Archivi categoria: concert tour

Tytus: la ristampa di ‘Rises’ per i dieci anni della band, al via il tour con i Thunderor!

Per festeggiare i primi dieci anni di attività i TYTUS il 22 aprile pubblicheranno per Kornalcielo Records & Booking la ristampa dell’album di debutto ‘Rises‘, originariamente uscito nel 2016. La nuova edizione sarà acquistabile tramite la pagina Bandcamp della band e si avvale di un nuovo artwork firmato da Mirko Gastow.

Al via il 1 maggio il tour con i canadesi Thunderor. Dodici date in tutto, tra cui Amburgo, Berlino, Vienna e Maribor, per concludersi il 12 maggio a Caneva (Pordenone).

Stoned Jesus a Fiume giovedì 1 agosto, Dopelord in apertura!

Gli ucraini Stoned Jesus per la prima volta live a Fiume in occasione del loro 15 Anniversary Tour! Organizzato dalla Distune Promotion (Impulse Festival) il concerto si terrà giovedì 1 agosto 2024 presso il Bocciodromo di  Podvežica, in apertura ci saranno ci saranno i doomster da Varsavia Dopelord!

Evento Facebook: https://www.facebook.com/events/971663460498815?ref=newsfeed

Biglietti qui: https://www.entrio.hr/event/stoned-jesus-premijerno-u-rijeci-posebni-gosti-dopelord-17842?fbclid=IwAR3bAJFZj1_KUOIjvXNe6PT5EeUdFHb604UnA5N8PPyngtalgGP3j4tp3n0

Lili Refrain @Teatro Miela, Trieste, 1.3.2024

‘𝑫𝒆𝒗𝒐 𝒂𝒔𝒔𝒐𝒍𝒖𝒕𝒂𝒎𝒆𝒏𝒕𝒆 𝒕𝒐𝒓𝒏𝒂𝒓𝒆 𝒂 𝑻𝒓𝒊𝒆𝒔𝒕𝒆 𝒑𝒆𝒓 𝒗𝒊𝒔𝒊𝒕𝒂𝒓𝒍𝒂 𝒄𝒐𝒏 𝒄𝒂𝒍𝒎𝒂’: lo ha ripetuto più di una volta 𝐋𝐢𝐥𝐢 𝐑𝐞𝐟𝐫𝐚𝐢𝐧, sia durante che dopo la suggestiva 𝑝𝑒𝑟𝑓𝑜𝑟𝑚𝑎𝑛𝑐𝑒 che l’ha vista salire sul palco del 𝐓𝐞𝐚𝐭𝐫𝐨 𝐌𝐢𝐞𝐥𝐚 nell’ambito della rassegna ‘Protagoniste’.

Dopo averla conosciuta a Lubiana, dove si è esibita a febbraio nella sala piccola del Kino Šiška, decidiamo di tornare questa volta a Trieste, curiosi di vederla alla prova in un contesto diverso. Caratterizzato da un pubblico molto più tranquillo, prevalentemente seduto sulle sedie, e senza un gruppo di spalla utile ad ‘accendere’ l’attesa.

Quello di Lili Refrain è un vero e proprio viaggio sonoro durante il quale l’artista guida con passo deciso gli spettatori alla scoperta della parte più oscura che ciascuno cela dentro di sé. Dalla voce ai tamburi, attraverso la tecnica della loop station, ogni strumento diventa il fido partner in crime con cui affrontare gli ostacoli disseminati lungo il cammino.

Non è facile trovare un personaggio capace di sprigionare un’aura così sacrale ed al tempo stesso anche ad intrattenere e divertire: Lili ci riesce, il suo tutorial sulle tecniche da lei utilizzate durante lo show è un quarto d’ora di puro cabaret che riesce a riscaldare l’atmosfera in breve tempo.

Al centro del concerto sono stati soprattutto i brani tratti da ‘Mana’, l’ultimo lavoro uscito nel 2022 via Subsound Records. Traducibile come ‘forza interiore’ o ‘forza della vita’, è l’album che ha consacrato l’artista romana a livello internazionale, portandola alla conquista del Roadburn Festival, Leipzig Gothic Treffen ed altri palchi prestigiosi del circuito underground europeo.

Ad applaudirla al Miela un nutrito pubblico decisamente trasversale: dagli appassionati del movimento 𝑑𝑎𝑟𝑘 ai metallari, tutti in qualche modo ‘contagiati’ dalla sua prorompente energia. Alla fine della serata c’è stato anche il tempo di scambiarci quattro chiacchiere, con la promessa di rivederci al più presto….naturalmente a Trieste!

Prosecco, Rocket Panda conclude l’anno in bellezza con i Bosco Sacro

Non solo psichedelia. Dopo l’incursione nel black metal con i The Secret, Rocket Panda Management rilancia e, in collaborazione con Associazione Never In, questa volta propone una serata dalle sonorità ambient, doom e trip-hop. In arrivo infatti al Kulturni Dom di Prosecco sabato 9 dicembre i Bosco Sacro, quartetto nato nel 2020 dall’incontro tra diversi apprezzati musicisti della scena underground: Paolo Monti (The Star Pillow, DAIMON), Giulia Parin Zecchin (Julinko), Luca Scotti (Tristan da Cunha) e Francesco Vara (Tristan da Cunha, Altaj).

ROCKET PANDA MANAGEMENT + ASSOCIAZIONE NEVERIN IN
present

Evento FB: BOSCO SACRO + SUMM + kariti + MORGAN BELLINI djset

Ad aprire le danze saranno i SUMM, post stoner da Pisa con all’attivo il debut ‘An Endless Place Full Of Smoke And Sand’ uscito la scorsa primavera. E kariti, impegnata con la promozione del suo secondo album ‘Dheghom’ in arrivo a febbraio. L’afterparty è a cura del dj Morgan Bellini, l’artwork by L.C. Cimaz.

Prosecco, la due giorni di musica si apre con gli americani Hippie Death Cult

Rocket Panda Management vi invita ad una serata all’insegna del rock psichedelico
*** HIPPIE DEATH CULT ***
opening SAMSATION
Continua la stagione autunnale targata ROCKET PANDA MANAGEMENT con una nuova serata di rock psichedelico!!!

Dopo il successo dell’evento di ottobre con il ritorno a Trieste della rock’n’roll band texana DUEL, questa volta saranno le chitarre degli americani HIPPIE DEATH CULT a scaldare il Kulturni dom di Prosecco. L’evento si terrà questo venerdì, 24 novembre nella Casa di cultura, il Kulturni Dom di Prosecco e in collaborazione con l’Associazione Never In.

Star della serata gli HIPPIE DEATH CULT, band hard/psychedelic rock americana.
La band capitanata dalla carismatica cantante e bassista Laura Phillips sta girando l’Europa in lungo e in largo presentando il nuovo album ‘Helichrysum’ uscito qualche settimana fa per l’etichetta indipendente Heavy Psych Sounds Records.
Oltre alla Phillips gli Hippie Death Cult sono anche Eddie Brnabic alla chitarra e Harry Silvers alla batteria.La band ha all’attivo tre album in studio e uno split con il gruppo doom americano High Reeper. Gli HIPPIE DEATH CULT si esibiranno a Trieste per la prima volta!!

Ad aprire la serata una delle migliori band della scena psichedelica locale.
I Samsation sono tre fratelli e un cugino appartenenti alla minoranza slovena, cresciuti tra la campagna slovena e Trieste. Il giovane gruppo si è formato qualche anno fa nella cantina di famiglia. Uniti dall’amore per il rock degli anni 70, traggono ispirazione dalle idee psichedeliche dei The Doors, Deep Purple e da altre band affini.
La band ha appena pubblicato il proprio omonimo EP d’esordio.
La serata proseguirà con il dj set di DJ STONER.
!!! Apertura porte prevista per le 19.00 !!!
Ingresso 10€

Messa: si prendono una pausa dall’Italia

Dopo un tour durato due anni a supporto dell’ultimo album ‘Close’, i Messa hanno annunciato due last show prima di una lunga pausa dai palchi della Penisola. L’occasione per salutarli, almeno per un po’ di tempo, sarà dunque il 2 dicembre al Traffic di Roma e il 15 dicembre al Legend di Milano, tutte le informazioni ai link qui sotto:

Messa @Live Traffic Club// Roma

Messa + Fuoco Fatuo live @Legend Club, Milano

La band è reduce dal primo, trionfale tour negli Stati Uniti, con ben 19 date da New York a Los Angeles, passando anche per Miami e New Orleans.

Ma l’avventura oltreoceano dei Messa non finisce qui: la band ha già annunciato su Facebook una data anche per l’anno prossimo sulla West Coast, questa volta al Northwest Terror Fest, festival di extreme metal e hardcore punk. Il Northwest si terrà dal 9 all’11 maggio 2024 a Seattle, tra gli ospiti confermati ci sono i Repulsion, storica formazione statunitense deathgrind attiva dagli anni ’80. ‘Non vediamo l’ora di suonare in quello che sarà il nostro primo festival negli USA, siamo felicissimi!
Cheers,
MESSA’

Alice Cooper, unica data italiana al Pordenone Blues Festival mercoledì 10 luglio

Mercoledì 10 luglio 2024
📍 Parco San Valentino – Pordenone
🕕 Apertura Porte: ore 18:00
🎤 Inizio Concerto: ore 21:30

Prezzi dei Biglietti:
🎟️ Prato: € 55,00 + diritti di prevendita
🎟️ PIT: € 70,00 + diritti di prevendita
ℹ️ Tutte le info su 👉 https://bit.ly/46WtRzC
🎟 Prevendita online TicketOne: 👇
https://bit.ly/alice-cooper-pn

🎟📌 Punti vendita ticketone sul territorio:👇
www.ticketone.it/help/outlets/

Concerto organizzato da Associazione Pordenone Giovani, Pordenone Blues Festival in collaborazione con Barley Arts, Azalea.it, Comune di Pordenone, Regione Friuli Venezia Giulia e Virgin Radio Italy

Un’occasione unica per vedere dal vivo la leggenda, una vera icona del rock che ha fatto tremare il mondo con la sua musica e i suoi scenografici show continuando a sorprendere i fan di ogni angolo del mondo, come un buon film horror.

I biglietti sono già disponibili in prevendita su ticketone.it e in tutti i punti vendita autorizzati Ticketone.👇

L’icona del rock trascorre almeno sei mesi all’anno on the road per portare a fan vecchi e nuovi il suo iconico show, uno psicodramma rock, divertendosi ad esibirsi quanto il pubblico si diverte a guardarlo. Conosciuto come l’architetto dello shock rock, Alice Cooper – sia con la band che da solista – ha fatto tremare il mondo e minato l’autorità di generazioni di guardiani dello status quo, continuando a sorprendere i fan di ogni angolo del mondo, come un buon film horror.

A Pordenone l’artista presenterà anche il suo ultimo album Road (2023), scritto e registrato a quattro mani insieme ai membri di lungo corso della band che lo accompagna in tour: Chuck Garric, Nita Strauss, Ryan Roxie, Tommy Henriksen e Glen Sobel. L’album ha ricevuto da subito recensioni entusiastiche dai principali magazine musicali di tutto il mondo.

The Dead Daisies: Dino Jelusick e Spike (Quireboys) in apertura a Lubiana!

Gran fermento in casa The Dead Daisies, dopo il clamoroso annuncio della rentrée di John Corabi alla voce. La band sta festeggiando i dieci anni di attività con il ‘Resurrected Tour’ in cui promuovono il doppio album ‘Best Of‘ uscito lo scorso agosto. Special guest in Europa nientemeno che Spike Gray, che torna finalmente live per quello che è il suo primo tour fuori dai confini britannici dopo lo split con i Quireboys.

Per la data di giovedì 7 dicembre alla Cvetličarna di Lubiana saliranno sul palco anche Jelusick, la nuova band del talentuoso singer Dino (Whitesnake, The Dead Daisies, Animal Drive), che presenteranno il loro debut ‘Follow The Blind Man’ appena uscito per Escape Music.

Evento Facebook: The Dead Daisies @Cvetličarna

Doors: H. 19:00

Biglietti qui: Eventim.si

Oltre a Corabi, The Dead Daisies sono naturalmente David Lowy (chitarra), Doug Aldrich (chitarra), Brian Tichy (batteria) e Michael Devin (basso).

Chris Holmes (W.A.S.P.) live a Sacile lunedì 4 dicembre

Big Tuna Entertainment & Booking Agency in ESCLUSIVA per l’Italia annuncia il tour della leggenda della chitarra metal: lo straordinario CHRIS HOLMES!

Chris è nei libri di storia del rock per la sua lunga militanza negli storici W.A.S.P. Capolavori immortali come ‘Animal, I wanna be somebody‘ e mille altre portano la sua indelebile traccia. Chris proporrà con il suo gruppo i grandi classici della sua band madre gli W.A.S.P. e alcuni suoi lavori solisti.

Ospiti speciali della tournée:

SISKA (ITA)
La band guidata dal virtuoso Mattia Sisca è probabilmente tra le più ‘internazionali’ del nostro paese: concerti insieme a, tra gli altri, Skid Row, Children Of Bodom, Sonata Arctica, Whitesnake e KISS li hanno consacrati tra le realtà italiane più interessanti.

HARSH (FRA)
Direttamente da Parigi con il loro travolgente glam rock / hard rock, reduci da tour assieme agli Anvil.

Questi i dettagli del tour:

01/12/2023, Borderline Club – Pisa
02/12/2023, Blah Blah – Torino
03/12/2023, Druso – Ranica (BG)
04/12/2023, Tepepa, Sacile (PN)

Evento Facebook:

CHRIS HOLMES(W.A.S.P.) + SISKA + HARSH @TEPEPA (Sacile, PN)

Start: h.21

Free Entry!!!

Robert Plant & Saving Grace Ft. Suzi Dian @Auditorium di Portorose, 24.8.2023

Testo e foto di Matteo Trevisini

Gruppetti di giovani lasciano la spiaggia di Portorose mentre il tramonto comincia a colorare di arancione il mare della baia: il vociare poliglotta dell’amena località turistica slovena si sparge tra i lounge bar della passeggiata lungomare mentre i camerieri passano con i vassoi ricolmi di bicchieri colorati muniti da ombrellini e cannucce e con in mezzo gli inconfondibili boccaloni di birra Laško ghiacciata. 

Dagli speakers installati sotto gli ombrelloni che tentano di regalare un po’ d’ombra ai divanetti esce della musica latinoamericana di dubbia qualità ma di facile presa sulle masse svestite e ciondolanti con gli infradito sporchi ancora di sabbia… solo a pochi metri di distanza, dall’altra parte della strada in un piccolo slargo circondato dalle aiuole, si ferma un’auto blu di grossa cilindrata con i vetri scuri da cui ne esce la figura inconfondibile del ‘ei fu’ dio biondo del rock…la voce del ‘martello degli dei’ umanizzato dalle rughe e dal troppo tempo ormai passato dai gloriosi tempi della mitologia rock che egli stesso ha forgiato a fine anni ’60. Il sorriso però che regala ai fans insieme a qualche selfie e a qualche autografo è quello, inconfondibile e sornione…se quegli occhi potessero parlare ne racconterebbero di storie!

Una volta, parecchi anni fa, un altro colosso dalle corde vocali di adamantio che risponde al nome di Ian Gillan, storico vocalist dei Deep Purple, l’altra pietra angolare dell’hard rock inglese, alla domanda da parte di un giornalista sul perché loro, artisti di successo, continuassero imperterriti, decennio dopo decennio, a portare sul palco le stesse canzoni di quarant’anni prima egli rispose a tono in modo molto onesto, ricordando allo scribacchino che non era proprio una questione di soldi —-visto che il suo culo ne era pieno, e così quello delle prossime generazioni del suo albero genealogico–, ma gli disse che semplicemente era quello che sapeva fare, e lo faceva dalla tenera età di sedici anni e quindi, cosa doveva fare? …rinchiudersi in una delle sue ville nella campagna inglese ad aspettare la morte ricordando i bei tempi andati??? …finché ci sarà un’arena piena di fans dei Deep Purple e la voce terrà decentemente lui sarà sopra ad un palco ad accontentarli. 

Nobile considerazione a cui però il qui presente Robert Plant ha sempre rifiutato di essere accostato, pensando alla sua evoluzione artistica come un percorso senza mai una strada conosciuta o già battuta, e questo fin da quel tragico 25 settembre del 1980 in cui il suo amico fraterno Bonzo Bonham lasciò questa valle di lacrime ritornando anzitempo nel Valhalla, facendo precipitare il dirigibile di piombo definitivamente nelle nebbie del passato.

Fin dai suoi primi album solista si volle discostare dalla musica dei Zep cercando altri percorsi, magari alcuni non propriamente riusciti ma comunque sempre non uguali al progetto precedente, toccando tutto lo spettro di quelle che sono stati i primi amori del Plant giovincello, ovvero il folk, il blues del Delta e la musica popolare mediorientale.

Anche dopo l’ormai storico concerto evento tenuto alla O2 Arena di Londra in cui i tre rimanenti supereroi si ritrovarono a nome Led Zeppelin per un’unica magica serata , il 10 dicembre 2007, in memoria di Ahmet Ertegün, il fondatore della mitica Atlantic Records. 

In quell’occasione Jones, Plant, e Page e con dietro alle pelli il figlio di Bonzo, Jason Bonham, hanno toccato con mano l’hype immenso creato da un evento simile generando una richiesta per i soli 21.000 posti del palazzetto londinese, -che i promoter hanno definito senza precedenti-, con una richiesta finale di oltre 20 milioni di biglietti!!!!!! La reunion andò bene e la band non sfigurò sul palco, pur con tutti gli inevitabili limiti dovuti al passare del tempo.

Le voci di un imminente tour mondiale furono quindi inevitabili spinto con entusiasmo anche dagli stessi Jason Bonham insieme a Page e Jones, ma castrato sul nascere da Mr. Robert Plant, che confermò che quel concerto era stato una one night only e che non sarebbe andato in tour né avrebbe registrato nuovi brani con i Led Zeppelin, preferendo invece andarsi a prendere enormi soddisfazioni grazie alla collaborazione con la cantante Alison Krauss.

Il tour europeo che inizia stasera è una nuova collaborazione di Robert con una voce femminile ed il pubblico presente nello splendido Auditorium di Portorose, nascosto nel verde della collina che sale i tornanti della strada principale (…ma perché diavolo Trieste non può avere un posto così per fare i suoi dannati concerti, perché????).

È tutto esaurito e quindi ci sono poco più di 2000 spettatori, il palco è già pronto e alle otto e mezza puntuali si spengono le luci ed i musicisti entrano sul palco…dietro a loro si staglia l’ombra inconfondibile di Robert che viene stavolta accompagnato dalla brava e dolce Suzi Dian come sua alter ego vocale con l’aiuto della band Saving Grace formata da Oli Jefferson alla batteria, Tony Kelsey al mandolino e chitarre acustiche e Matt Worley al banjo,

Vistisi e piaciutisi all’inizio del 2019, Robert e la band hanno iniziato ad annusarsi in piccoli locali in terra d’Albione e poi con alcune date di supporto ai Fairport Convention. Questi concerti ristretti hanno regalato ai fortunati un repertorio di canzoni che coprono tutto il caleidoscopio delle influenze giovanili di Plant, in particolare la sua eterna passione per il folk, nata quando cantava nelle innumerevoli cover band nei fumosi pub di West Bronwich e dintorni, quando lo mescolava già sapientemente con gli spiritual e il blues tradizionale, tra cui un numero di amati standard dei grandi classici.

Infatti lo show si apre in modo soffuso con ‘Gospel Plow’, un vecchio traditional per poi passare alla cover dei Moby Grape ‘It’s a Beautiful Day Today’ ed un’altra cover, stavolta dei Low, ‘Everybody’s Song’… Robert si rivolge al pubblico rilassato ed in vena di raccontare storie.

Ricorda che questa è la prima data dell’anno per loro e, tra una canzone e l’altra, racconta della scelta di ogni canzone: l’atmosfera è vellutata e quasi rarefatta, il pubblico ascolta in silenzio per poi partire in lunghissimi applausi. Ogni tanto sarebbe quasi una goduria avere in mano una bella fionda e tirare senza pietà a quei babbei bifolchi che tra il pubblico urlano maleducatamente ‘Whole Lotta Love’ oppure ‘Stairway to Heaven’, mentre Robert Plant sul palco sorride ignorandoli e preferendo rivangare gemme seminascoste della musica popolare, del folk e del blues che lo hanno fatto crescere creando anche la genesi dei Led Zeppelin.

‘Satan, Your Kingdom Must Come Down’, dal bel disco solista ‘Dreamland’ d’inizio secolo, per poi la prima gemma tratta dal musichiere del dirigibile con ‘In My Time of Dying’, un’altra cover ‘Too Far From You’ e altre vecchie canzoni popolari come ‘The Cuckoo’, prima della ballata ‘Down to the Sea’ dei primi anni ’90.

La voce di Robert si amalgama alla perfezione con quella di Suzi, creando dei fitti giochi vocali ricchi di pathos, dimostrando al pubblico in visibilio che a 75 anni si può avere ancora una voce trascinante e profonda anche se non potente come una volta… L’auditorium vibra di goduria quando partono le note di ‘The Rain Song’ degli Zeppelin e si continua con la loro ‘Four Sticks’ prima di una bella cover di ‘Chevrolet’ firmata Ed & Lonnie Young, ed una dei Los Lobos, ‘Angel Dance’… la band giustamente riceve gli applausi che si merita! Veramente un concerto emozionante. Il set si conclude con la mitica ‘Gallows Pole’ da ‘Led Zeppelin III’ …da paura!!!

La band saluta e va dietro le scene, si accendono le luci, il pubblico si alza e passano un cinque minuti abbondanti tanto che molti escono proprio in strada…ma a sorpresa, tra lo stupore generale e a luci aperte, riesce in fila indiana tutta la band mettendosi a bordo palco in circolo e cantando a cappella ‘And We Bid You Goodnight’, un vecchio traditional per salutare definitivamente il pubblico di questa sera. Adesso sì che è finita, e sembra di risvegliarsi da un sogno catartico. E dove dovreste stare voi vecchietti…a casa a cazzeggiare???? Su, su, muovete il culo su e giù dal palco finché dio ve lo permette! Amen!