cui uscita è prevista per il 2027.

Il festival, organizzato da Rocket Panda Management con Arci Trieste, aprirà le sue porte nelle prime ore del pomeriggio di sabato 11 luglio. Proporrà anche quest’anno il Sunday afterparty domenica 12 luglio, chioschi enogastronomici, il mercatino, aree relax/massaggi shiatsu e possibilità di pernottamento in tenda! Sarà inoltre possibile usufruire del servizio di noleggio cuffie per i più piccoli.

La locandina dell’evento è opera dell’artista Mirko Gastow

STONER KRAS FEST

https://www.stonerkras.it

https://www.facebook.com/StonerKrasFest

https://www.instagram.com/stonerkrasfest

ARCI TRIESTE

https://www.facebook.com/arci.trieste

https://www.instagram.com/arci_trieste

ROCKET PANDA MANAGEMENT

https://www.facebook.com/RocketPandaManagement

https://www.instagram.com/rocket_panda_management

Trieste, musica live: è scontro diretto sui social

Domenica 29 marzo il gruppo Facebook Trieste Rock City è stato teatro di un acceso scontro, che è poi continuato attraverso ulteriori commenti e considerazioni nella giornata successiva di lunedì.

Al centro della discussione, lo spazio da dedicare alle cover band (nel caso specifico un teatro comunale, ndr) nel contesto di una scena triestina che, com’è noto, negli ultimi anni si fa in quattro per ‘resistere’ già fortemente penalizzata dalla mancanza di sedi adeguate, con il conseguente risultato dell’impoverimento dell’offerta live -soprattutto durante la stagione indoor.

Lo spunto su cui riflettere che può dare l’episodio sarebbe il delinearsi all’orizzonte di una sorta di ‘modello virtuoso’ costituito da alcune realtà organizzative in Friuli a Udine e Pordenone -con qualche ‘incursione’ nella vicina Slovenia-, e da cui Trieste risulta pesantemente tagliata fuori.

Rilanciamo quindi chiedendo ai musicisti ed agli appassionati e frequentatori della scena underground: siete d’accordo su quest’ultimo punto? Vi piacerebbe che Trieste si impegnasse per ‘agganciarsi’ ad altre realtà regionali, magari riservando i suoi teatri per collaborare con le loro iniziative?

La nuova stagione underground riparte dalla città. Stabilità sul Carso

La stagione estiva è alle porte, e a Trieste sembra riservare qualche novità. Oltre alle manifestazioni sul Carso, quest’estate potrebbe esserci un ritorno in città, con i rioni nuovamente nel ruolo di protagonisti. In attesa del Dart Rock bar di Ponziana, che ha annunciato una riapertura per il mese di maggio, si attendono gli aggiornamenti sull’ex caserma di Roiano, dove nel frattempo sono state eseguite le pulizie del giardino.

Aprile sarà il mese dell’Ippodromo, che continua con i concerti negli spazi dell’Argentinos. Venerdì 10 aprile il Core Inflation fest con ospiti dalla Romania gli Underwavesmetalcore band capitanata dall’affascinante singer Ana e in apertura due solide realtà locali come Red Code Darkpools. Evento Facebook qui

Sabato 25 aprile tocca ai due assi del rock Arthur Falcone Michele Luppi che, con il supporto di Hardcore Reborn, si esibiranno con le rispettive band nell’ambito di una serata-evento all’Ippodromo che vede due generazioni unite per la scena. Partita anche la prevendita dei biglietti attraverso i canali social Evento Facebook qui:

Annunciata anche la seconda edizione del Sound of Rebellion Vol. 2, che quest’anno si sposta all’Argentinos nel weekend di venerdì 15 e sabato 16 maggio, con quindici band ospiti da Friuli, Slovenia e anche Croazia Evento Facebook qui. Risalendo sull’altopiano, troviamo il gradito ritorno di In Grind We Trst con un minifest sabato 18 aprile al Kulturni Dom di Prosecco Evento Facebook qui.

Confermati i festival consolidati, con i Game Over headliner al Karst Rock Fest sabato 4 luglio a Sgonico, gli ucraini Stoned Jesus al 5th StonerKras Fest per il sabato successivo 11 luglio, mentre venerdì 17 e sabato 18 luglio il Motorbunch spegnerà 29 (!) candeline.

Fine estate si preannuncia a dir poco movimentata con il long weekend che parte giovedì 3 settembre con Judas Priest a Pordenone e prosegue con la tre giorni di Rock Camp venerdì 4 settembre, sabato 5 settembre e domenica 6 settembre nell’area verde di Prepotto (Duino Aurisina).it’s a long way to the top if you wanna rock n’ roll!!!!

Koper, l’antico Bastione si anima con il noise industrial dei Submeet

Mercoledì 25 marzo, sotto le arcate in pietra del Bastione di Koper, si è avvertito un forte boato sludge industrial. L’antica fortezza di Capodistria, che nel XVI secolo proteggeva la città dagli invasori, ha ospitato un concerto organizzato da NORadio, radio indipendente del litorale sloveno. Ospiti direttamente da Mantova sono stati i Submeet, cazzutissimo trio noise post punk attivo dal 2017- questo tour include anche la data di supporto alle leggende newyorchesi post hardcore Unsane a Lubiana.

Esordiscono nel 2017 con un Ep dalle tinte shoegaze, a cui segue tre anni più tardi ‘Terminal’, album che intreccia influenze noise, post-punk e ambient. L’altra sera a Koper sono arrivati freschi dell’ultimo lavoro ‘codename ®‘ che, ispirato alle novelle del Decameron di Boccaccio, sposta ulteriormente il loro sound verso orizzonti ancora più estremi, procurando alla band illustri paragoni con Swans e Circus Mort. Uscito nel 2025, l’album è frutto di una collaborazione internazionale tra l’etichetta croata No Profit Recordings e le italiane Controcanti ProduzioniSanta Valvola Non Mi Piace.

A riscaldare la serata di questa fredda primavera, ci ha pensato Pio3, songwriter e instancabile promotore culturale tra le colonne della scena underground targata Fvg -è stato uno dei fondatori del Pietrasonica festival. Da anni voce su Radio Onde Furlane di Mainzai, la trasmissione di culto con cui si è fatto conoscere come il ‘John Peel del Friuli’, porta in giro la sua musica caratterizzata da testi dissacranti e uno sguardo allucinato sul mondo contemporaneo.

Resi agibili da poco, gli spazi del Bastione funzionano da vera e propria temporary location con mostre ed eventi in attesa dell’apertura del Libertas, adiacente ex magazzino in fase di ristrutturazione. Con due sale -la più grande da 800 persone- e una parte museale, viene annunciato come un nuovo polo multiculturale in grado di rafforzare le collaborazioni tra la già vivace cittadina portuale e le vicine Italia e Croazia.

L’estate feroce del Mostovna: in arrivo Possessed, Sarcofago, Zeke, Massacre

Si preannuncia come l’estate più feroce degli ultimi anni quella in arrivo a Salcano-Nova Gorica, dove il Mostovna sta annunciando le date della stagione open air 2026.

Qui sotto i concerti finora confermati:

Giovedì 11 giugno 2026 ➡️POSSESSED (USA)
🎟️Tickets:
info a breve

Mercoledì 17 giugno 2026 ➡️SARCOFAGO (Brazil) performed by The Laws e Geraldo ‘Incubus’ Minnelli
🎟️Tickets disponibili qui

Martedì 30 giugno 2026 ➡️ZEKE (USA) + support
🎟️Tickets disponibili qui

Sabato 11 luglio 2026➡️ Strung Out (USA) + Belvedere (CAN), The Corps (CAN)
🎟️Tickets disponibili qui

Lunedì 30 agosto 2026 ➡️Massacre (USA) + support
🎟️Tickets disponibili qui

La Trieste rock anni ’80 e il suo ‘mito’: cult movie, romanzi, video, racconti

L’immagine di una Trieste grezza, ribelle e rock n’ roll, corrispondente alle origini del movimento negli anni ’80, è sicuramente quella che nel corso degli anni ha trovato maggior diffusione. Docufilm, romanzi e racconti hanno contribuito a diffondere e nutrire quest’immagine -e continuano a farlo tuttora- non solo per chi c’era, provando a raggiungere una platea anche più ampia.

Di tutto questo, il docufilm ‘Trieste se ci sei batti un colpo di rock!‘ (1990) caratterizzato da uno sguardo attento al tema del disagio sociale, è forse quello più conosciuto tanto che, nonostante gli anni di distanza, ancora oggi viene considerato come una sorta di ‘manifesto’ della scena rock triestina. Sostenuto dall’Assessorato alle Questioni Giovanili del Comune di Trieste, vede alle riprese un giovane Claudio Scaramuzza, poi diventato sceneggiatore e direttore della fotografia di numerosi documentari premiati nel circuito dei festival [1]. La direzione viene affidata a Giovanni Pianigiani, sceneggiatore e filmaker triestino di nascita formatosi nella Bologna underground degli anni ’80, che così ha ricordato in un’intervista: ‘Sono 58 minuti con nove gruppi, dal surf al thrash, alla new wave al punk, al punk elettronico. Alla prima il teatro [Miela di Trieste, ndr] era pieno e ci hanno portati in trionfo dicendo “no se come quei coioni de rai tre”! Ancora adesso il film è un mito in città!’ [2]

Al centro del docufilm c’è la città di Trieste, svelata nel suo lato inedito di ‘culla’ di un suono primigenio, rivoluzionario, partito dalle cantine della sua periferia già prima dell’arrivo del heavy metal. Si tratta dell’intervista-cameo a Gino D’Eliso che racconta la nascita del rock n’ roll a Trieste nel rione di Ponziana: dai Red Patrol & The Ponzian Boys negli anni ’60 ai primi gruppi come I Noi, Le Ombre, Le Belve, Calibro 45 fino a ‘East Ponziana’ (1979) dei Revolver, pionieri punk new wave prodotto dallo stesso D’Eliso per la Philips.

Delle interviste ai gruppi, particolare rilevanza assumono quelle dove emerge il legame tra la scena heavy metal e il disagio giovanile (mancanza di occupazione, carenza di spazi dove socializzare, scarsa visibilità), tema quest’ultimo su cui entrambi gli autori torneranno in altre opere; è un versante di un panorama estremamente sfaccettato e complesso, all’epoca già percorso da correnti interne frutto di tendenze musicali in contrasto tra loro. Nelle prossime puntate proveremo ad approfondire questi aspetti legati all’evoluzione della scena, in particolare allo sviluppo della second wave nella seconda metà degli anni ’80.

Dieci anni più tardi a Trieste quel sound così aggressivo sembra già scomparso, puf, svanito, come racconta una puntata del programma On Tv sull’emittente Telequattro. Non si tratta della sua fine definitiva, ma di una fase di passaggio, dell’inizio di quel viaggio ‘luminoso’ che molte rock band intraprendono verso nuove forme di esistenza, riuscendo a conquistare l’ambito posto nella Storia e nel ‘mito’. Negli anni successivi a disegnare una potente immagine della Trieste rock n’ roll sarà uno dei conduttori del programma, Ricky Russo, giornalista musicale, scrittore, deejay triestino poi trasferito a New York. ‘Chiarbola soprattutto negli anni ’80 era piena di personaggi incredibili, sembravano usciti dai fumetti di Andrea Pazienza o dal film di culto ‘I Guerrieri della Notte’. Ribelli senza causa. O meio, per dirla in triestin: nagane, ma de bon cuor. La colonna sonora era soprattutto l’hard rock e l’heavy metal del periodo: Iron Maiden, Metallica, Kiss, AC/DC, Black Sabbath, Slayer, Motörhead, Judas Priest, Bon Jovi, Europe, Whitesnake, Mötley Crüe, Guns n’ Roses, Helloween, Def Leppard…Chiarbola è sempre stato un luogo dell’anima’, così un racconto a quattro mani con Elisa Russo dedicato all’adolescenza trascorsa nel rione triestino [3]. ‘Dove avremmo voluto vivere per sempre felici in una dimensione mitica e allo stesso tempo, crescendo un po’, il posto da cui volevamo fuggire. Love&Hate. Come in un film, sognando un futuro di gloria. Sognando l’America. Tanti successi. O un amore travolgente. O chissà che. Forse neanche noi lo sapevamo, ma il presente ci stava stretto’. Questa descrizione attraverso una serie di punti chiave -le band di riferimento, l’influenza di un certo immaginario pop (cinema e fumetti), la voglia di fuggire, il fascino del american dream– aggiunge ulteriori spunti, introducendo quelle che sono alcune delle caratteristiche comuni alla generazione rock triestina cresciuta negli anni ’80.

Gli Upset Noise nel video di ‘No One Knows, No One Will’ (1989)

Lanciato in rete come ‘il primo vero romanzo ambientato nella scena rock di Nordest degli anni 80 e 90’, ‘Calcare’ del triestino Massimiliano Rotti ‘non è un romanzo musicale, la musica è sempre presente ma è solo un accompagnamento, un sottofondo come fosse una nemesi. Qualcosa che accomuna i personaggi tra di loro, e rappresenta l’unico riscatto possibile’, ha specificato l’autore [4]. Detto questo, resta il fatto che è stato un vero piccolo ‘caso’ letterario sia di pubblico che critica, con la seconda edizione esaurita a soli quattro mesi dall’uscita nell’ottobre 2023, contribuendo a diffondere l’immagine della Trieste rock anche al di fuori del suo circuito abituale.

In ambito invece prettamente musicale, a impegnarsi in tempi recenti per il rilancio della scena triestina è stato il compianto Gianluca Sinicco dell’etichetta friulana Aua Records. Oltre alle ristampe di gruppi come Steel Crown, Keen Eyed, Silence, Upset Noise, Blind Ambition e Warhead, anche attraverso l’organizzazione di festival. Nell’estate 2023 alla prima edizione del festival Italian Metal Heroes a Tarcento, viene organizzato un vero e proprio raduno della Phantom City che vede quattro musicisti storici dell’epoca riuniti per un mini show in tributo di Yako de Bonis frontman degli Steel Crown. All’edizione 2024 partecipa anche la band triestina emergente The Nyx , i cui live video fanno il botto di visualizzazioni su Youtube. Questo esempio apre al coinvolgimento delle giovani generazioni che, tramite le odierne piattaforme web, streaming etc possono contribuire a colmare il vuoto culturale che le ha precedute.

Per concludere, ricordiamo nuovamente il gruppo social Facebook Phantom City che, aperto nel 2019 su iniziativa del batterista Manuel Galati (Silence, Karnokkorok), è una delle fonti principali per questa ricerca. Prendendo il nome dal titolo dell’omonimo brano degli Steel Crown, riunisce fotografie, video e cimeli di testimoni ed appassionati sulle band, i dischi e i concerti che hanno fatto la golden age triestina. (continua nella prossima puntata)

————————————————————————————-

[1.] E. Russo ‘Il mondo dello spettacolo piange a Trieste Claudio Scaramuzza’, Il Piccolo, settembre 2023

[2] Jamovie.it, Intervista al regista Giovanni Pianigiani

[3] Elisa e Ricky Russo, ‘Chiarbola State of Mind’ Il Piccolo, dicembre 2021

[4] Cheintervista.it, Massimiliano Rotti, autore di ‘Calcare, Cronache da Nordest’, giugno 2025

Repetitor, il grande ritorno all’Hangar di Isola venerdì 8 maggio

BunkerFest Izola e Neodvisni obalni radio presentano

Venerdì 8 maggio
Repetitor + Omega Sun
Hangar bar, Izola
h. 20:00
Ingresso: 15 € in prevendita – 22 € la sera stessa del concerto

Evento Facebook

Repetitor, trio garage rock post punk icona della scena alternativa del dopoguerra. Si formano verso la fine del 2005 intorno al BIGZ di Belgrado, gigantesca ex fabbrica che nei suoi dodici piani ha ospitato generazioni di ballerini, illustratori, fumettisti, pittori, scultori, musicisti, ed anche scienziati. Con gli album ‘Sve što vidim je prvi put’ (2008) e ‘Dobrodošli na okean’ (2012) hanno rapidamente scalato le classifiche, ricevuto recensioni estremamente positive e, grazie all’attitudine live punto di forza della band, hanno ampliato la loro base di fans. Repetitor hanno suonato innumerevoli concerti nei Balcani, effettuato diversi tour europei e si sono esibiti in festival in tutta Europa (Sziget, Exit, Pohoda, Rock For People, Loftas, Europavox, INmusic, Stereoleto…), e anche in Russia e Cina. Dal 2012 sono con la Moonlee Records, etichetta che riunisce molti nomi della scena indie ed è tra i propulsori del MENT Festival di Lubiana.

Omega Sun sono Aris Demirović (chitarra), Igor Kukanja (voce e basso) e Jure Vučko alla batteria. Con il debut ‘Opium for the Masses’ (2017) si sono imposti all’attenzione di stampa e pubblico come il nome stoner più riconoscibile della scena slovena. Il loro secondo album ‘Roadkill’ è stato rilasciato nel 2023 via No Profit Recordings, e da allora lo stanno portando instancabilmente in giro sui principali palchi nazionali e all’estero suonando con Brant BjorkSamavayo, Acid Mammoth, 1000Mods e molti altri.

Judas Priest live a Pordenone giovedì 3 settembre

Grandissimo ritorno in Italia per i JUDAS PRIEST, band leggendaria dell’heavy metal e istituzione della musica mondiale. unica data nel Nordest del “Faithkeepers Tour” il 3 settembre 2026, al Parco San Valentino a Pordenone.

ll concerto è organizzato da Azalea.it in collaborazione con Comune di Pordenone la Regione Friuli Venezia Giulia, PromoTurismo FVG, Pordenone Blues & Co. Festival e Virgin Radio.
Un altro grande evento firmato VERSO PORDENONE 2027 che arricchisce il programma culturale e musicale che porterà la città a diventare, nel 2027, Capitale italiana della Cultura.
BIGLIETTI:

https://www.vivaticket.com/it/ticket/judas-priest/297775

Grandissimo ritorno in Italia per i Judas Priest, band leggendaria dell’heavy metal e istituzione della musica mondiale, con unica data nel Nordest del “Faithkeepers Tour” il 3 settembre 2026, al Parco San Valentino a Pordenone.

Nati a Birmingham, in Regno Unito, alla fine degli anni ’60, i Judas Priest hanno contribuito in modo decisivo alla definizione del suono e dell’immaginario del genere, imponendosi con uno stile potente, riff taglienti e l’inconfondibile voce del frontman Rob Halford. Il successo internazionale arriva tra la fine degli anni Settanta e gli anni Ottanta con album diventati pietre miliari come British Steel (1980), Screaming for Vengeance (1982) e Defenders of the Faith (1984), dischi che contengono brani leggendari come Breaking the Law, Living After Midnight e You’ve Got Another Thing Comin’. Nel corso della loro carriera la band ha pubblicato numerosi album di successo, tra cui Painkiller (1990), considerato uno dei capolavori dell’heavy metal, e lavori più recenti come Firepower (2018) e Invincible Shield (2024), accolti con entusiasmo da pubblico e critica.

Con oltre 50 milioni di dischi venduti nel mondo, i Judas Priest sono tra i gruppi più importanti della storia del rock duro e hanno influenzato intere generazioni di musicisti. La loro carriera, costellata di tour mondiali e concerti memorabili, è stata celebrata nel 2022 con l’ingresso nella Rock and Roll Hall of Fame, riconoscimento che sancisce definitivamente il loro ruolo fondamentale nella storia della musica rock. Oggi la band continua a portare sui palchi di tutto il mondo uno spettacolo potente e spettacolare, confermando il proprio status di leggenda dell’heavy metal

ll concerto è organizzato da Azalea.it in collaborazione con Comune di Pordenone la Regione Friuli Venezia Giulia, PromoTurismo FVG, Pordenone Blues & Co. Festival e Virgin Radio.
Un altro grande evento firmato VERSO PORDENONE 2027 che arricchisce il programma culturale e musicale che porterà la città a diventare, nel 2027, Capitale italiana della Cultura.

🔥Hard Rock Night 🔥Michele Luppi Band + Arthur Falcone’ Stargazer🎸Sabato 25 Aprile 2026

Hardcore Reborn Arthur Falcone
presentano

Sabato 25 Aprile 2026
Michele Luppi Band + special guest Arthur Falcone Stargazer
Argentinos-Ippodromo Trieste
h. 21:00
Ingresso: 15,00 €
 

Evento FB

Michele Luppi, cantante e polistrumentista per Whitesnake, Mr.Big, Kee Marcello, Killing Touch, ha debuttato nella seconda metà degli anni 90 accompagnando dal vivo l’ex chitarrista di Vasco Rossi Maurizio Solieri. Nel suo percorso è stato attivo sia come solista -pubblicando l’album ‘Strive’ nel 2005 – e come membro di varie band, tra le quali Vision Divine e Secret Sphere, fino ai finlandesi Thaurorod. Nel 2015 viene chiamato come tastierista e seconda voce dai Whitesnake, la storica hard rock band britannica fondata nel 1978 da David Coverdale. Nel luglio 2011 forma la Michele Luppi Band , con i quali presenta dal vivo i brani dei suoi album e progetti solisti, oltre ad alcune cover dei principali esponenti rock e hard rock internazionale (Bon Jovi, Kiss, Deep Purple, AC/DC, Van Halen, Whitesnake, Journey e tantissimi altri). Nel 2025 l’annuncio del rientro in formazione nei Vision Divine, gruppo musicale power progressive metal fondato dal chitarrista Olaf Thorsen con cui ha pubblicato ‘Stream of Consciousness’ nel 2004, ‘The Perfect Machine’ (2005) e ‘The 25th Hour’ nel 2007. 

Nato a Trieste, Arthur Falcone inizia a suonare la chitarra da autodidatta ispirato da Ritchie Blackmore dei Deep Purple e Rainbow. Con oltre 600 concerti, è insegnante di chitarra, ha avuto tra i suoi studenti Luca Turilli. (Rhapsody). Incontra i primi compagni interessati alla musica a scuola e formano Leghe Metalliche, con cui registra il suo primo demo. Nel 1985 con i Devil’s Claws è all’Arcella di Padova, tra i primi festival dedicati alla scena heavy metal italiana. Dopo l’esperienza con gli Halloween, forma i Foxy Lady, gruppo di culto della scena hard rock italiana tra la fine degli anni ’80 e l’inizio dei ’90. Nel ’98 con l’album solista ‘Stargazer’ pubblicato dalla Virtuoso Records ottiene entusiasmanti recensioni. Nel 2009 la Heart of Steel Records pubblica il secondo album ‘Genesis of the Profecy’. ‘Straight To The Stars’ è il suo terzo album pubblicato nel 2021 via Elevate Records e vanta illustri ospiti come Göran Edman (Yngwie Malmsteen), Titta Tani (Claudio Simonetti’ Goblin, David Ellefson), Mistheria (Bruce Dickinson), Alberto Rigoni (Vivaldi Metal Project).

Phantom City Part 3 – negozi di dischi, edicole, Keen Eyed

La Phantom City degli anni ’80 era una città in fermento, dove lo sguardo ‘di provincia’ diventa lo zoom che permette di guardare la musica e le tendenze provenienti da metropoli come Londra, Parigi e Monaco in maniera più nitida. Tra 1982 e il 1986 il metal stava accelerando un po’ in tutto il mondo con album come Iron Maiden ‘Powerslave’, W.A.S.P. ‘W.A.S.P’, Ratt ‘Out Of The Cellar’, Scorpions ‘Love At The First Sting’, Slayer ‘Hell Awaits’ e altri. ‘Comunque la roba più forte per me era tornare a Trieste d’estate e notare che i negozi di dischi tenevano in vetrina Van Halen e Blue Oyster Cult, mentre a Roma solo Duran Duran e Spandau, e a Salisburgo era ancora peggio: Nannini e Ramazzotti! A Trieste hard rock e heavy metal erano trasversali’, ricorda uno degli iscritti al gruppo.

Musical Box in Corso Saba, Ricordi in via San Lazzaro, i mitici grandi magazzini Standa di via Battisti con gli adesivi glitterati delle band e 45 giri in quantità non erano soltanto negozi di dischi, ma un vero e proprio crocevia per chi cercava novità musicali e appartenenza. E’ il caso del negozietto in via Milano gestito da madre e figlia che negli anni successivi si trasformerà nella leggendaria Discoteca 33, la ‘Mecca’ della musica alternativa a Trieste, di cui ancora oggi c’è chi conserva il sacchetto come sacra reliquia.

[source: ‘Phantom City – La storia Del Metal a Trieste 80’s 90’s’]

Qui poteva capitare anche per ben due volte di fila di prendere un disco di una band sconosciuta, e di restarne talmente folgorati da correre a prendere anche tutti gli altri. Oppure di trascorrere interi pomeriggi appostati nelle vicinanze in attesa del camion del distributore, pur di non perdersi le succulente novità in arrivo.

Da Blitz nel quartiere di Roiano si potevano trovare le riviste metal inglesi e francesi, oltre ad autentiche chicche, come il primo ep dei Metallica ‘Garage Days’ su vinile dorato in edizione limitata. Un altro posto di culto era il giornalaio all’interno della Galleria Tergesteo con riviste straniere piene di articoli su Kiss, AC/DC, Mötley Crüe, Status Quo etc, e poi naturalmente c’erano le mitiche edicole, come quella di via Mazzini che aveva tutti i vecchi numeri anni ’80 del magazine tedesco Metal Hammer e anche Kerrang!, Metal Edge, Hit Parader.

La pubblicità del negozio Blitz sulla rivista nazionale Rockerilla nel 1986 [source: ‘Phantom City – La storia Del Metal a Trieste 80’s 90’s’]

Dall’album dei ricordi spunta anche un negozietto in via Stuparich dove i metallari e i primi punk triestini si facevano stampare le prime T-shirt con le stampe dei loro idoli Kiss e Iron Maiden talvolta con risultati esilaranti: ‘Me son fato stampar una canottiera col logo dei Discharge, quel de ‘Never again’, solo che la me ga messo la colomba in orizontale!’ E che dire del negozietto in una laterale del Viale XX Settembre -affettuosamente ribattezzato dai clienti come ‘la boutique del metallaro’– che teneva la toppa di Black Sabbath ‘Live Evil’ e quella dei Venom con il serpente attorcigliato dentro un teschio?

Look e note in linea con le copertine colorate di quegli anni anche per i Keen Eyed, formati a Trieste nel 1985 e poi confluiti nel roster della Fireball Management, che all’epoca includeva anche Devil’s Claws e Halloween della scena locale [1] . Con l’ingresso nella band di Alex Zarotti (Upset Noise) alla voce e Ricky Zarba alla chitarra che si uniscono a Cristiano ‘Teo’ Curri alla chitarra, Giorgio ‘Yure’ Gruden al basso e Fabio ‘Biofa’ Paolino alla batteria, i Keen Eyed registrano i demo ‘Metal Rain’ (1988) e ‘The Whip’ (1989). Tra le loro esibizioni, il memorabile concerto al Valentinis di Monfalcone nel 1988, e in tour a Milano negli storici club anni ’80 Prego e il Sorpasso, come viene ricordato nell’intervista realizzata per la rivista ‘Italian Metal Heroes’ in occasione della loro ristampa. (continua nella prossima puntata)

La band triestina Keen [source: ‘Phantom City – La storia Del Metal a Trieste 80’s 90’s’]

[1] M. Giugovaz ‘Keen Eyed. Intervista a Fabio Paolino‘, Italian Metal Heroes’ n. 3, 2023