Tutti gli articoli di Sarah Gherbitz

Zabranjeno pušenje @SDF, Rijeka, 8.10.2021

Last weekend I climbed up Trsat, the hill overlooking Rijeka, for the Zabranjeno pušenje at the Student Day Festival, the six days of cultural events, sports and music that involves different locations in the city. In short, the right opportunity to finally see perform live this historic band, the leading name of that rock and artistic scene from Sarajevo along with Bijelo Dugme, Goran Bregović, Emir Kusturica etc.

There is a large crowd at the entrance to the location, a tent set up inside the Trsat University Campus. Many are in line for the Covid-test and thus be able to reach the stage, where the trapper Z ++ is concluding his fiery performance. The whole schedule does not follow a specific trend, but draws a mix of eras, genres and sounds, from rock 80s to the Who See, Montenegrin hip hop duo, through the Vanillaz, standard bearers of the new electronic scene.

Zabranjeno pušenje @Kampus Trsat, Rj, 8.10.2021, ph. by Student Day Festival

A crowded tent welcomes the Zp, who started on time just before 10pm, accompanied by an increasingly blowin’ bura. By a funny coincidence, it was in Trsat, a few meters from tonight’s gig, that in 1984 the band – at the time of their debut – encountered the first problems with the authorities. During the tour, addressing the audience, the former singer said a ‘Marshal is dead’, evidently referring to the failure of an amplifier. But a journalist accused as an offensive to the memory of the much better known Marshal Tito, thus unleashing a real persecution against the group.

Zabranjeno pušenje @Kampus Trsat, Rj, 8.10.2021, ph. by Student Day Festival

The star of the show is undoubtedly him, the current frontman Sejo ‘Sula’ Sexon, 60 years old last July, of which almost 40 have now spent together with the Zp. Far away from the stereotype of the rude and sexist Balkan rocker, as we are used to seeing in the cinema or on television, Sexon wanted to recall that sensational episode in his degree thesis entitled “Marshal is dead: the clash between youth subculture and official Yugoslavia politics in the 1980s ”.

Zabranjeno pušenje @Kampus Trsat, Rj, 8.10.2021, ph. by Student Day Festival

After so many years, today it’s quite exciting to see three thousand people, many of them under 30, dancing to the notes of hits written before their birth as ‘Bos Ili Hadžija’, ‘Pos’o, kuća, birtija’, ‘ Yugo 45 ‘. But also of songs such as ‘Korona Hit Pozitivan’, the single from upcoming Zp album to be released by the end of the year.

Ah, I forgot: special mention for the only female presence on stage, the blonde chorister whose name unfortunately I can’t find … she didn’t do anything special, but it’s clear that she has a lot of fun with the Zp …in this difficult time it already means a lot!!!

Zabranjeno pušenje @SDF, Rijeka, 8.10.2021

Lo scorso weekend mi sono arrampicata a Tersatto, il colle che sovrasta Fiume, per gli Zabranjeno pušenje allo Student Day Festival, la sei giorni di eventi culturali, sport e musica che coinvolge diverse località della città. Insomma, l’occasione giusta per vedere finalmente dal vivo questo storico gruppo, nome di punta di quella scena rock ed artistica targata Sarajevo insieme ai Bijelo Dugme, Goran Bregović, Emir Kusturica etc.

C’è una gran folla all’ingresso della location, un tendone allestito all’interno del Campus Universitario di Tersatto. Molti sono in fila per il tampone e poter così raggiungere il palco, dove il trapper Z++ sta concludendo la sua infuocata performance. Tutto il programma della serata non segue un filone preciso, ma disegna un mix di epoche, generi e sonorità, dal rock anni Ottanta agli Who See, duo hip hop montenegrino, passando per i Vanillaz, alfieri della nuova scena elettronica.

 Zabranjeno pušenje @Kampus Trsat, Rj, 8.10.2021, ph. by Student Day Festival

Un tendone ormai gremito accoglie gli Zp, che attaccano puntuali poco prima delle 22, accompagnati dai refoli di una bora sempre più incalzante. Per una curiosa coincidenza, fu proprio a Tersatto, a pochi metri dal luogo del concerto di stasera, che nell’84 la band -allora agli esordi- andò incontro ai primi problemi con le autorità. Durante il tour, rivolgendosi al pubblico, il cantante dell’epoca si lasciò sfuggire un ‘Marshal è morto’, riferendosi evidentemente al guasto di un’amplificatore. Ma un giornalista a caccia di scoop pensò bene di interpretare la frase come un’offesa alla memoria del ben più noto Maresciallo Tito, scatenando così una vera e propria campagna di persecuzione nei confronti del gruppo.

Zabranjeno pušenje @Kampus Trsat, Rj, 8.10.2021, ph. by Student Day Festival

Protagonista dello show è sicuramente lui, l’attuale frontman Sejo ‘Sula’ Sexon, 60 anni compiuti lo scorso luglio, di cui ormai quasi 40 trascorsi insieme agli Zp. Lontano anni luce dallo stereotipo del rocker balcanico cafone e sessista, così come siamo abituati a vedere al cinema o in televisione, Sexon ha voluto ricordare quel clamoroso episodio nella sua tesi di laurea dal titolo “Marshal è morto: lo scontro tra la subcultura giovanile e la politica ufficiale jugoslava negli anni ’80”.

Zabranjeno pušenje @Kampus Trsat, Rj, 8.10.2021, ph. by Student Day Festival

A distanza di tanti anni, oggi procura emozione vedere tremila persone, molte delle quali under 30, intente a ballare sulle note di hit scritte ben prima della loro nascita come ‘Hadžija ili bos’, ‘Pos’o, kuća, birtija’, ‘Yugo 45’. Ma anche di pezzi più recenti come ‘Korona Hit Pozitivan’, che anticipa il nuovo album degli Zp in uscita entro la fine dell’anno.

Ah, dimenticavo: menzione d’onore per l’unica presenza femminile sul palco, la bionda corista di cui purtroppo non riesco a trovare il nome… non faceva niente di particolare, ma è evidente che con gli Zp si diverte un sacco…e di questi tempi è già tanto!!!

Pola, la mostra ‘Long Play’ inaugura la nuova Galleria del Rock

Con ‘Long Play’, dieci ritratti di altrettanti volti simbolo della scena rock dell’ex Jugoslavia, ha finalmente aperto i battenti lunedì 5 luglio la Galleria Rock Istriana, negli spazi dell’ex bar della stazione dei bus di via Carrara a Pola. Un folto pubblico ha affollato la festa d’inaugurazione, che ha visto la presenza dei promotori della Galleria Nenad Marjanović ‘Fric’ e Diego Bosusco ‘Ptica’ (KUD IDIJOTI), la curatrice della mostra Paola Orlić (ANIMAFEST) e numerosi ospiti.

Quello della Galleria del Rock è un vero e proprio sogno che si concretizza per Pola, dove, già a partire dagli anni ’80 si è sviluppata una potente scena rock con gruppi come Atomsko sklonište, Kud Idijoti, Messerschmitt, The Spoons, ed anche festival hardcore punk di rilievo come il Monteparadiso e club come l’Uljanik.

Guarda il video dell’inaugurazione:

Due i livelli su cui si articola la Galleria, dove al pianterreno sono esposti una decina di ritratti con protagonisti i volti che hanno fatto la storia della scena punk rock dell’ex Jugoslavia realizzati dal fotografo Blagoja Borislav Pešić.

Il percorso proseguirà poi al primo piano, che, secondo le intenzioni dei gestori, ospiterà materiale e memorabilia riguardanti le tante star internazionali ospiti a Pola, tra cui Boney M, Sting, Status Quo, Jamiroquai, James Brown e Motörhead.

Foto copertina credits: Manuel Angelini per Regional Express.hr

Monster Magnet, Stonebride @Močvara, Zagreb, 15.2.2020

Super trasferta di Freezine in quel di Zagabria, dove sabato 15 febbraio han fatto tappa i Monster Magnet con il tour celebrativo per i ventidue anni dell’album ‘Powertrip’. Un evento molto atteso targato Los Angeles Agency, attivissima booking croata che la scorsa estate, tra gli altri, ha portato anche i Foo Fighters all’Arena di Pola.

Cornice del concerto il Močvara (in croato: ‘palude’, ndr), vero e proprio tempio dell’underground allestito in una ex fabbrica sulle rive del fiume Sava. Aperto dal ’99, oltre a concerti ospita anche festival, spettacoli teatrali, dj-set, performance di danza e circo e la Fiera del Disco e dei Fumetti!

Ad aprire le danze sono stati gli Stonebride, alfieri della scena stoner rock locale che quest’anno festeggiano i quindici anni di carriera! E dopo aver visto i Cojones -anche loro di Zagabria- in apertura al concerto degli Sleep, possiamo ben dire che le stoner band croate fan mangiare la polvere…come nel deserto del Mojave!!! 🤘🌵🎸

Monster Magnet @Močvara, Zagreb, 15.2.2020, ph. by Sarah Gherbitz

Sala ormai gremita e pubblico caldissimo, fremente per l’arrivo degli headliner Monster Magnet, ormai veri e propri idoli a Zagabria, dove sono tornati a suonare ad appena un anno di distanza dall’ultimo concerto, che l’anno scorso ha richiamato più di 900 persone alla Tvornica. La fila nella zona bar inizia ad allungarsi, tre ragazzi dietro al bancone non bastano più ed anche i banchetti del merch sono già stati saccheggiati a dovere….

L’eccitazione è alle stelle quando alle 22.20 i cinque Signori dello Spazio arrivano sul palco sulle note dell’esplosiva ‘Atomic Clock’. Guidato magistralmente da Capitan Dave Wyndorf, classe 1956, unico rimasto della formazione originale, tutto l’equipaggio è pronto a salpare per un intergalattico ‘Powertrip’, loro quarto album in studio uscito nel 1998 via A&M Records.

Monster Magnet @Močvara, Zagreb, 15.2.2020, ph. by Sarah Gherbitz

Un’ora e mezza di concerto, che da ‘Crop Circle’ a ‘See You in Hell’ passando per l’anthem ‘Space Lord’ vede l’esecuzione integrale dell’album che alla fine degli anni ’90 li avrebbe lanciati nell’Olimpo internazionale del rock, prima sulla vetta delle chart e poi in tour con Aerosmith, Metallica e Rob Zombie. Balza subito agli occhi l’affiatamento, la complicità tra membri della stessa squadra che, accanto a Wyndorf, vede sul palco Garrett Sweeney alla chitarra, Chris Kosnik al basso e il riccioluto Bob Pantella alla batteria.

Monster Magnet @Močvara, Zagreb, 15.2.2020, ph. by Sarah Gherbitz

Un capitolo a parte sarebbe da dedicare a Phil Caivano, mago delle sei corde al fianco di Wyndorf fin dai tempi del liceo, quando lasciano insieme la nativa Red Bank per approdare a New York in cerca di fortuna. Qui con il nome di Shrapnel entrano nel giro punk rock newyorchese e suonano in apertura all’ultimo concerto dei Ramones presso il leggendario CBGB di Manhattan il 10 aprile 1979. Visti questi precedenti, non stupisce l’energia rilasciata da Caivano per tutta la durata dello show…il Mostro Magnetico è lui!!!!!!

Monster Magnet @Močvara, Zagreb, 15.2.2020, ph. by Sarah Gherbitz

Invocata a più riprese dal pubblico in delirio a suon di ‘We Want More’, la band torna sul palco per snocciolare gli encore, quattro chicche anteriori alla fase tutta lustrini mtv style di ‘Powertrip’, tra cui ‘Twin Earth’ (1993) e ‘Negasonic’ da ‘Dopes to Infinity’ del 1995.

Monster Magnet @Močvara, Zagreb, 15.2.2020, ph. by Sarah Gherbitz

Appena finito il concerto non abbiamo potuto esimerci dal cercare Mr. Caivano per consegnargli la nostra shopper: purtroppo gli spintoni della folla unita alla maleducazione di qualche ‘ficcanaso’ non hanno aiutato la qualità della foto…ma chissene….noi la mettiamo lo stesso in ricordo di una serata a dir poco indimenticabile!!!! 🔥🚀🤘

Mondo Generator, Blackoutt @MKNŽ Ilirska Bistrica, 9.2.2020

Gran successo per Nick Oliveri e i ‘suoi’ Mondo Generator che, in tour in questi giorni attraverso il Vecchio Continente, lo scorso 9 febbraio hanno fatto tappa in quel di Ilirska Bistrica, cittadina slovena a pochi km dal confine croato.

Dopo una discreta cena a base di selvaggina -specialità della zona- arriviamo al MKNŽ Mladinski Klub Nada Žagar, storico club che fin dal 1966 ospita concerti e serate punk rock con band da ogni angolo del pianeta. Ad organizzare l’evento la Boomerang, nuova booking slovena in collaborazione con Rocket Panda Management.

@Mknž Ilirska Bistrica, 9.2.2020, ph. by Sarah Gherbitz

Apertura con i local heroes Blackoutt, quattro protei dagli abissi delle grotte di Postumia, che avevamo già apprezzato insieme ai Duel. Da subito hanno acceso la serata con il loro instrumental post rock sincero, essenziale, senza fronzoli, confermandosi pienamente all’altezza di reggere il confronto con band di respiro internazionale.

Blackoutt @Mknž Ilirska Bistrica, 9.2.2020, ph. by Sarah Gherbitz
Blackoutt @Mknž Ilirska Bistrica, 9.2.2020, ph. by Sarah Gherbitz

Finalmente sul palco Nick Oliveri…che personaggio, che faccia da cinema! A tratti mi ricorda Forrest Gump ma lo sguardo alla Joker tradisce i segni di un passato burrascoso: condannato nel 2011 a quindici anni di carcere, ha patteggiato con 200 ore di servizi sociali e 52 settimane di terapia presso un Centro per il controllo della rabbia e dell’aggressività. Rabbia e sofferenza poi tradotte nel progetto dei Mondo Generator, fatto di suoni immediati, grezzi e rock n’roll, che richiama il rumore delle fabbriche industriali nel circondario.

Nick Oliveri @Mknž Ilirska Bistrica, 9.2.2020, ph. by Sarah Gherbitz
Nick Oliveri @Mknž Ilirska Bistrica, 9.2.2020, ph. by Sarah Gherbitz

Breve ma intenso, il concerto ha visto oltre ai brani dal nuovo album ‘Fuck it’ anche cover come ‘You Think I Ain’t a Dollar’ dei QOTSA e ‘Green Machine’ dei Kyuss…Sul palco insieme a Nick due pezzi da novanta come il cazzuto bassista Mike ‘Pygmie’ Johnson e Mike Amster dei Nebula alle pelli.

Mondo Generator @Mknž Ilirska Bistrica, 9.2.2020, ph. by Sarah Gherbitz

Bagno di folla a fine serata nel backstage per Nick Oliveri che, apparso in gran forma, ha rilasciato autografi sorridente e disponibile lasciandosi immortalare anche con la borsa di Freezine. Coloratissimo anche il banchetto del merch, dai vinili alle magliette passando per l’underwear griffato…per non farsi mancare niente!

Occhio al calendario però perché le serate al Mknž continuano nei prossimi mesi con una serie di ospiti davvero interessanti…STAY TUNED!!!!!!!!!!

Giovedì 26 marzo start 21: WERLY (crust, ex Hiatus – BELGIUM)

Martedì 7 aprile start 21: 7AM (garage punk – SLO/DE) + GÖTTEMIA (punk rock, Norway)

Venerdì 10 aprile start 21: LASSIE (Germany: happy garage punk)

Giovedì 16 aprile start 21: COCAINE PISS (Belgium: noise punk) + THE K. (Belgium: noise punk rock)

Mercoledì 22 aprile: OMEGA SUN (stoner doom, SLO) +SWAN MAY (stoner doom rock, AUSTRIA)

Intervista: Giöbia raccontano il nuovo album ‘Plasmatic Idol’

“Il plasmatic idol è quel qualcosa che ci guida nelle nostre scelte e creazioni, ci dà l’illusione di resistere al passare del tempo e in un certo tempo plasma la realtà così come la immaginiamo o abbiamo paura essa sia…”.

A pochi giorni dall’uscita del nuovo album ‘Plasmatic Idol’, disponibile qui via Heavy Psych Sounds Records, abbiamo scambiato quattro chiacchiere con i milanesi Giöbia, veterani dello space rock since 1994! Dopo il release party al Cox18 di Milano, la band sarà in tour nei club e festival delle principali città europee, tra cui venerdì 22 maggio al Metelkova di Lubiana….DON’T MISS IT!!!

Ciao e benvenuti su Freezine! Per coloro che non vi conoscono, potreste cominciare presentando la vostra attuale line up e come avete cominciato a fare musica assieme?
Abbiamo una predilezione per i suoni lisergici e abbiamo iniziato a suonare assieme a metà degli anni 90 a Milano, la nostra città. Bazu e Stefano Betta, cioè chitarra e batteria, erano compagni di scuola, poi negli anni la formazione ha avuto diversi cambi di line up fino a quella attuale con Saffo Fontana all’organo e Paolo ‘Detrji’ Basurto al basso.

Com’è nato ‘Plasmatic Idol’, c’è un concept, un filo conduttore tra i diversi brani?
Ogni brano ha una sua storia ed è stato influenzato da qualcosa, i testi raccontano vicende che non ci riguardano necessariamente in prima persona, ma si rifanno piuttosto a degli stati d’animo che sono metafora di alcuni momenti della vita che ognuno di noi può aver passato. Quello che li accomuna è una sorta di oscurità che ci portiamo dentro, con la quale conviviamo in maniera più o meno conflittuale, ma che comunque è parte di noi e ci rende quello che siamo. A volte fa male, a volte ispira.

Quali sono le maggiori differenze con il disco precedente? In quale direzione sta andando il vostro sound?
Rispetto a ‘Magnifier’, ‘Plasmatic idol’ è probabilmente più maturo e meno claustrofobico. Anche se abbiamo forti radici nei 60’s la nostra direzione è il futuro, guardiamo sempre in avanti, a qualcosa di vintage nel suono ma innovativo nelle idee.

Nell’album ci sono diverse collaborazioni…
Abbiamo registrato il disco poco fuori Milano, al Trai Studio. Le registrazioni fatte al Trai fin da subito ci sono sembrate ottime, Fabio “Trai” è stato fondamentale in tutte le fasi della realizzazione di ‘Plasmatic Idol’. Terminate le registrazioni il nostro è stato un lavoro di produzione, abbiamo cercato di dare un’identità unica a questo nuovo lavoro.
Per la finalizzazione ci siamo affidati a Brett Orrison (Spaceflight Records di Austin, Texas) che avevamo conosciuto nella data che avevamo fatto a Ferrara con i Black Angels, di cui è fonico. Brett aveva già masterizzato due brani per noi, che poi sono entrati a far parte della compilation della Fuzz Club ‘The Reverb Conspiracy’ vol. 2 e 4. Con Brett ci siamo trovati molto bene, ha capito subito le nostre intenzioni ed è stato molto disponibile e professionale.

Com’è iniziata la collaborazione con la Heavy Psych Sounds?
Avevamo conosciuto Gabriele Fiori (founder dell’etichetta, ndr) diversi anni fa. Con HPS era già uscita la terza stampa di ‘Magnifier’, abbiamo visto nascere e crescere nel tempo quest’etichetta, la creatura di Gabriele. Era arrivato il momento di fare qualcosa di più.

Quale futuro vedete oggi per la scena italiana psych-stoner, considerando la fioritura di band e festival dedicati a questo genere negli ultimi anni?
Solitamente quando in Italia esplode qualcosa vuol dire che siamo vicini alla sua fine. L’Italia negli ultimi anni è riuscita a far emergere dall’underground band ottime e tutte dal suono estremamente diverso tra loro ed originale. Quello che a noi importa è che ci siano sempre stimoli nuovi e band interessanti con le quali confrontarci e prendere spunti.

Com è oggi il vostro rapporto con la scena underground milanese?c’è fermento, partecipate a manifestazioni, concerti etc?
Fortunatamente abbiamo molti appassionati che vanno ai concerti, comprano dischi, dei veri e propri invasati che noi amiamo. Diciamo che c’è fermento, quello che manca rispetto a qualche anno fa sono i locali adeguati che possano ospitare concerti di musica underground.

Per chi non conosce il suo significato, potete spiegare che cosa significa ‘giöbia’ e perché avete deciso di chiamarvi così?
La Giöbia è un fantoccio della cultura popolare lombarda che viene bruciato l’ultimo giovedì di gennaio come rito propiziatorio. Questo fantoccio dalle sembianze umane è la nostra strega protettrice.

Vi aspetta anche il tour, come vi sentite? Quanto conta per voi il live?
Non vediamo l’ora di ricreare uno spettacolo nuovo, siamo molto eccitati, per questo ci vorrà del tempo per trovare l’equilibrio giusto.Solitamente il live e la realizzazione di un album sono due processi molto differenti. Difficile dire a quale siamo più legati, entrambe le cose sono fondamentali.

C’è qualcosa che volete aggiungere?
Molte persone venerano idoli in carne ed ossa, altri credono in idoli che appartengono a dimensioni più immateriali in nome dei quali sono pronti a sacrificare tutto…questo ci dà l’illusione che ci sia un senso in ciò che accade e in ciò che facciamo, che ci sia un disegno dietro, un filo conduttore…Il ‘plasmatic idol’ è quel qualcosa che ci guida nelle nostre scelte e creazioni, ci dà l’illusione di resistere al passare del tempo e in un certo tempo plasma la realtà così come la immaginiamo o abbiamo paura essa sia…in questo senso può essere considerato il filo conduttore tra spaccati e atmosfere così diverse nelle canzoni nell’album.

‘Tusta’, il documentario sul frontman dei KUD Idijoti al 31° Trieste Film Festival

Non so quante occasioni ci saranno di vedere in Italia ‘Tusta’, il documentario sul frontman del gruppo croato KUD Idijoti. Per il momento è stato presentato al 31° Trieste Film Festival, alla presenza del regista Andrej Korovljev e del produttore Nenad Puhovski.

Presentato nella sezione ‘Art & Sound’, ‘Tusta’ racconta la storia di Branko Črnac detto ‘Tusta’ e dei KUD Idijoti, gruppo punk rock di Pola, noti anche in Italia e attivi tra gli anni ’80 ed il 2011, anno del loro ultimo concerto.

Il film inizia nel 1987, anno in cui la band, fondata nell’81, vince al Festival di Subotica in Serbia sbaragliando oltre trecento band concorrenti. La vittoria in Serbia segna una svolta importante per i KUD Idijoti, che da quel momento conoscono un successo inarrestabile che li porterà ad esibirsi sui principali palchi in Ungheria, Germania, Svizzera ed Italia.

KUD Idijoti durante un concerto a Novi Sad (1987)

Nessuno avrebbe scommesso un centesimo su questo gruppo di capelloni ‘che si trovavano a provare a Pola, negli spazi abbandonati dell’ex manicomio di Villa Rizzi’, come racconta il bassista del gruppo Nenad Marjanovic detto Dr. Fric nel suo libro ‘Život s Idijotima’ (La mia vita con gli Idioti, nda).

La retro-copertina dell’EP ‘Bolje izdati plocu nego prijatela’ (1987) con l’immagine di Villa Rizzi

Clamoroso l’episodio in tour a Reggio Calabria nell’87, quando un gruppo di carabinieri interrompe l’esecuzione della cover di ‘Bandiera Rossa’ contribuendo ad un incidente diplomatico. I loro testi sulla tolleranza, la convivenza e la giustizia sociale, considerati troppo comunisti negli anni ’90, chiusero alla band le porte di molte stazioni radio in Croazia.

Determinante per il gruppo in questa fase iniziale della carriera fu l’incontro con Boris Furlan, produttore indipendente sloveno, che decise di pubblicare i primi album tramite la sua etichetta Slovenia Records di Koper.

Un altro aneddoto saliente riguarda il concerto insieme ai mitici Ramones alla Tivoli Hall di Lubiana il 10 ottobre 1994. “I Ramones erano senza strumenti”, ricorda il chitarrista Sale Veruda in un’intervista a PopQltMagazine., “che erano stati imbarcati per sbaglio su un aereo diretto a Vienna, così nel backstage regnava un certo nervosismo. L’organizzatore della serata, teso e preoccupato, ci dava indicazioni affinché continuassimo a suonare intrattenendo il pubblico il più a lungo possibile…Finalmente, dopo quaranta minuti, l’attrezzatura arrivò, il concerto poteva iniziare!”

Nella seconda parte il film si concentra sul lato intimo di Tusta, attraverso le testimonianze dei compagni di avventura, degli amici e soprattutto delle mogli e dei suoi figli. Rivelando la sua straordinaria dimensione umana ed il carisma che lo hanno reso un’icona punk rock, ribattezzato ‘Joe Strummer dei Balcani’, Tusta era visto come un eroe tra gli operai dei cantieri di Pola, dove lavorava a capo del dipartimento macchine ed era attivo nel sindacato.

Stroncato da un male incurabile nel 2012 pochi giorni dopo aver compiuto 57 anni, Tusta oggi vive ancora nei ricordi e negli sguardi di chi lo ha conosciuto ed amato, sui murales e sulla targa che la sua città gli ha intitolato proprio di fianco al Club Uljanik; ed anche attraverso il festival Viva la Pola! che ha ospitato band del calibro di Voivod, Madball, Agnostic Front etc…

Il documentario è diretto da Andrej Korovljev, nato a Pola con studi di regia a Londra, ed è prodotto dalla Factum di Nenad Puhovski -oltre che producer anche regista teatrale e fondatore del principale festival di cinema documentario di Zagabria Zagrebdox. I due insieme hanno già realizzato ‘Una storia polesana’ e ‘The Years of Rust’ sui cantieri Uljanik di Pola -dove Branko Tusta lavorava. ‘Tusta’ in questo senso chiude quasi una ideale trilogia sul capoluogo istriano, dove dovrebbe ambientarsi anche il nuovo film di Korovljev- che questa volta sarà un lungometraggio di finzione.

Della Factum al Trieste Film Festival sono stati presentati molti lavori, tra cui ‘Generacija ’68-Generation ’68 (2016) sulle rivolte degli studenti e ‘Glasnije Od Oruzja- Louder Than Guns’ (2017) sul ruolo della musica patriottica nella (ex) Jugoslavia a cavallo tra gli anni ’80 e ’90.

Dopo aver debuttato la scorsa estate al Motovun Festival di Montona, ora ‘Tusta’ prosegue con successo il suo tour attraverso il circuito dei festival e dei cinema nelle principali città croate.

Quando finzione e realtà si fondono: Jennifer Lopez in ‘Hustlers’

Quello di Ramona in ‘Hustlers’ potrebbe essere Premio Oscar per Jennifer Lopez, che per questo ruolo ha già vinto il Best Supporting Actress dalla Los Angeles Film Critics Association ed ottenuto la sua seconda nomination ai Golden Globes dopo quella nel 1997 per il biopic ‘Selena’. Un’ulteriore sfida per la popstar latino americana, 50 anni compiuti sotto il segno del Leone lo scorso 23 luglio, che, partita from the blocks del Bronx di New York nell’ormai lontano 1990, oggi è diventata un vero e proprio brand il cui patrimonio stimato è di 400 milioni di dollari.

Ispirato ad un articolo uscito sul New York Magazine,  ‘Hustlers’ racconta un’incredibile storia vera nata nel 2007, alle soglie di quella crisi finanziaria che cambiò il mondo, sventrando il centro finanziario d’America.

Destiny (la bravissima Constance Wu), bisognosa di denaro per occuparsi della povera nonna, cambia vita quando conosce Ramona (Lopez), diva dello strip club che le insegna le basi del mestiere. Peccato che il crollo di Wall Street del 2008 faccia precipitare le entrate delle ragazze, ‘costrette’ ad ingegnarsi per cambiare le regole del gioco, per sfruttare chi solitamente sfruttava loro.

La regista Lorene Scafaria ha scritto avendo già in mente Jennifer Lopez per il ruolo di Ramona, la leader del gruppo. ‘Ha le qualità giuste per il ruolo, oltre a una condizione fisica invidiabile. È ambivalente: calda e materna, dura e molto cool, sexy e intelligente. Un po’ mamma orsa un po’ Gordon Gekko (lo ‘squalo’ di Wall Street interpretato da Michael Douglas nel cult di Oliver Stone, ndr). È stata bravissima, ha un grande talento da attrice, si tende a dimenticarlo. E molta dedizione: ha studiato sei mesi la pole dance‘.  Sa bene, dice la regista, cosa significhi il carisma. ‘Jennifer Lopez è stata un’icona di New York, di certo era un modello anche estetico della vera Ramona‘.

Per il suo ruolo di Ramona la Lopez si è ispirata a Joe Pesci in ‘Quei Bravi Ragazzi’ di Martin Scorsese: ‘Mi sarei dovuta trasformare in Joe Pesci, il che per una donna è praticamente impossibile’, ha detto in un’intervista. Anche secondo il ‘Time’ –qui il link– un personaggio come quello di Ramona finora si era visto declinato soltanto al maschile, e cita come esempi il Denzel Washington di ‘Training Day’ e, risalendo ancor più indietro, Al Pacino nei cult ‘Donnie Brasco’, ‘L’Avvocato del Diavolo’ e ‘Profumo di Donna’. 

Certo, in questo tipo di performance il rischio maggiore è la perdita del confine netto tra finzione e realtà: dove finisca il personaggio di Ramona e dove invece inizia a venire a galla la ‘vera’ Jennifer Lopez…beh, è impossibile da dire. Un caso analogo succedeva in Larry Flint (1996) di Miloš Forman: anche lì un’eccezionale Courtney Love raggiungeva la fusione totale con il personaggio di Althea, la moglie tossica e alcolizzata del magnate del porno americano, che le valse una nomination al Golden Globe. Un Oscar mancato clamorosamente, quello alla Love, che questa volta Jennifer Lopez potrebbe riscattare!

Gwar, Voivod, Childrain @Kino Šiška, Lj, 12.12.2019

A distanza di ormai parecchi mesi dal concerto degli Sleep (qui il nostro report) Freezine è tornata sul luogo del delitto ovvero il Kino Šiška, la top venue lubianese che giovedì 12 dicembre ha ospitato l’inedita tripletta composta da Childrain, Voivod e Gwar.

Organizzatore dell’evento la Dirty Skunks, l’instancabile associazione che dal 2002 porta nella capitale slovena il meglio della scena metal, hc e punk underground! Anzi, già che ci siamo, in occasione dei suoi 18 anni di attività, segnaliamo l’appuntamento del Dirty Skunks Fest che si terrà a Lubiana il prossimo 17 gennaio 2020 questa volta all’Orto con ospiti ben diciotto band su tre palchi. Info: https://bit.ly/2suk5Gu

Sono quasi le 20 e la neve scende silenziosa quando i baschi Childrain irrompono con veemenza sul palco di una sala Katedrala insolitamente vuota. Di fronte alla scarsa partecipazione il frontman Iñi Bengoa non si perde d’animo, e sfodera una gran padronanza vocale che, unita ad un’istintività da vero ‘animale da palcoscenico’, danno vita ad una performance fin troppo sopra le righe. Del resto non si tratta di principianti: attivi dal 2007, hanno da poco pubblicato il loro quarto album dal titolo ‘The Silver Ghost’.

Childrain @Kino Šiška, Ljubljana, 12.12.2019, ph. by Sarah Gherbitz

L’affluenza va un po’ meglio per le leggende del thrash metal Voivod, ma non di troppo -difficile stabilire che cosa abbia scoraggiato di più il popolo del metallo: se la giornata lavorativa, le condizioni meteo oppure la presenza degli At The Gates per la prima volta live a Zagabria nella stessa sera. ‘Ma ciò che conta è la qualità, non la quantità’ ci tiene a sottolineare con il suo sorriso luciferino Denis ‘SnakeBelanger, anima del gruppo insieme a Daniel ‘Chewy’ Mongrain, rispettivamente alla voce dall’83 ed alla chitarra dal 2008, 98 anni in due. Sorridenti e super disponibili, a fine serata si sono fermati al bar del Kino con i fans sloveni e croati per scambiare quattro chiacchiere, firmare gli autografi…e qualche birretta!

Voivod @Kino Šiška, Ljubljana, 12.12.2019, ph. by Sarah Gherbitz

Un’ora di concerto che non tradisce le aspettative, e pesca brani soprattutto dal glorioso passato come ‘Psychic Vacuum’ (1988) e ‘The Unknown Knows’ (1989) piuttosto che dall’ultimo ‘The Wake’ (Century Media Records, 2018), fino alla sfrenata danza finale sulle note di ‘Voivod’, vero e proprio anthem dal debut ‘War and Pain’ (1984) incentrato sulla malvagia creatura post-apocalittica che dà il nome alla band.

Voivod @Kino Šiška, Ljubljana, 12.12.2019, ph. by Sarah Gherbitz

Se l’universo di mostri, robot e bizzarre creature che popola l’immaginario dei Voivod non disturba ed anzi, si fonde naturalmente con la potenza del sound metallico per portarlo all’esaltazione, non si può dire lo stesso degli altrettanto mostruosi headliner, i fracassoni e raccapriccianti Gwar.

Gwar @Kino Šiška, Ljubljana, 12.12.2019, ph. by Sarah Gherbitz

Volutamente disturbante e provocatorio, quello dei mostri di Richmond è una specie di musical a violente tinte gore che ai brani mescola sketch demenziali con protagonisti personaggi ‘scomodi’ come il presidente Trump e l’icona transgender Caitlyn Jenner.

Gwar @Kino Šiška, Ljubljana, 12.12.2019, ph. by Sarah Gherbitz

Imbalsamati in voluminosi costumi di lattice ed imbrattati di sangue, viscera ed escrementi fino al collo, il gruppo è conosciuto per i suoi spettacoli ad alto tasso di secrezione, che alla fine della serata ha visto resistere sotto il palco soltanto un paio di fans accaniti. Ed anche se molto spesso vengono paragonati ai Lordi, in Italia i Gwar non hanno la stessa popolarità: quella del Kino Šiška è stata un’occasione preziosa per vederli dal vivo, e per poter dire ‘Io c’ero!

The Vibrators @Bannermans, Edinburgo, 9.11.2019

Colpo di fumine sabato 9 novembre in quel di Edinburgo per The Vibrators, veterani del punk sulla breccia da oltre quarant’anni e una lista di membri o sedicenti tali sparsi per il mondo così lunga che nemmeno i figli di Maradona… ma del resto come biasimarli, alzi la mano chi non vorrebbe poter raccontare di aver iniziato a suonare nel ’77 nello stesso tour dei Sex Pistols, con Iggy Pop e David Bowie alle tastiere??

Cornice dell’evento, pieno come un uovo di punkers riuniti per l’occasione, il mitico Bannermans al 212 di Cowgate Street, strada brulicante di locali e club e cuore pulsante della capitale scozzese. Piccolino nelle dimensioni, il Bannermans si rivela però ben disegnato, grazie a una sapiente distribuzione degli spazi tra il pub in vecchio stile, una zona lounge dall’atmosfera più intima e raccolta-con tanto di caminetto- e la sala concerti da 175 posti.

Con un pizzico di dispiacere mi sono persa l’apertura di The Shan, gruppo emergente locale che propone un inedito mix di punk con forti echi di garage e psichedelia anni ’50. Giusto il tempo di dare una sbirciatina al merch tra un cambio di set e l’altro, ed ecco salire sul palco proprio loro…The Vibrators!

Mi aspettavo punkume grezzo sia sul palco che sotto…e resto piacevolmente spiazzata: i punk di Edinburgo sono super educati e gentili, addirittura si spostano per farmi passare avanti…se fosse un film, più che ‘Trainspotting’ direi ‘Il Tempo delle Mele’ 😀 ! ora sarebbe bello che qualcuno si avvicinasse per mettermi le cuffie, così ‘London Girls’ la sentirei solo io… 😀 😀 😀

Nigel Bennet

Un’ora di concerto che alle hit storiche come ‘Automatic Lover ‘e ‘Whips and Fur’ alterna brani da ‘Past, Present And Into the Future’ uscito nel 2016 per il 40esimo anniversario della band. Quando Pete Honkamaki attacca sulle note di ‘Loose Change’ capisco che che non c’è niente di più divertente di un gruppo di vecchi punk che sleazeggia…e con lui non potrebbe essere diversamente, nel suo metro e un tappo si concentra buona parte della storia del rock n’ roll degli ultimi vent’anni! Basti pensare che è entrato nella band grazie a Charlie Harper degli U.K. Subs seguendoli in tour prima come driver e poi come bassista…un idolooo!

A dire il vero un sopravvissuto della formazione originale c’è, ovvero il batterista John ‘Eddie’ Edwards, alle pelli dal 1977…insomma, una vera e propria leggenda vivente, che si presenta indossando la maglietta del Brightlingsea, la cittadina della costa sud orientale dove ha vissuto e suonato per molti anni. E poi Nigel Bennet, chitarrista legato a The Members, altra band storica della scena punk britannica, oggi molto apprezzato come solista.

Il coro arriva puntuale sulle prime note di ‘Baby Baby’, tratta dall’album di esordio ‘Pure Mania’ (1977), conosciuta anche grazie alla cover natalizia dei R.E.M. Gran finale con ‘Judy Says’ (Knock In Your Head) e ‘Disco in Mosco’, vero e proprio anthem dei Vibrators, che nonostante le voci di ritiro dalle scene che si susseguono ormai da parecchi anni, dimostrano di saper dominare come ed anzi, ancora meglio di tanti altri!

Dal Bannermans per il momento è tutto, o quasi: torneremo a parlarne per l’arrivo dei Quireboys in acustico il 24 novembre, quindi…Stay Tuned!!!!!!