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La Trieste rock anni ’80 e il suo ‘mito’: cult movie, romanzi, video, racconti

L’immagine di una Trieste grezza, ribelle e rock n’ roll, corrispondente alle origini del movimento negli anni ’80, è sicuramente quella che nel corso degli anni ha trovato maggior diffusione. Docufilm, romanzi e racconti hanno contribuito a diffondere e nutrire quest’immagine -e continuano a farlo tuttora- non solo per chi c’era, provando a raggiungere una platea anche più ampia.

Di tutto questo, il docufilm ‘Trieste se ci sei batti un colpo di rock!‘ (1990) caratterizzato da uno sguardo attento al tema del disagio sociale, è forse quello più conosciuto tanto che, nonostante gli anni di distanza, ancora oggi viene considerato come una sorta di ‘manifesto’ della scena rock triestina. Sostenuto dall’Assessorato alle Questioni Giovanili del Comune di Trieste, vede alle riprese un giovane Claudio Scaramuzza, poi diventato sceneggiatore e direttore della fotografia di numerosi documentari premiati nel circuito dei festival [1]. La direzione viene affidata a Giovanni Pianigiani, sceneggiatore e filmaker triestino di nascita formatosi nella Bologna underground degli anni ’80, che così ha ricordato in un’intervista: ‘Sono 58 minuti con nove gruppi, dal surf al thrash, alla new wave al punk, al punk elettronico. Alla prima il teatro [Miela di Trieste, ndr] era pieno e ci hanno portati in trionfo dicendo “no se come quei coioni de rai tre”! Ancora adesso il film è un mito in città!’ [2]

Al centro del docufilm c’è la città di Trieste, svelata nel suo lato inedito di ‘culla’ di un suono primigenio, rivoluzionario, partito dalle cantine della sua periferia già prima dell’arrivo del heavy metal. Si tratta dell’intervista-cameo a Gino D’Eliso che racconta la nascita del rock n’ roll a Trieste nel rione di Ponziana: dai Red Patrol & The Ponzian Boys negli anni ’60 ai primi gruppi come I Noi, Le Ombre, Le Belve, Calibro 45 fino a ‘East Ponziana’ (1979) dei Revolver, pionieri punk new wave prodotto dallo stesso D’Eliso per la Philips.

Delle interviste ai gruppi, particolare rilevanza assumono quelle dove emerge il legame tra la scena heavy metal e il disagio giovanile (mancanza di occupazione, carenza di spazi dove socializzare, scarsa visibilità), tema quest’ultimo su cui entrambi gli autori torneranno in altre opere; è un versante di un panorama estremamente sfaccettato e complesso, all’epoca già percorso da correnti interne frutto di tendenze musicali in contrasto tra loro. Nelle prossime puntate proveremo ad approfondire questi aspetti legati all’evoluzione della scena, in particolare allo sviluppo della second wave nella seconda metà degli anni ’80.

Dieci anni più tardi a Trieste quel sound così aggressivo sembra già scomparso, puf, svanito, come racconta una puntata del programma On Tv sull’emittente Telequattro. Non si tratta della sua fine definitiva, ma di una fase di passaggio, dell’inizio di quel viaggio ‘luminoso’ che molte rock band intraprendono verso nuove forme di esistenza, riuscendo a conquistare l’ambito posto nella Storia e nel ‘mito’. Negli anni successivi a disegnare una potente immagine della Trieste rock n’ roll sarà uno dei conduttori del programma, Ricky Russo, giornalista musicale, scrittore, deejay triestino poi trasferito a New York. ‘Chiarbola soprattutto negli anni ’80 era piena di personaggi incredibili, sembravano usciti dai fumetti di Andrea Pazienza o dal film di culto ‘I Guerrieri della Notte’. Ribelli senza causa. O meio, per dirla in triestin: nagane, ma de bon cuor. La colonna sonora era soprattutto l’hard rock e l’heavy metal del periodo: Iron Maiden, Metallica, Kiss, AC/DC, Black Sabbath, Slayer, Motörhead, Judas Priest, Bon Jovi, Europe, Whitesnake, Mötley Crüe, Guns n’ Roses, Helloween, Def Leppard…Chiarbola è sempre stato un luogo dell’anima’, così un racconto a quattro mani con Elisa Russo dedicato all’adolescenza trascorsa nel rione triestino [3]. ‘Dove avremmo voluto vivere per sempre felici in una dimensione mitica e allo stesso tempo, crescendo un po’, il posto da cui volevamo fuggire. Love&Hate. Come in un film, sognando un futuro di gloria. Sognando l’America. Tanti successi. O un amore travolgente. O chissà che. Forse neanche noi lo sapevamo, ma il presente ci stava stretto’. Questa descrizione attraverso una serie di punti chiave -le band di riferimento, l’influenza di un certo immaginario pop (cinema e fumetti), la voglia di fuggire, il fascino del american dream– aggiunge ulteriori spunti, introducendo quelle che sono alcune delle caratteristiche comuni alla generazione rock triestina cresciuta negli anni ’80.

Gli Upset Noise nel video di ‘No One Knows, No One Will’ (1989)

Lanciato in rete come ‘il primo vero romanzo ambientato nella scena rock di Nordest degli anni 80 e 90’, ‘Calcare’ del triestino Massimiliano Rotti ‘non è un romanzo musicale, la musica è sempre presente ma è solo un accompagnamento, un sottofondo come fosse una nemesi. Qualcosa che accomuna i personaggi tra di loro, e rappresenta l’unico riscatto possibile’, ha specificato l’autore [4]. Detto questo, resta il fatto che è stato un vero piccolo ‘caso’ letterario sia di pubblico che critica, con la seconda edizione esaurita a soli quattro mesi dall’uscita nell’ottobre 2023, contribuendo a diffondere l’immagine della Trieste rock anche al di fuori del suo circuito abituale.

In ambito invece prettamente musicale, a impegnarsi in tempi recenti per il rilancio della scena triestina è stato il compianto Gianluca Sinicco dell’etichetta friulana Aua Records. Oltre alle ristampe di gruppi come Steel Crown, Keen Eyed, Silence, Upset Noise, Blind Ambition e Warhead, anche attraverso l’organizzazione di festival. Nell’estate 2023 alla prima edizione del festival Italian Metal Heroes a Tarcento, viene organizzato un vero e proprio raduno della Phantom City che vede quattro musicisti storici dell’epoca riuniti per un mini show in tributo di Yako de Bonis frontman degli Steel Crown. All’edizione 2024 partecipa anche la band triestina emergente The Nyx , i cui live video fanno il botto di visualizzazioni su Youtube. Questo esempio apre al coinvolgimento delle giovani generazioni che, tramite le odierne piattaforme web, streaming etc possono contribuire a colmare il vuoto culturale che le ha precedute.

Per concludere, ricordiamo nuovamente il gruppo social Facebook Phantom City che, aperto nel 2019 su iniziativa del batterista Manuel Galati (Silence, Karnokkorok), è una delle fonti principali per questa ricerca. Prendendo il nome dal titolo dell’omonimo brano degli Steel Crown, riunisce fotografie, video e cimeli di testimoni ed appassionati sulle band, i dischi e i concerti che hanno fatto la golden age triestina. (continua nella prossima puntata)

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[1.] E. Russo ‘Il mondo dello spettacolo piange a Trieste Claudio Scaramuzza’, Il Piccolo, settembre 2023

[2] Jamovie.it, Intervista al regista Giovanni Pianigiani

[3] Elisa e Ricky Russo, ‘Chiarbola State of Mind’ Il Piccolo, dicembre 2021

[4] Cheintervista.it, Massimiliano Rotti, autore di ‘Calcare, Cronache da Nordest’, giugno 2025

Phantom City, Part 2- la storia del metal a Trieste ’80s ’90s

Partita dalle periferie, la scena metal triestina inizia pian piano a far parlare di sé ed attirare l’attenzione anche al di fuori delle mura cittadine. ‘Pare che il nostro capoluogo nasconda nelle sue viuzze strette e dimenticate un vero e proprio tesoro musicale’, scrive una rivista dell’Isontino in un reportage dedicato alle band dell’epoca [1]. Mentre oltre confine infuria il vento della new wave e punk, nella caotica Trieste i metallari non si lasciano sedurre facilmente, ma anzi, ‘non curandosi minimamente delle mode e della gente, continuano sulla loro strada’ [1].

La tipica polsiera con le borchie in voga all’epoca [source: ‘Phantom City – La storia Del Metal a Trieste 80’s 90’s’]

1983: HEAVY METAL ERUPTION
Specchio dell’indole autoctona, fiera e indipendentista, il metal triestino diviene in breve tempo lo scudo per marcare il proprio territorio e affermare la propria originalità rispetto ad un contesto fin troppo vulnerabile agli sterminati influssi dell’epoca. ‘Provengono da Trieste, città che definiscono maledetta anche perché decentrata rispetto ai poli cardine della cultura italiana di stampo giovanile’, recensisce Beppe Riva su ‘Rockerilla’ a proposito di ‘Bad Flowers’ degli Steel Crown [2], ‘e nella convinzione di provenire dall’Est come le onde barbariche degli Unni e dei Visigoti, si sentono votati alla cruda espiazione di un delirio sonoro perpetuo ed accecante’.

Nel 1983 gli Steel Crown vengono inseriti con il brano ‘Prisoners In The Box’ all’interno della compilation ‘Heavy Metal Eruption’ a fianco di Crying Steel, Death SS, Strana Officina e altri nomi storici del metallo italiano. Considerato documento sulla creatività delle formazioni dell’epoca, sforzo produttivo frutto della collaborazione tra due storiche riviste ‘Metal Eye’ e ‘Rockerilla’, la compilation include anche ‘Vikings’ dei friulani Halloween ai loro esordi epic…ma di questo parleremo in un’altra puntata.

La compilation Heavy Metal Eruption’ (1983) include i triestini Steel Crown e gli Halloween da Udine

NORDEST HEROES
Nel dicembre ’84 i triestini Devil’s Claws sono sulla copertina di Fireball, tra le prime fanzine heavy metal italiane, pubblicata a Padova dal ’83 al ’85. [3] Nel marzo ’85 suonano al teatro Arcella di Padova insieme a Hocculta, Crying Steel e Axe Hero per un summit che richiama fans da tutta la penisola. ‘Provenienti da Trieste, i Devil’s Claws sono un quintetto aspro e potente’, così la presentazione sul quotidiano veneto, e si esprimono con ‘uno stile vicino a quello dei Deep Purple anni ’70, aggiornato ritmicamente alle più recenti esperienze dell’heavy metal internazionale’. Nello stesso periodo il nome della band rimbalzava anche in Friuli attraverso programmi radiofonici come ‘Heavy Metal Superstar’, radio show trasmesso dall’82 all’83 su Radio Stereo Superstar di Cervignano del Friuli -tra le prime radio private d’Italia- e condotto da Mirko ‘DeFox’ Galliazzo, frontman dei pionieri dal Vicentino Axe Hero.

Devil’s Claws al festival di Padova nel marzo ’85 [source: ‘Phantom City – La storia Del Metal a Trieste 80’s 90’s’]

PROTAGONISTI IN DISCOTECA All’epoca a Trieste non esisteva un club dedicato ai concerti rock metal, e l’organizzazione era affidata alla capacità d’iniziativa dei gruppi, ospiti a turno di locali, discoteche e teatri. Sul fronte dei live la pagina ‘Phantom City’ è una fonte inesauribile di testimonianze, tra cui Leghe Metalliche e Steel Crown nel gennaio ’83 al Dancing Paradiso di via Flavia, all’epoca ritrovo domenicale della maggior parte dei metallari triestini.

Leghe Metalliche al Dancing Paradiso (1983) [source: ‘Phantom City – La storia Del Metal a Trieste 80’s 90’s’]

Tra le prime rassegne, ‘Protagonisti in discoteca’, coordinata da Fulvio Marion, autentica icona della scena triestina anni ’80, promuoveva talenti provenienti anche da Gorizia e si svolgeva nella discoteca Bowling di Duino, raccogliendo le performances dei vincitori in un lp-cassetta. Nel 1991 la rassegna vedrà anche un’edizione dedicata all’heavy metal in un’altra ‘disco’ amatissima dai triestini, La Capannina di via Costalunga.

Blind Ambition alla mitica ‘Capa’ di via Costalunga [source: ‘Phantom City – La storia Del Metal a Trieste 80’s 90’s’

PRAY THE LORD MY SOUL TO KEEP
Ma ad accendere la community della ‘Phantom City’ sono soprattutto i ricordi legati ai concerti nella sala teatrale situata nell’ex Collegio dei Gesuiti a fianco del Santuario di Maria Maggiore, in pratica la venue dei primi gruppi metal. Nel febbraio ’84 la sala ospita Devil’s Claws, nell’agosto ’85 Steel Crown, fino al concerto con Roulette, Silence, Wind e Keen Eyed nel 1988. Un vero successo per il piccolo, forse primo ‘metal festival’ organizzato a Trieste, dice uno degli organizzatori, che ricorda anche ‘qualche concertino in piazzale a San Giacomo, oppure in Cavana, regno dei vecchi punk perché lì una volta c’era la radio degli anarchici e così erano riusciti a far suonare anche gli Upset Noise’. Del live a Santa Maria Maggiore restano anche i documenti video effettuati da Radiofragola, la storica emittente nata nei primi Ottanta dopo l’entrata in vigore della Legge Basaglia.

Ma com’era la partecipazione a livello locale? ‘I Madsword sono saliti acclamati a gran voce dal pubblico’ valutabile intorno alle 500-600 unità, scrive una recensione sulla prog metal band triestina in concerto al Castello di San Giusto [4]. La sua galleria fotografica, così come quella di altre band, è un vero e proprio viaggio attraverso la Trieste dell’epoca, dal debutto live negli orti di Coloncovec nel 1987, ai concerti con gli Steel Crown alla Stazione Marittima e nello storico stabilimento balneare Ausonia nell’estate dello stesso anno.

Madsword e Steel Crown in concerto nello storico stabilimento balneare triestino Ausonia nel luglio 1987 [source: ‘Phantom City – La storia Del Metal a Trieste 80’s 90’s’]

MUGGIA ROCK CITY 
Nel novembre ’89 l’amena località costiera ospita nella sua Sala Verdi un concerto con una line up che raduna band sia dall’ovest che dal Friuli. Sul palco i thrashers Braindamage da Torino, gli alfieri hard rock triestini Keen Eyed, Anopheles da Cervignano e ancora da Trieste i Them. Sono i prodromi di quella vera e propria heavy invasion che all’inizio dei Novanta vedrà Muggia salire agli onori della cronaca prima con l’omonimo festival e poi con nomi come Mordred, Nirvana, Galliano…e anche su questo torneremo più avanti. (continua nella prossima puntata)

Memorabilia di concerto a Muggia nel novembre 1989

Qui la prima puntata: Whiskey, dischi e rock n’ roll: la Trieste che ha fatto scuola

  1. ‘Rock e dintorni’, ‘Il Territorio’ (CCM)
  2. Beppe Riva, ‘Rockerilla’ n. 29, dicembre 1982
  3. ‘Fireball. L’avanguardia dell’heavy metal negli anni ’70 e ’80 a Padova e nel Veneto’ di R. Pasqualin (Crac Edizioni, 2022).
  4. Madsword + Babylon, Metal Shock n. 53, settembre 1989
  5. ‘Invasione heavy’, Il Piccolo, ottobre 1991

Proposta per un incontro su ‘Phantom City-La Storia del Metal ’80-’90 a Trieste’

Ci piacerebbe organizzare un incontro/ritrovo pubblico riguardante la Phantom City- La Storia del Metal a Trieste 80’s 90′s per proporlo negli spazi rinnovati del Cinema Ariston a Trieste.

Se siete interessati a partecipare con materiale originale scrivete a: info@freezine.it

Vi ringraziamo fin da ora per il supporto che vorrete darci e LONG LIVE ROCK N’ ROLL🤘🤘🤘🎸🎸🎸🔥🔥🔥

Presentazione ‘Phantom City-La Storia del Metal ’80-’90 a Trieste’: Trieste è stata un terreno fertile per il metal fin dai primi anni ’80, con musicisti locali che hanno plasmato il genere a livello europeo. A questo tema è dedicato un gruppo Facebook dal nome emblematico, ovvero ‘Phantom City – La storia Del Metal a Trieste 80’s 90’s’, dove testimoni ed appassionati condividono foto, video e cimeli da collezione sulle band, i dischi e i concerti che hanno fatto la golden age triestina.

Come avvenuto per la nascita anche di altre subculture, il luogo da cui tutto è partito sono le periferie. Secondo i giornalisti dell’epoca, come riportato in quest’articolo, quello dei metallari triestini si sviluppa come un fenomeno tipicamente ‘rionale’, con le bande più numerose che si riuniscono ad Altura e a Borgo San Sergio. E se le sale prova e i cimiteri sono ‘the place to be‘ dove i gruppi vanno a farsi immortalare per le copertine dei loro album, il complesso brutalista di Melara è la location del video ‘No One Knows No One Will’ degli Upset Noise: un nome, scrive ‘Il Piccolo’ in un articolo, destinato ‘a lasciare il segno nella storia della musica triestina’ e la cui ascesa nel panorama del Nord Est spinse molti giovani ad intraprendere il loro sogno musicale e formare delle vere e proprie band’.

Qui sotto il video degli Upset Noise girato nel complesso di Melara a Trieste:

Whiskey, dischi e rock n’roll: la Trieste che ha fatto scuola

Trieste è stata un terreno fertile per il metal fin dai primi anni ’80, con musicisti locali che hanno plasmato il genere a livello europeo. A questo tema è dedicato un gruppo Facebook dal nome emblematico, ovvero ‘Phantom City – La storia Del Metal a Trieste 80’s 90’s’, dove testimoni ed appassionati condividono foto, video e cimeli da collezione sulle band, i dischi e i concerti che hanno fatto la golden age triestina.

Gli Steel Crown in concerto al Teatro Cristallo di Trieste nel dicembre 1985 [source: Phantom City – La storia Del Metal a Trieste 80’s 90’s]

‘Da qualche tempo sui muri e le superfici lisce della città, simili a epigrafi lapidarie, troneggiano parole a cui pochi sanno dare un significato: “Steel Crown”, “Steel Crown Heavy Rock”, “Heavy Metal Steel Crown”, e via di questo passo. Per i non addetti ai lavori si tratta del gruppo rock più conosciuto in città. La perla della violenza suburbana che canta le gesta di nottambuli crudeli e assetati di sesso, droga e alcool, poiché una maledizione, lanciata duecento anni fa da un castello della Transilvania, induce i componenti del complesso a un delirio eterno e feroce’, così racconta un articolo de ‘Il Meridiano’, storico settimanale della Trieste anni ’80.

Photo shooting dei Devil’ s Claws nel 1985 vicino ai Cimiteri di Sant’Anna a Trieste [source: Phantom City – La storia Del Metal a Trieste 80’s 90’s]

Come di solito avviene per la nascita delle subculture, il luogo da cui tutto è partito sono le periferie. Secondo i giornalisti dell’epoca, come riportato qui, quello dei metallari triestini si sviluppa come un fenomeno tipicamente ‘rionale’, con le bande più numerose che si riuniscono ad Altura e a Borgo San Sergio. E se le sale prova e i cimiteri sono ‘the place to be‘ dove i gruppi vanno a farsi immortalare per le copertine dei loro album, il complesso brutalista di Melara è la location del video ‘No One Knows No One Will’ degli Upset Noise: un nome, scrive il quotidiano ‘Il Piccolo’, destinato ‘a lasciare il segno nella storia della musica triestina’ e la cui ascesa nel panorama del Nord Est spinse molti giovani ad intraprendere il loro sogno musicale e formare delle vere e proprie band’.

Il gigantesco complesso brutalista di Melara a Trieste, costruito secondo le teorie di Le Corbusier, è la location del video degli Upset Noise ‘No One Knows, No One Will’ (1989)

Anche le riviste nazionali mettono in risalto la spinta ‘dal basso’ come tratto distintivo del movimento: ‘[…] Gli Steel Crown sono ben presto divenuti un importante polo d’attrazione di una Trieste altrimenti soffocante e fatiscente’, si legge in un’intervista fatta alla band in occasione dell’uscita di ‘Sunset Warriors’ (1986) e pubblicata su HM, la prima rivista musicale italiana interamente dedicata all’heavy metal. ‘Il desiderio di un agognato riscatto sociale, la polemica nei confronti di chi, nella loro città, regge le sorti della cosiddetta ‘musica colta’, ma anche atteggiamenti di sfiducia nei confronti delle relazioni sociali’.

La scena rock metal Fvg di supporto ai Motörhead in concerto a Gorizia nel 1987 [source: Phantom City – La storia Del Metal a Trieste 80’s 90’s]

Ma quali sono state le principali influenze sulla scena dell’epoca? Alla domanda sulla band che ha ispirato di più i gruppi metal hard triestini non esiste una risposta univoca. ‘E un discorso complesso e sfaccettato, perché se si parla di band al plurale allora bisogna spaziare su più generi’, è uno dei commenti degli iscritti al gruppo. ‘Devil’s Claws hanno seguito un certo stile, Steel Crown un altro, Upset Noise un altro ancora e via così. Non può esserci un’unica band ad ispirare più gruppi, si parla di decine di teste ognuna delle quali con i suoi gusti ben precisi’.

Gli Upset Noise in tour nell’inverno 1986 [source: Phantom City – La storia Del Metal a Trieste 80’s 90’s]

Se vogliamo cercare il fil rouge all’interno di quell’ingarbugliata matassa che è la scena triestina dell’epoca, questo è la sua vocazione fortemente internazionale‘Un miscuglio di hard rock, heavy metal delle nuove generazioni e quel pizzico di punk che non guasta mai, neanche nella vita’, ancora ‘Il Meridiano’. ‘Shakerare il tutto, aggiungere una voce arrabbiatissima, ed abbiamo ottenuto un poderoso hard core rock, e non si tratta di uno scherzo, bensì della definizione ormai ufficiale di un tipo di musica, quella degli Steel Crown, nata assai recentemente sui giornali musicali specializzati londinesi. L’esterofilia leggermente estremizzata degli Steel è anch’essa il frutto dei fans più accaniti’.

‘Per un periodo abbiamo cantato in italiano’, prosegue l’articolo, ‘ma abbiamo rinunciato perché i ragazzi che ci venivano ad ascoltare si lamentavano, ehi, perché non cantate in inglese, dai, non fate gli scemi etc. Anche noi tutto sommato preferiamo la lingua della regina Elisabetta, è più immediata, ha una metrica migliore, si inserisce meglio nella nostra musica’. 

Se questo carattere internazionale è presente fin dall’inizio nei monicker dei gruppi, nelle grafiche, nei look colorati dei musicisti, ad un certo punto anche il sound diventa internazionale, consacrando così definitivamente Trieste come culla ‘pioniera’ del metal più estremo. ‘Nella seconda metà degli anni 80 anche nella Phantom City italiana, Trieste, c’è un giro di boa’, ha scritto il compianto Gianluca Sinico dell’etichetta Aua Records‘I gruppi storici della first way of heavy metal non ci sono più, chi a causa di un tragico incidente ha dovuto mollare tutto o chi dal suono tipicamente heavy power è passato al più leggero glam hair metal…Ma non ci sono solo rossetti e lustrini, i Silence sono sempre più tirati e guardano alla bay area e al thrash degli Stati Uniti, altri invece si avvicinano al thrash europeo, svizzero e tedesco che sta sconvolgendo il movimento metal europeo‘. In tempi recenti l’etichetta ha dedicato ad alcune band della scena triestina le ristampe della collana specializzata ‘Italian Metal Heroes 1980-1990’. (continua nella prossima puntata)

Psico Galera: le prime date a supporto del nuovo album ‘Memorie Di Occhi Grigi’

I veneti Psico Galera hanno annunciato le prime date a supporto del nuovo album ‘Memorie Di Occhi Grigi’, uscito lo scorso novembre via Sorry State Records,

Venerdì 9 gennaio 2026 @Vecchio Son, Bologna
Sabato 10 gennaio 2026 @Spazio Ex, Belluno

https://psicogalera.bandcamp.com/album/memorie-di-occhi-grigi

https://www.instagram.com/psico_galera

1. Imperfetto, sii Imperfetto

2. Le Cattive Maniere

3. Chiodi, Punte & Fibbie

4. Esecuzione in Diretta

5. Fugaci Momenti di gloria

6. La Prima Volta

7. Lacrime & Pioggia

8. Indagini Per Lesioni Aggravate

‘Memorie Di Occhi Grigi’ dei provocatori italiani Psico Galera, è un’ondata di 8 tracce di sperimentazione dissonante, assoli di chitarra squilibrati e imprevedibili, batteria martellante, e un’energia cruda e senza compromessi, con voci che alternano grida distorte ed effetti acuti che ricordano i primi G.I.S.M., fendendo riff caotici per creare un’esperienza nichilista, intensa e malata.

Influenzato dai Rich Kids on LSD del periodo ‘Rock’n’Roll Nightmare’ (1987), dalle sfumature metalliche e robotiche dei primi VOIVOD e dalla forza inarrestabile di STINKY RATS, dei tardi NEGAZIONE e dei tardi UPSET NOISE, il disco fonde l’hardcore punk italiano e statunitense degli anni ’80 e ’90 con oscure influenze giapponesi come BITOUSHA, MASTURBATION e HOG-GISH. I testi esplorano mondi claustrofobici di menti instabili, violenza istituzionale e abbandono sociale, oscillando tra autoriflessione frammentata, senso di colpa, frustrazione e vendetta calcolata. Ogni traccia descrive scenari crudi e spesso inquietanti, costruendo una narrazione intensamente personale, universalmente inquietante e brutalmente avvincente. Oscuro, abrasivo e intransigente, ‘Memorie Di Occhi Grigi’ è un manifesto sonoro diretto e coraggioso. La visione degli Psico Galera è senza filtri, urgente e lucida, e ritrae un mondo in cui l’annientamento dell’individuo incombe inesorabilmente e opprimente.

Psico Galera sono:

Nicolo’ Fortuni
Marco Rapisarda
Enrico Stocco
Michael Barletta
Marco Simonella
Jonah Falco

Methedrine: annunciata la nuova line up

Con un breve post su Facebook i Methedrine hanno annunciato la separazione da Lucio Drusian, vocalist tra i fondatori della band nel 2017. Arty (Fanteria Di Prima Linea, Lumhakha) sarà il nuovo cantante.

Così la band: ‘Oggi vogliamo condividere con voi una notizia importante: 𝐀𝐫𝐭𝐲 è ufficialmente il nuovo cantante dei Methedrine! Siamo entusiasti di accoglierlo e non vediamo l’ora di farvi sentire ciò che stiamo preparando insieme 🔥 Allo stesso tempo, vogliamo dire un enorme grazie a 𝐋𝐨𝐮. La sua voce, la sua energia e tutto ciò che ha dato alla band negli anni rimarranno sempre parte della nostra storia. Lou ha scelto di intraprendere un nuovo percorso per esigenze personali e noi gli auguriamo il meglio, con affetto e rispetto’.

22.11 – Eterotopia, San Giuliano Milanese (MI)

23.11 – Baitattack, Trento

05.12 – Revolver, San Donà di Piave (VE) * con FULCI

06.12 – El Paso, Torino

12.12 – Ippodromo, Trieste * con CALL THE COPS

13.12 – Monteparadiso, Pula (HR) 🇭🇷

Italian Metal Heroes: ‘speciale’ su Trieste domenica 24 novembre alla 22° Fiera del Disco

Prosegue il certosino lavoro di riscoperta e valorizzazione della scena heavy metal italiana iniziato dall’etichetta indipendente Aua Records. Che domenica 24 novembre presenterà alla 22esima Mostra Mercato del Disco, CD e Dvd le prossime uscite della serie ‘Italian Metal Heroes 1980-1990’ dedicate a Trieste…ed in particolare a quattro storiche band considerate ormai vere e proprie ‘pioniere’ del metal estremo ovvero Blind Ambition, Warhead, Cenotaph e Upset Noise!

Ci siamo fatti raccontare i dettagli direttamente dal responsabile della Aua Gianluca Sinicco: Italian Metal Heroes’ è un progetto nato nel 2022 con lo scopo di recuperare materiale inedito e raro della prima scena metal italiana degli anni Ottanta’, spiega Sinicco, che invita ad iscriversi a questo gruppo per restare aggiornati su tutte le novità della serie. ‘In questi due anni abbiamo pubblicato una trentina di vinili e una quarantina di cd di band italiane attive in quel periodo’.

Blind Ambition ‘Blind Story Vol.1 1989-1991’, Aua Records 2024

‘Ogni anno Maurizio Giugovaz ci ospita a Trieste dove organizza la Fiera del Disco, e ogni anno per l’occasione presentiamo qualche lavoro di gruppi triestini dell’epoca, tutte release ufficiali con autorizzazione da parte dei ex membri delle band. Il primo anno abbiamo presentato i vinili dei Keen Eyed e dei Silence, lo scorso anno i vinili di tre gruppi: Hellen di Udine, Pat Heaven di Gorizia e Steel Crown di Trieste’.

Cenotaph ‘Compendium Maleficarum’, Aua Records 2024

‘Quest’anno verranno presentati quattro album di altrettante band triestine: Blind Ambition, attivi dal 1989 al 1993 circa, di cui verrà presentata una raccolta di brani tratti da demo e live dell’epoca. Il progetto prevede l’uscita di due cd antologici, il primo dal titolo ‘Blind Story Vol. 1′, che uscirà per la Fiera di quest’anno e conterrà le prime registrazioni della band, dal suono metal classico del 1989 fino a quelle del 1991, più vicine a certe sonorità speed/thrash metal’.

‘Il secondo cd sarà dei Warhead, -continua Sinicco, ‘un altro gruppo triestino dedito ad un furioso thrash metal, e contiene le primissime registrazioni in saletta prove del 1988 fino a un demo inedito registrato professionalmente ma mai distribuito all’epoca. In seguito il gruppo si evolverà agli inizi dei ’90 nei Cenotaph, una delle prime realtà death metal in Italia, a cui è dedicato il terzo cd’.

‘La quarta ed ultima release che presentiamo è una vera chicca’, conclude Sinicco. ‘Si tratta del bootleg di un live degli Upset Noise a Tarcento nell’aprile 1989 di supporto ai berlinesi Jingo De Lunch. Un thrashcore ultra tirato con brani usciti all’epoca su vinile, alcune versioni embrionali di altri brani pubblicati alcuni anni dopo, per finire con alcuni brani tratti dal loro ep in italiano. Tutti i quattro cd usciranno in edizione limitata numerata, nei giorni successivi alla Fiera di Trieste come di consuetudine li troverete su auashop.com E’ possibile che alcuni degli ex membri delle band vengano alla convention, e che come ogni anno siano disponibili ad autografare le copie che verranno distribuite’.

Domenica 24 novembre alla Fiera del Disco, giunta quest’anno alla sua 22esima edizione, saranno presenti più di 70 espositori provenienti da Italia, Slovenia, Croazia, Svizzera, Ungheria e Germania. Si potranno acquistare, vendere e scambiare tutti i supporti audio-visivi come LP e CD, musicassette e DVD, BOX, edizioni limitate, promo, 45 giri e rarità. Ed inoltre gadget, memorabilia, libri e riviste musicali, poster e locandine, Hi-Fi nuovo e vintage.

Domenica 24 novembre

Palachiarbola- via Visinada 7, Trieste
Orario continuato dalle 10.00 alle 19.00.
Ingresso: Euro 6,00.
Punto ristoro all’interno ed ampio parcheggio gratuito.
Info: www.musicalibera.it

mauridoc64@gmail.com
Mobile: +39 329 3430 481

Methedrine: in uscita il primo Ep ‘Built For Speed’

Uscirà il 16 aprile 2018, per Kornalcielo Records, il primo ep dei Methedrine dal titolo ‘Built For Speed’: quattro pezzi che fondono il punk d-beat, una feroce attitudine hardcore e potentissimi riff di matrice thrash metal, sezione ritmica anfetaminica con la voce rabbiosa di Lou che vi accompagna nelle sue sordide storie di ordinaria follia sparando ogni nota come fosse l’ultima dell’universo.

Methedrine ‘Built For Speed’, Kornalcielo Records (2018)

Il progetto METHEDRINE, nome in onore della sostanza preferita di Lemmy e Johnny Cash, prende forma nell’inverno del 2017 per volontà di Bone (drums), Lou (vocals) e Mark (guitar) dopo lo scioglimento definitivo degli UPSET NOISE; band, attiva dal 1982, che fece parte della prima scena hardcore punk italiana assieme a band come Negazione, Raw Power, Wretched, CCM, Indegesti, ecc. e tra i pionieri del cross-over hc metal a cavallo degli anni 80/90 lasciando una manciata di dischi storici come ‘Disperazione Nevrotica’, ‘Nothing More To Be Said’ e ‘Growing pain’ (la cui title track fu coverizzata in una bellissima versione dalla band tedesca Jingo de Lunch), dividendo i palchi di mezza europa con bands come D.R.I, Cro Mags, HolyTerror, G.B.H., Coroner, Social Unrest, Jingo de Lunch.

Dopo una breve e intensa reunion, nella quale si era aggiunto Mark (che con Bone suona anche nella storica hardcore punk band EU’s Arse) si sciolse definitivamente nell’ autunno 2016; fu così che i tre superstiti contattarono Trampax (guitar) e Chainsaw (bass) provenienti dalle hardcore bands Face Your Enemy e Daltonic Outcry per un nuovo progetto.

Methedrine: in arrivo il primo Ep su Kornalcielo Records

Pessime nuove per il mondo: nei primi mesi di questo 2018 Kornalcielo Records pubblicherà ‘Built For Speed’, il primo Ep dei Methedrine. Formata da gente che suona o ha suonato con Upset Noise (tra i primi a dare forma al crossover hardcore punk/metal nella scena italiana ed europea), Eu’s Arse (altro nome storico del punk hardcore), Tytus e Daltonic Out Cry, la band ha registrato quattro tracce di hardcore old school, con influenze che vanno dal thrash metal al d-beat e una spina dorsale fatta di sano e sporco rock’n’roll.

Tracklist:
1. Youporn Generation
2. Alpha Loser
3. Dirty Harry
4. War machine

Methedrine:
Lou – Vocals
Mark – Guitar
Trampax – Guitar
Chainsaw – Bass
Bone – Drums

Storie di rock’n’roll: E.K. Krawall (Fuel From Hell, Planet K Records)

Storie di rock’n’roll. Storie di vita che si intrecciano con le storie di band, di tournée, di date da trovare o da ‘salvare’. Storie di incontri, di amicizie che poi diventano sodalizi di anni, nati ben prima di salire sul palco; magari per caso, chiacchierando al banco di un bar.

Storie come quella di Enrico Susi aka E.K. Krawall, triestino, 48 anni, ex frontman dei Fuel From Hell, hard rock band di cui è stato anche il manager. La sua incredibile passione per la musica, unita ad una buona dose di grinta, hanno fatto di lui un vero ‘pioniere’ nei primi anni ’90: sia nella promozione di concerti (Biohazard, No-FX, Sick Of It All, Cro-Mags, Doctor and the Medics, ecc.) che nella produzione di band come Upset Noise, Cenotaph e Ariadigolpe

Nell’86 ho conosciuto a Trieste in via Foscolo Fausto Franza e Paolo Cattaruzza’, racconta Enrico, che nella vita ha un lavoro e una famiglia. ‘Abbiamo cominciato a parlare e così ho scoperto che facevano parte degli Upset Noise, band che arrivava dall’hardcore e stava maturando un crossover mescolato al metal…insomma, il tipo di generi che in quegli anni hanno avuto la loro esplosione. Ho ascoltato l’album ‘Nothing More To Be Said’, scoprendo che andavano in tour con band americane che in quel periodo ascoltavo e adoravo’.

‘Con loro ho iniziato a fare il roadie vivendo situazioni incredibili’ continua, ‘ed assistendo a concerti strepitosi che poi sono rimasti nella storia, come quello nell’87 con gli Attitude, Messiah e i Negazione al mitico Leoncavallo di Milano. Da lì sei anni dopo sono riuscito a produrre ‘Come To Daddy’: doveva essere il disco che avrebbe lanciato gli Upset definitivamente, c’era in ballo un grande progetto con le etichette discografiche e diverse tournée in programma’.

‘Iniziando ad andare in tour, a vivere il viaggio, il prima e  il dopo concerto, a vedere le prove e l’organizzazione mi sono detto: ‘Cavolo, ci sono in giro tante band interessanti in giro, provo a chiamarle io!’
E così insieme ad altre persone ho cominciato ad organizzare concerti con la K Productions portando in Triveneto anche band americane. Ho visto nascere band che poi sono cresciute, tra cui Sick Of It All, Agnostic Front, ho visto nascere i Madball, che ascolto ancora oggi! Stampavamo anche magliette e felpe, gira addirittura un video con gli Articolo 31 e gli Extrema che avevano le nostre felpe!’

Flyer del concerto di Into Another e Upset Noise al Rototom di Gaio Spilimbergo nell’ottobre 1992

‘Poi, trovandoci nella sala prove dei Cenotaph che facevano death grind, abbiamo iniziato a pensare di mettere su una band un po’ diversa.
In quel periodo infatti molte band che facevano musica estrema avevano un progetto parallelo, penso ad esempio a Nick Royale, il batterista degli Entombed che poi si è dedicato agli Hellacopters!
Così io e Manuel Galati con Damiano e Max dei Cenotaph ci siam detti: ‘Proviamo anche noi a metterci a fare un certo tipo di rock, sostenuto, alla Motörhead!’

‘Siam partiti con cover di gruppi punk, poi, grazie a Damiano, son venuti fuori dei pezzi, finché si sono sentiti pronti a suonare live e me l’hanno comunicato…perché a me sembrava ancora impossibile! Primo concerto in assoluto è stato al ‘Bever Forever’ di Borgo S. Nazario dove io gridavo alla gente ‘Tiremo zo ‘sta baracca!’

Fuel From Hell, da sinistra: Dam (chitarra), Steve (chitarra), E.K. Krawall (voce), Max Velvet (basso), Andy T.N.T. (batteria)

‘All’inizio i Fuel erano un passatempo, poi sono diventati una priorità: cominciavano ad arrivare sempre più richieste per suonare, con loro tutto era più facile, a differenza dei Cenotaph con cui c’erano dei problemi per via di un genere così estremo. Invece con i Fuel ci siamo adattati a fare da supporto a band sia rock che grind, eravamo più versatili e adattabili, non eravamo per forza obbligati a suonare con band di un certo tipo. L’entusiasmo è arrivato proprio da questo, dalla facilità di suonare in giro, così il nome pian piano ha cominciato a circolare sempre di più!!!’

Fuell From Hell @Orto bar, Ljubljana, 2007

‘Da lì abbiamo cominciato a suonare sempre più spesso, sia all’aperto che al chiuso: aprivamo i nostri show con lo sputafuco Emiliano von Pesten, la gente si divertiva ai nostri concerti e i locali, dall’Hip Hop di Trieste al Motoraduno di Prepotto, erano sempre pieni! Eravamo spesso anche su ‘Il Piccolo’, grazie a Ricky Russo che ci ha sempre supportati’.

‘Fill You Up’ raduna tutte le cose belle fatte negli anni prima, direi che ha concretizzato tutto quello che è stato il nostro periodo migliore! Prima avevamo già fatto delle piccole autoproduzioni che stampavamo per gli amici, poi, mano a mano che ci siamo resi conto che la band funzionava a livello locale, quindi spinti dall’entusiasmo della gente, abbiamo deciso di raccogliere tutti i pezzi’.

Fuel From Hell ‘Fill You Up With Five Star Gasoline’, Go Down Rcords (2007)

‘Infatti ‘Fill You Up’ si compone di brani che avevamo già scritto aggiungendone anche una parte di nuovi. Abbiamo trovato l’etichetta, la Go Down Records, poi abbiamo registrato e ci siamo affidati ad un designer di Bologna, il Blitz Studio, per le grafiche è stato fatto un lavoro certosino…direi che è stata una gran bella sfida!’.

Fuel From Hell @Orto bar, Ljubljana, 13.12.2007

‘Poi abbiamo cominciato a portare l’album in giro con tante date in Italia, Austria, Germania, Slovenia, Croazia e anche Finlandia! Suonando anche con band importanti come gli L.A.Guns, a cui abbiamo fatto di supporto al tour per i vent’anni di carriera, al basso c’era il figlio di Tracii Guns. Ricordo la data al Rock Club di Pinarella di Cervia, io ero senza voce tanto che Damiano voleva sospendere il concerto… invece è venuto fuori miracolosamente uno dei migliori concerti che abbiamo fatto! Il disco ha funzionato parecchio a livello di recensioni e anche negli Stati Uniti, dove abbiamo ricevuto proposte per la distribuzione e per suonare, c’era in ballo una ristampa per il mercato sudamericano’.

‘Oggi che l’esperienza con i Fuel è finita mi dedico alla Planet K Records, che di fatto continua quello che avevo iniziato con la K Productions. Oltre ai Cenotaph e Upset Noise ho fatto uscire ‘Una Nuova Resistenza’ degli Ariadigolpe, crossover italiano che funzionava tanto…Tra gli ultimi eventi che abbiamo organizzato abbiamo portato a Trieste i Warrior Soul di Kory Clarke e i Mindwars, thrashers californiani in cui milita l’ex chitarrista Holy Terror Mike Alvord. Ho collaborato con la F.O.A.D. Records alla ristampa per la prima volta su cd di ‘Nothing More To Be Said’ (1987) e di ‘Growing Pain’ (1989) degli Upset Noise, un lavoro piuttosto lungo perché si tratta di una rimasterizzazione dalle bobine originali. Oltre agli album ci sono anche un bonus con un live in Olanda dell’86 e un dvd, una  sorta di documentario con interviste e footage rari dell’epoca. Mi occupo anche del merch a concerti e fiere, sarò alla Mostra Mercato del Disco in programma a Trieste il 26 novembre’.

Upset Noise ‘Nothing More To Be Said/Growing Pain + Live 1986’, F.O.A.D. Records, 2015

‘E comunque’, conclude, ‘aggiungerei ‘never say never’: dopo un bel po’ di tempo sono anche tornato a cantare nel cd che fa parte del progetto con Doctor Heathen Scum (The Mentors) & Karnokkorok su Planet K Records…vero punk metal rock grezzo, sporco e volgare!!!!’

Ascolta ‘Deep In Your Mouth’ qui sotto: