Trieste, musica live: è scontro diretto sui social

Domenica 29 marzo il gruppo Facebook Trieste Rock City è stato teatro di un acceso scontro, che è poi continuato attraverso ulteriori commenti e considerazioni nella giornata successiva di lunedì.

Al centro della discussione, lo spazio da dedicare alle cover band (nel caso specifico un teatro comunale, ndr) nel contesto di una scena triestina che, com’è noto, negli ultimi anni si fa in quattro per ‘resistere’ già fortemente penalizzata dalla mancanza di sedi adeguate, con il conseguente risultato dell’impoverimento dell’offerta live -soprattutto durante la stagione indoor.

Lo spunto su cui riflettere che può dare l’episodio sarebbe il delinearsi all’orizzonte di una sorta di ‘modello virtuoso’ costituito da alcune realtà organizzative in Friuli a Udine e Pordenone -con qualche ‘incursione’ nella vicina Slovenia-, e da cui Trieste risulta pesantemente tagliata fuori.

Rilanciamo quindi chiedendo ai musicisti ed agli appassionati e frequentatori della scena underground: siete d’accordo su quest’ultimo punto? Vi piacerebbe che Trieste si impegnasse per ‘agganciarsi’ ad altre realtà regionali, magari riservando i suoi teatri per collaborare con le loro iniziative?

La nuova stagione underground riparte dalla città. Stabilità sul Carso

La stagione estiva è alle porte, e a Trieste sembra riservare qualche novità. Oltre alle manifestazioni sul Carso, quest’estate potrebbe esserci un ritorno in città, con i rioni nuovamente nel ruolo di protagonisti. In attesa del Dart Rock bar di Ponziana, che ha annunciato una riapertura per il mese di maggio, si attendono gli aggiornamenti sull’ex caserma di Roiano, dove nel frattempo sono state eseguite le pulizie del giardino.

Aprile sarà il mese dell’Ippodromo, che continua con i concerti negli spazi dell’Argentinos. Venerdì 10 aprile il Core Inflation fest con ospiti dalla Romania gli Underwavesmetalcore band capitanata dall’affascinante singer Ana e in apertura due solide realtà locali come Red Code Darkpools. Evento Facebook qui

Sabato 25 aprile tocca ai due assi del rock Arthur Falcone Michele Luppi che, con il supporto di Hardcore Reborn, si esibiranno con le rispettive band nell’ambito di una serata-evento all’Ippodromo che vede due generazioni unite per la scena. Partita anche la prevendita dei biglietti attraverso i canali social Evento Facebook qui:

Annunciata anche la seconda edizione del Sound of Rebellion Vol. 2, che quest’anno si sposta all’Argentinos nel weekend di venerdì 15 e sabato 16 maggio, con quindici band ospiti da Friuli, Slovenia e anche Croazia Evento Facebook qui. Risalendo sull’altopiano, troviamo il gradito ritorno di In Grind We Trst con un minifest sabato 18 aprile al Kulturni Dom di Prosecco Evento Facebook qui.

Confermati i festival consolidati, con i Game Over headliner al Karst Rock Fest sabato 4 luglio a Sgonico, gli ucraini Stoned Jesus al 5th StonerKras Fest per il sabato successivo 11 luglio, mentre venerdì 17 e sabato 18 luglio il Motorbunch spegnerà 29 (!) candeline.

Fine estate si preannuncia a dir poco movimentata con il long weekend che parte giovedì 3 settembre con Judas Priest a Pordenone e prosegue con la tre giorni di Rock Camp venerdì 4 settembre, sabato 5 settembre e domenica 6 settembre nell’area verde di Prepotto (Duino Aurisina).it’s a long way to the top if you wanna rock n’ roll!!!!

Koper, l’antico Bastione si anima con il noise industrial dei Submeet

Mercoledì 25 marzo, sotto le arcate in pietra del Bastione di Koper, si è avvertito un forte boato sludge industrial. L’antica fortezza di Capodistria, che nel XVI secolo proteggeva la città dagli invasori, ha ospitato un concerto organizzato da NORadio, radio indipendente del litorale sloveno. Ospiti direttamente da Mantova sono stati i Submeet, cazzutissimo trio noise post punk attivo dal 2017- questo tour include anche la data di supporto alle leggende newyorchesi post hardcore Unsane a Lubiana.

Esordiscono nel 2017 con un Ep dalle tinte shoegaze, a cui segue tre anni più tardi ‘Terminal’, album che intreccia influenze noise, post-punk e ambient. L’altra sera a Koper sono arrivati freschi dell’ultimo lavoro ‘codename ®‘ che, ispirato alle novelle del Decameron di Boccaccio, sposta ulteriormente il loro sound verso orizzonti ancora più estremi, procurando alla band illustri paragoni con Swans e Circus Mort. Uscito nel 2025, l’album è frutto di una collaborazione internazionale tra l’etichetta croata No Profit Recordings e le italiane Controcanti ProduzioniSanta Valvola Non Mi Piace.

A riscaldare la serata di questa fredda primavera, ci ha pensato Pio3, songwriter e instancabile promotore culturale tra le colonne della scena underground targata Fvg -è stato uno dei fondatori del Pietrasonica festival. Da anni voce su Radio Onde Furlane di Mainzai, la trasmissione di culto con cui si è fatto conoscere come il ‘John Peel del Friuli’, porta in giro la sua musica caratterizzata da testi dissacranti e uno sguardo allucinato sul mondo contemporaneo.

Resi agibili da poco, gli spazi del Bastione funzionano da vera e propria temporary location con mostre ed eventi in attesa dell’apertura del Libertas, adiacente ex magazzino in fase di ristrutturazione. Con due sale -la più grande da 800 persone- e una parte museale, viene annunciato come un nuovo polo multiculturale in grado di rafforzare le collaborazioni tra la già vivace cittadina portuale e le vicine Italia e Croazia.

La Trieste rock anni ’80 e il suo ‘mito’: cult movie, romanzi, video, racconti

L’immagine di una Trieste grezza, ribelle e rock n’ roll, corrispondente alle origini del movimento negli anni ’80, è sicuramente quella che nel corso degli anni ha trovato maggior diffusione. Docufilm, romanzi e racconti hanno contribuito a diffondere e nutrire quest’immagine -e continuano a farlo tuttora- non solo per chi c’era, provando a raggiungere una platea anche più ampia.

Di tutto questo, il docufilm ‘Trieste se ci sei batti un colpo di rock!‘ (1990) caratterizzato da uno sguardo attento al tema del disagio sociale, è forse quello più conosciuto tanto che, nonostante gli anni di distanza, ancora oggi viene considerato come una sorta di ‘manifesto’ della scena rock triestina. Sostenuto dall’Assessorato alle Questioni Giovanili del Comune di Trieste, vede alle riprese un giovane Claudio Scaramuzza, poi diventato sceneggiatore e direttore della fotografia di numerosi documentari premiati nel circuito dei festival [1]. La direzione viene affidata a Giovanni Pianigiani, sceneggiatore e filmaker triestino di nascita formatosi nella Bologna underground degli anni ’80, che così ha ricordato in un’intervista: ‘Sono 58 minuti con nove gruppi, dal surf al thrash, alla new wave al punk, al punk elettronico. Alla prima il teatro [Miela di Trieste, ndr] era pieno e ci hanno portati in trionfo dicendo “no se come quei coioni de rai tre”! Ancora adesso il film è un mito in città!’ [2]

Al centro del docufilm c’è la città di Trieste, svelata nel suo lato inedito di ‘culla’ di un suono primigenio, rivoluzionario, partito dalle cantine della sua periferia già prima dell’arrivo del heavy metal. Si tratta dell’intervista-cameo a Gino D’Eliso che racconta la nascita del rock n’ roll a Trieste nel rione di Ponziana: dai Red Patrol & The Ponzian Boys negli anni ’60 ai primi gruppi come I Noi, Le Ombre, Le Belve, Calibro 45 fino a ‘East Ponziana’ (1979) dei Revolver, pionieri punk new wave prodotto dallo stesso D’Eliso per la Philips.

Delle interviste ai gruppi, particolare rilevanza assumono quelle dove emerge il legame tra la scena heavy metal e il disagio giovanile (mancanza di occupazione, carenza di spazi dove socializzare, scarsa visibilità), tema quest’ultimo su cui entrambi gli autori torneranno in altre opere; è un versante di un panorama estremamente sfaccettato e complesso, all’epoca già percorso da correnti interne frutto di tendenze musicali in contrasto tra loro. Nelle prossime puntate proveremo ad approfondire questi aspetti legati all’evoluzione della scena, in particolare allo sviluppo della second wave nella seconda metà degli anni ’80.

Dieci anni più tardi a Trieste quel sound così aggressivo sembra già scomparso, puf, svanito, come racconta una puntata del programma On Tv sull’emittente Telequattro. Non si tratta della sua fine definitiva, ma di una fase di passaggio, dell’inizio di quel viaggio ‘luminoso’ che molte rock band intraprendono verso nuove forme di esistenza, riuscendo a conquistare l’ambito posto nella Storia e nel ‘mito’. Negli anni successivi a disegnare una potente immagine della Trieste rock n’ roll sarà uno dei conduttori del programma, Ricky Russo, giornalista musicale, scrittore, deejay triestino poi trasferito a New York. ‘Chiarbola soprattutto negli anni ’80 era piena di personaggi incredibili, sembravano usciti dai fumetti di Andrea Pazienza o dal film di culto ‘I Guerrieri della Notte’. Ribelli senza causa. O meio, per dirla in triestin: nagane, ma de bon cuor. La colonna sonora era soprattutto l’hard rock e l’heavy metal del periodo: Iron Maiden, Metallica, Kiss, AC/DC, Black Sabbath, Slayer, Motörhead, Judas Priest, Bon Jovi, Europe, Whitesnake, Mötley Crüe, Guns n’ Roses, Helloween, Def Leppard…Chiarbola è sempre stato un luogo dell’anima’, così un racconto a quattro mani con Elisa Russo dedicato all’adolescenza trascorsa nel rione triestino [3]. ‘Dove avremmo voluto vivere per sempre felici in una dimensione mitica e allo stesso tempo, crescendo un po’, il posto da cui volevamo fuggire. Love&Hate. Come in un film, sognando un futuro di gloria. Sognando l’America. Tanti successi. O un amore travolgente. O chissà che. Forse neanche noi lo sapevamo, ma il presente ci stava stretto’. Questa descrizione attraverso una serie di punti chiave -le band di riferimento, l’influenza di un certo immaginario pop (cinema e fumetti), la voglia di fuggire, il fascino del american dream– aggiunge ulteriori spunti, introducendo quelle che sono alcune delle caratteristiche comuni alla generazione rock triestina cresciuta negli anni ’80.

Gli Upset Noise nel video di ‘No One Knows, No One Will’ (1989)

Lanciato in rete come ‘il primo vero romanzo ambientato nella scena rock di Nordest degli anni 80 e 90’, ‘Calcare’ del triestino Massimiliano Rotti ‘non è un romanzo musicale, la musica è sempre presente ma è solo un accompagnamento, un sottofondo come fosse una nemesi. Qualcosa che accomuna i personaggi tra di loro, e rappresenta l’unico riscatto possibile’, ha specificato l’autore [4]. Detto questo, resta il fatto che è stato un vero piccolo ‘caso’ letterario sia di pubblico che critica, con la seconda edizione esaurita a soli quattro mesi dall’uscita nell’ottobre 2023, contribuendo a diffondere l’immagine della Trieste rock anche al di fuori del suo circuito abituale.

In ambito invece prettamente musicale, a impegnarsi in tempi recenti per il rilancio della scena triestina è stato il compianto Gianluca Sinicco dell’etichetta friulana Aua Records. Oltre alle ristampe di gruppi come Steel Crown, Keen Eyed, Silence, Upset Noise, Blind Ambition e Warhead, anche attraverso l’organizzazione di festival. Nell’estate 2023 alla prima edizione del festival Italian Metal Heroes a Tarcento, viene organizzato un vero e proprio raduno della Phantom City che vede quattro musicisti storici dell’epoca riuniti per un mini show in tributo di Yako de Bonis frontman degli Steel Crown. All’edizione 2024 partecipa anche la band triestina emergente The Nyx , i cui live video fanno il botto di visualizzazioni su Youtube. Questo esempio apre al coinvolgimento delle giovani generazioni che, tramite le odierne piattaforme web, streaming etc possono contribuire a colmare il vuoto culturale che le ha precedute.

Per concludere, ricordiamo nuovamente il gruppo social Facebook Phantom City che, aperto nel 2019 su iniziativa del batterista Manuel Galati (Silence, Karnokkorok), è una delle fonti principali per questa ricerca. Prendendo il nome dal titolo dell’omonimo brano degli Steel Crown, riunisce fotografie, video e cimeli di testimoni ed appassionati sulle band, i dischi e i concerti che hanno fatto la golden age triestina. (continua nella prossima puntata)

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[1.] E. Russo ‘Il mondo dello spettacolo piange a Trieste Claudio Scaramuzza’, Il Piccolo, settembre 2023

[2] Jamovie.it, Intervista al regista Giovanni Pianigiani

[3] Elisa e Ricky Russo, ‘Chiarbola State of Mind’ Il Piccolo, dicembre 2021

[4] Cheintervista.it, Massimiliano Rotti, autore di ‘Calcare, Cronache da Nordest’, giugno 2025

Repetitor, il grande ritorno all’Hangar di Isola venerdì 8 maggio

BunkerFest Izola e Neodvisni obalni radio presentano

Venerdì 8 maggio
Repetitor + Omega Sun
Hangar bar, Izola
h. 20:00
Ingresso: 15 € in prevendita – 22 € la sera stessa del concerto

Evento Facebook

Repetitor post punk icone della scena alternativa post jugoslava. Si formano verso la fine del 2005 intorno al BIGZ di Belgrado, gigantesca ex fabbrica di dodici piani convertita in sale prova dove si passava dal punk alla danza attraverso l’elettronica, e la rakija scorreva a fiumi. Con gli album ‘Sve što vidim je prvi put’ (2008) e ‘Dobrodošli na okean’ (2012) hanno rapidamente scalato le classifiche, ricevuto recensioni estremamente positive e, grazie all’attitudine live punto di forza della band, hanno ampliato la loro base di fans. Repetitor hanno effettuato diversi tour europei e si sono esibiti in numerosi festival (Sziget, Exit, Pohoda, Rock For People, Loftas, Europavox, INmusic, Stereoleto…), e anche in Russia e Cina. Dal 2012 sono con la Moonlee Records, etichetta tra i promotori del MENT Festival di Lubiana, insieme ad altri nomi della scena indie come KOIKOI, ŽEN, Seine, Lelee, Bernays Propaganda e altri.

Omega Sun sono Aris Demirović (chitarra), Igor Kukanja (voce e basso) e Jure Vučko alla batteria. Con il debut ‘Opium for the Masses’ (2017) si sono imposti all’attenzione di stampa e pubblico come il nome stoner più riconoscibile della scena slovena. Il loro secondo album ‘Roadkill’ è stato rilasciato nel 2023 via No Profit Recordings, e da allora lo stanno portando instancabilmente in giro sui principali palchi nazionali e all’estero suonando con Brant BjorkSamavayo, Acid Mammoth, 1000Mods e molti altri.

Judas Priest live a Pordenone giovedì 3 settembre

Grandissimo ritorno in Italia per i JUDAS PRIEST, band leggendaria dell’heavy metal e istituzione della musica mondiale. unica data nel Nordest del “Faithkeepers Tour” il 3 settembre 2026, al Parco San Valentino a Pordenone.

ll concerto è organizzato da Azalea.it in collaborazione con Comune di Pordenone la Regione Friuli Venezia Giulia, PromoTurismo FVG, Pordenone Blues & Co. Festival e Virgin Radio.
Un altro grande evento firmato VERSO PORDENONE 2027 che arricchisce il programma culturale e musicale che porterà la città a diventare, nel 2027, Capitale italiana della Cultura.
BIGLIETTI:

https://www.vivaticket.com/it/ticket/judas-priest/297775

Grandissimo ritorno in Italia per i Judas Priest, band leggendaria dell’heavy metal e istituzione della musica mondiale, con unica data nel Nordest del “Faithkeepers Tour” il 3 settembre 2026, al Parco San Valentino a Pordenone.

Nati a Birmingham, in Regno Unito, alla fine degli anni ’60, i Judas Priest hanno contribuito in modo decisivo alla definizione del suono e dell’immaginario del genere, imponendosi con uno stile potente, riff taglienti e l’inconfondibile voce del frontman Rob Halford. Il successo internazionale arriva tra la fine degli anni Settanta e gli anni Ottanta con album diventati pietre miliari come British Steel (1980), Screaming for Vengeance (1982) e Defenders of the Faith (1984), dischi che contengono brani leggendari come Breaking the Law, Living After Midnight e You’ve Got Another Thing Comin’. Nel corso della loro carriera la band ha pubblicato numerosi album di successo, tra cui Painkiller (1990), considerato uno dei capolavori dell’heavy metal, e lavori più recenti come Firepower (2018) e Invincible Shield (2024), accolti con entusiasmo da pubblico e critica.

Con oltre 50 milioni di dischi venduti nel mondo, i Judas Priest sono tra i gruppi più importanti della storia del rock duro e hanno influenzato intere generazioni di musicisti. La loro carriera, costellata di tour mondiali e concerti memorabili, è stata celebrata nel 2022 con l’ingresso nella Rock and Roll Hall of Fame, riconoscimento che sancisce definitivamente il loro ruolo fondamentale nella storia della musica rock. Oggi la band continua a portare sui palchi di tutto il mondo uno spettacolo potente e spettacolare, confermando il proprio status di leggenda dell’heavy metal

ll concerto è organizzato da Azalea.it in collaborazione con Comune di Pordenone la Regione Friuli Venezia Giulia, PromoTurismo FVG, Pordenone Blues & Co. Festival e Virgin Radio.
Un altro grande evento firmato VERSO PORDENONE 2027 che arricchisce il programma culturale e musicale che porterà la città a diventare, nel 2027, Capitale italiana della Cultura.

🔥Hard Rock Night 🔥Michele Luppi Band + Arthur Falcone’ Stargazer🎸Sabato 25 Aprile 2026

Hardcore Reborn Arthur Falcone
presentano

Sabato 25 Aprile 2026
Michele Luppi Band + special guest Arthur Falcone Stargazer
Argentinos-Ippodromo Trieste
h. 21:00
Ingresso: 15,00 €
 

Evento FB

Michele Luppi, cantante e polistrumentista per Whitesnake, Mr.Big, Kee Marcello, Killing Touch, ha debuttato nella seconda metà degli anni 90 accompagnando dal vivo l’ex chitarrista di Vasco Rossi Maurizio Solieri. Nel suo percorso è stato attivo sia come solista -pubblicando l’album ‘Strive’ nel 2005 – e come membro di varie band, tra le quali Vision Divine e Secret Sphere, fino ai finlandesi Thaurorod. Nel 2015 viene chiamato come tastierista e seconda voce dai Whitesnake, la storica hard rock band britannica fondata nel 1978 da David Coverdale. Nel luglio 2011 forma la Michele Luppi Band , con i quali presenta dal vivo i brani dei suoi album e progetti solisti, oltre ad alcune cover dei principali esponenti rock e hard rock internazionale (Bon Jovi, Kiss, Deep Purple, AC/DC, Van Halen, Whitesnake, Journey e tantissimi altri). Nel 2025 l’annuncio del rientro in formazione nei Vision Divine, gruppo musicale power progressive metal fondato dal chitarrista Olaf Thorsen con cui ha pubblicato ‘Stream of Consciousness’ nel 2004, ‘The Perfect Machine’ (2005) e ‘The 25th Hour’ nel 2007. 

Nato a Trieste, Arthur Falcone inizia a suonare la chitarra da autodidatta ispirato da Ritchie Blackmore dei Deep Purple e Rainbow. Con oltre 600 concerti, è insegnante di chitarra, ha avuto tra i suoi studenti Luca Turilli. (Rhapsody). Incontra i primi compagni interessati alla musica a scuola e formano Leghe Metalliche, con cui registra il suo primo demo. Nel 1985 con i Devil’s Claws è all’Arcella di Padova, tra i primi festival dedicati alla scena heavy metal italiana. Dopo l’esperienza con gli Halloween, forma i Foxy Lady, gruppo di culto della scena hard rock italiana tra la fine degli anni ’80 e l’inizio dei ’90. Nel ’98 con l’album solista ‘Stargazer’ pubblicato dalla Virtuoso Records ottiene entusiasmanti recensioni. Nel 2009 la Heart of Steel Records pubblica il secondo album ‘Genesis of the Profecy’. ‘Straight To The Stars’ è il suo terzo album pubblicato nel 2021 via Elevate Records e vanta illustri ospiti come Göran Edman (Yngwie Malmsteen), Titta Tani (Claudio Simonetti’ Goblin, David Ellefson), Mistheria (Bruce Dickinson), Alberto Rigoni (Vivaldi Metal Project).

Phantom City Part 3 – negozi di dischi, edicole, Keen Eyed

La Phantom City degli anni ’80 era una città in fermento, dove lo sguardo ‘di provincia’ diventa lo zoom che permette di guardare la musica e le tendenze provenienti da metropoli come Londra, Parigi e Monaco in maniera più nitida. Tra 1982 e il 1986 il metal stava accelerando un po’ in tutto il mondo con album come Iron Maiden ‘Powerslave’, W.A.S.P. ‘W.A.S.P’, Ratt ‘Out Of The Cellar’, Scorpions ‘Love At The First Sting’, Slayer ‘Hell Awaits’ e altri. ‘Comunque la roba più forte per me era tornare a Trieste d’estate e notare che i negozi di dischi tenevano in vetrina Van Halen e Blue Oyster Cult, mentre a Roma solo Duran Duran e Spandau, e a Salisburgo era ancora peggio: Nannini e Ramazzotti! A Trieste hard rock e heavy metal erano trasversali’, ricorda uno degli iscritti al gruppo.

Musical Box in Corso Saba, Ricordi in via San Lazzaro, i mitici grandi magazzini Standa di via Battisti con gli adesivi glitterati delle band e 45 giri in quantità non erano soltanto negozi di dischi, ma un vero e proprio crocevia per chi cercava novità musicali e appartenenza. E’ il caso del negozietto in via Milano gestito da madre e figlia che negli anni successivi si trasformerà nella leggendaria Discoteca 33, la ‘Mecca’ della musica alternativa a Trieste, di cui ancora oggi c’è chi conserva il sacchetto come sacra reliquia.

[source: ‘Phantom City – La storia Del Metal a Trieste 80’s 90’s’]

Qui poteva capitare anche per ben due volte di fila di prendere un disco di una band sconosciuta, e di restarne talmente folgorati da correre a prendere anche tutti gli altri. Oppure di trascorrere interi pomeriggi appostati nelle vicinanze in attesa del camion del distributore, pur di non perdersi le succulente novità in arrivo.

Da Blitz nel quartiere di Roiano si potevano trovare le riviste metal inglesi e francesi, oltre ad autentiche chicche, come il primo ep dei Metallica ‘Garage Days’ su vinile dorato in edizione limitata. Un altro posto di culto era il giornalaio all’interno della Galleria Tergesteo con riviste straniere piene di articoli su Kiss, AC/DC, Mötley Crüe, Status Quo etc, e poi naturalmente c’erano le mitiche edicole, come quella di via Mazzini che aveva tutti i vecchi numeri anni ’80 del magazine tedesco Metal Hammer e anche Kerrang!, Metal Edge, Hit Parader.

La pubblicità del negozio Blitz sulla rivista nazionale Rockerilla nel 1986 [source: ‘Phantom City – La storia Del Metal a Trieste 80’s 90’s’]

Dall’album dei ricordi spunta anche un negozietto in via Stuparich dove i metallari e i primi punk triestini si facevano stampare le prime T-shirt con le stampe dei loro idoli Kiss e Iron Maiden talvolta con risultati esilaranti: ‘Me son fato stampar una canottiera col logo dei Discharge, quel de ‘Never again’, solo che la me ga messo la colomba in orizontale!’ E che dire del negozietto in una laterale del Viale XX Settembre -affettuosamente ribattezzato dai clienti come ‘la boutique del metallaro’– che teneva la toppa di Black Sabbath ‘Live Evil’ e quella dei Venom con il serpente attorcigliato dentro un teschio?

Look e note in linea con le copertine colorate di quegli anni anche per i Keen Eyed, formati a Trieste nel 1985 e poi confluiti nel roster della Fireball Management, che all’epoca includeva anche Devil’s Claws e Halloween della scena locale [1] . Con l’ingresso nella band di Alex Zarotti (Upset Noise) alla voce e Ricky Zarba alla chitarra che si uniscono a Cristiano ‘Teo’ Curri alla chitarra, Giorgio ‘Yure’ Gruden al basso e Fabio ‘Biofa’ Paolino alla batteria, i Keen Eyed registrano i demo ‘Metal Rain’ (1988) e ‘The Whip’ (1989). Tra le loro esibizioni, il memorabile concerto al Valentinis di Monfalcone nel 1988, e in tour a Milano negli storici club anni ’80 Prego e il Sorpasso, come viene ricordato nell’intervista realizzata per la rivista ‘Italian Metal Heroes’ in occasione della loro ristampa. (continua nella prossima puntata)

La band triestina Keen [source: ‘Phantom City – La storia Del Metal a Trieste 80’s 90’s’]

[1] M. Giugovaz ‘Keen Eyed. Intervista a Fabio Paolino‘, Italian Metal Heroes’ n. 3, 2023

Acid King in Zagreb for the first time on Sunday, May 31, 2026!

Bear Stone Promotions
presenta

Acid King (USA) + Omega Sun + Canubis @Močvara, Zagabria
Domenica 31 maggio 2026
Tickets:
24 €
link prevendita— 29 € la sera stessa del concerto (oppure ritiro c/o Dirty Old Shop, Tratinska 34)

Acid King in arrivo al Močvara di Zagabria! Il leggendario trio di San Francisco in concerto per la prima volta nella capitale con il tour di ‘Busse Woods’, cult album del 1999 fatto di riff stoner doom lisergici, atmosfera ipnotica, pura potenza. Ad aprire la serata sul palco gli Omega Sun, nome consolidato del panorama stoner doom, e la new entry Canubis!

Evento FB

Formati nel 1993 dalla cantante e chitarrista Lori Joseph insieme al batterista Joey Osborne ed il bassista Peter Lucas (il primo di una lunga serie di bassisti), gli Acid King emergono dalle cantine fumose di San Francisco nel 1993 con un sound che fondeva l’heavy proto-metal degli anni ’70 con il ritmo lento e fangoso di gruppi loro coetanei come Sleep ed Electric Wizard. Bastano un Ep e un album per aprirgli le porte della leggendaria Man’s Ruin Records di Frank Kozik, storica label della scena anni ’90 (Melvins, Kyuss, Fu Manchu, QOTSA e molti altri).

Ma è con l’album del 1999 ‘Busse Woods’ che gli Acid King avrebbero consolidato la loro reputazione tra una generazione di adoratori dei riff, fumatori di cannabis e appassionati di heavy rock. A cui seguono due decenni di tour intensi, finché l’ingresso di Mark Lamb al basso li spinge a tornare ad esibirsi regolarmente e a registrare del nuovo materiale.

Nel 2015, gli Acid King pubblicano quello che alcuni definiscono il coronamento della band, ‘Middle of Nowhere, Center of Everywhere’ per la Svart Records. Allo stesso tempo la band mantiene un’intensa attività live con numerose apparizioni su entrambe le sponde dell’Atlantico, tra cui l’Austin Terror Fest, l’Up in Smoke Festival 2018 in Svizzera, il Treefort Music Festival a Boise, Idaho, il Northwest Hesh Fest a Portland e un’apparizione al Levitation 2019 ad Austin, Texas. E’ in quell’anno che il gruppo intraprende in patria uno dei suoi tour più estesi degli ultimi anni, per celebrare il 20esimo anniversario di ‘Busse Woods’, ristampato dalla RidingEasy Records con una nuova masterizzazione e una nuova copertina. Del 2022 è il primo live album della band, che documenta il loro set eseguito all’edizione del 2011 del Roadburn Festival.

Del 2023 è ‘Beyond Vision’, album frutto di una formazione in quartetto, viaggio sonoro interstellare che introduce i sintetizzatori nell’arsenale della band, fondendo i riff travolgenti di Lori con droni ambient ispirati ai grandi classici sci fi-tra cui le colonne sonore di ‘2001: Odissea nello spazio’ e ‘Apollo 11’.

Omega Sun sono Aris Demirović (chitarra), Igor Kukanja (voce e basso) e Jure Vučko alla batteria. Con il debut ‘Opium for the Masses’ (2017) si sono imposti all’attenzione di stampa e pubblico come il nome stoner più riconoscibile della scena slovena. Il loro secondo album ‘Roadkill’ è stato rilasciato nel 2023 via No Profit Recordings, e da allora lo stanno portando instancabilmente in giro sui principali palchi nazionali e all’estero suonando con UfomammutHippie Death CultThe Winery Dogs1000Mods e molti altri.

Omega Sun stoner doom, SI
Canubis, stoner sludge HR

Phantom City, Part 2- la storia del metal a Trieste ’80s ’90s

Partita dalle periferie, la scena metal triestina inizia pian piano a far parlare di sé ed attirare l’attenzione anche al di fuori delle mura cittadine. ‘Pare che il nostro capoluogo nasconda nelle sue viuzze strette e dimenticate un vero e proprio tesoro musicale’, scrive una rivista dell’Isontino in un reportage dedicato alle band dell’epoca [1]. Mentre oltre confine infuria il vento della new wave e punk, nella caotica Trieste i metallari non si lasciano sedurre facilmente, ma anzi, ‘non curandosi minimamente delle mode e della gente, continuano sulla loro strada’ [1].

La tipica polsiera con le borchie in voga all’epoca [source: ‘Phantom City – La storia Del Metal a Trieste 80’s 90’s’]

1983: HEAVY METAL ERUPTION
Specchio dell’indole autoctona, fiera e indipendentista, il metal triestino diviene in breve tempo lo scudo per marcare il proprio territorio e affermare la propria originalità rispetto ad un contesto fin troppo vulnerabile agli sterminati influssi dell’epoca. ‘Provengono da Trieste, città che definiscono maledetta anche perché decentrata rispetto ai poli cardine della cultura italiana di stampo giovanile’, recensisce Beppe Riva su ‘Rockerilla’ a proposito di ‘Bad Flowers’ degli Steel Crown [2], ‘e nella convinzione di provenire dall’Est come le onde barbariche degli Unni e dei Visigoti, si sentono votati alla cruda espiazione di un delirio sonoro perpetuo ed accecante’.

Nel 1983 gli Steel Crown vengono inseriti con il brano ‘Prisoners In The Box’ all’interno della compilation ‘Heavy Metal Eruption’ a fianco di Crying Steel, Death SS, Strana Officina e altri nomi storici del metallo italiano. Considerato documento sulla creatività delle formazioni dell’epoca, sforzo produttivo frutto della collaborazione tra due storiche riviste ‘Metal Eye’ e ‘Rockerilla’, la compilation include anche ‘Vikings’ dei friulani Halloween ai loro esordi epic…ma di questo parleremo in un’altra puntata.

La compilation Heavy Metal Eruption’ (1983) include i triestini Steel Crown e gli Halloween da Udine

NORDEST HEROES
Nel dicembre ’84 i triestini Devil’s Claws sono sulla copertina di Fireball, tra le prime fanzine heavy metal italiane, pubblicata a Padova dal ’83 al ’85. [3] Nel marzo ’85 suonano al teatro Arcella di Padova insieme a Hocculta, Crying Steel e Axe Hero per un summit che richiama fans da tutta la penisola. ‘Provenienti da Trieste, i Devil’s Claws sono un quintetto aspro e potente’, così la presentazione sul quotidiano veneto, e si esprimono con ‘uno stile vicino a quello dei Deep Purple anni ’70, aggiornato ritmicamente alle più recenti esperienze dell’heavy metal internazionale’. Nello stesso periodo il nome della band rimbalzava anche in Friuli attraverso programmi radiofonici come ‘Heavy Metal Superstar’, radio show trasmesso dall’82 all’83 su Radio Stereo Superstar di Cervignano del Friuli -tra le prime radio private d’Italia- e condotto da Mirko ‘DeFox’ Galliazzo, frontman dei pionieri dal Vicentino Axe Hero.

Devil’s Claws al festival di Padova nel marzo ’85 [source: ‘Phantom City – La storia Del Metal a Trieste 80’s 90’s’]

PROTAGONISTI IN DISCOTECA All’epoca a Trieste non esisteva un club dedicato ai concerti rock metal, e l’organizzazione era affidata alla capacità d’iniziativa dei gruppi, ospiti a turno di locali, discoteche e teatri. Sul fronte dei live la pagina ‘Phantom City’ è una fonte inesauribile di testimonianze, tra cui Leghe Metalliche e Steel Crown nel gennaio ’83 al Dancing Paradiso di via Flavia, all’epoca ritrovo domenicale della maggior parte dei metallari triestini.

Leghe Metalliche al Dancing Paradiso (1983) [source: ‘Phantom City – La storia Del Metal a Trieste 80’s 90’s’]

Tra le prime rassegne, ‘Protagonisti in discoteca’, coordinata da Fulvio Marion, autentica icona della scena triestina anni ’80, promuoveva talenti provenienti anche da Gorizia e si svolgeva nella discoteca Bowling di Duino, raccogliendo le performances dei vincitori in un lp-cassetta. Nel 1991 la rassegna vedrà anche un’edizione dedicata all’heavy metal in un’altra ‘disco’ amatissima dai triestini, La Capannina di via Costalunga.

Blind Ambition alla mitica ‘Capa’ di via Costalunga [source: ‘Phantom City – La storia Del Metal a Trieste 80’s 90’s’

PRAY THE LORD MY SOUL TO KEEP
Ma ad accendere la community della ‘Phantom City’ sono soprattutto i ricordi legati ai concerti nella sala teatrale situata nell’ex Collegio dei Gesuiti a fianco del Santuario di Maria Maggiore, in pratica la venue dei primi gruppi metal. Nel febbraio ’84 la sala ospita Devil’s Claws, nell’agosto ’85 Steel Crown, fino al concerto con Roulette, Silence, Wind e Keen Eyed nel 1988. Un vero successo per il piccolo, forse primo ‘metal festival’ organizzato a Trieste, dice uno degli organizzatori, che ricorda anche ‘qualche concertino in piazzale a San Giacomo, oppure in Cavana, regno dei vecchi punk perché lì una volta c’era la radio degli anarchici e così erano riusciti a far suonare anche gli Upset Noise’. Del live a Santa Maria Maggiore restano anche i documenti video effettuati da Radiofragola, la storica emittente nata nei primi Ottanta dopo l’entrata in vigore della Legge Basaglia.

Ma com’era la partecipazione a livello locale? ‘I Madsword sono saliti acclamati a gran voce dal pubblico’ valutabile intorno alle 500-600 unità, scrive una recensione sulla prog metal band triestina in concerto al Castello di San Giusto [4]. La sua galleria fotografica, così come quella di altre band, è un vero e proprio viaggio attraverso la Trieste dell’epoca, dal debutto live negli orti di Coloncovec nel 1987, ai concerti con gli Steel Crown alla Stazione Marittima e nello storico stabilimento balneare Ausonia nell’estate dello stesso anno.

Madsword e Steel Crown in concerto nello storico stabilimento balneare triestino Ausonia nel luglio 1987 [source: ‘Phantom City – La storia Del Metal a Trieste 80’s 90’s’]

MUGGIA ROCK CITY 
Nel novembre ’89 l’amena località costiera ospita nella sua Sala Verdi un concerto con una line up che raduna band sia dall’ovest che dal Friuli. Sul palco i thrashers Braindamage da Torino, gli alfieri hard rock triestini Keen Eyed, Anopheles da Cervignano e ancora da Trieste i Them. Sono i prodromi di quella vera e propria heavy invasion che all’inizio dei Novanta vedrà Muggia salire agli onori della cronaca prima con l’omonimo festival e poi con nomi come Mordred, Nirvana, Galliano…e anche su questo torneremo più avanti. (continua nella prossima puntata)

Memorabilia di concerto a Muggia nel novembre 1989

Qui la prima puntata: Whiskey, dischi e rock n’ roll: la Trieste che ha fatto scuola

  1. ‘Rock e dintorni’, ‘Il Territorio’ (CCM)
  2. Beppe Riva, ‘Rockerilla’ n. 29, dicembre 1982
  3. ‘Fireball. L’avanguardia dell’heavy metal negli anni ’70 e ’80 a Padova e nel Veneto’ di R. Pasqualin (Crac Edizioni, 2022).
  4. Madsword + Babylon, Metal Shock n. 53, settembre 1989
  5. ‘Invasione heavy’, Il Piccolo, ottobre 1991

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