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Igorrr, Otto Von Schirach, Neuromancer @Kino Šiška, Ljubljana, 3.5.2022

Serata fuoco & fiamme martedì 3 maggio al Kino Šiška di Lubiana per lo show di Igorrr che, previsto inizialmente nell’aprile 2020, a causa della pandemia è stato rimandato prima al febbraio 2021 e poi allo scorso dicembre. Il sudato recupero è andato così finalmente ad aggiungersi al già fittissimo cartellone di Dirty Skunks, l’associazione che dal 2012 porta nella capitale slovena il meglio della scena scena metalhc punk.

Igorrr @Kino Šiška, Lubiana, 3.5.2022, ph. by Sarah Gherbitz

Ad aprire è il duo sloveno Neuromancer, cui tocca l’onere di suonare darksynth con il sole ancora alto, immagino per consentire agli spettatori di presentarsi in ufficio la mattina successiva in condizioni accettabili. Ma su di loro ahimé non posso dire niente, visto il mio rocambolesco arrivo a Lubiana con oltre due ore di ritardo sulla tabella di marcia a causa di un incidente che ha bloccato l’autostrada.

Raggiungo quindi il Kino di corsa, giusto in tempo per assistere alla danza dello sciamano Otto von Schirach, producer di Miami che si presenta sul palco bardato come un Venom dei tempi d’oro. La sua performance è così diretta e trascinante, che nell’arco di poco tempo riesce a conquistare la Katedrala trasformandola in un dance floor infuocato a cui mancano soltanto un paio di cubiste sospese in gabbia a mezz’aria (io la butto lì, chissà che Otto non raccolga….:-)

Otto von Schirach @Kino Šiška, Lubiana, 3.5.2022, ph. by Sarah Gherbitz

Piccola pausa per curiosare un attimo al banco del merch, e subito tocca ad Igorrr, collettivo che al suo interno riunisce diversi musicisti provenienti da esperienze diverse nel metal, nell’elettronica, nella lirica e nel balkan. Nato nell’ormai lontano 2006, Igorrr oggi è considerato un vero e proprio nome di culto che anche in questo tour ha visto il tutto esaurito in numerose tappe tra cui Milano, Berlino e Vienna.

Igorrr @Kino Šiška, Lubiana, 3.5.2022, ph. by Sarah Gherbitz

A dominare la scena è la presenza femminile, una soprano classica entrata da poco nel gruppo, coinvolto negli ultimi mesi da un significativo riassetto di lineup. Aphrodite Patoulidou, questo è il suo nome, non tradisce le aspettative e si dimostra perfettamente all’altezza del suo ruolo, sfoderando doti da consumata attrice.

Igorrr @Kino Šiška, Lubiana, 3.5.2022, ph. by Sarah Gherbitz
Igorrr @Kino Šiška, Lubiana, 3.5.2022, ph. by Sarah Gherbitz

Insieme a lei ci sono le altre due new entry, alla voce JB le Bail, già conosciuto come cantante dei francesi Svart Crown, e Martyn Clement alla chitarra. A tenere le fila di questo variopinto carrozzone, dietro alla consolle, c’è Gautier Serre, fondatore e mente creativa del progetto Igorrr, che come maggiori fonti d’ispirazione cita Meshuggah, Chopin, Cannibal Corpse, Bach, Domenico Scarlatti e Taraf de Haidouks.

Igorrr @Kino Šiška, Lubiana, 3.5.2022, ph. by Sarah Gherbitz

Teschi, trucco granguignolesco ed un gioco di luci degno del Lollapalooza contribuiscono a rendere lo spettacolo di Igorrr un coloratissimo burlesque show che non lascia tanto spazio alla verifica della scaletta e/o della resa sonora. Quindici comunque in tutto i brani, tratti perlopiù da ‘Savage Sinusoid’ (2017) e ‘Spirituality & Distortion’ (2020), al termine dei quali la band viene invocata in massa fino a riapparire per l’ultimo, trionfale encore.

Igorrr @Kino Šiška, Lubiana, 3.5.2022, ph. by Sarah Gherbitz

Una sorta di danza finale liberatoria quella di Igorrr, che rende serate come questa il premio a dir poco meritato dopo una lunga, interminabile attesa durata più di due anni. Ma le iniziative targate Dirty Skunks non finiscono ovviamente qui: tantissimi sono gli appuntamenti in programma fino alla fine dell’anno, tra cui segnaliamo quello di sabato 19 novembre che vedrà salire sul palco del Kino Šiška l’eccellente tripletta composta da Ministry, The 69 Eyes e Wednesday 13: per chi fosse interessato, meglio organizzarsi con un certo anticipo! 😉

Igorrr @Kino Šiška, Lubiana, 3.5.2022, ph. by Sarah Gherbitz

Zabranjeno pušenje @SDF, Rijeka, 8.10.2021

Last weekend I climbed up Trsat, the hill overlooking Rijeka, for the Zabranjeno pušenje at the Student Day Festival, the six days of cultural events, sports and music that involves different locations in the city. In short, the right opportunity to finally see perform live this historic band, the leading name of that rock and artistic scene from Sarajevo along with Bijelo Dugme, Goran Bregović, Emir Kusturica etc.

There is a large crowd at the entrance to the location, a tent set up inside the Trsat University Campus. Many are in line for the Covid-test and thus be able to reach the stage, where the trapper Z ++ is concluding his fiery performance. The whole schedule does not follow a specific trend, but draws a mix of eras, genres and sounds, from rock 80s to the Who See, Montenegrin hip hop duo, through the Vanillaz, standard bearers of the new electronic scene.

Zabranjeno pušenje @Kampus Trsat, Rj, 8.10.2021, ph. by Student Day Festival

A crowded tent welcomes the Zp, who started on time just before 10pm, accompanied by an increasingly blowin’ bura. By a funny coincidence, it was in Trsat, a few meters from tonight’s gig, that in 1984 the band – at the time of their debut – encountered the first problems with the authorities. During the tour, addressing the audience, the former singer said a ‘Marshal is dead’, evidently referring to the failure of an amplifier. But a journalist accused as an offensive to the memory of the much better known Marshal Tito, thus unleashing a real persecution against the group.

Zabranjeno pušenje @Kampus Trsat, Rj, 8.10.2021, ph. by Student Day Festival

The star of the show is undoubtedly him, the current frontman Sejo ‘Sula’ Sexon, 60 years old last July, of which almost 40 have now spent together with the Zp. Far away from the stereotype of the rude and sexist Balkan rocker, as we are used to seeing in the cinema or on television, Sexon wanted to recall that sensational episode in his degree thesis entitled “Marshal is dead: the clash between youth subculture and official Yugoslavia politics in the 1980s ”.

Zabranjeno pušenje @Kampus Trsat, Rj, 8.10.2021, ph. by Student Day Festival

After so many years, today it’s quite exciting to see three thousand people, many of them under 30, dancing to the notes of hits written before their birth as ‘Bos Ili Hadžija’, ‘Pos’o, kuća, birtija’, ‘ Yugo 45 ‘. But also of songs such as ‘Korona Hit Pozitivan’, the single from upcoming Zp album to be released by the end of the year.

Ah, I forgot: special mention for the only female presence on stage, the blonde chorister whose name unfortunately I can’t find … she didn’t do anything special, but it’s clear that she has a lot of fun with the Zp …in this difficult time it already means a lot!!!

Zabranjeno pušenje @SDF, Rijeka, 8.10.2021

Lo scorso weekend mi sono arrampicata a Tersatto, il colle che sovrasta Fiume, per gli Zabranjeno pušenje allo Student Day Festival, la sei giorni di eventi culturali, sport e musica che coinvolge diverse località della città. Insomma, l’occasione giusta per vedere finalmente dal vivo questo storico gruppo, nome di punta di quella scena rock ed artistica targata Sarajevo insieme ai Bijelo Dugme, Goran Bregović, Emir Kusturica etc.

C’è una gran folla all’ingresso della location, un tendone allestito all’interno del Campus Universitario di Tersatto. Molti sono in fila per il tampone e poter così raggiungere il palco, dove il trapper Z++ sta concludendo la sua infuocata performance. Tutto il programma della serata non segue un filone preciso, ma disegna un mix di epoche, generi e sonorità, dal rock anni Ottanta agli Who See, duo hip hop montenegrino, passando per i Vanillaz, alfieri della nuova scena elettronica.

 Zabranjeno pušenje @Kampus Trsat, Rj, 8.10.2021, ph. by Student Day Festival

Un tendone ormai gremito accoglie gli Zp, che attaccano puntuali poco prima delle 22, accompagnati dai refoli di una bora sempre più incalzante. Per una curiosa coincidenza, fu proprio a Tersatto, a pochi metri dal luogo del concerto di stasera, che nell’84 la band -allora agli esordi- andò incontro ai primi problemi con le autorità. Durante il tour, rivolgendosi al pubblico, il cantante dell’epoca si lasciò sfuggire un ‘Marshal è morto’, riferendosi evidentemente al guasto di un’amplificatore. Ma un giornalista a caccia di scoop pensò bene di interpretare la frase come un’offesa alla memoria del ben più noto Maresciallo Tito, scatenando così una vera e propria campagna di persecuzione nei confronti del gruppo.

Zabranjeno pušenje @Kampus Trsat, Rj, 8.10.2021, ph. by Student Day Festival

Protagonista dello show è sicuramente lui, l’attuale frontman Sejo ‘Sula’ Sexon, 60 anni compiuti lo scorso luglio, di cui ormai quasi 40 trascorsi insieme agli Zp. Lontano anni luce dallo stereotipo del rocker balcanico cafone e sessista, così come siamo abituati a vedere al cinema o in televisione, Sexon ha voluto ricordare quel clamoroso episodio nella sua tesi di laurea dal titolo “Marshal è morto: lo scontro tra la subcultura giovanile e la politica ufficiale jugoslava negli anni ’80”.

Zabranjeno pušenje @Kampus Trsat, Rj, 8.10.2021, ph. by Student Day Festival

A distanza di tanti anni, oggi procura emozione vedere tremila persone, molte delle quali under 30, intente a ballare sulle note di hit scritte ben prima della loro nascita come ‘Hadžija ili bos’, ‘Pos’o, kuća, birtija’, ‘Yugo 45’. Ma anche di pezzi più recenti come ‘Korona Hit Pozitivan’, che anticipa il nuovo album degli Zp in uscita entro la fine dell’anno.

Ah, dimenticavo: menzione d’onore per l’unica presenza femminile sul palco, la bionda corista di cui purtroppo non riesco a trovare il nome… non faceva niente di particolare, ma è evidente che con gli Zp si diverte un sacco…e di questi tempi è già tanto!!!

Monster Magnet, Stonebride @Močvara, Zagreb, 15.2.2020

Super trasferta di Freezine in quel di Zagabria, dove sabato 15 febbraio han fatto tappa i Monster Magnet con il tour celebrativo per i ventidue anni dell’album ‘Powertrip’. Un evento molto atteso targato Los Angeles Agency, attivissima booking croata che la scorsa estate, tra gli altri, ha portato anche i Foo Fighters all’Arena di Pola.

Cornice del concerto il Močvara (in croato: ‘palude’, ndr), vero e proprio tempio dell’underground allestito in una ex fabbrica sulle rive del fiume Sava. Aperto dal ’99, oltre a concerti ospita anche festival, spettacoli teatrali, dj-set, performance di danza e circo e la Fiera del Disco e dei Fumetti!

Ad aprire le danze sono stati gli Stonebride, alfieri della scena stoner rock locale che quest’anno festeggiano i quindici anni di carriera! E dopo aver visto i Cojones -anche loro di Zagabria- in apertura al concerto degli Sleep, possiamo ben dire che le stoner band croate fan mangiare la polvere…come nel deserto del Mojave!!! 🤘🌵🎸

Monster Magnet @Močvara, Zagreb, 15.2.2020, ph. by Sarah Gherbitz

Sala ormai gremita e pubblico caldissimo, fremente per l’arrivo degli headliner Monster Magnet, ormai veri e propri idoli a Zagabria, dove sono tornati a suonare ad appena un anno di distanza dall’ultimo concerto, che l’anno scorso ha richiamato più di 900 persone alla Tvornica. La fila nella zona bar inizia ad allungarsi, tre ragazzi dietro al bancone non bastano più ed anche i banchetti del merch sono già stati saccheggiati a dovere….

L’eccitazione è alle stelle quando alle 22.20 i cinque Signori dello Spazio arrivano sul palco sulle note dell’esplosiva ‘Atomic Clock’. Guidato magistralmente da Capitan Dave Wyndorf, classe 1956, unico rimasto della formazione originale, tutto l’equipaggio è pronto a salpare per un intergalattico ‘Powertrip’, loro quarto album in studio uscito nel 1998 via A&M Records.

Monster Magnet @Močvara, Zagreb, 15.2.2020, ph. by Sarah Gherbitz

Un’ora e mezza di concerto, che da ‘Crop Circle’ a ‘See You in Hell’ passando per l’anthem ‘Space Lord’ vede l’esecuzione integrale dell’album che alla fine degli anni ’90 li avrebbe lanciati nell’Olimpo internazionale del rock, prima sulla vetta delle chart e poi in tour con Aerosmith, Metallica e Rob Zombie. Balza subito agli occhi l’affiatamento, la complicità tra membri della stessa squadra che, accanto a Wyndorf, vede sul palco Garrett Sweeney alla chitarra, Chris Kosnik al basso e il riccioluto Bob Pantella alla batteria.

Monster Magnet @Močvara, Zagreb, 15.2.2020, ph. by Sarah Gherbitz

Un capitolo a parte sarebbe da dedicare a Phil Caivano, mago delle sei corde al fianco di Wyndorf fin dai tempi del liceo, quando lasciano insieme la nativa Red Bank per approdare a New York in cerca di fortuna. Qui con il nome di Shrapnel entrano nel giro punk rock newyorchese e suonano in apertura all’ultimo concerto dei Ramones presso il leggendario CBGB di Manhattan il 10 aprile 1979. Visti questi precedenti, non stupisce l’energia rilasciata da Caivano per tutta la durata dello show…il Mostro Magnetico è lui!!!!!!

Monster Magnet @Močvara, Zagreb, 15.2.2020, ph. by Sarah Gherbitz

Invocata a più riprese dal pubblico in delirio a suon di ‘We Want More’, la band torna sul palco per snocciolare gli encore, quattro chicche anteriori alla fase tutta lustrini mtv style di ‘Powertrip’, tra cui ‘Twin Earth’ (1993) e ‘Negasonic’ da ‘Dopes to Infinity’ del 1995.

Monster Magnet @Močvara, Zagreb, 15.2.2020, ph. by Sarah Gherbitz

Appena finito il concerto non abbiamo potuto esimerci dal cercare Mr. Caivano per consegnargli la nostra shopper: purtroppo gli spintoni della folla unita alla maleducazione di qualche ‘ficcanaso’ non hanno aiutato la qualità della foto…ma chissene….noi la mettiamo lo stesso in ricordo di una serata a dir poco indimenticabile!!!! 🔥🚀🤘

Mondo Generator, Blackoutt @MKNŽ Ilirska Bistrica, 9.2.2020

Gran successo per Nick Oliveri e i ‘suoi’ Mondo Generator che, in tour in questi giorni attraverso il Vecchio Continente, lo scorso 9 febbraio hanno fatto tappa in quel di Ilirska Bistrica, cittadina slovena a pochi km dal confine croato.

Dopo una discreta cena a base di selvaggina -specialità della zona- arriviamo al MKNŽ Mladinski Klub Nada Žagar, storico club che fin dal 1966 ospita concerti e serate punk rock con band da ogni angolo del pianeta. Ad organizzare l’evento la Boomerang, nuova booking slovena in collaborazione con Rocket Panda Management.

@Mknž Ilirska Bistrica, 9.2.2020, ph. by Sarah Gherbitz

Apertura con i local heroes Blackoutt, quattro protei dagli abissi delle grotte di Postumia, che avevamo già apprezzato insieme ai Duel. Da subito hanno acceso la serata con il loro instrumental post rock sincero, essenziale, senza fronzoli, confermandosi pienamente all’altezza di reggere il confronto con band di respiro internazionale.

Blackoutt @Mknž Ilirska Bistrica, 9.2.2020, ph. by Sarah Gherbitz
Blackoutt @Mknž Ilirska Bistrica, 9.2.2020, ph. by Sarah Gherbitz

Finalmente sul palco Nick Oliveri…che personaggio, che faccia da cinema! A tratti mi ricorda Forrest Gump ma lo sguardo alla Joker tradisce i segni di un passato burrascoso: condannato nel 2011 a quindici anni di carcere, ha patteggiato con 200 ore di servizi sociali e 52 settimane di terapia presso un Centro per il controllo della rabbia e dell’aggressività. Rabbia e sofferenza poi tradotte nel progetto dei Mondo Generator, fatto di suoni immediati, grezzi e rock n’roll, che richiama il rumore delle fabbriche industriali nel circondario.

Nick Oliveri @Mknž Ilirska Bistrica, 9.2.2020, ph. by Sarah Gherbitz
Nick Oliveri @Mknž Ilirska Bistrica, 9.2.2020, ph. by Sarah Gherbitz

Breve ma intenso, il concerto ha visto oltre ai brani dal nuovo album ‘Fuck it’ anche cover come ‘You Think I Ain’t a Dollar’ dei QOTSA e ‘Green Machine’ dei Kyuss…Sul palco insieme a Nick due pezzi da novanta come il cazzuto bassista Mike ‘Pygmie’ Johnson e Mike Amster dei Nebula alle pelli.

Mondo Generator @Mknž Ilirska Bistrica, 9.2.2020, ph. by Sarah Gherbitz

Bagno di folla a fine serata nel backstage per Nick Oliveri che, apparso in gran forma, ha rilasciato autografi sorridente e disponibile lasciandosi immortalare anche con la borsa di Freezine. Coloratissimo anche il banchetto del merch, dai vinili alle magliette passando per l’underwear griffato…per non farsi mancare niente!

Occhio al calendario però perché le serate al Mknž continuano nei prossimi mesi con una serie di ospiti davvero interessanti…STAY TUNED!!!!!!!!!!

Giovedì 26 marzo start 21: WERLY (crust, ex Hiatus – BELGIUM)

Martedì 7 aprile start 21: 7AM (garage punk – SLO/DE) + GÖTTEMIA (punk rock, Norway)

Venerdì 10 aprile start 21: LASSIE (Germany: happy garage punk)

Giovedì 16 aprile start 21: COCAINE PISS (Belgium: noise punk) + THE K. (Belgium: noise punk rock)

Mercoledì 22 aprile: OMEGA SUN (stoner doom, SLO) +SWAN MAY (stoner doom rock, AUSTRIA)

Gwar, Voivod, Childrain @Kino Šiška, Lj, 12.12.2019

A distanza di ormai parecchi mesi dal concerto degli Sleep (qui il nostro report) Freezine è tornata sul luogo del delitto ovvero il Kino Šiška, la top venue lubianese che giovedì 12 dicembre ha ospitato l’inedita tripletta composta da Childrain, Voivod e Gwar.

Organizzatore dell’evento la Dirty Skunks, l’instancabile associazione che dal 2002 porta nella capitale slovena il meglio della scena metal, hc e punk underground! Anzi, già che ci siamo, in occasione dei suoi 18 anni di attività, segnaliamo l’appuntamento del Dirty Skunks Fest che si terrà a Lubiana il prossimo 17 gennaio 2020 questa volta all’Orto con ospiti ben diciotto band su tre palchi. Info: https://bit.ly/2suk5Gu

Sono quasi le 20 e la neve scende silenziosa quando i baschi Childrain irrompono con veemenza sul palco di una sala Katedrala insolitamente vuota. Di fronte alla scarsa partecipazione il frontman Iñi Bengoa non si perde d’animo, e sfodera una gran padronanza vocale che, unita ad un’istintività da vero ‘animale da palcoscenico’, danno vita ad una performance fin troppo sopra le righe. Del resto non si tratta di principianti: attivi dal 2007, hanno da poco pubblicato il loro quarto album dal titolo ‘The Silver Ghost’.

Childrain @Kino Šiška, Ljubljana, 12.12.2019, ph. by Sarah Gherbitz

L’affluenza va un po’ meglio per le leggende del thrash metal Voivod, ma non di troppo -difficile stabilire che cosa abbia scoraggiato di più il popolo del metallo: se la giornata lavorativa, le condizioni meteo oppure la presenza degli At The Gates per la prima volta live a Zagabria nella stessa sera. ‘Ma ciò che conta è la qualità, non la quantità’ ci tiene a sottolineare con il suo sorriso luciferino Denis ‘SnakeBelanger, anima del gruppo insieme a Daniel ‘Chewy’ Mongrain, rispettivamente alla voce dall’83 ed alla chitarra dal 2008, 98 anni in due. Sorridenti e super disponibili, a fine serata si sono fermati al bar del Kino con i fans sloveni e croati per scambiare quattro chiacchiere, firmare gli autografi…e qualche birretta!

Voivod @Kino Šiška, Ljubljana, 12.12.2019, ph. by Sarah Gherbitz

Un’ora di concerto che non tradisce le aspettative, e pesca brani soprattutto dal glorioso passato come ‘Psychic Vacuum’ (1988) e ‘The Unknown Knows’ (1989) piuttosto che dall’ultimo ‘The Wake’ (Century Media Records, 2018), fino alla sfrenata danza finale sulle note di ‘Voivod’, vero e proprio anthem dal debut ‘War and Pain’ (1984) incentrato sulla malvagia creatura post-apocalittica che dà il nome alla band.

Voivod @Kino Šiška, Ljubljana, 12.12.2019, ph. by Sarah Gherbitz

Se l’universo di mostri, robot e bizzarre creature che popola l’immaginario dei Voivod non disturba ed anzi, si fonde naturalmente con la potenza del sound metallico per portarlo all’esaltazione, non si può dire lo stesso degli altrettanto mostruosi headliner, i fracassoni e raccapriccianti Gwar.

Gwar @Kino Šiška, Ljubljana, 12.12.2019, ph. by Sarah Gherbitz

Volutamente disturbante e provocatorio, quello dei mostri di Richmond è una specie di musical a violente tinte gore che ai brani mescola sketch demenziali con protagonisti personaggi ‘scomodi’ come il presidente Trump e l’icona transgender Caitlyn Jenner.

Gwar @Kino Šiška, Ljubljana, 12.12.2019, ph. by Sarah Gherbitz

Imbalsamati in voluminosi costumi di lattice ed imbrattati di sangue, viscera ed escrementi fino al collo, il gruppo è conosciuto per i suoi spettacoli ad alto tasso di secrezione, che alla fine della serata ha visto resistere sotto il palco soltanto un paio di fans accaniti. Ed anche se molto spesso vengono paragonati ai Lordi, in Italia i Gwar non hanno la stessa popolarità: quella del Kino Šiška è stata un’occasione preziosa per vederli dal vivo, e per poter dire ‘Io c’ero!

The Vibrators @Bannermans, Edinburgo, 9.11.2019

Colpo di fumine sabato 9 novembre in quel di Edinburgo per The Vibrators, veterani del punk sulla breccia da oltre quarant’anni e una lista di membri o sedicenti tali sparsi per il mondo così lunga che nemmeno i figli di Maradona… ma del resto come biasimarli, alzi la mano chi non vorrebbe poter raccontare di aver iniziato a suonare nel ’77 nello stesso tour dei Sex Pistols, con Iggy Pop e David Bowie alle tastiere??

Cornice dell’evento, pieno come un uovo di punkers riuniti per l’occasione, il mitico Bannermans al 212 di Cowgate Street, strada brulicante di locali e club e cuore pulsante della capitale scozzese. Piccolino nelle dimensioni, il Bannermans si rivela però ben disegnato, grazie a una sapiente distribuzione degli spazi tra il pub in vecchio stile, una zona lounge dall’atmosfera più intima e raccolta-con tanto di caminetto- e la sala concerti da 175 posti.

Con un pizzico di dispiacere mi sono persa l’apertura di The Shan, gruppo emergente locale che propone un inedito mix di punk con forti echi di garage e psichedelia anni ’50. Giusto il tempo di dare una sbirciatina al merch tra un cambio di set e l’altro, ed ecco salire sul palco proprio loro…The Vibrators!

Mi aspettavo punkume grezzo sia sul palco che sotto…e resto piacevolmente spiazzata: i punk di Edinburgo sono super educati e gentili, addirittura si spostano per farmi passare avanti…se fosse un film, più che ‘Trainspotting’ direi ‘Il Tempo delle Mele’ 😀 ! ora sarebbe bello che qualcuno si avvicinasse per mettermi le cuffie, così ‘London Girls’ la sentirei solo io… 😀 😀 😀

Nigel Bennet

Un’ora di concerto che alle hit storiche come ‘Automatic Lover ‘e ‘Whips and Fur’ alterna brani da ‘Past, Present And Into the Future’ uscito nel 2016 per il 40esimo anniversario della band. Quando Pete Honkamaki attacca sulle note di ‘Loose Change’ capisco che che non c’è niente di più divertente di un gruppo di vecchi punk che sleazeggia…e con lui non potrebbe essere diversamente, nel suo metro e un tappo si concentra buona parte della storia del rock n’ roll degli ultimi vent’anni! Basti pensare che è entrato nella band grazie a Charlie Harper degli U.K. Subs seguendoli in tour prima come driver e poi come bassista…un idolooo!

A dire il vero un sopravvissuto della formazione originale c’è, ovvero il batterista John ‘Eddie’ Edwards, alle pelli dal 1977…insomma, una vera e propria leggenda vivente, che si presenta indossando la maglietta del Brightlingsea, la cittadina della costa sud orientale dove ha vissuto e suonato per molti anni. E poi Nigel Bennet, chitarrista legato a The Members, altra band storica della scena punk britannica, oggi molto apprezzato come solista.

Il coro arriva puntuale sulle prime note di ‘Baby Baby’, tratta dall’album di esordio ‘Pure Mania’ (1977), conosciuta anche grazie alla cover natalizia dei R.E.M. Gran finale con ‘Judy Says’ (Knock In Your Head) e ‘Disco in Mosco’, vero e proprio anthem dei Vibrators, che nonostante le voci di ritiro dalle scene che si susseguono ormai da parecchi anni, dimostrano di saper dominare come ed anzi, ancora meglio di tanti altri!

Dal Bannermans per il momento è tutto, o quasi: torneremo a parlarne per l’arrivo dei Quireboys in acustico il 24 novembre, quindi…Stay Tuned!!!!!!

Sleep, Cojones @Kino Šiška, Ljubljana, 18.4.2019

Sold out al Kino Šiška di Ljubljana per gli Sleep, impegnati in un minitour europeo di sei date che si è concluso trionfalmente lo scorso giovedì 18 aprile proprio nella capitale slovena. Tanti i fans dalla Croazia- complice anche la scelta della band d’apertura Cojones, stoner rock di Zagabria- e tanti arrivati anche dall’Austria, dalla Serbia…da notare anche la massiccia presenza triestina, evidentemente in vena di gita fuori porta🌷

Cojones @Kino Šiška, Ljubljana, 18.4.2019, ph. by Sarah Gherbitz

La platea del Kino è sicuramente la prova del fuoco per molte band e i Cojones l’hanno superata a pieni voti. Nel loro sound gli echi di Kyuss, Black Sabbath e Melvins confluiscono in un vero e proprio vero trip sonoro attraverso le dune del deserto californiano, lo stesso da cui sono partiti gli Sleep nell’ormai lontano 1990… considerato che arrivano dalla parte opposta del globo, alza i punti di merito!

Cojones @Kino Šiška, Ljubljana, 18.4.2019, ph. by Sarah Gherbitz

Irsuti e cattivi come grizzly, gli Sleep hanno dominato la scena dalla prima all’ultima nota senza tradire le aspettative, pescando sia da ‘The Sciences’ (2018) che dai brani più datati di ‘Holy Mountain’ (1992), album considerato ancor oggi la pietra miliare dello stoner rock.

Sleep @Kino Šiška, Ljubljana, 18.4.2019, ph by Sarah Gherbitz

Nonostante i suoi gravi problemi di diabete, Matt Pike resiste impavido, affiancato dai sodali Al Cisneros (voce e basso) e Jason Roeder alla batteria. Fresco vincitore del Grammy con gli High Fire, sul palco del Kino si è presentato con arroganza a petto nudo e maniglie dell’amore in bella vista…in perfetto Lemmy’ style!

Matt Pike, Sleep @Kino Šiška, Ljubljana, 18.4.2019, ph. by Sarah Gherbitz

Nonostante qualche piccolo disturbo nella resa acustica -la voce troppo bassa, così come il volume della chitarra-, la band è ancora capace di ipnotizzare tutto il pubblico a suon di riff psichedelici e lisergiche vibrazioni. A tutti quelli che sempre mi chiedono qual è il senso di andare ad un concerto dei Guns N’ Roses a 32 anni di distanza da ‘Appetite’, provo a chiedere: ma voi vi siete divertiti quella sera a Lubiana per gli Sleep? A me sembra proprio di sì…

Sólstafir With Strings @Kino Šiška, Ljubljana, 21.3.2019

Freezine per la prima volta in mission al Kino Šiška di Ljubljana, il Tempio Sacro della musica conosciuto e frequentato anche da tanti triestini! Tutto per assistere all’apparizione degli islandesi Sólstafir, protagonisti di un esclusivo live show che li ha visti esibirsi con una line up di ben nove elementi rafforzata da una speciale sezione d’archi!

Il Kino si trova nel popoloso quartiere di Šiška, a circa una ventina di minuti a piedi dal centro storico a cui è collegato da uno dei viali principali della città. Ex sala cinematografica, dal 2008 ospita un fitto cartellone di concerti, festival e art performances tra la Katedrala, la sala più piccola ‘Komuna’ e gli spazi del suo café al pianterreno. Proseguendo poco più avanti c’è l’incantevole Tivoli Park, il ‘polmone’ verde della capitale slovena, e proprio di fronte la Union, storico birrificio dove ci fermiamo per una cenetta pre-gig innaffiata di birra!

@Kino Šiška, Ljubljana, 21.3.2019, ph. by Sarah Gherbitz
@Kino Šiška, Ljubljana, 21.3.2019, ph. by Sarah Gherbitz

Sistemata la macchina, raggiungiamo velocemente a piedi la nostra destinazione, dove i Sólstafir attaccano puntuali poco dopo le venti sulle note dell’intro ‘Náttfari’, mentre sullo sfondo scorrono le immagini di spezzoni di vecchi film che contribuiscono a rendere l’atmosfera della Katedrala ancora più suggestiva.

Sólstafir @Kino Šiška, Ljubljana, 21.3.2019, ph. by Sarah Gherbitz

Due le ore di concerto- con intervallo tra primo e secondo set- che ha visto pescare brani sia da ‘Otta’ (2014) che da ‘Berdreyminn’ (2017), gli ultimi due album di una band alla continua ricerca di nuove sonorità. Fino a diventare ormai un nome di culto del panorama post metal ma non solo, come dimostrato dal numeroso pubblico presente per l’occasione.

Sólstafir @Kino Šiška, Ljubljana, 21.3.2019, ph. by Sarah Gherbitz

Nonostante le sue dimensioni (può contenere fino a 932 persone in piedi, ndr), il Kino è riuscito a mantenere perfettamente intatto lo spirito ‘intimo’ dello spettacolo, caratterizzato da sofisticati giochi di luce, lunghi passaggi strumentali e frequenti scambi di contatto fisico tra la band e il pubblico.

Sólstafir @Kino Šiška, Ljubljana, 21.3.2019, ph. by Sarah Gherbitz

Altissimo, magro e sofferente anche nelle movenze, Aðalbjörn Tryggvason è la voce e chitarra fin dagli esordi black metal nell’ormai lontano 1995. Ad accompagnarlo sono Sæþór Maríus Sæþórsson detto ‘El Gringo’ alla chitarra, il batterista Hallgrímur Jón ‘Grimsi’ Hallgrímsson, l’acquisto più recente della band, Ragnar Ólafsson degli Árstíðir alle tastiere, più il quartetto d’archi tutto femminile, tra cui l’affascinante Dalai Cellai (AntiqVa) al cello elettrico.
Un cenno a parte merita Svabbi, il biondo bassista che i suoi compagni presentano come ‘the sexiest man in Iceland’…non c’è dubbio, è lui l’anima rock n’ roll del gruppo!

Sólstafir @Kino Šiška, Ljubljana, 21.3.2019, ph. by Sarah Gherbitz
Sólstafir @Kino Šiška, Ljubljana, 21.3.2019, ph. by Sarah Gherbitz

Dopo la pausa, la serata decolla con il secondo set decisamente più coinvolgente, dove trovano spazio anche due brani più datati tratti da ‘Köld’ (2009) e ‘Svartir Sandar’ (2011). 
Il momento clou arriva con il discorso del frontman che chiede al pubblico di prestare attenzione agli amici e conoscenti che stanno lottando contro la depressione.  E’ il preludio a ‘Necrologue’, struggente ballad à la Kurt Cobain scritta dalla band per l’amica Kristinn Sólberg Jónsson, che si è suicidata nel 2005.

Sólstafir @Kino Šiška, Ljubljana, 21.3.2019, ph. by Sarah Gherbitz

Nel gran finale con ‘Fjara’ e ‘Goddess of the Age’, i Sólstafir si scatenano sul palco in una vera e propria danza liberatoria, con cui sembrano accantonare il loro tragico pathos per ritrovare finalmente un po’ di leggerezza. La conferma arriva durante il rito degli autografi e delle foto, durante i quali appaiono super disponibili e sorridenti…Che sotto sotto siano davvero, come ha scritto qualcuno di loro, la ‘versione heavy metal dei Village People’?

Con ‘Svabbi’ dei Sólstafir @Kino Šiška, Ljubljana, 21.3.2019, ph. by Riccardo de Piccoli

Enuff Z’Nuff, Last great dreamers, siska @Revolver Club, S. Donà di Piave (VE), 23.2.2019

Pochi ma buoni sabato 23 febbraio al Revolver Club di San Donà di Piave che ha ospitato l’unica data a Nordest degli Enuff Z’Nuff, in tour per presentare l’album ‘Diamond Boy’ uscito lo scorso anno via Frontiers Records. Formati nell’ormai lontano 1984 a Blue Island vicino a Chicago, gli Enuff Z’Nuff si caratterizzano per il loro power pop leggero ed accattivante, per gli outfit vistosi, glitterati e coloratissimi…insomma, gli elementi per mettere in fuga il classico rockettaro tutto teschi e borchie ci sono tutti! 😀

Facile quindi che con questo tipo di premesse, e nonostante i 14 album in studio, 5 dal vivo e tre compilation, gli Enuff Z’Nuff restino una band solo per pochi ed affezionati cultori. Altrettanto facile quindi che il loro concerto si trasformi in una vera e propria intimate gig, com’è successo appunto al Revolver.

Ma in fondo perché meravigliarsi? succede, specie quando una rock band esce dallo schema per iniziare a ‘giocare’ con altri generi, avvicinandosi ai Beatles, al pop…ecco che subito viene ‘punita’.
I true metallers iniziano a prenderti in antipatia, i produttori storcono il naso, la stampa accusa la mancanza di originalità…è il mercato, bellezza: o stai da una parte o stai dall’altra, l’outsider non convince!

Ben due i gruppi in apertura di serata, a partire dai Siska, hard rock band vicentina capitanata dal guitar hero Mattia Sisca, che dopo un tour in Sud America assieme a Tim ‘Ripper’ Owens (Judas Priest, Yngwie Malmsteen), sono stati scelti come spalla dagli Skid Row nel loro ultimo tour. Peccato che in quest’occasione non siano riusciti a portare il pubblico che di solito li segue…i veri metallari! 😀

Decisamente più azzeccata la scelta del secondo gruppo: i Last Great Dreamers, quattro brit rockers che sembrano appena usciti dal set del film ‘Velvet Goldmine’, tornati dopo lunga pausa grazie alla reunion con i membri originali Marc Valentine alla voce e Slyder alla chitarra. Tempo fa qualcuno mentre li recensiva ha scritto: ‘Che cosa sarebbe successo se gli Hanoi Rocks avessero trombato con Morrissey davanti ai Green Day e fosse nato un bambino?’ Ecco…i Last Great Dreamers sono il frutto di quest’amore!

Manca poco allo scoccare della mezzanotte quando sulle note di ‘Metalheart’ salgono sul palco gli Enuff Z’Nuff, reduci da una photosession con il fotografo Alex Ruffini, presente per l’occasione.
Si continua con ‘Kiss The Clown’ dal debut omonimo dell’89, la cui copertina con il simbolo della pace è diventata il logo della band che si vede sulle magliette, sulle spillette etc.

A fare da mattatore è ovviamente Chip Z’Nuff, fondatore e bassista della band e da un paio d’anni anche cantante al posto di Donnie Vie, suo amico ed ex compagno di avventure che ha intrapreso ormai la carriera solista. Accanto a lui a dare nuova linfa alla band ci pensano Tory Stoffregen alla chitarra solista, Tony Fenelle (ex Ultravox, chitarra e tastiere) e Daniel B. Hill alla batteria.

All’epoca d’oro risalgono anche ‘Heaven or Hell’ e ‘In The Groove’ per un concerto costellato di vecchie hit, tra cui non possono mancare ‘Fly High Michelle’ e ‘New Thing’, dove gli Enuff Z’Nuff vengono raggiunti sul palco dai supporter per chiudere in bellezza la serata. Immancabile anche il tributo a David Bowie con la cover di ‘Jean Genie’, brano scritto per l’attrice Cyrinda Fox, sua ‘fiamma’ e musa nel periodo di Ziggy Stardust.

Il tempo a disposizione è ormai scaduto, resta il rito per le foto e gli autografi con Chip, che si mostra disponibile soprattutto con le fans! Ma niente paura: per chi se li fosse persi, gli Enuff Z’Nuff hanno promesso di tornare in zona moooolto presto…e la prossima volta vogliamo i chioschetti di chupa chups e pelouches colorati all’ingresso! 😀 😛