di Gian Battista Ossi
Pasqua alternativa in trasferta lubianese per un evento che si è dimostrato fondamentale: il concerto all’Orto Bar dei Villagers of Ioannina City, band greca (dal nome impresentabile, mi domando come accidenti sia venuto loro in mente) che nel 2020 ha pubblicato il mio disco preferito in assoluto degli ultimi anni, ‘Age of Aquarius’, e che non avevo ancora mai visto live.
In apertura, davanti a pochissime persone e iniziando addirittura due minuti in anticipo sull’orario schedulato, gli Omega Sun, trio stoner sloveno che ha già calcato in diverse circostanze i palchi di Trieste e dintorni. Senza guizzi particolari ma potenti e coinvolgenti, questa è la terza volta che li vedo ed è quella che mi è piaciuta di più.
La sala inizia a riempirsi, le presenze secondo fonti interne si attesteranno alla fine sulle 250 unità, e alle 21.10 circa entrano in scena i Villagers of Ioannina City, in tour per promuovere il nuovo album, curiosamente non ancora pubblicato: dato in uscita genericamente ‘questa primavera’, ne propongono in anteprima qualche estratto, che sembra molto valido ma dovrà essere giudicato con calma su disco, quando sarà il momento.
Ad ora, la parte del leone la fa il materiale scelto dal capolavoro ‘Age of Aquarius’. I greci suonano un personalissimo mix di stoner, heavy psych e folk (grazie al polistrumentista che si occupa di clarino, cornamusa e flauto), pestano quando devono pestare, con distorsioni apertamente metallose, alternando sapientemente possenti cavalcate stoner a lunghe divagazioni, che però di propriamente psichedelico hanno poco: sono sempre solide, concrete, di quella concretezza richiesta da sempre per la sopravvivenza dall’arido suolo dell’Ellade ai suoi abitanti, specie quelli della montagna… beh, di tutte le montagne del mondo, in effetti. Per una masterclass di psichedelia vera e propria, bisogna rivolgersi ai loro connazionali Naxatras.
Comunque, un’ora e tre quarti abbondante, volume un po’ alto ma livelli perfetti, notevole presenza scenica: si fanno strada da un lato il rimpianto per aver saltato la precedente occasione in cui i Villagers si sono esibiti a Lubiana, due anni e mezzo fa, ma anche la consapevolezza di quanto siano davvero fighi.






















