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Amyl & The Sniffers, il punk arrogante conquista il Castello di San Giusto

Grande festa punk rock venerdì 7 agosto a Trieste, che nell’ambito della rassegna Hot In The City ha accolto nel piazzale del Castello di San Giusto Amyl & The Sniffers dall’Australia con furore. Unica data italiana organizzata da Good Vibrations insieme a Vigna Pr, ha visto esaurirsi i biglietti in poche settimane dall’annuncio invernale, richiamando nella spettacolare location sul Colle oltre 1800 persone da altre regioni, dalla costa slovena e croata ma anche da molto più lontano: mentre attendiamo in fila socializziamo con una ragazza olandese che è arrivata in bus da Breda, nella foto sotto una coppia di fans provenienti dal Canada.

A San Giusto la band ha proposto una scaletta che ha alternato pezzi più datati a quelli estratti dall’ultimo, acclamato album ‘Cartoon Darkness’ (2024) che, con la data di Trieste e quella successiva a Zagabria, ha finalmente raggiunto anche questa parte d’Europa. La parte centrale dello show, con una hit dietro l’altra da Chewing Gum a Tiny Bikini fino a Jerkin’, trasforma il Castello in un suggestivo dancefloor accarezzato da un piacevole vento tra i capelli. Noti per la carica che trasmettono sul palco, Amyl & The Sniffers fanno dell’energia live il loro marchio di fabbrica, offrendo una performance dove il confine tra pubblico e protagonisti si dissolve per lasciare spazio ad una vera e propria esperienza immersiva, focalizzata più sul ballo ed il coinvolgimento fisico che sull’ascolto.

Amyl & The Sniffers @Castello di San Giusto, Trieste, 7.8.2026

La riconoscibilità dei singoli brani, con relativa esecuzione, diventano dettagli di poco conto all’interno di un ‘viaggio sonoro’ attraverso il tempo e lo spazio capace anche di unire generazioni lontane tra loro.
‘Questi quattro ragazzi provenienti dalla lontana Melbourne sono la reincarnazione, la sintesi del meglio di ciò che abbiamo ascoltato, visto, ballato e pogato in tutti i decenni trascorsi’, commenta all’indomani del concerto uno spettatore su Facebook. ‘Ero sotto il palco e mi sono sentita abbracciare…bellissimo, così anni Novanta!’ racconta una ragazza alla fine dello show. Ecco, forse è proprio nell’atmosfera di rave party la ‘chiave’ del successo di questa band che, partita dalla periferia di Melbourne, negli ultimi anni è salita alla ribalta internazionale aprendo negli stadi per AC/DC e Foo Fighters.

Amyl & The Sniffers @Castello di San Giusto, Trieste, 7.8.2026

Al centro della situazione è ovviamente Amy Taylor, la smiley blondie ‘anima’ della band, ma soprattutto erede di tutta quella scuola di punk queen che, da Joan Jett a Juliette & The Licks partendo dalla Grande Madre Wendy O. Williams, hanno reso il punk un ‘laboratorio’ di libertà femminile. Impressione rafforzata anche dalla nuova line up per due quarti al femminile con Lakota Vella della band Public Figures di Melbourne a sostituire per questo tour Gus Romer, mentre restano i fidati Declan Mehrtens alla chitarra e Bryce Wilson alla batteria.

Amyl & The Sniffers @Castello di San Giusto, Trieste, 7.8.2026

Nonostante la fuga di massa verso la zona bar nell’istante esatto in cui sono apparse sul palco, ci sentiamo comunque di spezzare una lancia a favore della band di apertura Hey Darling, punk trio romagnolo tutto al femminile che ha aperto la serata al Castello. Sodalizio nato nel 2018 sui banchi del liceo, citano tra le loro fonti d’ispirazione proprio Amyl & The Sniffers, dopo aver bucato con il van in autostrada sono riuscite ad arrivare puntuali a Trieste per effettuare il soundcheck, rispettando i tempi di quella che ad oggi è stata sicuramente una delle serate più emozionanti della loro carriera.

Hey Darling! @Castello di San Giusto, Trieste, 7.8.2026

…Ma la festa non finisce mica qui! Prossimo appuntamento al Castello di San Giusto è per martedì 11 agosto con un nome una garanzia ovvero Gogol Bordello! Questa volta in apertura sarà il turno degli eroi locali Corpi Contundenti, tra i nomi di punta della vivace scena triestina punk alternativa esplosa in città dopo la pandemia.

Eyehategod made history performing for the first time at Pula Monteparadiso!

First enjoying opening act from the balcony, then descend into the crowd for an amazing show: Eyehategod made music history last July 4th at Rojc in Pula, performing for their first time in Monteparadiso, the oldest hardcore punk hub in Balkans region. The event was organized by No Profit Recordings, an independent label born from the enthusiasm of several musicians and promoters already active in the local scene. Along hardcore band, they have recently brought to the former Austro-Hungarian barrack also Messa, Mondo Generator, Ufomammut, Bosco Sacro, Rosalie Cunningham etc.

“I love you”, Mike IX Williams at his best repeated not once, but twice, three times, accompanied by his trusted buddies Jimmy Bower, Gary Madder and Aaron Hill. The crowd, excited by the ‘intimate’ venue, step closer to the band during a ritual-performance that for Eyehatego is also a political act, intended not only as entertainment, but as a space for discussion, criticism, and resistance. Williams’ body, and his physical pain, took center stage, like body artists when they deliberately cut and injure themselves to provoke a collective shock, a participation and a powerful reaction.

The opening act was Dwarves, led by Blag Dahlia, the polymorphe frontman who has led the band from the beginning in Chicago 1985. Dahlia is currently experiencing a truly magical moment: thanks to Dwarves’ new, highly acclaimed album ‘Jenkem’, the solo project from his alter ego Ralph Champagne, and, last but not least, his first fatherhood at the age of sixty.

He’s supported by a various lineup, including drummer Gabriel Perez, Italian guitarist Gianluca ‘Ginger’ Panero, and bass player Nick Oliveri, who danced in the front row during Eyehategod’s concert, revealing just how much fun the two bands have together and support each other.

Meanwhile, Pula is already setting for the next event with the Rojc Open Air Festival 2026, a two-day boutique festival that also includes exhibitions, workshop and distro/merch area. The line up on Friday July 10 includes Coltaine, doom metal from Karlsruhe in the heart of the Black Forest, and the French band Djiin, who draw inspiration from 70s progressive rock with blues and jazz influences. Saturday July 11 will be Submeet and Horror Vacui from Italy, while from Japan Green Milk from The Planet Orange, psych punk hardcore since 2001! Tickets available here.

Villagers of Ioannina City, Omega Sun @Orto bar, Lubiana, 5.4.2026

di Gian Battista Ossi

Pasqua alternativa in trasferta lubianese per un evento che si è dimostrato fondamentale: il concerto all’Orto Bar dei Villagers of Ioannina City, band greca (dal nome impresentabile, mi domando come accidenti sia venuto loro in mente) che nel 2020 ha pubblicato il mio disco preferito in assoluto degli ultimi anni, ‘Age of Aquarius’, e che non avevo ancora mai visto live.

Omega Sun @Orto bar, Ljubljana 5.4.2025, ph. by Sarah Gherbitz

In apertura, davanti a pochissime persone e iniziando addirittura due minuti in anticipo sull’orario schedulato, gli Omega Sun, trio stoner sloveno che ha già calcato in diverse circostanze i palchi di Trieste e dintorni. Senza guizzi particolari ma potenti e coinvolgenti, questa è la terza volta che li vedo ed è quella che mi è piaciuta di più.

Omega Sun @Orto bar, Ljubljana 5.4.2025, ph. by Sarah Gherbitz

La sala inizia a riempirsi, le presenze secondo fonti interne si attesteranno alla fine sulle 250 unità, e alle 21.10 circa entrano in scena i Villagers of Ioannina City, in tour per promuovere il nuovo album, curiosamente non ancora pubblicato: dato in uscita genericamente ‘questa primavera’, ne propongono in anteprima qualche estratto, che sembra molto valido ma dovrà essere giudicato con calma su disco, quando sarà il momento.

Villagers Of Ioannina City @Orto bar, Ljubljana 5.4.2025, photo by Sarah Gherbitz

Ad ora, la parte del leone la fa il materiale scelto dal capolavoro ‘Age of Aquarius’. I greci suonano un personalissimo mix di stoner, heavy psych e folk (grazie al polistrumentista che si occupa di clarino, cornamusa e flauto), pestano quando devono pestare, con distorsioni apertamente metallose, alternando sapientemente possenti cavalcate stoner a lunghe divagazioni, che però di propriamente psichedelico hanno poco: sono sempre solide, concrete, di quella concretezza richiesta da sempre per la sopravvivenza dall’arido suolo dell’Ellade ai suoi abitanti, specie quelli della montagna… beh, di tutte le montagne del mondo, in effetti. Per una masterclass di psichedelia vera e propria, bisogna rivolgersi ai loro connazionali Naxatras.

Villagers Of Ioannina City @Orto bar, Ljubljana 5.4.2025, photo by Sarah Gherbitz

Comunque, un’ora e tre quarti abbondante, volume un po’ alto ma livelli perfetti, notevole presenza scenica: si fanno strada da un lato il rimpianto per aver saltato la precedente occasione in cui i Villagers si sono esibiti a Lubiana, due anni e mezzo fa, ma anche la consapevolezza di quanto siano davvero fighi.

Villagers Of Ioannina City @Orto bar, Ljubljana 5.4.2025, photo by Sarah Gherbitz

Koper, l’antico Bastione si anima con il noise industrial dei Submeet

Mercoledì 25 marzo, sotto le arcate in pietra del Bastione di Koper, si è avvertito un forte boato sludge industrial. L’antica fortezza di Capodistria, che nel XVI secolo proteggeva la città dagli invasori, ha ospitato un concerto organizzato da NORadio, radio indipendente del litorale sloveno. Ospiti direttamente da Mantova sono stati i Submeet, cazzutissimo trio noise post punk attivo dal 2017- questo tour include anche la data di supporto alle leggende newyorchesi post hardcore Unsane a Lubiana.

Esordiscono nel 2017 con un Ep dalle tinte shoegaze, a cui segue tre anni più tardi ‘Terminal’, album che intreccia influenze noise, post-punk e ambient. L’altra sera a Koper sono arrivati freschi dell’ultimo lavoro ‘codename ®‘ che, ispirato alle novelle del Decameron di Boccaccio, sposta ulteriormente il loro sound verso orizzonti ancora più estremi, procurando alla band illustri paragoni con Swans e Circus Mort. Uscito nel 2025, l’album è frutto di una collaborazione internazionale tra l’etichetta croata No Profit Recordings e le italiane Controcanti ProduzioniSanta Valvola Non Mi Piace.

A riscaldare la serata di questa fredda primavera, ci ha pensato Pio3, songwriter e instancabile promotore culturale tra le colonne della scena underground targata Fvg -è stato uno dei fondatori del Pietrasonica festival. Da anni voce su Radio Onde Furlane di Mainzai, la trasmissione di culto con cui si è fatto conoscere come il ‘John Peel del Friuli’, porta in giro la sua musica caratterizzata da testi dissacranti e uno sguardo allucinato sul mondo contemporaneo.

Resi agibili da poco, gli spazi del Bastione funzionano da vera e propria temporary location con mostre ed eventi in attesa dell’apertura del Libertas, adiacente ex magazzino in fase di ristrutturazione. Con due sale -la più grande da 800 persone- e una parte museale, viene annunciato come un nuovo polo multiculturale in grado di rafforzare le collaborazioni tra la già vivace cittadina portuale e le vicine Italia e Croazia.

Naxatras @Gala Hala, Ljubljana, 22.10.2025

Toccata e fuga la scorsa settimana a Lubiana dove, dopo la pioggia e le nebbie tipiche delle valli lungo il tragitto, troviamo ad accoglierci una tiepida atmosfera d’autunno e un piacevole clima di festa.

Dopo due anni dall’ultima esibizione nella capitale slovena, lo scorso 22 ottobre i Naxatras sono tornati al Gala Hala davanti a una folla entusiasta che ha riempito il club. Al nostro arrivo si è già creata una discreta coda all’ingresso e anche al bar, questo nonostante sia una data infrasettimanale e, cosa ancor più insolita, nonostante non ci sia nessun gruppo ad aprire la serata.

Probabilmente i Naxatras sono una di quelle -poche- band che, anche se straniera sulla carta, suscita ‘appartenenza’ come se fosse composta da local heroes. Sensazione condivisa anche con il resto del tour che, oltre a Lubiana, ha toccato anche Vienna, Sofia, Bucharest, Zagabria, Belgrado ed altre città dell’Est…strapieno ovunque!

Una volta saliti a bordo della ‘navicella spaziale’ del Gala Hala-dai cui divanetti si gode una vista eccellente-, la partenza è puntuale sulle note di ‘Spacekeeper’, a cui seguono ‘Journey to Nahromon’ e ‘Celestial Gaze’. E se il concerto comprende comunque gli album precedenti, per la maggior parte si concentra su ‘V’ (2025), l’ultimo lavoro con cui i Naxatras hanno ulteriormente aggiustato la ricetta del loro sound, amalgamando gli ingredienti classici del progressive rock con le ‘spezie’ provenienti dai mondi dell’elettronica e dell’anatolica.

La band, fondata da John Delias (chitarra e voce), Kostas Harizanis (batteria) e John Vagenas (basso e voce) a Salonicco 14 anni, fin da subito è apparsa a suo agio, un po’ come se si trattasse di un ritrovo tra vecchi amici. Insieme a loro sul palco anche Spiros Kouroubetsis alle percussioni e Pantelis Kargas alle tastiere, celati da una spessa coltre di fumo.

Il risultato è un vero e proprio trip sonoro che scorre senza intoppi, capace di trasportare sia attraverso lo spazio da un luogo all’altro, sia attraverso il tempo in epoche differenti, dalla folla di un free party durante gli anni ’70 al silenzio delle montagne dell’Anatolia. In questo modo anche la percezione della durata dello show è molto soggettiva, e sembra che lo spettacolo di un’ora e mezza sia trascorso in pochi minuti.

A giudicare dal movimento sotto palco, e dai ripetuti ‘we want more’ prima ancora dell’uscita di scena, sembra proprio che il nuovo lavoro sia stato apprezzato. Sono da poco passate le ventitré quando i Naxatras salutano Lubiana. Tuttavia i fans vogliono di più, così dopo pochi minuti tornano sul palco con ‘I Am The Beyonder’, quasi una sorta di ‘manifesto’ della band ‘I’ve got the right to see the black and purple stars out of the sky tonight/ And I’ve got second sight to learn to know what’s hiding deep inside, to die’…Difficile accedere al merch, dove tutti si sono riversati contemporaneamente per acquistare qualche souvenir della notte psichedelica.

P.S.: solo una piccola delusione, dovuta alla mancanza dei visuals sullo sfondo che di solito accompagnano i concerti della band con un tripudio di colori per garantire l’effetto ‘cinema’…speriamo ci siano la prossima volta, magari nel giardino esterno!

StonerKras, cresce la partecipazione per la due giorni di musica a Prosecco

Grande partecipazione per StonerKras Fest, il raduno stoner organizzato dall’associazione Rocket Panda Management, che si è concluso nel weekend a Prosecco sul Carso triestino. La pioggia, che la sera prima aveva fatto saltare numerosi concerti all’aperto, ha risparmiato la serata di sabato 12 luglio, consentendo lo svolgimento della manifestazione nei tempi e modi previsti.

Protagonisti sul palco gli svedesi Truckfighters, che con il loro show– data unica in Italia, Slovenia e Croazia- hanno riempito lo spazio esterno del Kulturni Dom. Mentre gli stand di esposizione, il dj set insieme all’after party di domenica 13 luglio hanno animato il resto di questa quarta edizione, coinvolgendo pubblico di tutte le fasce d’età.

Sei in tutto le band, da gruppi come Veuve e Mr. Bison ormai lanciati verso una carriera internazionale, ai triestini Black Pope, tornati ad esibirsi a quasi dieci anni dalla loro ultima apparizione in occasione di questo festival.

A convincere il pubblico sono state anche le band inedite per queste zone di confine, i croati Them Moose Rush e gli Zolle, dietro la cui apparenza così naïf c’è in realtà una produzione di alto livello.

Attivati per quest’edizione il servizio di navetta e il campeggio, allestito nella dolina adiacente all’area concerti, che ha consentito di prolungare la permanenza al festival anche nella giornata di domenica. Trascorsa in relax all’ombra degli alberi in compagnia di nuove band della scena triestina come Green Fudge, Lucyd di Dorina Leka, e l’incursione nell‘indie folk con la torinese Cecilia all’arpa.

L’auspicio è quindi chiaramente quello di rivedersi a Prosecco l’anno prossimo, con sempre più band, artigiani, cibo -a proposito, che fine hanno fatto le griglie? :)-, nell’ottica di un festival punto di incontro tra gruppi provenienti da tutto il mondo e l’eclettica community locale.

Brant Bjork Trio, Omega Sun @Gala Hala, Ljubljana, 3.7.2025

Lubiana come il Mojave Desert in occasione della data slovena di quel nume tutelare dello stoner rock che risponde al nome di Brant Bjork. Al nostro arrivo il termometro segna i 39°C, e la sua discesa nel corso della serata è così lieve che si stenta a percepire. Dopo un giro in centro, ci dirigiamo verso quella che per noi è una location nuova da esplorare, ovvero il summer garden del Gala Hala, uno dei club situati all’interno del Metelkova, cuore pulsante della Lubiana ‘alternativa’.

Il Gala Hala si rivela il rancho perfetto dove cercare un po’ di ristoro, con la sua verde ‘oasi’ e sassi di pietra sul terreno. A fare gli onori di casa ci sono i valorosi Omega Sun, che hanno suonato sfidando il sole ancora alto e la gente appena entrata ed ancora in procinto di roll….ehm, di prendere posto:) I rockers di Koper stanno continuando a portare in giro il loro ultimo lavoro ‘Roadkill’ (2023) ma, come hanno già anticipato, del nuovo materiale sta bollendo in pentola…quindi stay tuned!

Fans in adorazione per Brant Bjork, che ha pescato i brani attingendo soprattutto dall’ultimo album ‘Once Upon a Time in the Desert’ (2024) più qualche cover dalle sue band precedenti Bjork & The Bros, Low Desert Punk e Ché. Sul palco sembra in gran forma, affiancato dal fido partner in crime Mario Lalli per un’ora abbondante di concerto, sorretta alla batteria dal fenomenale Mike Amster dei Nebula e Mondo Generator…una vera macchina da guerra!

Accanto al super merch delle band, spiccavano sui banchetti poster e volantini di StonerKras Fest, il raduno heavy rock in programma sabato 12 luglio a Prosecco sul Carso triestino. Il festival, che quest’anno per la prima volta mette a disposizione un’area campeggio adiacente, proseguirà nella giornata di domenica 13 luglio con le stoner sessions, tutte le info e tickets su https://stonerkras.it/

Coven, Saturday Night Satan @Močvara, Zagabria, 26.4.2025

Super trasferta lo scorso 26 aprile per i Coven a Zagabria, la data finale del Magickal Chaos Tour 2025 che ha portato i pionieri dell’occult rock per la prima volta live nei Balcani. Partito dalla Grecia, dove hanno suonato sia ad Atene che a Salonicco, il tour è proseguito a Sofia, a Belgrado per concludersi a Zagabria, con queste ultime due date organizzate dalla Hangtime, vulcanica agenzia operativa in entrambe le città.

Dopo una passeggiata nella sempre pittoresca Stari Grad, arriviamo al Močvara appena in tempo per evitare la pioggia che ha caratterizzato una giornata dal clima decisamente autunnale. Ad accoglierci un’atmosfera da notte delle streghe, complice la presenza di belle ragazze agghindate in chiave dark e gothic, ma c’è anche qualche maschietto che sfodera la toppa dei Black Sabbath.

Nonostante il rischio di misurarsi con un personaggio come Jinx Dawson, la cantante dei supporter greci Saturday Night Satan ha l’aria di una che ormai è abituata al confronto con le celebrità. Dopo aver aperto in patria per star del doom come Green Lung e Lucifer, è arrivata l’opportunità di unirsi anche ai Coven per tutte le cinque date nei Balcani.

Incentrata su brani come ‘Witches dance’ e ‘5 AM’ dall’album di debutto ‘All Things Black’ (2024), la performance dei Saturday Night risulta particolarmente apprezzata dal pubblico, che nel frattempo ha ormai gremito la sala, e bisogna riconoscere alla band di aver assolto pienamente la sua funzione di intrattenimento.

L’attesa per i Coven è ormai alle stelle mentre il Močvara si fa sempre più affollato e con red carpet delle grandi occasioni, tra cui i local heroes Vipera, le Mist da Lubiana e dal Friuli addirittura gli scatenatissimi organizzatori dell’Eresia Metalfest.

Ed ecco finalmente la bara che annuncia l’ingresso in scena di Esther Dawson detta Jinx da Indianapolis, unico membro originale e fondatore della band, il volto coperto da una maschera tempestata di strass alla ‘Eyes Wide Shut’, i lunghi capelli biondi sciolti sulle spalle intonare ‘Out Of Luck’ dall’ultimo album in studio.

Giù la maschera sulle note di ‘Black Sabbath’ da quel ‘Witchcraft Destroys Minds & Reaps Souls’ (1969) che gli valse l’etichetta di gruppo ‘maledetto’. Così come da lì vengono ‘Coven In Charing Cross’ e ‘White Witch In Rose Hall’ ispirata alla leggenda di Annie Palmer, la white witch del titolo, che fu accusata di praticare le arti voodoo a Montego Bay in Giamaica e venne uccisa durante una rivolta degli schiavi dell’isola negli anni trenta del XIX secolo.

La festa arriva puntuale sui primi accordi della hit ‘Wicked Woman’ che fa cantare praticamente tutti, ipnotizzati dallo sguardo della frontwoman, sorprendentemente molto più ironica ed alla mano sul palco di quanto appare sui social. Spicca in prima fila la presenza di numerosi fans under 40, così come di parecchio più giovani sono i musicisti che l’accompagnano ovvero Chris Vaughn (chitarra), Zayne Hutchison (basso), Alex Kercheval (tastiera e synth) e Colin Oakley alla batteria.

Momento di alto teatro durante ‘The Crematory’, quando la nostra Lady Macbeth avvicina il teschio alla bocca per leccarlo sembra sul punto di sussurrare ‘Venite al mio seno di donna, prendetevi il mio latte in cambio del vostro fiele’..E nella sua vita si è cimentata davvero con un po’ di tutto, dagli studi di canto lirico al conservatorio, fino al cinema, partecipando a film di exploitation anni 70 come ‘Billie Jack’.

Gran finale sulle note di ‘Epitaph’ e ‘Blood On The Snow’ mentre il Black Ritual si avvia verso la sua trionfante conclusione con la ‘danza delle corna’, vero e proprio marchio di fabbrica dei Coven. Se n’è andata così, lasciandoci un po’ a bocca asciutta senza una foto…d’altronde non si può avere tutto, intanto siamo riusciti a vederli dal vivo, perché questa è Zagabria…la città dei sogni!

Chelsea Wolfe @Kino Šiška, Lubiana, 15.11.2024

‘La Divina’, ‘La Regina Nera’, ‘La Strega di Sacramento’… nei giorni immediatamente precedenti il debutto a Lubiana di Chelsea Wolfe, l’attesa era alle stelle. La concentrazione per l’outfit da sfoggiare al Kino Šiška ai massimi livelli. Durante l’andata, le sagome delle foreste illuminate dalla luna piena sembrano quasi preannunciare la magia dello spettacolo che troveremo a destinazione.

Al nostro arrivo la Katedrala si presenta già piuttosto affollata, mentre la performance di Mary Jane Dumphe si sta avviando alla sua conclusione. Al posto del suo allegro synth pop avrei preferito Myrkur….tanto per fare un altro nome che mi piacerebbe vedere a Lubiana.

Nel giro di pochi istanti le luci si abbassano e tutta l’attenzione è per lei, la Lady in Black troneggiante sulle sue zeppe. A farla da padrone è l’ultimo album ‘She Reaches Out to She Reaches Out to She’ (2024), fin dall’incipit con ‘Whispers In The Echo Chamber’ e poi nelle successive ‘Everything Turns Blue’, ‘House Of Self-Undoing’ , fino allo struggente medley di ‘Tunnel Lights’ con frammenti di ‘Zombie’ dei Cranberries. Momento clou sulle note della struggente ‘Flatlands’ che viene ahimé rovinato dagli schiamazzi di qualche ubriaco, con la povera Chelsea costretta ad interrompersi e ad aguzzare la vista per rintracciare il colpevole tra il pubblico.

Archiviato l’incidente di percorso, il concerto si avvia verso la sua seconda parte, con il recupero dai dischi più doom ‘Hiss Spun’ (2017) e ‘Birth Of Violence’ (2019). E la Wolfe amorevolmente circondata dal suo team, ovvero Bryan Tulao alla chitarra e Ben Chisholm alle tastiere, e soprattutto Jess Gowrie, la batterista e compagna di mille avventure fin dalle prime esperienze diy nella loro Sacramento.

Tutto il concerto è una danza di ombre spettrali che non ha nulla da invidiare a quella della luna piena lassù! E che raggiunge il suo culmine nel finale, quando la Sacerdotessa resta da sola sul palco per l’ammaliante unplugged di ‘The Liminal’, l’iconica silhouette nera che si staglia sullo sfondo incandescente. Il pubblico in adorato ascolto invoca a gran voce il ritorno sul palco anche degli altri componenti, prontamente accontentato dall’esecuzione della distopica ‘Carrion Flowers’. Riscaldate dal Sacro Fuoco della Dea, usciamo del concerto per tuffarci nelle dolci tentazioni della Lubiana by night….per una serata indimenticabile!

Rock Camp Trieste 31.5-2.6.2024 @Prepotto sul Carso

Si è concluso lo scorso 2 giugno il Rock Camp Trieste, la tre giorni di musica rock organizzata dall’associazione Rock Out X Project nell’area feste di Prepotto sul Carso triestino. Una quinta edizione con ospiti ben ventidue band tra cui quasi metà under 40 grintose, piene di entusiasmo, comprensibilmente alla ricerca di una ‘vetrina’ adeguata come può essere quella di un festival open air.

Open air che comporta anche i suoi rischi, come la serata inaugurale penalizzata dalla pioggia, e ha quindi visto l’esibizione restringersi ai gruppi provenienti da fuori regione, ovvero i croati Jelusick e i veneti Bad As. E pazienza se non c’è stata questa gran coda da Maracanà: Dino & Co. hanno suonato comunque, soltanto in una versione un po’ più ‘intima’ per i fans arrivati appositamente da Slovenia e Croazia, mostrandosi alla mano e disponibili per quattro chiacchiere e un brindisi al termine del concerto.

Decisa ripresa per la giornata di sabato, che si è aperta fin dalla mattina all’insegna del beltempo, con workshop dedicati ai bambini, competizioni sportive, la Rocking Dogs e i mercatini. Fuoco alle polveri, o meglio alle griglie, con i saporiti ćevapčići e altre specialità made by ‘Il Grande Buffo’.

Sul palco tante band alcune delle quali per la prima volta al Rock Camp, come Zimanera, Mordechai, Elettrastorm e dalla Slovenia i Guilty of Joy, finalisti al Rock X Contest. Protagonisti della serata sono stati gli scatenatissimi Superhorror con i pezzi dal loro nuovo ‘Devilish Whisper’, e gli Elvenking per la prima volta live a Trieste.

Giove Pluvio è tornato a infastidire nella giornata conclusiva, ma il festival è riuscito nel suo intento di portare a termine la serata rispettando la scaletta così come da programma. Protagonista della domenica sul palco del Camp è stata la Trieste Rock City con il Luca Lucchesi Trio, i Supersordo (con Marco dei Gonzales alla batteria!), i Red Code prima dell’annunciata pausa estiva (per nuovo materiale), i Deadlock e il gran finale con gli immancabili Sinheresy. A far risuonare lo spirito del morbin triestin ci ha pensato anche Karnokkorok, che con i suoi siparietti ha invitato a prendere la vita con più leggerezza… e di questi tempi non è una cattiva idea.

Appuntamento quindi nell’estate 2025 con quello che sarà il 6° Rock Camp, crediamo ormai pronto per la scommessa più grande: insieme ai giovani portare anche un nome storico…perché il rock non è nato ieri!