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Judas Priest fanno la storia a Pordenone! Ma il futuro della location è incerto

Lectio magistralis di heavy metal lo scorso 3 settembre 2026 che ha visto salire in catt… pardon, sul palco davanti a quattromila persone di ogni età nientemeno che i Judas Priest di Rob Halford al Parco del San Valentino di Pordenone. E ‘Mai piu Pordenoia’ è stato il boato generale di soddisfazione per l’evento esploso sui social nei giorni successivi al concerto, in virtù della recente nomina della città sul Noncello a Capitale Italiana della Cultura 2027.

Judas Priest @Parco San Valentino, Pordenone 3.9.2026

Una partenza col botto, considerato che si è trattato della prima volta live in Friuli di Halford e soci, pionieri del sound metallico dalla fine degli anni Settanta nella perfida Albione addirittura prima di gruppi come Iron Maiden e Saxon.
In apertura per la leg italiana con tre date su quattro compresa Pordenone c’erano i Nevermore, band fondata a Seattle nel 1991 recentemente riunita, diventata un po’ l’emblema vivente che non è mai troppo tardi per ottenere il giusto riconoscimento.

Nevermore @Parco San Valentino, Pordenone, 3.9.206

Ed anche l’atteso ‘premio’ per il popolo del metal, forse un po’ a stecchetto di tutti quei nomi più storici del genere che spesso solo lambiscono la regione, contesi dagli agguerriti vicini Veneto e Slovenia.‘Secondo me per una città come Pordenone aver avuto l’onore di ospitare i Judas Priest ha lo stesso significato di Bologna quando ha ospitato i Metallica’ commenta orgogliosamente Francesco sul suo profilo Facebook, e giustamente ‘No, concerto non è la parola giusta. I Judas Priest sono uno di quei gruppi per cui è più corretto parlare di pellegrinaggio’ puntualizza Michael, perché ‘sotto al palco si possono trovare i fans dei Dream Theater come quelli dei Gorgoroth in un comune tributo d’onore corale ai padri illustri’.

Judas Priest @Parco San Valentino, Pordenone 3.9.2026

‘Passato e futuro a pochi metri di distanza’ è il commento di Enrico sulla foto che immortala il crowdsurfing di un bambino che viene portato in trionfo dalla folla in rappresentanza delle nuove generazioni. Perché, come giustamente ricorda Elvecius nel suo gustoso excursus sul metal nella provincia dei primi anni ’80, ‘in quell’epoca i mammut pascolavano ancora tranquilli per le campagne e le conoscenze che potevi avere sulla musica del demonio erano poche e frammentarie: non esistevano ancora le riviste specializzate e potevi trovare mezza pagina o un misero trafiletto dedicato all’heavy su giornali come ‘Ciao 2001’ e ‘Rockstar’ che poi riguardavi di continuo con la stessa meravigliata attenzione con cui compulsavi il catalogo della biancheria femminile su Postal Market. I dischi e le cassette nei due negozi di Porto erano pochi e molto spesso non avevi i soldi per comperarli; chi era più vecchio di te cercava di convincerti che oltre i Deep Purple non c’era nulla di interessante etc.

Un giovane Rob Halford (archivio fotografico di Riccardo Modena)

‘In questo panorama sconfortante’ prosegue, ‘i concerti metal trasmessi dalla Rai (quelli reali avevano ancora la consistenza del miraggio e della traveggola) in tarda serata nel 1984, ebbero per me lo stesso valore della vittoria ai Mondiali nell’82. Riuscii a vedere i Def Leppard, gli Iron Maiden e i Judas Priest e capii questo: i Def Leppard erano quelli che piacevano di più alle ragazze, i Maiden erano quelli che piacevano di più a me e i Judas erano l’heavy metal‘.
E da notare che, sebbene siano passati cinquant’anni, la rivalità con la Vergine di ferro è più viva che mai: ‘Una band che non ho mai particolarmente amato (essendo io un Maideniano di ferro, ah ah che simpa)’ confessa Gian Battista, che però ammette ‘Valeva la pena..? Beh, sì. Decisamente. Halford regge molto meglio di quanto mi aspettassi, la band spacca, l’ora e mezza di spettacolo passa in un amen, non ci si può proprio lamentare’.

Judas Priest @Parco San Valentino, Pordenone 3.9.2026

Tutto perfetto quindi? Certo, all’interno del Parco ci aspettavamo qualche chiosco in più per cibo e bibite, ma alla luce delle polemiche circolate sulla data di Brescia apprezziamo ancora di più la fortuna di aver partecipato ad un evento così speciale in un contesto spazioso, immerso nella natura, e, last but not least, sorretto dal meteo splendente -sappiamo che certe supercelle nel Friuli orientale ci mettono tre secondi per spazzare via tutto!
Più della quantità di luganeghe a disposizione, a preoccuparci sono le nuove regole che hanno preso avvio proprio con la serata dei Judas Priest, e frutto dell’accordo raggiunto con i cittadini residenti vicino al Parco dopo un’estate di proteste: coprifuoco musicale alle 23.30 – il concerto di giovedì è terminato alle 22.42-, vietati dj set sia prima del concerto così come gli afterparty, nonché la decisione di limitare le prove di soundcheck ad una sola giornata- il Parco nel mese di luglio ospita il Pordenone Blues Festival, che quest’anno si è chiuso con un bilancio record di circa 50.000 presenze complessive e circa 20.000 spettatori ai live.
Per questo, come riportato dai media locali, il Comune starebbe valutando alcune soluzioni per individuare delle location alternative in vista della prossima stagione estiva. Tra le ipotesi al vaglio figurano il Parco IV Novembre, che ospiterà i prossimi appuntamenti del Music in Village, ma anche l’area della Fiera…STAY TUNED!!!!!!!!

Phantom City Part 3 – negozi di dischi, edicole, riviste

La Phantom City degli anni ’80 era una città in fermento, dove lo sguardo ‘di provincia’ diventa lo zoom che permette di guardare la musica e le tendenze provenienti da metropoli come Londra, Parigi e Monaco in maniera più nitida. Tra 1982 e il 1986 il metal stava accelerando un po’ in tutto il mondo con album come Iron Maiden ‘Powerslave’, W.A.S.P. ‘W.A.S.P’, Ratt ‘Out Of The Cellar’, Scorpions ‘Love At The First Sting’, Slayer ‘Hell Awaits’ e altri. ‘Comunque la roba più forte per me era tornare a Trieste d’estate e notare che i negozi di dischi tenevano in vetrina Van Halen e Blue Oyster Cult, mentre a Roma solo Duran Duran e Spandau, e a Salisburgo era ancora peggio: Nannini e Ramazzotti! A Trieste hard rock e heavy metal erano trasversali’, ricorda uno degli iscritti al gruppo.

Musical Box in Corso Saba, Ricordi in via San Lazzaro, i mitici grandi magazzini Standa di via Battisti con gli adesivi glitterati delle band e 45 giri in quantità non erano soltanto negozi di dischi, ma un vero e proprio crocevia per chi cercava novità musicali e appartenenza. E’ il caso del negozietto in via Milano gestito da madre e figlia che negli anni successivi si trasformerà nella leggendaria Discoteca 33, la ‘Mecca’ della musica alternativa a Trieste, di cui ancora oggi c’è chi conserva il sacchetto come sacra reliquia.

[source: ‘Phantom City – La storia Del Metal a Trieste 80’s 90’s’]

Qui poteva capitare anche per ben due volte di fila di prendere un disco di una band sconosciuta, e di restarne talmente folgorati da correre a prendere anche tutti gli altri. Oppure di trascorrere interi pomeriggi appostati nelle vicinanze in attesa del camion del distributore, pur di non perdersi le succulente novità in arrivo.

Da Blitz nel quartiere di Roiano si potevano trovare le riviste metal inglesi e francesi, oltre ad autentiche chicche, come il primo ep dei Metallica ‘Garage Days’ su vinile dorato in edizione limitata. Un altro posto di culto era il giornalaio all’interno della Galleria Tergesteo con riviste straniere piene di articoli su Kiss, AC/DC, Mötley Crüe, Status Quo etc, e poi naturalmente c’erano le mitiche edicole, come quella di via Mazzini che aveva tutti i vecchi numeri anni ’80 del magazine tedesco Metal Hammer e anche Kerrang!, Metal Edge, Hit Parader.

La pubblicità del negozio Blitz sulla rivista nazionale Rockerilla nel 1986 [source: ‘Phantom City – La storia Del Metal a Trieste 80’s 90’s’]

‘Me ricordo che ‘ndavo ogni anno in vacanza d’estate co miei a Marina Julia, là gavevimo la casa de mio nonno e iera due tabacchini che vendeva anche giornai esteri, quella volta Marina Julia iera ancora invasa dai turisti tedeschi’, racconta il batterista triestino Don Nutz (Silence, Damned Pilots, Karnokkorok) nel suo libro ‘Me Par De Esser in un Film -Trunk Up With Mentors’.
‘El campegio ‘Albatros’ iera pien, quindi se rivava recuperar i numeri de ‘Bravo’, de ‘POP/Rocky’ e dentro iera sempre articoli de gruppi metal ufo, mi compravo e salvavo tutto, ancora desso go el ripostiglio pien de giornai salvadi da quella volta. Quella iera la mia cultura, no me fregava un cazzo de niente altro che metal e forsi un poco de basket, che iera un sport che zogavo e iero sai appassionado. No iera internet e altri giornai italiani che all’epoca parlassi de metal, forsi ogni tanto qualcossa su ‘Ciao 2001’ e più tardi su ‘Rockerilla’, ‘Rockstar’ o ‘Tutti Frutti’. Mi ghe davo de fanzines specializade solo in metal che iera veramente cazzi de trovar, tante volte me le fazevo fotocopiar da qualche amico che le gaveva originali’.

‘Ghe ga voludo anni prima che uscissi el primo mensile tutto dedicado al metal che se ciamava ‘HM’, me ricordo che gioia e che fierezza co’ lo ‘ndavo a comprar in edicola. Un altro posto de culto dove che me son acculturado iera el negozio de giornai che iera in Galleria Tergesteo a Trieste, ogni volta che ‘ndavo coi miei a far una caminada in Piazza Unità de domenica la prima tappa iera là. E via a spacarghe le balle a mia mama e a mio papà per farse dar un 5000 lire per comprar giornai tedeschi pieni de articoli su Kiss, AC/DC, Mötley Crüe, Scorpions, Status Quo etc… Poi iera dei poster dentro che iera irresistibili…in più, sempre su ‘Bravo’ iera le mitiche lezioni sessuali per teenagers con foto de mulete nude, che figo, iero za un pervertido quella volta e quanto avanti iera za i tedeschi in confronto de noi poveri italioti anni ’80’.

ll mitico settimanale tedesco Bravo, n.50 del dicembre 1980

Sempre in quei anni scoltavo un programma radio che se ciamava ‘Metal on Metal’ e iera trasmesso da una radio triestina cioè Radio Onda Europa. El programma iera diretto da Romano, lo scoltavo ogni settimana, el metteva robe ufo, mi no gavevo neanche idea che podessi esister tanti gruppi metal cussi fighi e no savevo dove poder recuperar ‘sti dischi a Trieste rivava poca roba. Un giorno quindi go deciso de ciamar in radio e chiederghese i podeva farme della cassettine e lori gentilmente me ga risposto positivamente de sì ma che, giustamente, dovevo pagar eheh…

‘Per anni son andado avanti a comprar cinque cassette alla settimana de Romano, el mio guru metal per eccellenza, quanti gruppi go rivado conosser tramite quel mulo, una vera miniera de metal. Ancora desso lo ringrazio e conservo tutte le cassette e ghe vado fierissimo. Sempre nei anni delle medie, ‘ndavo alla Benco in via Mazzini, co’ vignivo fora de scola iera un giornalaio che gaveva tutti i veci numeri anni ’80 del tedesco ‘Metal Hammer’ che iera el giornal europeo de metal più figo. Ogni tanto se trovava anche ‘Kerrang!’ ‘Metal Edge’, ‘Hit Parader’, no so quanti soldi go speso là dentro e quanto amico son diventado del mulo che lavorava là, el mitico Silvio, chissà quanti de voi se lo ricorda se abitavi a Trieste in quei anni’.[1]

Dall’album dei ricordi spunta anche un negozietto in via Stuparich dove i metallari e i primi punk triestini si facevano stampare le prime T-shirt con le stampe dei loro idoli Kiss e Iron Maiden talvolta con risultati esilaranti: ‘Me son fato stampar una canottiera col logo dei Discharge, quel de ‘Never again’, solo che la me ga messo la colomba in orizontale!’ E che dire del negozietto in una laterale del Viale XX Settembre -affettuosamente ribattezzato dai clienti come ‘la boutique del metallaro’– che teneva la toppa di Black Sabbath ‘Live Evil’ e quella dei Venom con il serpente attorcigliato dentro un teschio?

Look e note in linea con le copertine colorate di quegli anni anche per i Keen Eyed, formati a Trieste nel 1985 e poi confluiti nel roster della Fireball Management, che all’epoca includeva anche Devil’s Claws e Halloween della scena locale [2] . Con l’ingresso nella band di Alex Zarotti (Upset Noise) alla voce e Ricky Zarba alla chitarra che si uniscono a Cristiano ‘Teo’ Curri alla chitarra, Giorgio ‘Yure’ Gruden al basso e Fabio ‘Biofa’ Paolino alla batteria, i Keen Eyed registrano i demo ‘Metal Rain’ (1988) e ‘The Whip’ (1989). Tra le loro esibizioni, il memorabile concerto al Valentinis di Monfalcone nel 1988, e in tour a Milano negli storici club anni ’80 Prego e il Sorpasso, come viene ricordato nell’intervista realizzata per la rivista ‘Italian Metal Heroes’ in occasione della loro ristampa. (continua nella prossima puntata)

La band triestina Keen [source: ‘Phantom City – La storia Del Metal a Trieste 80’s 90’s’]

[1] Don Nutz, ‘Me par de esser de esser in un film -Trunk Up With Mentors’, 2017

[2] M. Giugovaz ‘Keen Eyed. Intervista a Fabio Paolino‘, Italian Metal Heroes’ n. 3, 2023

Iron Maiden: due date all’Arena di Pola nell’estate 2026?

Secondo quanto riportato dal portale Istarski.hr, ci sarebbero contatti per due date degli Iron Maiden all’Arena di Pola nell’estate 2026.

L’ultima esibizione dei Maiden in Croazia risale al maggio 2022 a Zagabria per il ‘Legacy of the Beast World Tour’. Da qualche anno, ricordiamo, la band ha scelto come ‘sala prove’ per i tour europei la Dom Lora di Spalato, sulla costa dalmata.

Iron Maiden, aggiunti treni speciali dopo il concerto di Trieste

In occasione dell’attesissimo concerto delle star mondiali dell’heavy metal, gli Iron Maiden, in programma il prossimo 17 luglio in Piazza Unità a Trieste, per il quale si prevede l’arrivo in città di migliaia di appassionati da fuori regione e da tutta Europa, saranno aggiunti treni speciali per permettere ai fan di rientrare in tutta sicurezza al termine dell’evento. Quattro saranno le corse speciali notturne che partiranno dalla Stazione Centrale di Trieste con due treni sulla tratta Trieste – Portogruaro (via Cervignano-Aquileia-Grado alle 00.40 e all’1.00), uno sulla tratta Trieste – Sacile (via Udine alle 00.50) e uno sulla tratta Trieste – Udine (con partenza all’1.10). L’elenco di tutte le fermate e degli orari di arrivo è disponibile su www.azalea.it, nella sezione dedicata al concerto degli Iron Maiden. I biglietti per i treni straordinari, istituiti grazie alla collaborazione con Trenitalia Spa, saranno in vendita sui circuiti di Trenitalia stessa a partire da venerdì 6 luglio.

Anche nel 2018 Trieste si colora di tinte hard rock, ospitando la band che ha fatto letteralmente la storia dell’heavy metal. Bruce Dickinson e compagni saranno nuovamente live in Piazza Unità, a quasi due anni esatti dallo storico concerto del 2016, durante il quale il front man aveva salutato il pubblico con un ‘arrivederci a presto’. Con “The Legacy of The Beast European Tour”, porteranno in città l’unico live italiano nel Nordest della nuova tournée della band, un concerto dalla scenografia e dal design mozzafiato, con una scaletta che rispolvera molti capolavori degli anni ’80 uniti ai successi più recenti. I biglietti per lo spettacolo sono ancora disponibili sul circuito Ticketone e sui circuiti esteri Oeticket e Eventim. Info su www.azalea.it.

Gli Iron Maiden hanno venduto oltre 90 milioni di dischi nel mondo dominando negli ultimi trent’anni la scena metal mondiale, influenzando band del calibro di Metallica, Slayer, Anthrax e Megadeth. Per il 2018 la band ha preparato un tour speciale con una produzione al gran completo, una serie di concerti spettacolari iniziati lo scorso 26 maggio a Tallinn, che finiranno l’11 agosto alla o2 Arena di Londra. Lo show della band capitanata da Dickinson è inserito nel calendario di Live in Trieste 2018, che vede in programma anche i concerti della star mondiale del rock Steven Tyler (18 luglio) e del rivoluzionario David Byrne (21 luglio), simbolo della new wave americana.

Storie di rock’n’roll: Giorgio (Bar Bohemienne)

‘Cos’ te me parli, in stampatello?’

Quello di Giorgio mi suona un po’ come un consiglio a non preoccuparsi troppo della sintassi, e di cui è meglio che tenga conto nel corso di quest’intervista.

‘Giorgio’ è Giorgio Mancini, triestino, classe 1962, da molti conosciuto come il ‘Re della Carambola’ a tre sponde, sport di cui è stato un vero e proprio campione. E che da ormai ben ventiquattro anni gestisce un piccolo pub in via San Michele, la strada che dal cuore della cità vecia sale verso il colle di San Vito.

Così al ‘Bohemienne’ -semplicemente ‘da Giorgio’ per gli amici- succede che si va la sera per bere un bicchiere, ma anche per ascoltare le mille storie del suo proprietario, e chissà quanti di voi ne avranno già sentito parlare. Sono storie di biliardo e di feste, di donne e di alcool…insomma, storie di rock’n’roll.

“Son rivado qua” racconta Giorgio nelle pause tra un cliente e l’altro, “perché iera tacado del club ‘Salomé’, che per un per de anni fazeva serate universitarie, iera bel, lavorava ben, e dopo…be’, disemo che la proprietaria iera un poco troppo avanti per quei tempi”.

“Co’ go verto i voleva 500.000 lire per cambiar il nome ‘Bohemienne’ ma ormai mi gavevo investì tutto e no gavevo più soldi, quindi go lassado el vecio nome. Esisteva el ‘Bohemienne 1’ e addirittura el ‘Bohemienne 2’ che iera in via Cereria qua de drio, iera quell’osteria coi campi de bocce”.

Tra le sue tante storie ci sono anche quelle sui leggendari Iron Maiden di passaggio a Trieste, di cui Giorgio è stato il testimone per ben due volte.

La prima, quella più conosciuta, racconta della jam session con alcuni musicisti locali, quando la band ha fatto tappa a Trieste prima di suonare a Lubiana.

Ma c’è anche un episodio precedente, che Giorgio racconta così:
“Lavoravo zo sule Rive quella volta….de ex ‘Gina la Sporca’, che dopo xe diventà el local de Muchich e desso xe una birreria de birre artigianali. Te ga presente quando che te son sulle Rive, te vardi in su te ga l’hotel Excelsior, ok? E a destra xe quella stradina che desso xe pedonale e sul canton xe la gelateria, ok? che una volta iera un cambio valute.
Bon, te va dentro per quella viuzza che dopo, andando dentro te rivi fin Cavana, e xe un local sulla destra con tanti tavolini fora. Ecco, là iera sex drugs e rock n’ roll, ogni sera in piena, bel, bel, el più figo local de Trieste, te parlo del ’92, ’93…”

 

“Una sera gavevimo una festa de compleanno, sarà stade una sessantina de persone, mi son oltre el banco che ingrumo biceri sporchi e a un certo punto me vedo dalla finestra passar ‘sti qua, cavelade, marzi…vardo Paolo e ghe fazo ‘E questi?’ e lui el me fa ‘Andersen!’
Quindi come che i vien dentro ciapo el primo e ghe digo ‘Hi friend, come on’… E in quel se gira el festeggiato e con l’aria alla Aldo Giovanni e Giacomo el taca a zigar ‘Non ci posso credere…il più bel compleanno della mia vita… gli Iron Maiden!’.
‘Ciò, mi lo vardo, gavevo el chitarrista in man, lo vardo e fazo ‘buh, lasa ah’, la buto in rider lo abbraccio e bon, dopo xe ‘nda avanti tutta la sera, i xe entradi carighi e i xe ‘ndai fora che i barcolava…e, te assicuro, no i iera de Barcola”.

La storia continua qualche anno dopo, quando Giorgio ha ormai avviato la sua attività nel locale di via San Michele.

“Passa tre anni, sarà sta’ el 96, intanto mi verzo qua, qua sotto iera el ‘Double Trouble’ appena verto da poco, la lo gestiva Barbara chitarrista, che desso xe a Valencia, con Ambra e ancora qualchedun. Ciò, mi terminavo ma passavo spesso zo a bever una bireta, e dopo andavo a casa. E vado zo, xe tutto scuro e sento woa woa woa, un che svisa…e xe lui, el chitarrista dei Iron Maiden! El smetti de sonar, tutta la gente là che vardava, ‘Hey friend’, el me batti el cinque, el me abbraccia e tutti quanti che me fazeva ‘ciò Giorgio, ma come xe, te conosi i Iron Maiden?”

Luci basse e tavoli di legno, a scaldare l’atmosfera del locale ci pensa ben la musica di sottofondo. Che sia il boogie woogie di Katy Webster, il punk ribelle di Joe Strummer o i classiconi dei Sabbath, chi va da Giorgio sa di trovare una colonna sonora sempre di prima scelta.

Dai trofei sportivi collezionati ai manifesti vintage, i muri raccontano l’amore per il biliardo e per la musica, tra cui i Rolling Stones. Silenziosi ma con lo sguardo complice, Mick Jagger, Keith Richards & co. sembrano quasi in procinto di staccarsi dai ritratti appesi per avvicinarsi e magari scambiare quattro chiacchiere.

E se oggi la movida tende a concentrarsi soprattutto lungo le Rive, c’è da dire che quello di Giorgio è uno dei primi, veri music bar rimasti in una zona di Trieste un tempo molto in voga per i suoi locali, punto di ritrovo per molti artisti e universitari.

“Una volta questa iera una bona posizion, adesso…a parte che xe cambiadi i tempi, desso no se pol bever, no se pol niente..quella volta viaggiavo con l’impianto in piena, desso no. Là del ‘Tetris’ iera una rivendita de vini e di fronte iera el cinema Radio, el ‘Nowave’ iera la latteria de Mariuccia, qua in fianco de mi oltre l’angolo iera un’altra latteria de un’altra Mariuccia…le se clonava ah, tutte quelle che gaveva una latteria se ciamava Mariuccia’.

‘In via Madonna del Mare iera el ‘Double Trouble’, che iera de tutto…La particolarità iera la musica a livelli impossibili, roba che desso no sopportassi più, e iera sempre pien. Po’ quella volta de locali verti de sera saremo stadi un sei…e come quel, neanche un! Adesso locali notturni xe sempre de più, i verzi tutti i baretti de sto mondo, xe più bar che portoni de casa e tutti quanti che fa tardi…prova a andar in piazza Barbacan, desso ghe ne xe sei, una volta neanche un!”.

E una sera, mentre scherziamo sulla possibilità di aprire una succursale ‘da Giorgio’ in montagna per i mesi invernali, mi viene la curiosità di chiedergli se nella sua lunga carriera ha mai pensato di trasferire la sua attività da qualche altra parte. 
‘Mille anni fa’, è la risposta, ‘ovvio che iera el sogno de verzer un posto in paesi esotici per andar a far el figo, ma iera solo un sogno de muleto. Andar via de Trieste xe facile, bisogna lottar per Trieste…e andar via xe boni tutti!”

Rock Camp Trieste, il festival si allunga con il pre-party per gli Iron Maiden

Dopo il successo delle prime due edizioni ritorna il Rock Camp, il festival rock/metal organizzato dall’associazione Rock Out X Project in programma da venerdì 13 a lunedì 16 luglio a Trebiciano sul Carso ad ingresso gratuito.
Novità di quest’anno, l’evento si allunga da tre a quattro giorni con la giornata di lunedì 16 luglio interamente dedicata agli Iron Maiden, che si esibiranno live a Trieste la sera successiva martedì 17 luglio.

Rock Camp 2017, (C) Francesco Chermaz

Altra novità di quest’anno è l’aggiunta di un secondo palco al fine di combattere la calura estiva a salvaguardia dei fans e delle band che si esibiscono nel pomeriggio. Sarà allestito al fresco e all’ombra, nel bel mezzo della pineta, mentre il palco principale verrà utilizzato solamente per le ultime esibizioni serali.

Rispetto agli anni precedenti, la formula resta invariata: una cinquantina di band dal vivo, spettacoli, dj set, attività collaterali (rock n’ dogs, tiro con l’arco, ecc…), zona ristoro super fornita e piscine per grandi e bambini, grigliate e birra a volontà. Le porte apriranno venerdì 13 luglio a mezzogiorno, quando partirà uno ‘spara tutto’ di musica, spettacoli e manifestazioni di 92 ore continuate di festa che durerà fino all’alba di martedì aspettando il concerto degli Iron Maiden.

Le selezioni per le band sono ufficialmente partite, è possibile inviare le candidature via mail a:

rock.camp.music.festival@gmail.com

Alla cortese attenzione di Linus Rock e Max Barze.
Allegando link audio video e presentazione della band / artista.
https://www.facebook.com/rock.camp.summer.music.festival/

https://www.facebook.com/groups/rockcampsummermusicfestival/

https://www.facebook.com/rockoutxprojet/?fref=ts

Iron Maiden, il grande ritorno in Piazza Unità a Trieste martedì 17 luglio 2018

Si colora di tinte hard rock ed heavy metal l’estate musicale 2018 del Friuli Venezia Giulia. Ad alzare l’asticella ai massimi livelli sarà un grandissimo ritorno, quello degli Iron Maiden che, dopo il successo mondiale dell’album e del tour ‘The Book of Souls’ (2015), tornano on the road con un nuovo spettacolare tour dal titolo ‘Legacy Of The Beast European Tour’. Un nuovo straordinario viaggio musicale per la band che ha fatto la storia del genere heavy metal, che vedrà solo due esclusivi concerti in Italia, a Milano e, per l’unico appuntamento nel Nordest, a Trieste, in Piazza Unità d’Italia, il prossimo 17 luglio. Mantenuta la promessa del leader del gruppo Bruce Dickinson, che proprio in Piazza Unità nel 2016 davanti a oltre 15 mila persone, aveva salutato il pubblico con un ‘arrivederci a presto’.
Anche nel 2018 Trieste si conferma una volta di più come meta di prima importanza per i grandi concerti internazionali e per il relativo turismo musicale, alla pari delle grandi città europee. Il live degli Iron Maiden nel capoluogo del Friuli Venezia Giulia, organizzato da Vertigo e Zenit srl, in collaborazione con il Comune di Trieste e la Regione Friuli Venezia Giulia, si annuncia già come uno dei concerti di punta del prossimo anno, capace di certo di richiamare moltissimi appassionati da fuori regione e dalle vicine Austria, Slovenia e Croazia, paesi dove la band è amatissima. I biglietti saranno acquistabili sul circuito Ticketone a partire dalle ore 9.00 di venerdì 24 novembre (la pre-sale per il fan club sarà invece attiva su ironmaiden.com dalle 9.00 di lunedì 20 novembre). Tutte le informazioni e i punti vendita su www.ticketone.it e www.azalea.it .

Hanno venduto oltre 90 milioni di dischi nel mondo dominando negli ultimi trent’anni la scena metal mondiale, influenzando band del calibro di Metallica, Slayer, Anthrax e Megadeth, loro sono gli Iron Maiden. Per il 2018 la band sta preparando un tour speciale con una produzione al gran completo, una serie di concerti spettacolari che avrà inizio il 26 maggio a Tallinn in Estonia, per finire il 10 agosto alla o2 Arena di Londra.
L’idea del ‘Legacy of The Beast European Tour’ è nata dal video gioco e dal libro di fumetti legati alla band che prendono lo stesso nome. Anche il design spettacolare del palco e la produzione in generale vedranno molte novità, inoltre la set list riprenderà molti brani degli anni ’80 con una bella manciata di nuovi pezzi. Gli ingredienti per uno spettacolo memorabile ci sono tutti. Rod Smallwood, storico manager della band spiega nel dettaglio che: ‘Come molti nostri fan già sanno, da quando Bruce e Adrian sono tornati nella band, abbiamo sempre seguito un ciclo particolare di tour alternando tour celebrativi storici ad altri legati ai nuovi album. Ci è sempre piaciuto lavorare in questo modo, semplicemente perché la band ha la possibilità di suonare sia il materiale vecchio che quello nuovo preferito dai fan. Questo mantiene vivo il gruppo e l’interesse, oltre a soddisfare i nuovi e vecchi seguaci. Per questo tour abbiamo deciso di girare attorno al concept del Legacy of The Beast, perché vogliamo mettere a nudo la nostra creatività e allo stesso tempo divertirci, soprattutto con Eddie! Non voglio anticiparvi niente, al momento stiamo lavorando su differenti set di palchi, per mantenere alta e viva la tradizione dei Maiden… Vogliamo regalarvi un’esperienza speciale!’

Gli Iron Maiden si formano a Londra nel 1975, su iniziativa del bassista Steve Harris e sono ad oggi considerati come uno dei più importanti gruppi heavy meta al mondo, fatto confermato dall’enorme seguito di pubblico che la band sa ad oggi riscuotere. Sono fra i capostipiti della cosiddetta ‘New Wave of British Heavy Metal’, corrente che racchiude anche artisti come Saxon, Angel Witch, Samson, Def Leppard, Raven e Venom, alla quale apportano un contributo fondamentale. L’omonimo disco di debutto arriva nel 1980 e li catapulta subito al top della scena metal del periodo. Dopo l’uscita del secondo album, ‘Killers’, il cantante Paul Di’Anno viene sostituito da Bruce Dickinson con cui il gruppo pubblica, nel 1982, ‘The Number of the Beast’, uno dei più importanti lavori della storia del gruppo e di tutto il genere heavy metal mondiale. Per tutta la durata degli anni ottanta gli Iron Maiden accrescono il loro successo grazie ad album come ‘Piece of Mind’, ‘Powerslave’, ‘Somewhere in Time’, ‘Seventh Son of a Seventh Son’, con i quali collezionano numerosissimi dischi d’oro e di platino in numerosi paesi. La formazione rimane la stessa fino all’abbandono del chitarrista Adrian Smith, sostituito da Janick Gers. ‘Fear of the Dark’ (1992) fu l’ultimo album del gruppo con Dickinson alla voce, che viene infatti sostituito l’anno seguente da Blaze Bayley, con il quale tuttavia il gruppo non trova il successo sperato. Dickinson e Smith tornano in formazione nel 1999 a furor di popolo, rimpiazzando Bayley ma non il chitarrista Janick Gers, diventando così un sestetto. L’anno seguente viene pubblicato un nuovo album: ‘Brave New World’. Il loro ultimo lavoro, ‘The Book of Souls’, pubblicato il 4 settembre 2015, ha riscosso un ottimo successo raggiungendo anche la quarta posizione nella Billboard 200 – come peraltro il precedente ‘The Final Frontier’ (2010) – e la prima posizione in 40 nazioni, Italia compresa. Ora la band si appresta a tornare in tour, notizia che di certo i fan della band accoglieranno con grande entusiasmo, pronti ad acclamarli a migliaia anche nei prossimi live italiani, tra cui quello di Trieste del 17 luglio. Tutte le informazioni su www.azalea.it .

Iron Maiden, The Raven Age @Piazza Unità, Trieste, 26.7.2016

Trieste torna metal, almeno per un giorno, grazie al maxi concerto che martedì 26 luglio ha visto Piazza Unità gremita per il live degli Iron Maiden. Oltre 15.000 gli spettatori provenienti da Slovenia, Austria e Croazia, e che fin dalle prime luci dell’alba hanno affollato le Rive e le vie del centro per assistere all’unica tappa del Nordest del ‘The Book of Souls World Tour 2016, dopo quelle di Roma e Milano.

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Karnokkorok: ‘Ecco perché ad un certo punto ho smesso con i Maiden’

Alla vigilia del concerto dell’estate, Karnokkorok racconta per la prima volta il suo rapporto con la band britannica che martedì 26 luglio approderà a Trieste per l’unica tappa nel Nordest del tour The Book of Souls 2016. Una storia partita trent’anni fa, nel mitico vinyl shop ‘Ricordi’ di via S. Lazzaro, e che, nonostante i tanti concerti e momenti molto belli vissuti insieme, oggi sembra ormai definitivamente giunta al suo capolinea.  Continua la lettura di Karnokkorok: ‘Ecco perché ad un certo punto ho smesso con i Maiden’ →