La Phantom City degli anni ’80 era una città in fermento, dove lo sguardo ‘di provincia’ diventa lo zoom che permette di guardare la musica e le tendenze provenienti da metropoli come Londra, Parigi e Monaco in maniera più nitida. Tra 1982 e il 1986 il metal stava accelerando un po’ in tutto il mondo con album come Iron Maiden ‘Powerslave’, W.A.S.P. ‘W.A.S.P’, Ratt ‘Out Of The Cellar’, Scorpions ‘Love At The First Sting’, Slayer ‘Hell Awaits’ e altri. ‘Comunque la roba più forte per me era tornare a Trieste d’estate e notare che i negozi di dischi tenevano in vetrina Van Halen e Blue Oyster Cult, mentre a Roma solo Duran Duran e Spandau, e a Salisburgo era ancora peggio: Nannini e Ramazzotti! A Trieste hard rock e heavy metal erano trasversali’, ricorda uno degli iscritti al gruppo.
Musical Box in Corso Saba, Ricordi in via San Lazzaro, i mitici grandi magazzini Standa di via Battisti con gli adesivi glitterati delle band e 45 giri in quantità non erano soltanto negozi di dischi, ma un vero e proprio crocevia per chi cercava novità musicali e appartenenza. E’ il caso del negozietto in via Milano gestito da madre e figlia che negli anni successivi si trasformerà nella leggendaria Discoteca 33, la ‘Mecca’ della musica alternativa a Trieste, di cui ancora oggi c’è chi conserva il sacchetto come sacra reliquia.
Qui poteva capitare anche per ben due volte di fila di prendere un disco di una band sconosciuta, e di restarne talmente folgorati da correre a prendere anche tutti gli altri. Oppure di trascorrere interi pomeriggi appostati nelle vicinanze in attesa del camion del distributore, pur di non perdersi le succulente novità in arrivo.
Da Blitz nel quartiere di Roiano si potevano trovare le riviste metal inglesi e francesi, oltre ad autentiche chicche, come il primo ep dei Metallica ‘Garage Days’ su vinile dorato in edizione limitata. Un altro posto di culto era il giornalaio all’interno della Galleria Tergesteo con riviste straniere piene di articoli su Kiss, AC/DC, Mötley Crüe, Status Quo etc, e poi naturalmente c’erano le mitiche edicole, come quella di via Mazzini che aveva tutti i vecchi numeri anni ’80 del magazine tedesco Metal Hammer e anche Kerrang!, Metal Edge, Hit Parader.

Dall’album dei ricordi spunta anche un negozietto in via Stuparich dove i metallari e i primi punk triestini si facevano stampare le prime T-shirt con le stampe dei loro idoli Kiss e Iron Maiden talvolta con risultati esilaranti: ‘Me son fato stampar una canottiera col logo dei Discharge, quel de ‘Never again’, solo che la me ga messo la colomba in orizontale!’ E che dire del negozietto in una laterale del Viale XX Settembre -affettuosamente ribattezzato dai clienti come ‘la boutique del metallaro’– che teneva la toppa di Black Sabbath ‘Live Evil’ e quella dei Venom con il serpente attorcigliato dentro un teschio?
Look e note in linea con le copertine colorate di quegli anni anche per i Keen Eyed, formati a Trieste nel 1985 e poi confluiti nel roster della Fireball Management, che all’epoca includeva anche Devil’s Claws e Halloween della scena locale [1] . Con l’ingresso nella band di Alex Zarotti (Upset Noise) alla voce e Ricky Zarba alla chitarra che si uniscono a Cristiano ‘Teo’ Curri alla chitarra, Giorgio ‘Yure’ Gruden al basso e Fabio ‘Biofa’ Paolino alla batteria, i Keen Eyed registrano i demo ‘Metal Rain’ (1988) e ‘The Whip’ (1989). Tra le loro esibizioni, il memorabile concerto al Valentinis di Monfalcone nel 1988, e in tour a Milano negli storici club anni ’80 Prego e il Sorpasso, come viene ricordato nell’intervista realizzata per la rivista ‘Italian Metal Heroes’ in occasione della loro ristampa. (continua nella prossima puntata)
[1] M. Giugovaz ‘Keen Eyed. Intervista a Fabio Paolino‘, Italian Metal Heroes’ n. 3, 2023








6 TWISTED SISTER ‘Stay hungry’ (1984)
10 POSSESSED ‘Seven Churches’ (1985)