Tutti gli articoli di Sarah Gherbitz

Damned Pilots: boom di visualizzazioni per il nuovo ‘Overgalaxy’

‘Overgalaxy’, il nuovo album dei triestini Damned Pilots, debutta alla grande, e su You Tube  -visualizza qui-, a poche ore dalla pubblicazione ha superato le 1000 visualizzazioni. L’album, che è uscito con la Sliptrick Records, label fondata nel 2007 come incubatore per artisti al debutto, è disponibile dal 15 dicembre su iTunes e nei migliori digital store.

13344697_10207512870873427_5589610716245938556_n‘Si tratta di un concept album in spirito steampunk’, racconta Don Nutz, batterista e fondatore della band che si prepara al tour da marzo 2017. Protagonisti di questa nuova avventura sono i Damned Pilots, ovvero quattro ribelli piloti spaziali che, a bordo di un furgoncino hippy anni Settanta, viaggiano nello spazio combattendo contro il loro nemico di sempre Gorguss e il suo Impero del Male.

Il disco contiene nove tracce scritte da Don Nutz e Sgt Ote, più ‘Hell is Cold’ che è scritta da Ron Goudie (Gwar, Death Angel, Poison), ed è stato mixato e masterizzato dal leggendario Bill Metoyer, producer, tra gli altri, di W.A.S.P., Trouble e Slayer.

 

Genus Ordinis Dei-Intervista alla band in concerto sabato 26 a Pordenone con i Lacuna Coil

Freezine va alla scoperta dei Genus Ordinis Dei, la band scelta dai Lacuna Coil come support act ufficiale del tour europeo di ‘Delirium’. Li abbiamo intervistati in preparazione del concerto che li vedrà suonare sabato 26 novembre sul palco del Palatenda di Pordenone dove porteranno ‘The Middle’, l’album uscito con la Mighty Music di Copenhagen, e alcune anteprime del prossimo disco in pubblicazione nei primi mesi del 2017.

http://genusordinisdei.com/

https://www.facebook.com/genusordinisdei/?fref=ts

god_7322Ciao ragazzi, è un piacere avervi qui su Freezine. Prima di tutto, vorreste presentarvi ai nostri lettori, raccontando un po’ il percorso musicale che ha portato alla vostra formazione?

Ciao a tutti, il piacere è nostro!
Allora…il tutto è cominciato circa nel 2011…viviamo tutti nella stessa città cioè Crema, e da sempre abbiamo militato nella scena musicale locale ma in band differenti. L’attuale line-up è composta da Nick K (voce e chitarra), Tommy Mastermind (chitarra e orchestra), Steven F. Olda (basso) e Richard Meiz alla batteria.
Ad un certo punto abbiamo sentito l’esigenza di creare un progetto musicale che rappresentasse a pieno il gusto e il linguaggio musicale di ognuno; ma soprattutto un progetto creato e portato avanti da gente che da sempre ha sognato fare questo nella vita…ed eccoci qua!

Da dove viene il nome Genus Ordinis Dei?

Il nome deriva dal latino e significa ‘Origine/Stirpe dell’ordine divino”, e si ricollega al nostro concept album principale ‘Genus Ordinis Dei’ che si presenta e si presenterà come una trilogia cominciata con ‘The Middle’.

Genus Ordinis Dei @ La Laiterie, Strasbourg, 8.11.2016, (c) Shoot Me Again
Genus Ordinis Dei @ La Laiterie, Strasbourg, 8.11.2016, (c) Shoot Me Again

Qual è il concept di ‘The Middle’, c’è un filo conduttore tra i diversi brani?

Come dicevamo, ‘The Middle’ è la seconda parte della nostra main story che si dividerà in tre capitoli. Il concept rivisita in maniera originale la storia dell’universo prendendo spunto dalla Bibbia e non solo. Un viaggio dall’origine di tutto fino alla fine dei tempi. In ‘The Middle’ il protagonista è il The Fallen, il primogenito figlio di Dio che cacciato dal paradiso trova nuova vita e forma in quel posto che noi potremmo chiamare Inferno. Per qualche oscuro motivo il The Fallen è stato abbandonato e ora, dopo un tempo di redenzione ritrova forze ed energie per marciare contro Dio. The Middle è come un ponte di collegamento, che unirà la prima e la terza parte di questo concept.

Il vostro stile fonde il new metal con le sonorità sinfoniche, come mai avete scelto questo incrocio stilistico? Quali sono i gruppi che vi hanno influenzato maggiormente?

Questo è perché arriviamo tutti dal metal, ma ognuno di noi ha gusti musicali leggermente diversi. Nick e Tommy sono grandi fan del power e epic metal, Steven è più sul trash e Richard arriva dal progressive e dal metalcore. Abbiamo cercato di fondere tutto questo, e di aggiungere una parte sinfonica/orchestrale che sentiamo parte del nostro dna da italiani. Tommy ad esempio ama molto la musica classica, infatti è lui che si occupa degli arrangiamenti orchestrali.
Come maggiori influenze potremmo citare i Lamb Of God, i Gojira, i Dark Tranquillity, i Dimmu Borgir… questi sono solo alcuni tra tanti.

Genus Ordinis Dei @ La Laiterie, Strasbourg, 8.11.2016, (C) Shoot Me Again
Genus Ordinis Dei @ La Laiterie, Strasbourg, 8.11.2016, (C) Shoot Me Again

Parliamo un po’ della fase di registrazione, come si è svolta e cosa potete raccontarci delle collaborazioni?

La fase di registrazione del disco in uscita ‘Great Olden Dynasty’ si è svolta a San Marino al Domination studio, con Simone Mularoni (DGM).
I pezzi erano già scritti da tempo e non vedevamo l’ora di registrarli, anche perché il 2016 per noi è stato un anno in cui abbiamo lavorato più che altro sulla parte ‘burocratica’ della band -l’uscita del disco e dell’EP, pianificazione del tour con i Lacuna Coil e via discorrendo.
Abbiamo una collaborazione interessantissima, che è Cristina Scabbia che ha cantato un pezzo del disco…non vediamo l’ora di farlo uscire!

Cristina Scabbia, Lacuna Coil
Cristina Scabbia, Lacuna Coil

Che cosa ci raccontante dell’esperienza danese con l’etichetta Mighty Music? Avete suonato lì? Che aria si respira al di fuori dei confini italiani?

Mighty Music con noi ha lavorato molto bene. In un anno ha fatto uscire il nostro primo lavoro ‘The Middle’ e poi l’EP, dando ai nostri lavori un’ottima distribuzione a livello mondiale.
Non avevamo mai suonato in Danimarca fino a questo tour, nel quale abbiamo suonato a Copenhagen in una delle venue più rinomate. Chiaramente è stata anche una bella occasione per parlare con Michael, il boss di Mighty Music, e parlare un po’ del nostro futuro.

E’ stato un anno intenso anche per quanto riguarda l’attività live con il tour con i Lacuna. Come sta andando?

Alla grande! Stiamo avendo una risposta grandiosa da parte del pubblico, in parte inaspettata! Eravamo partiti un po’ prevenuti in quanto l’ascoltatore medio dei Lacuna è abituato a sonorità molto più soft e melodiche, ma ad ogni modo non abbiamo avuto una data in cui la gente fosse stranita da noi. Siamo stati ben accolti e la nostra fanbase è cresciuta notevolmente.

Per quanto riguarda il vostro futuro, dunque, cosa avete in mente? Quali i prossimi impegni?

Sicuramente l’uscita del nostro prossimo lavoro. Al momento stiamo considerando varie proposte da alcune etichette, ma sarà una decisione che prenderemo a mente fresca una volta a casa.
Non mancheranno dei live in Italia oltre a quelli del tour, in cui suoneremo una setlist più lunga per i nostri fan! Al momento la nostra testa è ancora on the road…abbiamo bisogno di un po’ di decompressione’.

Bene ragazzi, grazie mille per l’intervista. Avete qualcos’altro da aggiungere ai nostri lettori?

Un saluto a tutti i lettori di Freezine! invitiamo tutti a passare sui nostri social per dare un’occhiata a quello che stiamo combinando, e chiaramente speriamo di vedervi davanti al palco nei nostri show! Hail!

 

Lacuna Coil, il ‘Delirium’ in arrivo a Pordenone sabato 26 novembre

Manca una settimana esatta al concerto dei Lacuna Coil a Pordenone, dove suoneranno sabato 26 novembre al Palatenda, la nuova location che sostituisce il Deposito Giordani.

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Lacuna Coil+ Forever Still+ Genus Ordinis Dei @ Palatenda (Pordenone)
UNICA DATA DEL NORD EST
Sabato 26 Novembre 2016
Palatenda del centro sportivo Armando Lupieri
(area Festa in Piassa)
Via Luigi Pirandello, 33
Pordenone
ORE 20:00 APERTURA PORTE
ORE 20:30 INIZIO CONCERTI
Prezzo del biglietto in prevendita: €25,00 + d.p.
Prezzo del biglietto in cassa la sera dello show: €30,00
Biglietti in vendita su Ticketone.it

https://www.facebook.com/events/276535626028227/

Quella di Pordenone è l’unica data a Nordest del maestoso tour con cui la band capitanata da Cristina Scabbia sta portando il suo ‘Delirium’ in tutta Europa: le tappe successive saranno Roma (27.11, Orion), Trezzo (28.11, Live Club) fino alla quella conclusiva di martedì 29 novembre a Bologna (Zona Roveri).

9329_99906319329Prodotto da Marco ‘Maki’ Coti-Zelati, da Marco Barusso (engineer, mix) e dalla band stessa, realizzato al BRX Studio di Milano tra il dicembre 2015 e il febbraio 2016 e inciso su etichetta Century Media/Sony Music, il concept dell’album nasce da alcune visite che i Lacuna Coil hanno fatto negli ex manicomi del milanese: ‘Abbiamo ripescato nella memoria quando abbiamo visitato alcuni ex manicomi nella provincia di Milano e di Brescia, la sensazione di camminare in questi lunghi corridoi e immaginarsi tutti i casi mentali che ci sono stati stati, le persone che hanno risolto i loro problemi, ma anche quelle che non li hanno risolti: ecco, nel disco ogni canzone è una stanza di questi luoghi’, hanno dichiarato in un’intervista.

13483167_998662743514385_1470335780899840245_oAd aprire la serata saranno Forever Still, band danese capitanata dalla cantante Maja e di cui il 21 ottobre è uscito il debut ‘Tied Down’ via Nuclear Blast. ‘Forever Still fa riferimento alla sensazione di essere bloccati in un luogo opprimente e buio’, hanno detto sul significato del loro nome, ‘guardando gli altri progredire e vivere le loro vite, temendo di rimanere fermi per sempre. C’è comunque il rovescio della medaglia, la possibilità di trasformare quello stato di immobilità in uno stato di pace e tranquillità’.

ce7a3226-modifica-e1475840445774Secondo gruppo i Genus Ordinis Dei -detti GOD-, formati nel 2011 a Crema, composto dai quattro membri e co-fondatori: Nick K (voce e chitarra), Tommy Mastermind (chitarra e orchestra), Steven F. Olda (basso), Richard Meiz (batteria) fondono il New Metal con sonorità sinfoniche. Nel 2014 grazie ai consensi ricevuti dal primo album ‘The Middle’ (2013) entrano in contatto con Fabrizio Scotti, che lavora nel settore musicale italiano da molti anni. Insieme cominciano un nuovo progetto che gli da la possibilità di lavorare con Marco ‘Maki’ Coti Zelati, bassista e compositore dei Lacuna Coil, come produttore. Nel tardo 2015 la band firma un contratto discografico con l’etichetta danese Mighty Music per la promozione e distribuzione dei due lavori a livello mondiale. ‘The Middle’ è stato re-rilasciato il 22 Gennaio 2016, e a maggio la band rientrerà in studio per registrare il secondo full-length che uscirà nel 2017.

Guarda il video dei Genus Ordinis Dei:

https://youtu.be/9xpbmgOfi4w

Guns N’ Roses, lo ‘sbarco’ in Europa con tappa sabato 10 giugno all’autodromo di Imola

E’ stata gara con San Siro fino all’ultimo, poi il clamoroso spoiler: ad ospitare i Guns N’Roses sarà l’Autodromo di Imola, dove la band suonerà sabato 10  giugno per la tappa italiana del Not In This Lifetime. L’ultimo concerto nel nostro Paese con la formazione classica risale a ventitre anni fa, con la doppietta del 29 e 30 giugno 1993 allo Stadio Braglia di Modena.

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La vendita aprirà venerdì 9 dicembre, alle ore 11, ma è già aperta (e lo sarà fino alle ore 22 dell’8 dicembre) una presale riservata esclusivamente al fan club
http://www.gunsnroses.com/subscribe

10 giugno 2017 – Imola
Autodromo Enzo e Dino Ferrari
Ore 19.15

Posto Unico in piedi: 87,25 € inclusi diritti di prevendita

Posto Unico in piedi Rivazza: 87,25 € inclusi diritti di prevendita

Gold Circle (Pit): 104,50 € inclusi diritti di prevendita

Pacchetto Gold Circle Early Entry: 279,53€
Posto Unico Paradise City Party: 347,28€
Gold Circle Welcome to the Jungle 1004,55€

guns-roses-mappaQui sotto tutte le date:

27 maggio – Dublino @Slane Castle
30 maggio – Bilbao @ San Mames Stadium
2 giugno – Lisbona @Passeio Martimo De Alges
4 giugno – Madrid @Vincente Calderon Stadium
7 giugno – Zurigo @Letzigrund
10 giugno – Imola @Autodromo Enzo e Dino Ferrari
13 giugno– Monaco @Olympiastadion
16 giugno– Londra @London Stadium
20 giugno – Gdansk @Stadion Energy Gdansk
22 giugno – Hannover @Messe
24 giugno – Werchter @Classic
27 giugno – Copenhagen @Telia Parken
29 giugno – Stockholm @Friends Arena
1 luglio– Hämeenlinna @Kantolan tapahtumapuisto
4 luglio – Praga @Letnany Airport
7 luglio – Parigi @Stade de France
10 luglio – Vienna @Ernst Happel Stadion
12 luglio – Nijmegen @Goffert Park

 

 

Aerosmith: tour in Europa, venerdì 23 giugno al Firenze Rocks Festival

Se il 2016 è stato l’anno di Steven Tyler, il 2017 sarà quello del ritorno degli Aerosmith. La band, che è tra gli headliner del prossimo Download Festival (9-11 giugno), ha annunciato un tour europeo -anche se la partenza è il 17 maggio da Tel Aviv, Israele- di diciassette date che si concluderà il 5 luglio a Zurigo. In programma c’è un’unica tappa italiana venerdì 23 giugno al Firenze Rocks Festival.

INFO UTILI:

http://www.firenzerocks.it/
Prevendita Aerosmith Fan Club dal 16 novembre ore 12.00

Prevendita Firenze Rocks dal 17 novembre (24 hours) ore 12:00

Apertura vendite dal 18 novembre ore 12:00

15073433_10154317651153124_4464552262701677881_nAERO-VEDERCI BABY! EUROPEAN TOUR 2017

17 maggio, Heyarkon Park, Tel Aviv -IS

20 maggio, Black Sea Arena, Batumi -GE

23 maggio, Olympiski, Mosca -RU

26 maggio, Koenigplatz, Monaco di Baviera  -GE

30 maggio, Waldbuhne, Berlino -GE

2 giugno, Tauron Arena, Cracovia  -PL

5 giugno, Royal Arena, Copenhagen -DE

8 giugno, Sweden Rock Festival, Solvesborg  -SE

11 giugno, Download Festival, Donington Park  -UK

14 giugno, 3 Arena, Dublino  -IR

17 giugno, Hellfest, Clisson -FR

20 giugno, Lanxess Arena, Cologna -GE

23 giugno, Firenze Rock Festival, Firenze -IT

26 giugno, Meo Arena, Lisbona -PT

29 giugno, Rivas Auditorio, Madrid -SP

2 luglio, Rock Fest Barcelona, Barcellona -SP

5 luglio, Hallenstadion, Zurigo -SW

Un ritorno importante per i bad boys che, nonostante gli acciacchi dell’età, sono sempre alle prese con nuove ed intriganti avventure.
Joe Perry, sempre attivo con The Hollywood Vampires, si prepara a ricevere il Les Paul Award, prestigioso riconoscimento che gli verrà consegnato il prossimo 21 gennaio al 32° NAMM di Anaheim, California. Tra i vincitori delle scorse edizioni figurano Slash, Paul McCartney, Peter Gabriel e Stevie Wonder.
Più che mai più concentrato sulla sua attività di businessman con la Rockin’ & Roastin’, Joey Kramer ha da poco aperto il suo secondo ristorante vicino a Boston.

Steven Tyler con la figlia Mia
Steven Tyler con la figlia Mia

E Steven Tyler? Dopo l’uscita del suo primo album solista ‘We’re All Somebody From Somewhere’ (leggi qui per saperne di più), il tour 2017 sarà l’occasione giusta per rivedere il vulcanico frontman finalmente insieme ai vecchi compagni d’avventura.
Impegni famigliari permettendo: Mia, la figlia ribelle e pittrice nota per le sue opere di erotic art, gli sta per regalare il quarto nipotino/a, arrivo previsto: primavera 2017…!

Intervista: Mark Simon Hell dei Tytus parla del nuovo album ‘Rises’

E’ un periodo importante per i triestini Tytus, heavy metal band formata nel 2014 dai disciolti Gonzales. La band sta facendo parecchio parlare di sé con ‘Rises’, loro primo full lenght uscito da poche settimane via Sliptrick Records. In programma hanno anche una serie di date live, a partire da quella di venerdì 11 novembre allo Spazio Aereo di Marghera (Venezia), dove suoneranno con i ferraresi Game Over e gli Atomic Massacre.

https://www.facebook.com/events/1222059307866760/

La sera successiva, sabato 12 novembre, saranno alla Metal Night al Re di Denari di Portogruaro insieme alle Kröwnn, doom metal da Venezia.

https://www.facebook.com/events/554791458047587/

Ciao Mark, intanto congratulazioni per l’album ‘Rises’, le recensioni in giro sono ottime, vi preparate a presentarlo in giro per l’Italia, come ti senti?
‘Sono molto contento ora! L’album sarebbe dovuto uscire già all’inizio dell’anno con un’altra label’, racconta Mark Simon Hell, chitarrista che compone la band insieme a Ilija Riffmeister (voce e chitarra), Markey Moon (voce e basso) e Bardy alla batteria. ‘Ma poi per alcune ‘divergenze’ artistico-estetiche abbiamo deciso di non farlo uscire con loro e l’album è rimasto in standby per alcuni mesi. La cosa non è stata il massimo perché ha cambiato un po’ tutti i piani, live compresi.. ma finalmente è uscito, quindi ora abbiamo ripreso l’ attività dei concerti e della promozione! Siamo in bomba! Over The Top!

Tytus @ Tetris club, Trieste, 4.11.2016, ph. (c) by Andrea Stoppa
Tytus @ Tetris club, Trieste, 4.11.2016, ph. (c) by Andrea Stoppa

Qual è il concept dietro a ‘Rises’ e perché questo titolo? 
Ehehe… qui dovresti parlare con il nostro bassista Markey Moon che è l’elemento più psichedelico della band… Questa è la spiegazione del concept di ‘Rises’: “In alcuni miliardi di anni il nostro Sole inizierà a morire, per diventare una stella gigante rossa che divora tutto il Sistema Solare. Come sarà la condizione degli esseri umani in quei giorni? Saranno in grado di sopravvivere? Probabilmente sì, probabilmente riusciranno a vivere nel sottosuolo in prossimità delle rare sorgenti d’ acqua. Tutto è stato distrutto e ridotto ad una terra deserta, tutto ciò che amavano è andato per sempre. I loro culti ritornano ad essere quelli da cui tutto è iniziato: il culto del sole potente che purifica l’universo attraverso la distruzione. Quindi le canzoni dell’album sono riflessioni circa l’esistenza degli esseri umani sul pianeta Terra nel corso dei secoli: la guerra, lo sfruttamento, le ribellioni, le religioni, le migrazioni, le rivoluzioni… Ma anche la necessità selvaggia di rompere i confini, fisicamente e mentalmente parlando, e tutte le grandi conquiste resa possibile da questa caratteristica esclusiva della razza umana”.

Tytus, 'Rises', Sliptrick Records (2016), artwork by Conny Ochs
Tytus, ‘Rises’, Sliptrick Records (2016), artwork by Conny Ochs

Che cosa ci puoi dire della fase di registrazione?
‘Rises’ è stato registrato, come il nostro precedente Ep ‘White Lines’, al Track Terminal Studio di Trieste del nostro drummer Frank Bardy. La ricerca del sound è stata lunga e tortuosa, e le abbiamo provate un po’ tutte: dallo stile ‘chirurgico’ alla Megadeth a quello più grezzo della prima NWOBHM… Alla fine la verità era nel mezzo… Infine, il consiglio del mio amico ed ex compagno di band Marco Rapisarda, che in queste cose non ne sbaglia una, è stata quella di fare il master da Will Killingsworth del Dead Air Studio di Leverett, negli Stati Uniti, per dare al tutto un “tiro” un po’ più punk!

Le recensioni di ‘Rises’ parlano di un sound ‘vintage’, ma allo stesso tempo rifinito…
Sì, come ti dicevo prima abbiamo fatto un bel po’ di ricerca per il suono definitivo, inizialmente anche insieme a Carlo della Retrovox Records con cui doveva uscire ‘Rises’. E’ stato un ‘prova e riprova’, lavorando sia sui singoli strumenti, soprattutto sulle chitarre, sia sul mix generale. In definitiva abbiamo cercato di dare un effetto abbastanza naturale che potesse essere il più vicino al sound dei nostri live.

Mark Simon Hell from Tytus @Tetris club, Trieste, 4.11.2016, ph. (c) Andrea Stoppa
Mark Simon Hell from Tytus @Tetris club, Trieste, 4.11.2016, ph. (c) Andrea Stoppa

Ti va di raccontarci un po’ il tuo percorso artistico? 
Anche se sono sempre stato un metallaro ho iniziato a suonare hardcore nei primi anni Duemila principalmente con band della scena veneziana come Ohuzaru e La Piovra con cui ho iniziato a girare l’Italia, l’Europa e anche gli Stati Uniti! Abbiamo fatto i primi tour telefonando negli squat, mandando lettere e girando in furgone con le mappe stradali.

In questi ultimi anni, dopo qualche anno di assenza dalla scena, sono ritornato con le reunion di band storiche del punk/hc italiano come i friulani Eu’s Arse e gli Upset Noise. Devo molto a quell’attitudine: il diy, il supporto tra band è la base che, soprattutto in Italia dove tutti sono troppo presi a fare ‘la rockstar de casada’, purtroppo continua a mancare.

Tytus @Tetris club, 4.11.2016, ph. (c) Andrea Stoppa
Tytus @Tetris club, 4.11.2016, ph. (c) Andrea Stoppa

Queste tue esperienze hanno in qualche modo influenzato anche il lavoro con i Tytus?
Ho suonato e suono in band hc da quindici anni sicché un po’ di legame con quell’ambiente c’è, ed è sicuramente più nell’attitudine che nelle sonorità. Negli Stati Uniti molti musicisti rock, e non solo, hanno un passato, anche minimo, nella scena hardcore, basta pensare a Moby o ai R.H.C.P. L’hardcore/punk dovrebbe essere una sorta di dottrina e non solo per un discorso prettamente musicale. Tornando ai Tytus, ripeto, nelle sonorità non credo si sentano influenze hardcore, ma sicuramente l’ attitudine è quella!

Tytus @Tetris club, 4.11.2016, ph. (c) Andrea Stoppa
Tytus @Tetris club, 4.11.2016, ph. (c) Andrea Stoppa

Sei attivo, oltre che musicista, anche con la tua label. Com’è nata quest’idea, come vedi la scena oggi e quali consigli daresti ad una band emergente? 
La piccola label che gestisco, la Kornalcielo Records, è stata creata da me e Markey Moon più di dieci anni fa principalmente per promuovere il nostro primo cd ‘Hell Drive’ dei Gonzales, la band da cui sono nati i Tytus. E’ nata con lo spirito di dare un contributo per mantenere viva la scena, più che per guadagnare, e in questi anni ci siamo concentrati su sonorità rock’n’roll/punk, alternando l’attività tra booking e produzioni, organizzando dei piccoli tour e date sia a band italiane sia straniere che cercavano degli spazi per suonare da queste parti.

Gonzales 'Hell Drive', Kornalcielo Records (2005)
Gonzales ‘Hell Drive’, Kornalcielo Records (2005)

‘Purtroppo l’interesse per il rock in generale sta diminuendo’, prosegue Mark, ‘e, a parte la scena hc e quei gruppi che sanno di poter contare già su un discreto seguito, è difficile vendere dischi se non durante il proprio concerto. Il consiglio che mi sento di dare alle band emergenti è quello di ‘fare rete’ il più possibile con altre band nella stessa situazione in altre città, regione o Stato in modo di scambiarsi date e supportarsi!

Tra gli ospiti dell’album, c’è il chitarrista Will Wallner dei californiani White Wizzard. Come è nata questa collaborazione?
Ho conosciuto Will Wallner tramite Facebook nel periodo in cui ho consumato il loro lp ‘Devils Cut’ e nel luglio 2015, periodo in cui stavamo registrando, avevo visto che era in vacanza in Croazia con la sua ragazza. E’ rimasto entusiasta della nostra richiesta di registrare un solo nel nostro disco, è risalito dalla spiaggia, ha preso l’auto ed è venuto nello studio!

Nei giorni scorsi è uscito il video di ‘Haunted’, secondo singolo estratto dall’album, che cosa ci puoi raccontare?
Per il video cercavamo un effetto lo-fi da vecchi b-movie horror, e non avendo fatto prima un reale sopralluogo, le scene esterne sono state per lo più improvvisate. Il video è stato realizzato da Enrico ‘Pido’ Stocco nel casolare di una mia amica nella provincia trevigiana, ed è prodotto dalla Rotten Babuino Productions. Anche la partecipazione del nostro amico Frankie Grave, nella parte dell’inseguitore, è stata casuale.

Cosa avete in programma per la promozione del disco? Date singole, tour…?
Sì, abbiamo in progetto un tour in Europa per la fine di aprile 2017.
Nel frattempo abbiamo un po’ di date in giro per l’Italia, dopo quelle in Veneto ce ne saranno anche altre, tra cui Torino in dicembre, poi a Mantova e La Spezia a gennaio!

C’è qualcosa che ti va di aggiungere?
Grazie Sarah per il supporto!

TYTUS’ next show:

Venerdì 11 novembre @ Spazio Aereo – Marghera (VE) w/ Game Over / Atomic Massacre

Sabato 12 novembre @ Re di Denari – Portogruaro (VE) w/ Kröwnn

02.12 @ TBC – Padova

03.12 @ Liber Cafè Raw Power – Torino w/ SOAB

13.01 @ Arci Tom – Mantova

14.01 @ Skaletta – La Spezia w/ Orion

Guns N’ Roses, e quella ‘maledetta’ finale al River Plate di Buenos Aires 

Dopo lo sfolgorante show del 1° novembre a Rosario, il Not In This Lifetime entra nel vivo con la doppietta di venerdì 4 e sabato 5 al River Plate Stadium di Buenos Aires. Il ritorno a 23 anni di distanza da quella notte ‘maledetta’ del 17 luglio 1993 che segnò l’inizio della fine della band, e che coincise anche con l’ultima esibizione di Matt Sorum e Gilby Clarke. Anche il ‘luogo del delitto’ è lo stesso, lo stadio ‘El Monumental’ che in quell’occasione richiamò nella capitale argentina più di 80.000 persone. 

Guns N' Roses, River Plate Stadium, 1993, source: pepp3rland.tumblr.com
Guns N’ Roses, River Plate Stadium, 1993, source: pepp3rland.tumblr.com

L’arrivo dei Guns avvenne nella fredda mattina di giovedì 15 luglio, in una Buenos Aires vicina allo zero termico, e dove gli erano stati riservati gli ultimi due piani del Hyatt Hotel. Numerosi sono i fans già in attesa, quando la band fa la sua prima apparizione alla finestra: Axl appende la bandiera della Nazionale argentina e nordamericana, Slash esibisce il didietro mentre Duff lo sostiene. Più tardi Slash andrà al cinema per vedere ‘Jurassic Park’ in compagnia di tecnici e scorta.

source: fotolog.com/mati_gnr_vr
source: fotolog.com/mati_gnr_vr

Ma è la giornata successiva, quella di venerdì 16 luglio, a incidere pesantemente sul destino della band. Sono le 17.30 spaccate quando due carri armati e quattro volanti della Narcotici di Buenos Aires con a bordo una trentina di uomini fanno irruzione nella suite di Axl, che stava cenando, per un’ispezione della durata di oltre due ore, che proseguirà anche nei camerini ed uffici dello stadio (…)

source: Guns N' Roses ARG/Twitter
source: Guns N’ Roses ARG/Twitter

L’ultimo concerto dei Guns prende il via sabato 17 luglio con il fischio della locomotiva sulle note di ‘Nightrain’, ma il suono verrà ben presto coperto dal boato della folla all’ingresso della band. Numeri da circo, con un runner della Domino’s Pizza che sale sul palco per consegnare una pizza fumante, in realtà si rivelerà poi essere il batterista inglese Cozy Powell (Whitesnake, Rainbow, Black Sabbath).

Guarda qui il video:

In scaletta ci sono sei hit da ‘Appetite’ che si mescolano con una manciata di pezzi da entrambi ‘Use Your Illusion’, oltre a una serie di cover di Misfits, Rolling Stones, Todd Rundgren, Bob Dylan e Wings. Si trattava di una variante del use Your Illusion Tour, ribattezzato con il nome di Skin N’ Bones Tour, e costruito sull’idea di offrire al pubblico uno show più ‘snello’, con brani in acustico, una sorta di versione unplugged del mastodontico Use Your Illusion.

Qui sotto il video del full concert trasmesso dalla tv argentina Telefe:

https://youtu.be/jP4q2g6e8Ew

La setlist:

Nightrain
Mr. Brownstone
Yesterdays
Live and Let Die
Attitude (Misfits cover)

Welcome to the Jungle
Double Talkin’ Jive
Dead Flowers (The Rolling Stones cover)

You Ain’t the First
You’re Crazy
Used to Love Her
Patience

Knockin’ on Heaven’s Door (Bob Dylan cover)

Dust in the Wind (Todd Rundgren cover)

https://youtu.be/iErrGiPktPE

November Rain
Dead Horse
Matt Sorum Drum Solo
You Could Be Mine
Slash Guitar Solo
Sweet Child O’ Mine
Paradise City

https://youtu.be/93hF86veSQc

‘Arrivai alla fine fisicamente e mentalmente stremato’ dichiarò Slash a proposito del tour qualche anno più tardi in un’intervista a Guitar World, e pesanti furono le conseguenze anche per Duff, che subito dopo fu costretto ad entrare in rehab per una pancreatite acuta.

Per molti quella del 17 luglio 1993 è rimasta ‘the infamous gig’ segnando di fatto la fine di un’era, con la band vicina al traguardo di 200 show nell’arco di due anni e mezzo, così come la fine del tour più imponente della storia del rock, che portò il gruppo a suonare in 27 Paesi davanti ad una platea di oltre sette milioni di spettatori. Nessuno si sarebbe aspettato che ventitre anni dopo si sarebbe giocata la rivincita. Soprattutto perché Axl e Slash, dopo quella finale, non sarebbero più tornati insieme per molto tempo. Sembrava una squadra destinata a sgretolarsi: sembrava, perché i Guns, nonostante la partenza di ‘giocatori’ importanti, continua ad essere un gruppo, e una squadra, con i controcazzi.

Special Credits To:

http://www.fotolog.com/sliver90s/51726121/

#ElÚltimoConcierto |GUNS N’ ROSES EN BUENOS AIRES (17/07/93)

 

Intervista Mindwars- Roby Vitari ci parla del primo tour europeo e progetti futuri

Parte in questi giorni il tour dei thrasher californiani Mindwars, band in cui milita lo storico chitarrista ex Holy Terror Mike Alvord.
Abbiamo rivolto alcune domande a Roby Vitari, batterista e fondatore della band, in preparazione del concerto che li vedrà suonare sabato 29 ottobre al New Life Rock Bar di Trieste, ad ingresso gratuito. La serata, che è organizzata da Planet K Records, vede in apertura i Black Pope e i dark metallers Hadal, qui sotto il link all’evento:

https://www.facebook.com/events/1753175234899160/

14344725_1742467762669617_1457855574895729253_nCiao, questo è il primo tour in Europa per i Mindwars, inoltre parte da Torino che è anche la vostra ‘base’: come ti senti?
Ciao, grazie infinite per l’interesse e il supporto! Sì, venerdì suoneremo come Mindwars per la prima volta a Torino… fighissimo! Dopo due dischi e due mini tour americani, e il terzo in preparazione, finalmente suoniamo in casa! Suoneremo al Border Club, punto di riferimento per gli amanti del rock e del metal, un piccolo club ma con un giro molto potente. Suoneremo con Exctinction e Feary Tales, due attivissime band locali molto diverse tra loro ma sicuramente validissime.

Parliamo dell’album ‘Sworn to Secrecy’, come si è sviluppato?
Il disco è nato a metà 2016, relativamente a breve distanza da ‘The Enemy Within’, e la sua ‘gestazione’ è stata abbastanza rapida e naturale nonostante vivessimo in due continenti diversi. Le fasi di pre-produzione, registrazione e missaggio, si sono protratte fino a dicembre 2015. Il disco ha visto la luce in aprile tramite la nostra etichetta Punishment 18 Records.

Mindwars, 'Sworn To Secrecy', Punishment 18 Records (2016), artwork by Mario Lopez
Mindwars, ‘Sworn To Secrecy’, Punishment 18 Records (2016), artwork by Mario Lopez

L’artwork di copertina è molto forte, puoi dirci che cosa rappresenta esattamente?
L’artista che ha curato l’artwork è lo stesso che si è occupato del nostro primo album, Mario Lopez, che è un attivissimo disegnatore di decine di bellissime copertine metal. Tra i due album esiste un filo conduttore, il protagonista è il medesimo in entrambe le copertine, ovvero Wally, la nostra mascotte, che da vittima di un mondo digitale e informatizzato (The Enemy Within), finisce per confrontarsi con la corruzione più profonda che è presente nell’animo umano (Sworn To Secrecy).

Quali sono le differenze principali tra questo lavoro ed il vostro primo album?
A mio avviso ‘Sworn To Secrecy’ risulta più immediato, furioso e ‘sporco’, infatti non è stato fatto nessun tipo di editing rispetto a ‘The Enemy Within’, che invece è più ‘lavorato’ e appare forse più variegato nella proposta musicale. La perfezione, ovviamente arriverà con il disco #3. (sorride, nda).

‘Sworn To Secrecy’ è stato missato e masterizzato da Bill Metoyer degli Skull Seven Studios di Los Angeles, com’è stata l’esperienza?
Bill è una grande persona e un bravissimo produttore. Abbiamo lavorato virtualmente al suo fianco in tutte le fasi di missaggio e mastering. E’ stato paziente, disponibile e super professionale in tutte le fasi di lavorazione.

Il tuo primo incontro con Mike Alvord risale a parecchio tempo fa, che cosa ci puoi raccontare di quel momento?
Correva l’anno 1989 e io, che abitavo ancora a Cosenza, per poter andare ai concerti a Milano o Torino dovevo spostarmi percorrendo per notti e giorni interi in treno la penisola… Ai tempi, lavoravo per una radio privata di Cosenza e avevo la possibilità di intervistare le band grazie ai pass riservati agli addetti ai lavori. Il concerto in questione fu Nuclear Assault, Exodus e Holy Terror a Milano, e nel backstage, tra i vari membri dei gruppi, ho trovato molta affinità con Mike che in quell’occasione mi rivelò che i suoi nonni erano anch’essi originari della Calabria. Coincidenza fatale!

Poi è passato del tempo prima di ritrovarvi, nel frattempo che cosa è successo che ti ha portato in direzione Mindwars? 
Più o meno venticinque anni dopo quel concerto del 1989, Mike ed io ci siamo ritrovati grazie a Facebook e da lì è stato tutto abbastanza naturale. Anche se lui aveva smesso di suonare dopo lo split degli Holy Terror, teneva dei riff da parte che sarebbero dovuti finire in un ipotetico terzo disco degli HT, che purtroppo non ha mai visto la luce. Gli chiesi di mandarmeli e già dopo qualche giorno avevo preparato le parti di batteria abbozzate -ho uno studio di registrazione a Torino per cui il processo è stato molto fluido, lui ne fu entusiasta e così è iniziata l’avventura Mindwars. Da lì a poco reclutammo l’ottimo Danny “Z” Pizzi al basso.

All’inizio dell’anno invece c’è stata la tournée negli Stati Uniti, com’è andata? 
In USA abbiamo già fatto due mini-tour, il primo nel 2014 e il secondo quest’anno, suonando anche in un importante festival di Los Angeles con Exciter, Atrophy, Merciless Death, Fueled By Fire, Warbringer ed altre band. Le locations, ad eccezione dei festival, erano club medio piccoli con un discreto afflusso di pubblico. Purtroppo viviamo un momento storico in cui la musica dal vivo non è considerata una priorità, un po’ dappertutto.. questo però non può che darci lo stimolo di continuare con tutta la passione che abbiamo da sempre per la nostra musica.

Prima dei Mindwars vieni da esperienze con band diverse, quale di queste è quella a cui oggi ti senti più legato e perché?
Credo che la mia prima band in assoluto possa essere considerato il primo amore, gli Headcrasher, ma ho vissuto dei momenti splendidi con tutte le realtà con cui mi sono confrontato, in ambito metal ed anche ‘meno metal’ hehe. The Art Of Zapping, NIA Punx, Jester Beast, Hollywood Killerz, Kutfaces, Nefertari, This Evol Taste, LA Cosa, MCN, Creepin’ Death, e ora Mindwars sono e sono stati motivi di passione e trasporto emozionale immenso.

Quali sono i tuoi progetti futuri?
Oltre all’imminente tour europeo, con Mindwars stiamo preparando il terzo mini tour americano per l’inverno 2017 e, ovviamente, il terzo album. Io sono attualmente anche in forze con gli storici amici Creepin’ Death di Torino con i quali faremo un concerto/evento di reunion organizzato da Carlo Ortolano della gloriosa Dracma Records di Torino per il 3 dicembre. Sarà una grande Festa!!!

Grazie per questa chiacchierata, ci vediamo sabato a Trieste!
Grazie infinite a te e a tutti i lettori di Freezine! STAY THRASH!!!

http://www.mindwarsofficial.com/
https://www.facebook.com/mindwarsband/?fref=ts

 

Trieste, il rock arriva in periferia con il Stone Ranch Festival

Grande partecipazione per il Stone Ranch Festival che domenica 16 ottobre ha portato il sound ‘pesante’ delle chitarre nella periferia di Trieste, più precisamente negli spazi del New Life Rock Bar di via Caduti sul lavoro. L’evento, ad ingresso gratuito, era organizzato dalla Radioactive Booking, già tra i promotori del concerto con i Warrior Soul che in aprile ha fatto sold out alla Casa delle Culture di Prosecco. Continua la lettura di Trieste, il rock arriva in periferia con il Stone Ranch Festival

Deville: Intervista alla band in concerto a Trieste domenica 6 novembre con la nuova line up

Dal loro esordio nel 2004, gli stoner svedesi Deville si sono esibiti in lungo e in largo per l’Europa e gli Stati Uniti, macinando migliaia di chilometri e raccogliendo sempre più consensi. In questo periodo sono in Italia per promuovere ‘Make It Belong To Us’, il loro terzo album uscito con la label svedese Fuzzorama Records.

Partito la scorsa settimana dal Lo-Fi di Milano, il tour italiano dei Deville prevede dieci date, di cui l’ultima a Trieste dove suoneranno al New Life Rock bar domenica 6 novembre. Ad aprire la serata saranno i Them Bulls, tra le band di punta della nuova scena desert rock made in Italy. Qui sotto il link all’evento:
https://www.facebook.com/events/310552052652131/

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