Prosecco #1/ Concrete Jellÿ

Completata la line-up di Prosecco!

Dopo l’annuncio di Tytus e Damned Pilots come special guest, è arrivata la conferma anche delle altre band presenti alla serata di sabato 9 aprile. L’evento, organizzato da Rock Out X Project con Radioactive Booking e Planet K Records, porterà per la prima volta a Trieste il grande rock di Kory Clarke e dei Warrior Soul presso il Teatro ‘Casa delle Culture’ di Prosecco.

APERTURA PORTE ORE 17

18.00 Concrete Jellÿ
19.00 TSO
20.00 Black Pope
21.00 Damned Pilots
21. 50 TYTUS
22.40 Warrior Soul
24.00 Marco Bellini Dj (GLAM ROCK , PUNK ALTERNATIVE ROCK
https://www.facebook.com/Warrior-Charge-Soundsystem-105533446186495/?fref=ts

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Ad accendere i motori a partire dalle 18 saranno i Concrete Jellÿ, band formata a Trieste nel 2013, la loro musica è un misto di rock, funk, blues con venature stoner. Concrete Jellÿ sono Francesco Braida alla voce e chitarra, Sebastiano Belli alla batteria, Matteo Monai al basso e Sebastiàn H. Gerlini alla chitarra, nel luglio 2015 è uscito “3”, concept album sulla storia di Amless, rocker di successo che deve fronteggiare i fantasmi del suo passato che prendono le sembianze di dinosauri.

Benvenuti su Freezine! Per introdurre la band ai nostri lettori, vi andrebbe di presentarvi e riassumere la vostra storia?
Innanzitutto, ci teniamo a dire che siamo tutti amici da molti anni prima della formazione di questo gruppo. Alla fine del 2013 abbiamo iniziato a provare senza molta continuità purtroppo, raggiungendo una formazione stabile soltanto nella primavera 2014, e da quel momento non ci siamo mai fermati. Le idee erano chiare, non ci interessava stare in sala prove all’infinito per poi suonare esclusivamente materiale originale fin da subito, ritrovandoci limitati a concerti di mezz’ora una volta ogni tanto. Noi volevamo essere indipendenti e suonare un sacco dal vivo, perché solo così a nostro avviso si poteva formare la giusta chimica nel nostro gruppo. Quindi nella prima stagione di concerti abbiamo fatto una sana gavetta a base di cover, prevalentemente canzoni poco conosciute dei nostri gruppi preferiti. Dopo quasi un anno di concerti in Italia, Austria e Slovenia, ci siamo sentiti pronti per scrivere il nostro primo album, intitolato “3”, e lo abbiamo fatto on the road, fra un concerto e l’altro, e ci siamo divertiti tantissimo.

12002443_673902206079184_381179463881037322_oRaccontateci com’è nato “3”, e cosa vi ha spinto a scegliere la via del concept?
All’inizio non progettavamo di scrivere un concept album, ma dopo aver composto le prime tre, forse quattro canzoni ci siamo resi conto che per quanto abbastanza diverse tra loro un filo conduttore era evidente. Essendo noi appassionati di prog anni ’70 la possibilità di scrivere un concept album ci è sembrata troppo invitante, e questa decisione ci ha spinto a scrivere in un certo modo la seconda parte del disco. “3” è la storia di Amless, un rocker di successo che è ormai (in sintesi) stufo delle canzoni che lo hanno consacrato, ed arriva al punto di odiare il suo passato e se stesso. I dinosauri (perché siamo dei bambinoni cresciuti a pane e ‘Jurassic Park’ e ci piacciono i dinosauri, c’è poco da fare) svolgono un ruolo fondamentale nella trama, in quanto rappresentazione onirica del passato minaccioso di Amless all’inizio del disco, quasi una sorta di “spiriti guida” benevoli che lo convincono ad accettare se stesso alla fine della storia. Abbiamo preso quasi tutte le nostre decisioni ad un tavolo davanti a una pizza, una birra molto fresca, ascoltando Pink Floyd, Black Sabbath, Led Zeppelin e Morphine. Siamo ragazzi che letteralmente divorano musica, mettendo insieme i gusti musicali di tutti e quattro si spazierebbe dai Deep Purple, passando per i King Crimson ed arrivando a Billy Cobham, e tutto quello che c’è in mezzo… Quello che vorremmo trasmettere è la consapevolezza del fatto che noi siamo l’insieme delle cose che ci sono successe, e senza alcune di esse, magari anche spiacevoli, non saremmo le stesse persone. Insomma, vogliamoci bene, after all it’s rock n roll!!! P.S.: “3” è stato registrato in 3 giorni nell’agosto 2015 nello studio di un nostro amico, il Lintverstudio di Gorizia. Vorremmo anche ringraziare due nostri amici, Pierluigi Lesizza (sax) e Skočir Jani (chitarra), che hanno suonato su uno dei pezzi, ‘Astronomic Joint’.

Quali sono i prossimi passi della band, che progetti avete e quali sono le priorità che vi prefiggete al momento?
Siamo stati fermi per sei mesi perché il nostro bassista si è trasferito momentaneamente negli Stati Uniti per concludere il suo dottorato e abbiamo deciso di aspettarlo (non siamo una band usa e getta, siamo amici e così vogliamo che rimanga), ma la nostra macchina organizzativa non è rimasta ferma, anzi, ora che il suo ritorno è imminente abbiamo già programmato un ricco calendario di concerti dal vivo, che restano e sempre saranno la nostra priorità numero uno. Dopo tutto quello che abbiamo seminato stiamo iniziando a raccogliere qualcosa, le recensioni sono molto positive e stiamo ottenendo delle piccole grandi soddisfazioni, alcune diciamo “oltre mare”, ma delle quali per scaramanzia non vogliamo parlare prima di avere la certezza assoluta. E siamo fieri di aver fatto questo da soli, indipendenti e col nostro stile che è molto sereno e scanzonato.
Il materiale grezzo per il nostro secondo disco è quasi pronto, dovrà solo superare la prova del palco e quest’estate cercheremo uno studio accogliente in cui registrarlo. Ovviamente sarà un concept album!