I Faster Pussycat infiammano Prosecco con il concerto per i 40 anni della band

Entusiasmo al Teatro-Kulturni Dom di Prosecco per i Faster Pussycat, che domenica 27 settembre hanno trionfalmente concluso nel borgo del Carso triestino il tour europeo per i 40 anni di carriera. Ad accoglierli circa duecento presenze con macchine provenienti dalla Slovenia, da Pola, dall’Ungheria, e poi naturalmente dal Friuli, dal Goriziano e dal Veneto. Ed anche qualche under 30, tra cui un gruppo di ragazze in flixbus da Lubiana ed in prima fila alcuni allievi della scuola di chitarra di Trieste, a smentire il solito pregiudizio che questo genere richiama soltanto i nostalgici over forty.

Ad aprire la serata ci ha pensato la metal queen Lorraine Lewis che, partita dal New Mexico negli anni ’80 come cantante delle Femme Fatale e dopo aver militato per un periodo anche nelle Vixen, appare oggi in cerca di rilancio impegnandosi contro il tabu della sessualità femminile in età matura. Inguainata in un paio di pantaloni attillatissimi e con la scollatura bene in vista, con la sua performance ha ben ricordato l’importanza di quella dote sul palco che risponde al nome di ‘attitudine‘, che oggi tanti gruppi giovani e magari tecnicamente più avanzati ahimé non hanno.

Lorraine Lewis delle Femme Fatale

Tiepida l’accoglienza per i Blacklist Union, che portano in giro i brani dell’ ultimo album ‘Slay The Dragon’, frutto delle esperienze personali, anche di elaborazione del lutto, di Tony West, frontman del gruppo proveniente dalla scena post hardcore newyorchese anni ’90 ma ormai da anni trasferito sulle assolate spiagge della California. Alla fine Lorraine lo ha raggiunto sul palco per scatenarsi sulle note di ‘Jackson’, storica hit della coppia country folk Johnny & June Cash, qui riveduta e corretta in chiave sexy, sleazy e rock n’roll.

I Blacklist Union di Tony West

Fino a qui lo spettacolo principale, da citare comunque anche quello meno appariscente, ma altrettanto affascinante, del fiume di racconti ed amarcord personali che band come i Faster Pussycat innescano tra i presenti in sala: da quelli più fortunati che hanno visto le Vixen al Monsters of Rock di Bologna nel ’90 con Aerosmith e Poison, a chi invece era presente al passaggio in regione dei ‘colleghi’ L.A.Guns al Rock Club di Ronchi dei Legionari, fino agli aneddoti su Taime barcollante durante un live di oltre vent’anni fa tra le nebbie del vicentino (dal 2017 ha smesso con alcolici e fumo, ndr).

Taime Downe è apparso in gran forma sul palco di Prosecco (Trieste)

L’attesa per gli headliner è ormai alle stelle, e ad introdurli al pubblico è un emozionatissimo Massimo Barzelatto, presidente dell’associazione Rock Out X Project che, dopo averli trovati già occupati per invitarli al Rock Camp, non si è arreso ma anzi, ha deciso di accettare la sfida di organizzargli una data al di fuori del festival. ‘Sono contento che stiamo riuscendo a crearci un seguito anche all’estero’, dice, ‘e serate come questa mi resteranno sempre nel cuore. Aver portato per una notte un po’ di Los Angeles a Prosecco…non ha prezzo!’

Massimo Barzelatto di Rock Out X Project

Sono le 22 precise quando Taime Downe -62 anni, cantante e co-fondatore unico membro della line up originaria-, appare sul palco, dopo esser rimasto fino a quel momento rigorosamente protetto dagli sguardi del pubblico, come è giusto che faccia ogni vera rockstar che si rispetti. Insieme a lui ci sono Chad Stewart alla batteria e Slim Tender al basso, ‘adottati’ dal 2001, il chitarrista degli L.A. Guns Ace Von Johnson, già con loro dal 2010 al 2019, mentre alla seconda chitarra c’è Chris Borell che, con i suoi 27 anni, è un po’ la mascotte della band.

L’accoppiata Ace Von Johnson- Chris Borell alla chitarra

Dopo aver acceso Pisa e Milano nelle serate precedenti, la band ha tenuto fede alle aspettative anche a Trieste, trasportando la platea in un viaggio tra classici come ‘Babylon’ e ‘Bathroom Wall’, ma anche più recenti come ‘Motorbike’ e un paio di cover come ‘You’re So Vain’ di Carly Simon e ‘Shut Up And Fuck’ delle Betty Blowtorch.
Gran finale con la chiamata collettiva che ha visto salire sul palco la crew al completo -addetti al merch compresi, a voler sottolineare l’esperienza di un tour che è stato anche amicizia e condivisione di momenti preziosi come questo concerto. Prossimi appuntamenti? Certo non finisce qui, perché a breve a Prosecco sta per arrivare un altro glorioso ospite…STAY TUNED!!!

Tutti sul palco

Rifrazioni festival: domani e sabato la due giorni indie rock nel cuore di Ponziana

‘La mia notte a East Ponziana/Triste più che mai/Fumo nero, Italsider/
Luci rosse al bar/Fuori piove ancor di più/Sui miei denti, sai/Ma cosa posso far?/Neanche il tempo per crepar!
‘ cantavano i Revolver in un brano ispirato a Ponziana, storico e popolare rione di Trieste che ha visto nascere e crescere gran parte della scena rock e underground locale fin dagli anni ’60.

Ed è qui, a sei mesi dalla prima edizione, che venerdì 25 e sabato 26 settembre presso la Casa delle Culture di Via Giovanni Orlandini 38 a Trieste, torna la seconda edizione del Rifrazioni Festival.

‘Siamo tutt* Bubez’, recita la tagline dell’evento che, come spiegano gli organizzatori, è partito come risposta a un panorama musicale fatto di grandi eventi costosi e spersonalizzati per rimettere al centro la qualità dei legami e la presenza reale. ‘Ci sono sempre più concerti. Sempre più festival. Sempre più contenuti da consumare. Eppure, sempre più raramente la musica riesce a creare comunità’, scrivono su Facebook.
Il titolo prende il nome dal fenomeno della rifrazione, ossia il cambio di direzione che un’onda subisce quando incontra un mezzo diverso: un’immagine che riflette l’intento del festival di mettere in contatto realtà locali, artisti affermati della scena underground e progetti emergenti provenienti da altre città.

Venerdì 25 settembre, con apertura porte alle ore 20:00, si esibiranno i Caledune, formazione nata a Parma nel 2022 che propone un rock sentimentale e pre-apocalittico, sospeso tra tensioni emotive, chitarre abrasive e sonorità alternative rock.
A seguire saliranno sul palco i CASPIO, band del Friuli Venezia Giulia che affronta temi di disillusione generazionale e relazioni attraverso un rock diretto ed emotivo, presentando i brani del nuovo disco ‘Cosa resterà di noi’ (2026, V4V Records).
I live della prima serata si chiuderanno con Le sacerdotesse dell’isola del piacere, storici esponenti dell’underground piacentino attivi da oltre dieci anni, la cui musica fonde l’alternative rock americano anni Novanta con il cantautorato italiano e la melodia di Lucio Battisti. Il loro set celebrerà la release del quinto album, in uscita proprio quel giorno.
I dj set della serata saranno curati da sbandee ed A.Bonn, con una selezione che spazierà tra new wave, britpop, indie rock, indietronica e post-punk.

Un’immagine della prima edizione del Rifrazioni festival

Sabato 26 settembre la rassegna riprende alle ore 20:00.
Il primo live sarà quello di La rivoluzione industriale e le sue conseguenze, quintetto di Bolzano che mescola emo, shoegaze, post hardcore e rock alternativo e porterà sul palco i brani dell’album autoprodotto ‘Polline’.
Seguirà l’esibizione di Kalpa, progetto solista del musicista triestino Angelo Mallardo, tra le proposte più interessanti della scena locale, che unisce chitarre anni ’90, elettronica, sax e sonorità trip hop, forte della pubblicazione del recente lavoro ‘Post’ (2026, Triggger).
Infine si esibiranno i Ricche le Mura, quintetto valtellinese nato nel 2021 che mescola indie rock, folk, cantautorato ed elettronica all’interno di un immaginario fiabesco e narrativo, reduce dall’uscita del disco ‘Un ragno, il suo uovo e noi dentro‘ per La Tempesta Dischi.
La chiusura musicale sarà affidata ai dj set di Barbara Loden e sbandee, incentrati su sonorità northern soul, beat, garage, rock’n’roll e post punk.

Il festival vede la Casa delle Culture come main partner e si avvale della collaborazione di Cornelia Concerti per il booking, di Radio Fragola e Radio Capodistria come media partner, e del supporto del Progetto Overnight per la promozione della salute.

Judas Priest fanno la storia a Pordenone! Ma il futuro della location è incerto

Lectio magistralis di heavy metal lo scorso 3 settembre 2026 che ha visto salire in catt… pardon, sul palco davanti a quattromila persone di ogni età nientemeno che i Judas Priest di Rob Halford al Parco del San Valentino di Pordenone. E ‘Mai piu Pordenoia’ è stato il boato generale di soddisfazione per l’evento esploso sui social nei giorni successivi al concerto, in virtù della recente nomina della città sul Noncello a Capitale Italiana della Cultura 2027.

Judas Priest @Parco San Valentino, Pordenone 3.9.2026

Una partenza col botto, considerato che si è trattato della prima volta live in Friuli di Halford e soci, pionieri del sound metallico dalla fine degli anni Settanta nella perfida Albione addirittura prima di gruppi come Iron Maiden e Saxon.
In apertura per la leg italiana con tre date su quattro compresa Pordenone c’erano i Nevermore, band fondata a Seattle nel 1991 recentemente riunita, diventata un po’ l’emblema vivente che non è mai troppo tardi per ottenere il giusto riconoscimento.

Nevermore @Parco San Valentino, Pordenone, 3.9.206

Ed anche l’atteso ‘premio’ per il popolo del metal, forse un po’ a stecchetto di tutti quei nomi più storici del genere che spesso solo lambiscono la regione, contesi dagli agguerriti vicini Veneto e Slovenia.‘Secondo me per una città come Pordenone aver avuto l’onore di ospitare i Judas Priest ha lo stesso significato di Bologna quando ha ospitato i Metallica’ commenta orgogliosamente Francesco sul suo profilo Facebook, e giustamente ‘No, concerto non è la parola giusta. I Judas Priest sono uno di quei gruppi per cui è più corretto parlare di pellegrinaggio’ puntualizza Michael, perché ‘sotto al palco si possono trovare i fans dei Dream Theater come quelli dei Gorgoroth in un comune tributo d’onore corale ai padri illustri’.

Judas Priest @Parco San Valentino, Pordenone 3.9.2026

‘Passato e futuro a pochi metri di distanza’ è il commento di Enrico sulla foto che immortala il crowdsurfing di un bambino che viene portato in trionfo dalla folla in rappresentanza delle nuove generazioni. Perché, come giustamente ricorda Elvecius nel suo gustoso excursus sul metal nella provincia dei primi anni ’80, ‘in quell’epoca i mammut pascolavano ancora tranquilli per le campagne e le conoscenze che potevi avere sulla musica del demonio erano poche e frammentarie: non esistevano ancora le riviste specializzate e potevi trovare mezza pagina o un misero trafiletto dedicato all’heavy su giornali come ‘Ciao 2001’ e ‘Rockstar’ che poi riguardavi di continuo con la stessa meravigliata attenzione con cui compulsavi il catalogo della biancheria femminile su Postal Market. I dischi e le cassette nei due negozi di Porto erano pochi e molto spesso non avevi i soldi per comperarli; chi era più vecchio di te cercava di convincerti che oltre i Deep Purple non c’era nulla di interessante etc.

Un giovane Rob Halford (archivio fotografico di Riccardo Modena)

‘In questo panorama sconfortante’ prosegue, ‘i concerti metal trasmessi dalla Rai (quelli reali avevano ancora la consistenza del miraggio e della traveggola) in tarda serata nel 1984, ebbero per me lo stesso valore della vittoria ai Mondiali nell’82. Riuscii a vedere i Def Leppard, gli Iron Maiden e i Judas Priest e capii questo: i Def Leppard erano quelli che piacevano di più alle ragazze, i Maiden erano quelli che piacevano di più a me e i Judas erano l’heavy metal‘.
E da notare che, sebbene siano passati cinquant’anni, la rivalità con la Vergine di ferro è più viva che mai: ‘Una band che non ho mai particolarmente amato (essendo io un Maideniano di ferro, ah ah che simpa)’ confessa Gian Battista, che però ammette ‘Valeva la pena..? Beh, sì. Decisamente. Halford regge molto meglio di quanto mi aspettassi, la band spacca, l’ora e mezza di spettacolo passa in un amen, non ci si può proprio lamentare’.

Judas Priest @Parco San Valentino, Pordenone 3.9.2026

Tutto perfetto quindi? Certo, all’interno del Parco ci aspettavamo qualche chiosco in più per cibo e bibite, ma alla luce delle polemiche circolate sulla data di Brescia apprezziamo ancora di più la fortuna di aver partecipato ad un evento così speciale in un contesto spazioso, immerso nella natura, e, last but not least, sorretto dal meteo splendente -sappiamo che certe supercelle nel Friuli orientale ci mettono tre secondi per spazzare via tutto!
Più della quantità di luganeghe a disposizione, a preoccuparci sono le nuove regole che hanno preso avvio proprio con la serata dei Judas Priest, e frutto dell’accordo raggiunto con i cittadini residenti vicino al Parco dopo un’estate di proteste: coprifuoco musicale alle 23.30 – il concerto di giovedì è terminato alle 22.42-, vietati dj set sia prima del concerto così come gli afterparty, nonché la decisione di limitare le prove di soundcheck ad una sola giornata- il Parco nel mese di luglio ospita il Pordenone Blues Festival, che quest’anno si è chiuso con un bilancio record di circa 50.000 presenze complessive e circa 20.000 spettatori ai live.
Per questo, come riportato dai media locali, il Comune starebbe valutando alcune soluzioni per individuare delle location alternative in vista della prossima stagione estiva. Tra le ipotesi al vaglio figurano il Parco IV Novembre, che ospiterà i prossimi appuntamenti del Music in Village, ma anche l’area della Fiera…STAY TUNED!!!!!!!!

Jelusick, la ‘favola’ metal partita dal Carso oggi è diventata realtà

‘Era il luglio 2016, ci chiamavamo in un altro modo (Dino & The Mad Dogs, ndr) e il Rock Camp ci aveva chiamati a suonare per quella che è stata la nostra prima data internazionale’, ha ricordato Dino Jelusić durante la serata inaugurale del Rock Camp, la tre giorni di festival rock che si è conclusa ieri nel cuore del Carso a Prepotto di Duino Aurisina.

Jelusick @Rock Camp Trieste 4.9.2026

Insieme ai Savanah da Graz, Jelusick sono stati headliner della prima serata del festival che ha visto esibirsi sul palco di Prepotto anche i thrashers svizzeri Comaniac, i deathster dalla Val Resia Hell Metall, i toscani Runover e i Diamond Dust da Rijeka. Al nostro arrivo a Prepotto hanno appena ultimato il soundcheck e cogliamo al volo l’occasione per salutare Dino, reduce dal concerto di The Hollywood Vampires all’Arena di Zagabria la sera prima. Insieme a noi c’è anche Massimo Barzelatto, organizzatore di concerti e grande appassionato di hard rock che ha seguito la band fin dagli inizi, richiamandola poi anche nelle successive edizioni del festival. Un’amicizia, quella tra Jelusick e la manifestazione triestina, che si è poi consolidata negli anni, fino a diventare oggi un vero e proprio ‘raduno’ dei numerosi fans provenienti da tutta l’area, e soprattutto dalla Slovenia.

Nel 2017 la band adotta il moniker di Animal Drive e firma un contratto con la nota label Frontiers Records (la collaborazione finirà male, ma questa è un’altra storia, ndr) per pubblicare il debut ‘Bite!’ (2018) che li porta all’attenzione della platea internazionale. Ci sono insomma tutti i presupposti per organizzare una seconda data a Trieste nel 2018 al Rock Camp, che all’epoca si svolgeva sempre sull’altopiano presso il campo sportivo di Trebiciano.

Dino con gli Animal Drive al Rock Camp nel 2018

Nel 2021 Dino entra nei Whitesnake di David Coverdale come seconda voce e tastierista, rafforzando il suo ruolo di ‘pupillo’ scelto dall’Olimpo del rock per portare avanti la legacy. Nel 2022 sostituisce Glenn Hughes nel supergruppo The Dead Daisies, che poi supporterà insieme a Spike Quireboys in un super show a Lubiana nel dicembre 2023.

Jelusick @Rock Camp Trieste 4.9.2026

Nel 2024 Dino torna al Rock Camp (che nel frattempo si è spostato a Prepotto), questa volta portando i suoi Jelusick, progetto nato nel 2022 dalle ceneri degli Animal Drive, ormai sciolti definitivamente. Progetto da lui fondato e condiviso con Ivan Keller, il talentuoso chitarrista rimasto stabile al suo fianco della formazione originale.

Jelusick @Rock Camp Trieste, 4.9.2026

Alla serata inaugurale del Rock Camp li ha raggiunti al basso Rökindja Nikolić per quella, che a parte la new entry Nick Nikolaev, è stata di fatto una reunion degli Animal Drive…! E per non farci mancare niente, un incidente alla batteria ha offerto un memorabile siparietto con Dino che si è messo alle tastiere per una versione di ‘Mama I’m Coming Home’ veramente da strappamutande. Infine, un piccolo gossip: ai Jelusick, reduci da una trionfale leg balcanica con i Judas Priest da Pola a Sofia passando per Belgrado e Budapest, sarebbe piaciuto aprire per i veterani dell’heavy metal anche a Pordenone. Noi proviamo a spargere la voce per una prossima occasione, chi lo sa che non ci sia qualche promoter in Friuli o Veneto in ascolto…in caso contrario, speriamo di rivederli prossimamente al Rock Camp con nuove ed eccitanti avventure!

Jelusick Rock Camp Trieste, 4.9.2026
Jelusick @Rock Camp Trieste, 4.9.2026
Jelusick @Rock Camp Trieste, 4.9.2026

Koper: presentati loghi e grafiche del nuovo centro culturale Libertas

Una silhouette nera su sfondo giallo. È questo il logo ufficiale -essenziale, ma al tempo stesso solare ed ottimista-, che il Libertas, il nuovo centro culturale di Koper, ha presentato al pubblico attraverso i suoi canali social. Gli autori Mateja Tomažinčič e Luka Kaše dello studio grafico RIIBA produkcija hanno preso l’edificio, ovvero lo storico ex Magazzino del sale, come simbolo centrale. L’icona visiva della nuova identità visiva deriva direttamente dall’architettura dello spazio, dove la sua sagoma caratteristica e le sue proporzioni sono diventate la base riconoscibile del segno visivo.

Il logo ufficiale del Libertas di Koper [source: Facebook]
la tote bag del Libertas [source: Facebook]

Ricavato negli spazi dell’ex Magazzino del Sale, il nuovo polo culturale di Koper comprende due sale multiuso: una più grande, con 700 posti di cui 200 in piedi, e una più piccola con 326 di cui 100 posti a sedere, una galleria d’arte, una terrazza e uno spazio per la ristorazione.

Il Libertas ospiterà concerti, proiezioni di film, performance e festival con l’obiettivo di diventare un punto di riferimento per l’arte urbana e contemporanea sulla costa slovena, sul modello del celebre centro urbano Kino Šiška di Lubiana.

Un’immagine del cantiere del Libertas [source: www.libertaskopercapodistria.si]

La ristrutturazione rappresenta uno dei maggiori investimenti del Comune di Koper, pari a 6,5 ​​milioni di euro, metà dei quali saranno coperti da fondi europei a fondo perduto. Il Libertas Stičišče kultur–Crocevia di Culture di Koper, come è stato denominato, dovrebbe aprire i battenti nella seconda metà del 2026 e sarà gestito dall’Istituto per la Gioventù, la Cultura e il Turismo di Koper.

Sito ufficiale: https://libertaskopercapodistria.si/
Facebook:
https://www.facebook.com/skladiscelibertas
Instagram:
https://www.instagram.com/kulturnosticiscelibertas/

MKNŽ: l’autunno è servito con Descartes a Kant, Hiatus, Hippie Death Cult e molti altri

Dopo i festeggiamenti per i 60 anni di attività, MKNŽ (Mladinski klub Nada Žagar) di Ilirska Bistrica è pronto a ripartire più carico che mai con la nuova stagione autunnale!

Qui sotto i concerti finora confermati:

Giovedì 10 settembre 2026 𝗖𝗼𝗱𝗲𝘅 𝗦𝗲𝗿𝗮𝗳𝗶𝗻𝗶 psych rock UK + tba

Venerdì 18 settembre 2026 𝗗𝗲𝘀𝗰𝗮𝗿𝘁𝗲𝘀 𝗮 𝗞𝗮𝗻𝘁 art rock MX

Domenica 20 settembre 2026 𝗛𝗶𝗮𝘁𝘂𝘀 crust BEL + 𝗠𝗼𝗿𝗮𝗹 𝗛𝗼𝗿𝗿𝗼𝗿 grind core

Venerdì 25 settembre 2026 𝗟𝗼𝘁𝗵𝗮𝗿𝗶𝗼 rock n’roll AUS + 𝗨𝘀𝗹𝗲𝘀𝘀 𝗘𝗮𝘁𝗲𝗿𝘀 garage punk USA

Domenica 27 settembre 2026 𝗕𝗿𝗼𝘄𝗲𝗿 rock n’roll USA + 𝗠𝗲𝘁𝗮𝗹𝗹𝗲𝗴 rock n’roll USA

Giovedì 1 ottobre 2026 𝗦𝗽𝗹𝗶𝘁 𝗦𝘆𝘀𝘁𝗲𝗺 rock n’roll AUS + tba

Venerdì 2 ottobre 2026 𝗛𝗶𝗽𝗽𝗶𝗲 𝗗𝗲𝗮𝘁𝗵 𝗖𝘂𝗹𝘁 stoner rock USA + tba

Venerdì 9 ottobre 2026 𝗞𝗼𝗿𝗶𝗱𝗼𝗿 post punk HR + 𝗖𝗵𝗮𝗶𝗻 𝗖𝘂𝗹𝘁 post punk GR

Venerdì 16 ottobre 2026 𝗞𝗹𝘂𝗯𝘀𝗸𝗶 𝗺𝗮𝗿𝗮𝘁𝗼𝗻 Radio Študent primo giorno

Sabato 18 ottobre 2026 𝗞𝗹𝘂𝗯𝘀𝗸𝗶 𝗺𝗮𝗿𝗮𝘁𝗼𝗻 Radio Študent secondo giorno

Venerdì 30 ottobre 𝗣𝗮𝘁 𝗧𝗼𝗱𝗱 & 𝘁𝗵𝗲 𝗥𝗮𝗻𝗸𝗼𝘂𝘁𝘀𝗶𝗱𝗲𝗿𝘀 rock n’roll USA + 𝗦̌𝗮𝗿𝗶𝗷𝗮𝗻𝗮𝘁𝗮 folk punk HR

Amyl & The Sniffers, il punk arrogante conquista il Castello di San Giusto

Grande festa punk rock venerdì 7 agosto a Trieste, che nell’ambito della rassegna Hot In The City ha accolto nel piazzale del Castello di San Giusto Amyl & The Sniffers dall’Australia con furore. Unica data italiana organizzata da Good Vibrations insieme a Vigna Pr, ha visto esaurirsi i biglietti in poche settimane dall’annuncio invernale, richiamando nella spettacolare location sul Colle oltre 1800 persone da altre regioni, dalla costa slovena e croata ma anche da molto più lontano: mentre attendiamo in fila socializziamo con una ragazza olandese che è arrivata in bus da Breda, nella foto sotto una coppia di fans provenienti dal Canada.

A San Giusto la band ha proposto una scaletta che ha alternato pezzi più datati a quelli estratti dall’ultimo, acclamato album ‘Cartoon Darkness’ (2024) che, con la data di Trieste e quella successiva a Zagabria, ha finalmente raggiunto anche questa parte d’Europa. La parte centrale dello show, con una hit dietro l’altra da Chewing Gum a Tiny Bikini fino a Jerkin’, trasforma il Castello in un suggestivo dancefloor accarezzato da un piacevole vento tra i capelli. Noti per la carica che trasmettono sul palco, Amyl & The Sniffers fanno dell’energia live il loro marchio di fabbrica, offrendo una performance dove il confine tra pubblico e protagonisti si dissolve per lasciare spazio ad una vera e propria esperienza immersiva, focalizzata più sul ballo ed il coinvolgimento fisico che sull’ascolto.

Amyl & The Sniffers @Castello di San Giusto, Trieste, 7.8.2026

La riconoscibilità dei singoli brani, con relativa esecuzione, diventano dettagli di poco conto all’interno di un ‘viaggio sonoro’ attraverso il tempo e lo spazio capace anche di unire generazioni lontane tra loro.
‘Questi quattro ragazzi provenienti dalla lontana Melbourne sono la reincarnazione, la sintesi del meglio di ciò che abbiamo ascoltato, visto, ballato e pogato in tutti i decenni trascorsi’, commenta all’indomani del concerto uno spettatore su Facebook. ‘Ero sotto il palco e mi sono sentita abbracciare…bellissimo, così anni Novanta!’ racconta una ragazza alla fine dello show. Ecco, forse è proprio nell’atmosfera di rave party la ‘chiave’ del successo di questa band che, partita dalla periferia di Melbourne, negli ultimi anni è salita alla ribalta internazionale aprendo negli stadi per AC/DC e Foo Fighters.

Amyl & The Sniffers @Castello di San Giusto, Trieste, 7.8.2026

Al centro della situazione è ovviamente Amy Taylor, la smiley blondie ‘anima’ della band, ma soprattutto erede di tutta quella scuola di punk queen che, da Joan Jett a Juliette & The Licks partendo dalla Grande Madre Wendy O. Williams, hanno reso il punk un ‘laboratorio’ di libertà femminile. Impressione rafforzata anche dalla nuova line up per due quarti al femminile con Lakota Vella della band Public Figures di Melbourne a sostituire per questo tour Gus Romer, mentre restano i fidati Declan Mehrtens alla chitarra e Bryce Wilson alla batteria.

Amyl & The Sniffers @Castello di San Giusto, Trieste, 7.8.2026

Nonostante la fuga di massa verso la zona bar nell’istante esatto in cui sono apparse sul palco, ci sentiamo comunque di spezzare una lancia a favore della band di apertura Hey Darling, punk trio romagnolo tutto al femminile che ha aperto la serata al Castello. Sodalizio nato nel 2018 sui banchi del liceo, citano tra le loro fonti d’ispirazione proprio Amyl & The Sniffers, dopo aver bucato con il van in autostrada sono riuscite ad arrivare puntuali a Trieste per effettuare il soundcheck, rispettando i tempi di quella che ad oggi è stata sicuramente una delle serate più emozionanti della loro carriera.

Hey Darling! @Castello di San Giusto, Trieste, 7.8.2026

…Ma la festa non finisce mica qui! Prossimo appuntamento al Castello di San Giusto è per martedì 11 agosto con un nome una garanzia ovvero Gogol Bordello! Questa volta in apertura sarà il turno degli eroi locali Corpi Contundenti, tra i nomi di punta della vivace scena triestina punk alternativa esplosa in città dopo la pandemia.

Zlotvori Umag drop first studio album in 20 years

Umag’ outfit punk hc Zlotvori returned with ‘Mašta se budi, stvarnost dolazi’ (Imaginations Awakens, Reality Arrives), their first studio album since 2005 debut.

Produced by Marco Tidu, band’ closest friend, this new offering 8 tracks some hit re-recorded as well as fresh new. The core members of the original line up Runko, guitar and vocal, Darko on bass and Rile on drums were joined by Dule, replacing Igi. The new album explores theme against war, worker exploitation, addiction and similar issues.
​Since their inception way back in 2003, Zlotvori have distinguished themselves by balancing ’80 hc roots with influences by SNFU, Biohazard and Brutal Truth.

So far, they have played around 60 gigs, mostly in Istria, Rijeka and Slovenia, including performaces at Monteparadiso Festival, Krastival, Prvomajski juriš, Sounds of Rebellion and others.

Tracklist

1. Burnout

2. Kratka

3. Propanak u glavi

4. Marš

5. Pakao

6. Novac

7. Demoni

8. Na Nogama

Lineup
Runko: guitar, vocals
​Rusta: drums, backing vocals
​Darko: bass, backing vocals
​Dule: guitar, backing vocal

Facebook: www.facebook.com/profile
Instagram: https://www.instagram.com/zlotvori_umag/
Bandcamp: https://zlotvori1.bandcamp.com/album/
Spotify: https://open.spotify.com/intl-it/album/


Faster Pussycat: aperta la prevendita per la data di domenica 27 settembre a Prosecco (Trieste)

Rock Out X Project
in collaborazione con Eclectic Noize Records
presenta
📅 Domenica 27 settembre 2026
🎸Faster Pussycat 40th Anniversary Tour
📍 Casa delle culture-Kulturni Dom, Prosecco (Trieste)
⏰ 19:30
🎤Special Guest: Femme Fatale Ft. Lorraine Lewis, Blacklist Union
🎫 Tickets in prevendita qui
Evento Facebook

Dalle viscere della Los Angeles di metà anni ’80, quando il glam iniziava a sfumare e il punk lasciava ancora cicatrici, i Faster Pussycat emersero con un’identità propria: sporchi, provocatori e senza alcuna intenzione di conformarsi. Guidati daTaime Downe, autentica icona dello sleaze, la band costruì un suono a metà strada tra l’attitudine di strada e l’eccesso più edonistico.

Il loro debutto omonimo gettò le basi con brani come ‘Babylon’, ‘Bathroom Wall’ o ‘Cathouse’, diventati classici immediati della scena. La loro presenza nel documentario ‘The Decline of Western Civilization Part II: The Metal Years’ finì di consolidare la loro leggenda nel pieno boom del Sunset Strip. Lungi dal seguire le mode, condivisero la strada con nomi come Mötley Crüe, Guns N’ Roses, Alice Cooper o Motörhead, dimostrando che la loro proposta andava ben oltre le etichette.

Con ‘Wake Me When It’s Over’ raggiunsero il maggior successo commerciale grazie a ‘House Of Pain’, mentre lavori successivi come ‘Whipped!’ mostrarono un’evoluzione verso territori più oscuri. Dopo lo scioglimento iniziale, Taime Downe mantenne viva la fiamma fino a riattivare la band negli anni 2000, con un’estetica più cruda e un’attitudine ancora più affilata.

Da allora, i Faster Pussycat non hanno smesso di andare in tour, consolidando un live intenso, decadente e senza concessioni. Classici, eccessi e attitudine allo stato puro: un appuntamento imprescindibile per gli amanti dell’hard rock più selvaggio.

Special guest della serata saranno i Blacklist Union hard rock di Los Angeles guidata dal frontman Tony West, nota per il suo sound grintoso ed energico che fonde influenze classic rock con un tocco moderno e testi profondamente personali.

Femme Fatale featuring Lorraine Lewis sleaze rock nella sua forma migliore: intriso di glam, potente e senza compromessi.

Eyehategod made history performing for the first time at Pula Monteparadiso!

First enjoying opening act from the balcony, then descend into the crowd for an amazing show: Eyehategod made music history last July 4th at Rojc in Pula, performing for their first time in Monteparadiso, the oldest hardcore punk hub in Balkans region. The event was organized by No Profit Recordings, an independent label born from the enthusiasm of several musicians and promoters already active in the local scene. Along hardcore band, they have recently brought to the former Austro-Hungarian barrack also Messa, Mondo Generator, Ufomammut, Bosco Sacro, Rosalie Cunningham etc.

“I love you”, Mike IX Williams at his best repeated not once, but twice, three times, accompanied by his trusted buddies Jimmy Bower, Gary Madder and Aaron Hill. The crowd, excited by the ‘intimate’ venue, step closer to the band during a ritual-performance that for Eyehatego is also a political act, intended not only as entertainment, but as a space for discussion, criticism, and resistance. Williams’ body, and his physical pain, took center stage, like body artists when they deliberately cut and injure themselves to provoke a collective shock, a participation and a powerful reaction.

The opening act was Dwarves, led by Blag Dahlia, the polymorphe frontman who has led the band from the beginning in Chicago 1985. Dahlia is currently experiencing a truly magical moment: thanks to Dwarves’ new, highly acclaimed album ‘Jenkem’, the solo project from his alter ego Ralph Champagne, and, last but not least, his first fatherhood at the age of sixty.

He’s supported by a various lineup, including drummer Gabriel Perez, Italian guitarist Gianluca ‘Ginger’ Panero, and bass player Nick Oliveri, who danced in the front row during Eyehategod’s concert, revealing just how much fun the two bands have together and support each other.

Meanwhile, Pula is already setting for the next event with the Rojc Open Air Festival 2026, a two-day boutique festival that also includes exhibitions, workshop and distro/merch area. The line up on Friday July 10 includes Coltaine, doom metal from Karlsruhe in the heart of the Black Forest, and the French band Djiin, who draw inspiration from 70s progressive rock with blues and jazz influences. Saturday July 11 will be Submeet and Horror Vacui from Italy, while from Japan Green Milk from The Planet Orange, psych punk hardcore since 2001! Tickets available here.

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