Pietrasonica, il 5 e 6 agosto a Osoppo con Wo Fat, Earth Ship, Oreyeon & Many More!!!

Ritorna con un’edizione da urlo il Pietrasonica, tra i più importanti festival stoner e rock psichedelico dell’estate, che dalla pedemontana friulana espande le vibrazioni spaziali fino al cuore del cosmo ed oltre.

Evento FB: Pietrasonica @Parco della Colonia, Osoppo (UD), 5-6-agosto

www.pietrasonica.com

Giunto alla sua 13esima edizione, può vantare di aver ospitato nel passato un numero di band fondamentali per tutto il presente della scena neo psichedelica e non solo, dai Colour Haze ai Rotor passando per Sungrazer, The Egocentrics, My Sleeping Karma, Kadavar, Samsara Blues Experiment e molti altri ancora, nel segno della passione per il genere ed il divertimento in mezzo al verde, dato che da sempre questa kermesse partita dall’intuizione di un gruppo di amici si è svolta in mezzo alla benevolenza di un’area verde attrezzata e ospitale. L’amore per le cose fatte bene e l’organizzazione puntigliosa e sincera fanno il resto, e da sempre chi si è recato a questa epifania del suono ritorna, felice.

L’edizione 2022, dopo un anno di pausa ed un’edizione ridotta – sempre per cause pandemiche non volute – riporta il festival al formato classico e canonico della due giorni, con dieci band fotoniche, una prima nazionale che coincide con l’unica data italiana di una tra le più interessanti realtà desert blues d’oltreoceano – i WO FAT, decani del genere, martello per cervelli e grandi mattatori; ed altre nove band provenienti sia dai dintorni che da tutta Europa. Dagli alternative stoner HARAM!(TS-PN) con i loro watt molesti agli ispidi instrumental stoners DESERT WAVE (Vicenza), dai verdi ma rocciosi e ammiccatamente seventies BUSS (TS) ai rodati space rocker OREYEON (La Spezia), i bergamaschi HUMULUS ci riporteranno alla Sky Valley mentre gli svizzeri CARSON ci faranno amabilmente venire il torcicollo coi loro riff. I berlinesi EARTH SHIP, sludge magnetico e psichedelico, ci spingeranno al confine tra cosmo e inferno, THE BLACK WIZARDS dal Portogallo ci ricorderanno che è bello essere freak e schiacciare il piede sui distorsioni spazio-temporali.
Oltre alla musica, l’organizzazione garantisce chioschi forniti, una fiera del disco ed un mercatino, l’area per i più piccoli, la serigrafia per stampare le magliette, all’insegna del divertimento e del good living.

Larkin Poe per la prima volta in concerto a Trieste il 18 luglio

Larkin Poe è la band statunitense capitanata dalle sorelle polistrumentiste Rebecca e Megan Lovell. Originarie di Atlanta, saranno in concerto lunedì 18 luglio al Castello di San Giusto di Trieste per Hot in The City Summer Festival 2022.

Evento Facebook: https://bit.ly/3bN39lj

Biglietti disponibili in prevendita sul circuito ufficiale TicketOne https://bit.ly/3agZoEv

✅ Apertura porte: ore 20:00

✅ Apertura biglietteria: ore 20:15

✅ Inizio Eliana Cargnelutti Band: ore 21:00

✅ Inizio Larkin Poe: ore 22:00

Definite ‘le sorelline degli Allman Brothers’, le Larkin Poe suonano armonie southern, pesanti riff di chitarra elettrica e slide guitar. Il loro terzo album ‘Venom & Faith’ è stato nominato ai Grammy Award come miglior disco di blues moderno. Nel 2020 hanno pubblicato ‘Self Made Man’, primo in classifica blues. Sempre nel 2020 pubblicano ‘Kindred Spirits’, album di cover (Lenny Kravitz, Neil Young, Elvis Presley, Phil Collins, Elton John…).

Il nuovo ‘Blood Harmony’ esce il prossimo novembre:

Ad aprire il concerto sarà Eliana Cargnelutti, chitarrista e cantante rock blues friulana. La musicista sarà dal vivo con l’ultimo lavoro discografico ‘AUR’ uscito nel maggio 2021 che vanta diversi ospiti importanti come Ana Popovìc ed Eric Steckel di Los Angeles e altri musicisti come Will Wilde, Reggie Hamilton, Francisca Nesti, Christian Rigano. Eliana è stata in tour negli ultimi anni in Europa e Stati Uniti con il suo quartetto rock blues e, tra gli altri, ha suonato con artisti del calibro di John Craig (chitarrista di Ike & Tina Turner), Peter Stroud (chitarrista di Sheryl Crow), Gianna Nannini, Laurence Jones, Jamie Little (batterista di Uli Jon Roth e Boyzone). E’ inoltre stata nominata miglior chitarrista del programma televisivo italiano ‘La band’ in onda su Rai 1.

The Dead Daisies, Arthur Falcone’ Stargazer @Castello di S. Giusto, Trieste, 3.7.2022

Serata fuoco & fiamme quella che domenica 3 luglio ha visto ospiti a Trieste i The Dead Daisies per la serata di apertura del 6° Hot In The City Summer Festival. Cornice dell’evento, organizzato dalla Good Vibrations in collaborazione con Trieste Is Rock, il fiabesco scenario del Castello di S. Giusto tornato per l’occasione ai fasti dell’era pre-covid: il supergruppo, oltre a richiamare numerosi appassionati del genere hard n’ heavy dalle vicine Slovenia e Austria, è anche riuscito a far alzare le chiappette dei rockers triestini di domenica sera…impresa, quest’ultima, non di poco conto! 😜

The Dead Daisies @Castello di S. Giusto, Trieste, 3.7.2022, ph. by Sarah Gherbitz

Avvio alle 21 spaccate sulle inconfondibili note di Arthur Falcone, volto storico del metallo italiano con alle spalle oltre trent’anni di carriera partita all’inizio degli anni ’80 proprio dai palchi della sua Trieste. A San Giusto con gli Stargazer -ovvero Mik Masnec alla voce, Fabio Macini al basso, Sergio Sigoni alla batteria e Lucio Burolo alle tastiere -ha portato i fans direttamente straight to the stars, tanto per citare il titolo dell’ultimo album uscito nel 2021. Qualcuno si è goduto lo spettacolo dal bar del Bastione, fatto divieto di consumare drink – e sembra anche di fumare- nell’area del concerto 😠​ 😠

Arthur Falcone’ STARGAZER @Castello di S. Giusto, Trieste, 3.7.2022, ph. by Sarah Gherbitz

E’ un Castello ormai torrido quello che accoglie i Dead Daisies, giunti puntuali ma ‘orfani’ di David Lowy, chitarrista e anima del gruppo rientrato negli States per un’emergenza. Poco male: per paradosso, la line-up così ridotta alla sua veste essenziale rende il suono ancora più grezzo e ‘sporco’, restituendolo in tutta la sua potenza primigenia.

Bastano pochi istanti, che sulle note di ‘Long Way To Go’ il pubblico inizia a riversarsi sotto il palco dando inizio alla festa che molti aspettavano. Un’ora e mezza la durata complessiva dello show, che ha visto ‘pescare’ dall’ultimo album ‘Holy Ground’ fino al nuovo, irresistibile singolo ‘Radiance’, passando per cover come ‘Burn’.

The Dead Daisies @Castello di S. Giusto, Trieste, 3.7.2022, ph. by Sarah Gherbitz

Elegante in blazer di velluto e lunghi riccioli al vento, Glenn Hughes è il mattatore della serata, un mix perfettamente riuscito tra il frontman scatenato tutto pose e gridolini ed un poetico menestrello che sussurra ai fans tenere frasi d’amore indicando la luna che brilla nel cielo.

The Dead Daisies @Castello di S. Giusto, Trieste, 3.7.2022, ph.by Sarah Gherbitz

Insieme ai sodali Doug Aldrich alla chitarra e Brian Tichy alla batteria, l’ex Deep Purple -che compirà 71 anni il prossimo 21 agosto-, dà vita ad un incandescente power trio in grado di conquistare praticamente tutti….o quasi. ‘The Voice of Rock’ in ottima forma vocale e fisica, Doug che macina riff come non ci fosse un domani, Brian potente, potentissimo, pure troppo. Ecco, mi è mancata quella vena cialtrona, scanzonata, figaiola, ma dannatamente Rock’n’Roll che avevano con Corabi e Mendoza…’, è il commento nostalgico di un fan evidentemente di lungo corso.

Super entusiasmo da parte della band che, anche se è rimasta a Trieste per una sola notte, si è divertita a raccontare con foto e video diversi scorci della città, dal centro storico al panorama dal Colle di S. Giusto. Se poi aggiungiamo anche i frequenti appelli lanciati da Hughes nel corso del concerto per ritornarci a suonare al più presto…speriamo che la richiesta venga accolta!!! 🙏

The Wild Bunch, il grande ritorno a Prepotto sul Carso il 15 e 16 luglio

C’è attesa per la 25ma edizione del Motorbunch, che dopo due anni di stop forzato a causa della pandemia, torna finalmente venerdì 15 e sabato 16 luglio a Prepotto di S. Pelagio. Ad organizzare, come sempre The Wild Bunch, storico club attivo a Trieste dal 1988!

La mitica Pineta si prepara dunque per ri-accogliere bikers ed appassionati di motociclette da tutta Europa, chioschi a base di pollo e specialità tipiche come cevapcici e ombolo, il tutto ovviamente innaffiato da birra e drink, gli stand del mercatino e…tanto rock n’ roll!!!!

Evento Facebook: XXV Motorbunch

Si parte venerdì 15 luglio con gli Alter Ego, rock n’ roll trio originario di Pordenone, con un sound che si muove tra rock n’ roll, punk, country e surf. A seguire i Tytus, reduci dalle trionfali date in Francia e Germania!

La festa prosegue sabato 16 luglio con Pulp Maniacs, rock n’ roll ispirato dal cinema di Quentin Tarantino, e da Milano Viboras, punk rock band capitanata dalla talentuosa Irene. Gran finale con i Superhorror horror punk metal from Verona…lasciate a casa i bambini!!!! 🧟😁

Accomodations:

Agriturismo Skerlj @Sales +39 040 229253

B&b Burja @Ternova Piccola +39 040 2024133 www.burja.it

Agriturismo Lupinc @Prepotto +39 040 200848 www.lupinc.it

B&b Strupetou @Malchina +39 040 2907126 www.stropetou.it

Agriturismo Gradec @Slivia +39 040 201116 www.gradec.it

Agriturismo Bajta @Sales +39 339 9678152 www.bajta.it

Allegra Fattoria @Malchina 23/a +39 040 299939

Jeff Beck e Johnny Depp, nel nuovo album un omaggio alla diva scienziata Hedy Lamarr

Johnny Depp ha scritto una canzone sul lungo e assai pubblicizzato processo per diffamazione contro la ex moglie Amber Heard: il brano uscirà il 15 luglio e farà parte dell’album ’18’ che l’attore ha registrato con il chitarrista britannico Jeff Beck. Anche il primo singolo del disco, ‘This is a Song for Miss Hedy Lamarr’, è stato scritto dalla star di Hollywood. Depp e Beck saranno in concerto in Italia con quattro date, tra cui mercoledì 20 luglio al Pordenone Blues Festival.

Evento Facebook: Jeff Beck plus Very Special Guest live a Pordenone

‘Quando Johnny ed io abbiamo iniziato a suonare insieme, si è rimesso in moto  il nostro spirito giovanile e la nostra creatività. Scherzando abbiamo detto che ci sentiamo come se avessimo di nuovo 18 anni, ed è così che questo è diventato anche il titolo dell’album’, ha detto Beck, 77 anni, otto Grammy Awards, tra i ‘100 più grandi chitarristi di tutti i tempi’ secondo Rolling Stone e due volte nella Rock & Roll Hall of Fame –una volta come membro degli Yardbirds e un’altra come artista solista.

La raccolta di 13 tracce include due nuovi brani originali di Depp e un eclettico mix di cover che vanno da artisti iconici come Beach Boys, Marvin Gaye e John Lennon a rocker alternativi come Killing Joke e The Velvet Underground. In linea con lo spirito che permea il nuovo album, i due artisti hanno deciso di utilizzare per la copertina un’illustrazione di se stessi come diciottenni, disegnata dalla moglie di Beck, Sandra Cash.

Per Depp, 59 anni,cresciuto ascoltando la musica di Beck, questa collaborazione è una sorta di sogno che si avvera. Nel corso degli anni anche Beck ha iniziato ad apprezzare la capacità di scrittura di Depp, che ha portato l’ex chitarrista degli Yardbirds a suonare in una canzone, ‘Welcome To Bushwacker’, apparsa nell’album degli Hollywood Vampires ‘Rise’ (2019). Depp ha co-fondato il supergruppo nel 2012 insieme ad Alice Cooper e al chitarrista degli Aerosmith Joe Perry.

Imparando a conoscere il talento musicale di Depp e percependo che tra loro c’era un feeling innegabile, è stato Beck a suggerire di registrare i brani che alla fine sono confluiti in ’18’. ‘Sono anni che non trovavo un partner così creativo come lui’, ha confessato Beck, aggiungendo: ‘E’ una forza importante in questo disco. Spero solo che la gente lo prenda sul serio come musicista perché è difficile per qualcuno accettare che Johnny Depp sappia cantare rock and roll.’

Beck ha anche elogiato uno dei brani originali di Depp  -‘This Is A Song For Miss Hedy Lamarr’– che poi è stata scelta per essere inserita nell’album. ‘Sono rimasto sbalordito’, ha rivelato Jeff Beck. ‘Quella canzone è uno dei motivi per cui gli ho chiesto di fare un album con me’.

The Dead Daisies -Intervista a Doug Aldrich

Alla vigilia del tour in partenza venerdì 3 giugno da Amburgo, abbiamo scambiato quattro chiacchiere con il mitico Doug Aldrich dei The Dead Daisies! Proprio in questi giorni la band sta scaldando i motori nella città anseatica per tornare più carichi che mai sui palchi di festival come il Graspop (Belgio), l’Hellfest e il God Save The Kouign Fest (Francia), il Masters Of Rock Festival (Repubblica Ceca) e il Time To Rock Festival (Svezia), oltre ad una serie di show da headliner, tra cui il 3 luglio al Castello di San Giusto a Trieste….Don’t miss it!

Ciao Doug, e benvenuto su Freezine! Come stai, pronto per il tour? Direi molto bene, adesso stiamo provando! Non vediamo l’ora di suonare i pezzi di ‘Holy Grounds’ (uscito nel 2021, nda) che da queste parti la gente non ha ancora avuto modo di sentire dal vivo. In più abbiamo appena finito il nuovo album, quindi direi che tutto procede!

Per la seconda volta vi siete affidati a Ben Grosse in fase di registrazione, com’è andata?
Ha un tocco inconfondibile su ogni lavoro svolto, proprio come un regista quando gira un film. Oltre ad essere un bravo produttore e musicista, è anche una gran persona. Parte con un’idea precisa in testa e poi riesce a svilupparla più di quello che faremmo noi, il che è grandioso….ci stimola, ecco.

The Dead Daisies @Revolver Club di S. Donà (VE), 10.12.2018, ph. by Sarah Gherbitz

E per quanto riguarda la scrittura dei pezzi?
Sono sempre al lavoro, quando sono alla chitarra ma anche negli altri momenti. Appena mi viene un’idea buona di solito la salvo sul mio smartphone così sono sicuro di non perderla. Poi quando torno a casa prendo la chitarra e butto giù gli accordi. Qualche volta l’ispirazione viene anche solo ascoltando una batteria, oppure da un testo di Glenn.

Praticamente due anni senza musica dal vivo, come li hai vissuti?
Perlopiù in famiglia. Direi che questo è stato l’aspetto positivo di due anni parecchio difficili, poter trascorrere più tempo con i miei cari. L’isolamento ci ha dato l’opportunità di dedicarci a questo nuovo album, che penso riserverà più di una sorpresa.

Vi siete riuniti con il batterista Brian Tichy, che cos’ha di tanto speciale?
Tommy Clufetos è il batterista più heavy con cui abbia suonato e insieme ci siamo divertiti un sacco, ma Brian è il mio preferito. Non lo dico solo perché adesso è di nuovo con noi, lo pensavo già ai tempi degli Whitesnake quando facevamo dei progetti. E’ pieno di talento, ad un livello superiore. Ha stile e groove, il che rende bene soprattutto in fase di registrazione, e quando ascolterai l’album capirai perché lo abbiamo ripreso. Comunque il ‘pilastro’ della band è David Lowy, sono il suo spirito ed il suono della sua chitarra che fanno i Dead Daisies.

Doug con David Lowy sul palco del Revolver Club di S. Donà nel 2018, ph. by Sarah Gherbitz

Siete molto attivi sui social, come li vedi?
Sono uno strumento per passare parola e promuovere la nuova musica….spero che servano per la band. Da questo punto di vista sicuramente sono utili!

Sarete in tour con Judas Priest e Whitesnake nei grandi festival ed anche location più piccole, tu cosa preferisci?
I grandi festival sono un’opportunità per raggiungere più gente…e questo va bene per i Dead Daisies perché la nostra fandom è ancora in fase di costruzione. Poi dà soddisfazione suonare in un posto grande quando è pieno! D’altra parte è anche bello vedere le facce da vicino, nei posti piccoli si crea un’intimità speciale che in un certo senso ti fa sentire più vicino alle persone…a me piacciono entrambi, e in questo tour ci saranno tutti e due.

The Dead Daisies @Revolver Club, S. Donà (VE), 10.12.2018, ph. by Sarah Gherbitz

Quali consigli daresti ad una rock band emergente? In Italia ci sono i Måneskin, li conosci?
Sì, ne ho sentito parlare ma non li conosco molto, li ascolterò. Comunque gli direi di trovare un suono originale, in modo da non confondersi con altri…differenziarsi ritengo sia la cosa più importante. Recentemente sono andato ad un concerto per sentire le Deap Vally e devo dire che sono rimasto molto colpito!

Cosa dobbiamo aspettarci dai Dead Daisies nei prossimi mesi?
Be’, intanto è appena uscito il nuovo singolo che s’intitola ‘Radiance’! E’ un pezzo diverso dal solito, qualcosa di nuovo per lanciare il prossimo album. Lo abbiamo scelto per il Metaverso, la nuova piattaforma dove stiamo per entrare! Poi saremo in tour fino alla fine dell’estate, e subito dopo uscirà l’album.

Un messaggio per i fans italiani?
Intanto spero che stiate tutti bene! Non vediamo l’ora di venire in Italia, spero che ascolterete il nostro nuovo singolo e il nuovo album, appena uscirà. Grazie mille fin da ora per tutto il supporto, per noi è davvero importante..Ciao!

The Dead Daisies: i dettagli della data di Trieste

Torna Hot In The City Summer Festival il festival prodotto da Good Vibrations (con la collaborazione dell’Associazione Trieste Is Rock per alcuni eventi) e inserito all’interno di Trieste Estate, programmazione estiva del Comune di Trieste, che quest’anno si terrà principalmente al Castello di San Giusto e nel Parco di Villa Sartorio a Trieste.

I concerti delle star internazionali The Dead DaisiesGoran BregovićLarkin PoeJoss Stone, due nomi italiani amatissimi come Edoardo Bennato e Mario Biondi, i progetti dedicati alle cover [Canto Libero (Battisti&Mogol), Magical Mistery (The Beatles), The Blood Brothers (Springsteen), Respect (Aretha Franklin), Big One (Pink Floyd), lo spettacolo di Andrea Pennacchi volto celebre di Propaganda Live su La7 con il suo ‘Pojana’, il festival Trieste Calling The Boss: tredici serate per tutti i gusti nella bella cornice del Castello di San Giusto (eccetto un appuntamento al Sartorio).

Apertura porte: 20:00

Apertura biglietteria: ore 20:15

Arthur Falcone’ Stargazer: ore 21:00

The Dead Daisies : ore 22:00

🎟 I biglietti sono disponibili online su TicketOne e in regione nei rivenditori autorizzati

🎸 I The Dead Daisies sono un supergruppo hard & heavy australiano-statunitense nato nel 2012 che vede alla voce la leggenda del rock Glenn Hughes (Deep Purple). Il primo nucleo del gruppo si è formato a Sydney, in Australia, dall’incontro tra Jon Stevens e David Lowy. La band ha annoverato tra le sue fila diversi musicisti americani provenienti da Guns N’ Roses, The Rolling Stones, Thin Lizzy, The Cult e Whitesnake. Nel 2015 Jon Stevens è stato sostituito dal cantante John Corabi (Mötley Crüe fra gli altri). L’unico membro rimasto fisso negli anni è David Lowy. Nel gennaio 2016 Richard Fortus e Dizzy Reed hanno abbandonato la band per prendere parte alla reunion dei Guns N’ Roses. Il posto di chitarrista è stato preso da Doug Aldrich (ex Whitesnake). Il 19 maggio 2017 i The Dead Daisies pubblicano il loro primo disco live, dal titolo ‘Live And Louder’, che contiene sedici brani registrati durante l’UK/Europe Tour a partire dall’autunno del 2016. Nel novembre 2017 viene annunciato che il celebre batterista Deen Castronovo (ex-Journey, ex-Steve Vai) si unisce alla band per la registrazione del nuovo album, che viene pubblicato il 6 aprile 2018. Il titolo è ‘Burn It Down’. Ad agosto 2019, la band comunica attraverso il proprio sito l’abbandono da parte di John Corabi e Marco Mendoza, impegnati in progetti solisti, e l’ingresso in formazione di Glenn Hughes in qualità di vocalist e bassista. Contestualmente, i The Dead Daisies rilasciano in streaming un nuovo brano intitolato ‘Righteous Days’ e annunciano un nuovo album di inediti e relativo tour con il ritorno alla batteria di Brian Tichy (ex Whitesnake, Billy Idol, Ozzy Osbourne, Foreigner). Nel 2021 esce l’album ‘Holy Ground’ e nel 2022 il singolo ‘Radiance’ che anticipa il prossimo lavoro (di cui si sentiranno diversi brani in scaletta a San Giusto).

ARTHUR FALCONE’ STARGAZER

Il chitarrista triestino Arthur Falcone, negli anni ’90 suona in Lettonia, Germania, Inghilterra, Italia e Slovenia. Nel ’97 suona assieme a Vinnie Moore, uno tra i 4 migliori chitarristi mondiali di shred-rock, in una sua clinic ad Azzano X. Nel giugno del ’98 è supporter per i Deep Purple nello stadio Grezar di Trieste. Nel 1998 esce il suo primo cd per la Virtuoso Records ed entra in classifica sul magazine giapponese Burrn! Partecipa al God’s of Metal italiano. Suona al Deep Purple-Day assieme a Ian Paice. Nel 2001 fa da supporter a John Lawton’s Uriah Heep. Nel 2002 suona assieme al chitarrista Andrea Braido (Vasco Rossi), Nel 2003 con Kiko Loureiro (ex Angra ora coi Megadeth), presso la Casa della Musica di Trieste. Nel 2009 firma un nuovo contratto discografico con la Heart of Steel ed esce il cd ‘Arthur Falcone’ Stargazer -The Genesis Of The Prophecy” – Ospiti: Göran Edman alla voce (ex Yngwie Malmsteen); quattro canzoni vengono cantate da Titta Tani (oltre che cantante è stato anche l’ex batterista dei Goblin di Claudio Simonetti); Mistheria alle tastiere (ex tastierista di Bruce Dickinson) ed infine Manuel Staropoli dei Rhapsody of Fire al flauto. Nel 2011 viene chiamato dall’associazione Trieste is Rock per esibirsi come opening act per L.A. Guns. Arthur è insegnante di chitarra da tanti anni e ha avuto tra i suoi allievi anche Luca Turilli dei Rhapsody. Nell’agosto 2021 il cd ‘The Genesis Of The Prophecy” viene eletto dalla rivista giapponese Young Guitar tra i migliori 70 album di sempre del genere neoclassico. ‘Straight To The Stars’ esce per Elevate Records, con ospiti Goran Edman, Rob Rock, Titta Tani, Mistheria, Alberto Rigoni… 30 anni e più di carriera con all’attivo 900 concerti in tutta Europa, ha suonato con Leghe Metalliche, Devil’s Claws, Halloween, Foxy Lady, La Rox e attualmente con gli Stargazer. Formazione a San Giusto: oltre ad Arthur, ci saranno Mik Masnec alla voce, Fabio Macini al basso, Sergio Sigoni alla batteria e Lucio Burolo alle tastiere.

The Quireboys, anche il bassista storico Nigel Mogg si riunisce con Spike e Guy Bailey

Two Become Three: Nigel Mogg returns to join Spike and Guy Bailey as new Quireboys shows lined up Quireboys bass legend, Nigel Mogg, announces today he’s joining forces with Spike and Guy Bailey as the original Quireboys line-up reforms for a new chapter in its story – with new music already being written and a show announcement imminent. Nigel comments: “I’ve known Spike since we were 18 and he’s one of my best friends. People know him as the bigger-than-life rock & roller he is on stage – as he should be – but behind the scenes he’s genuine, kind, hard-working and very loyal to people. I’ve really felt for what Spike has been put through and it’s time to stand with my friend. I called Spike this morning to offer my services and told him I was all in. So I’m heading to London, plus he’s got Pete Way’s bass at his house for me.”Spike added: “Guy Bailey and I are so pleased Nigel is back, I never wanted him to leave the band. Nigel is such a special friend and I know so many fans have been really hoping this would happen.””When three members of my band announced their split away the other month, it was sad this was accompanied by comments on my character that were unnecessary and untrue. I am refraining from running former band members down because it doesn’t achieve anything and, in simple terms, everyone just has to move on. As it happens, so many positives have come from the negatives in recent weeks. I’m reunited with original members of our band, Guy Bailey and me are writing new music again, old songs from the early days have been uncovered for completion and live shows now are on the way. That’s right, we’ll be announcing dates for our first two Quireboys shows for the autumn in the next week or so.””Once again – and I don’t apologise for the fact I keep saying it – an enormous and heartfelt thank you again to you, the fans, whose support has been absolutely phenomenal through such an unsettling time. You have been the extra band member through this time of change and we’ll repay the love and support with new Quireboys music and shows.”

God bless!

Spike

xxx

#quireboys

Dopo il chitarrista storico Guy Bailey, anche il bassista originale dei THE QUIREBOYSNigel Mogg, si è riunito con il cantante Spike per lavorare a un nuovo album della band e per tenere dei concerti nella seconda metà del 2022.

Un mese e mezzo fa, gli altri membri dei THE QUIREBOYS hanno annunciato la separazione da Spike, il quale ha respinto il licenziamento e rivendicato la proprietà intellettuale sul gruppo in quanto fondatore, unico membro fisso e autore dei loro brani.

Al momento non è noto quindi quale delle due parti proseguirà con il nome THE QUIREBOYS.

StonerKras Fest: il 20 agosto la prima edizione sul Carso triestino

Rocket Panda Management e il Circolo Giovanile – Mladinski Krožek Prosek-Kontovel presentano la prima edizione dello StonerKras Fest!!!

Il festival si svolgerà sabato 20 agosto a Prosecco (Trieste) nella magica location “B’lanc” – spazio situato dietro il teatrino di Prosecco.

NEBULA (heavy psych, USA)

BUSS (heavy psych, ITA)

OMEGA SUN (stoner doom, SLO)

GLORY OWL Exclusive Reunion Show (stoner rock, ITA)

SAMSATION (psychedelic rock, SLO)

BIG BLACK WHALE (stoner rock, ITA)

a seguire: AFTERPARTY DJSET con Alternative Nite & Satisfaction crew

Evento Facebook: StonerKras Fest feat. Nebula, Buss, Glory Owl, Omega Sun, Samsation, Big Black Whale

Doors: h.16

Il festival offrirà zone ristoro e mercatini vari.

Prezzo dei biglietto: €20

Per info e prenotazione biglietti:

info@rocketpandamanagement.com

In caso di maltempo il festival si terrà nel teatro adiacente.

Per ulteriori info e prenotazione biglietti: info@rocketpandamanagement.com

Lo StonerKras è un raduno di musica psichedelica incentrato su ritmi stoner, doom e heavy psych. Il festival ha un’impronta internazionale ma con lo scopo di valorizzare la scena heavy locale, slovena e italiana, richiamando spettatori dalla regione ma anche dai paesi confinanti.
Aggregazione giovanile e scambio culturale accompagnato da buona musica!

*** NEBULA ***
(heavy-psych legends, USA)

I Nebula sono una band, che ha segnato la scena rock underground americana tra la fine degli anni ’90 e l’inizio del nuovo millennio. La band ha unito il rock’n’roll psichedelico degli anni Settanta con la musica stoner, creando così una sorta di heavy psych rock. La band è stata fondata nel 1997 dal cantante e chitarrista Eddie Glass e dal batterista Ruben Romano, entrambi membri dell’importante gruppo stoner rock Fu Manchu. Un anno dopo, la band pubblica il loro primo EP ‘Let It Burn’, che è in realtà considerato un vero e proprio album, in quanto contiene otto tracce e dura ben trentacinque minuti. L’album è stato registrato dal trio presso il famoso studio di registrazione Rancho de la Luna, nel deserto della California.

I Nebula sono rimasti fermi per tutta la durata della pandemia da Covid-19, sebbene si siano esibiti in alcuni concerti online. Uno di questi è stato il famoso ‘Live in the Mojave Desert’. Il concerto è poi diventato un disco dal vivo pubblicato lo scorso anno.
Glass e gli altri hanno inoltre iniziato a registrare del nuovo materiale, dal quale è nato il nuovo album ‘Transmission From Mothership Earth’, che uscirà il 22 luglio per la Heavy Psych Sounds Records.

Il nuovo album verrà presentato dai Nebula con un lunghissimo tour estivo nei migliori club e festival europei – ultima tappa prevista sarà proprio il StonerKras Fest, sabato 20 agosto a Prosecco (Trieste).

BUSS (heavy psych, ITA)

I BUSS sono un trio heavy rock di Trieste, che offre un sound fuzz miscelato a diversi riff stoner. Gruppo formato ai tempi della scuola superiore, ispirato dalla scena underground degli anni ’70 e ’90. Nel 2019 si sono presentati al pubblico con l’omonimo EP.

OMEGA SUN (stoner doom, SLO)

La band stoner doom slovena Omega Sun ha iniziato a suonare nel 2013
come duo strumentale ma dopo alcune prove si sono trasformati in una
vera e propria band costituita da quattro elementi e voce. Da allora gli
Omega Sun hanno macinato chilometri in Europa e negli Stati Uniti,
condividendo il palco con band come gli Unida, Yawning Man, Dopethrone, Kylesa, Pallbearer, Stoner Kebab, ecc.
Nel 2017 gli Omega Sun sono finalmente riusciti a pubblicare il loro
album di debutto ‘Opium For The Masses’ ottenendo degli ottimi riscontri dalla critica musicale. Durante la pandemia la band è riuscita a
registrare il suo secondo album, che uscirà a breve.

SAMSATION (psychedelic rock, SLO)

I Samsation sono tre fratelli e un cugino appartenenti alla minoranza slovena, cresciuti tra la campagna slovena e Trieste. Il giovane gruppo si è formato due anni fa nella cantina di famiglia. Uniti dall’amore per il rock degli anni ’70, traggono ispirazione dalle idee psichedeliche dei The Doors, Deep Purple e da altre band affini.

BIG BLACK WHALE (stoner rock, ITA)

I Big Black Whale sono un’idra a quattro teste che sputa riff
vulcanici! Scegliete voi il nome della bestia: stoner, doom o qualunque
altra cosa possa corrispondere al suono heavy. Quattro triestini, vecchi
amici devoti al sacro fuoco del fuzz. Dopo l’EP ‘Caligo’ nel 2019,
stanno attualmente lavorando a nuovi riff…

GLORY OWL (stoner rock, ITA)

Se vi piacciono le chitarre distorte e i Black Sabbath e rimpiangete il calcio degli anni ’80, quando il valore di un giocatore si misurava in lunghezza dei baffi, e Nazionali  senza filtro fumate in panchina, I Glory Owl sono la band per voi.
Sono belli, maturi, letali e pieni di rabbia adolescenziale repressa: vi faranno rimpiangere tempi più semplici, scanditi da birroni, musica del demonio, e ascelle pezzate nei peggiori centri sociali dell’ex Yugoslavia.

FB: https://www.facebook.com/StonerKrasFest

INSTA: https://www.instagram.com/stonerkrasfest/

Rocket Panda Management:

FB: https://www.facebook.com/RocketPandaManagement

INSTA: https://www.instagram.com/rocket_panda_management/

Igorrr, Otto Von Schirach, Neuromancer @Kino Šiška, Ljubljana, 3.5.2022

Serata fuoco & fiamme martedì 3 maggio al Kino Šiška di Lubiana per lo show di Igorrr che, previsto inizialmente nell’aprile 2020, a causa della pandemia è stato rimandato prima al febbraio 2021 e poi allo scorso dicembre. Il sudato recupero è andato così finalmente ad aggiungersi al già fittissimo cartellone di Dirty Skunks, l’associazione che dal 2012 porta nella capitale slovena il meglio della scena scena metalhc punk.

Igorrr @Kino Šiška, Lubiana, 3.5.2022, ph. by Sarah Gherbitz

Ad aprire è il duo sloveno Neuromancer, cui tocca l’onere di suonare darksynth con il sole ancora alto, immagino per consentire agli spettatori di presentarsi in ufficio la mattina successiva in condizioni accettabili. Ma su di loro ahimé non posso dire niente, visto il mio rocambolesco arrivo a Lubiana con oltre due ore di ritardo sulla tabella di marcia a causa di un incidente che ha bloccato l’autostrada.

Raggiungo quindi il Kino di corsa, giusto in tempo per assistere alla danza dello sciamano Otto von Schirach, producer di Miami che si presenta sul palco bardato come un Venom dei tempi d’oro. La sua performance è così diretta e trascinante, che nell’arco di poco tempo riesce a conquistare la Katedrala trasformandola in un dance floor infuocato a cui mancano soltanto un paio di cubiste sospese in gabbia a mezz’aria (io la butto lì, chissà che Otto non raccolga….:-)

Otto von Schirach @Kino Šiška, Lubiana, 3.5.2022, ph. by Sarah Gherbitz

Piccola pausa per curiosare un attimo al banco del merch, e subito tocca ad Igorrr, collettivo che al suo interno riunisce diversi musicisti provenienti da esperienze diverse nel metal, nell’elettronica, nella lirica e nel balkan. Nato nell’ormai lontano 2006, Igorrr oggi è considerato un vero e proprio nome di culto che anche in questo tour ha visto il tutto esaurito in numerose tappe tra cui Milano, Berlino e Vienna.

Igorrr @Kino Šiška, Lubiana, 3.5.2022, ph. by Sarah Gherbitz

A dominare la scena è la presenza femminile, una soprano classica entrata da poco nel gruppo, coinvolto negli ultimi mesi da un significativo riassetto di lineup. Aphrodite Patoulidou, questo è il suo nome, non tradisce le aspettative e si dimostra perfettamente all’altezza del suo ruolo, sfoderando doti da consumata attrice.

Igorrr @Kino Šiška, Lubiana, 3.5.2022, ph. by Sarah Gherbitz
Igorrr @Kino Šiška, Lubiana, 3.5.2022, ph. by Sarah Gherbitz

Insieme a lei ci sono le altre due new entry, alla voce JB le Bail, già conosciuto come cantante dei francesi Svart Crown, e Martyn Clement alla chitarra. A tenere le fila di questo variopinto carrozzone, dietro alla consolle, c’è Gautier Serre, fondatore e mente creativa del progetto Igorrr, che come maggiori fonti d’ispirazione cita Meshuggah, Chopin, Cannibal Corpse, Bach, Domenico Scarlatti e Taraf de Haidouks.

Igorrr @Kino Šiška, Lubiana, 3.5.2022, ph. by Sarah Gherbitz

Teschi, trucco granguignolesco ed un gioco di luci degno del Lollapalooza contribuiscono a rendere lo spettacolo di Igorrr un coloratissimo burlesque show che non lascia tanto spazio alla verifica della scaletta e/o della resa sonora. Quindici comunque in tutto i brani, tratti perlopiù da ‘Savage Sinusoid’ (2017) e ‘Spirituality & Distortion’ (2020), al termine dei quali la band viene invocata in massa fino a riapparire per l’ultimo, trionfale encore.

Igorrr @Kino Šiška, Lubiana, 3.5.2022, ph. by Sarah Gherbitz

Una sorta di danza finale liberatoria quella di Igorrr, che rende serate come questa il premio a dir poco meritato dopo una lunga, interminabile attesa durata più di due anni. Ma le iniziative targate Dirty Skunks non finiscono ovviamente qui: tantissimi sono gli appuntamenti in programma fino alla fine dell’anno, tra cui segnaliamo quello di sabato 19 novembre che vedrà salire sul palco del Kino Šiška l’eccellente tripletta composta da Ministry, The 69 Eyes e Wednesday 13: per chi fosse interessato, meglio organizzarsi con un certo anticipo! 😉

Igorrr @Kino Šiška, Lubiana, 3.5.2022, ph. by Sarah Gherbitz

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